MAX DU VEUZIT.
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Un marito di prima scelta.
1958. SALANI Editore, FIRENZE.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Per Claudia Frmond, ricchissima e bella, il matrimonio fu solo una divertente avventura nella quale si lanci per giuoco.
Ma anche suo marito, Desiderio Valencourt, era un buon giocatore, e anche per lui il matrimonio era solo un piacevole scherzo.
Ma quando Claudia lo cap era troppo tardi per tornare indietro...
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L'AUTRICE.
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Max Du Veuzit, fu lo pseudonimo di Alphonsine Zphirine Vavasseur, scrittrice nata nel 1876 e morta nel 1952. 
Si tratta di unautrice dalla produzione numerosa e di successo, anche se la critica ha dato poco lustro alle sue opere. Alphonsine venne ammessa nel 1902 alla Socit des gens de lettres, fu membro della Societ degli autori drammatici di Francia e della Societ geografica e venne anche insignita della Legion dOnore pochi giorni prima della morte. Redattrice del Journal de Montivilliers e critica letteraria in diversi giornali della Normandia, Alphonsine aveva probabilmente una personalit vivace e moderna, come testimoniano anche le sue opere che  per quanto molto ingenue se viste con gli occhi di oggi  presentano sicuramente pi audacia rispetto a quelle del contemporaneo Delly.
Il suo pi appassionato lettore sar il marito, Franois Simonet, che la incoraggi sempre a scrivere e fu anche colui che le sugger lo pseudonimo con cui Alphonsine divent poi famosa.
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Capitolo 1.
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Senza alzare gli occhi dal suo lavoro a maglia,
Maria Jousserand, dama di compagnia in quella
ricca casa, udendo bussare all'uscio, disse ad alta
voce :
- Avanti! -
Una giovane cameriera entr nella stanza.
- Sono io, signorina, - disse un po' intimidita.
- Ah, sei- tu, Celina! Dunque, stai volentieri qui?
Il posto non  troppo faticoso ed  ben retribuito.
Se ti porterai bene e ti affezionerai alla padroncina,
non avrai pi preoccupazioni per i tuoi genitori.
- Lo so, e spero di riuscire. Ho sentito dire che
la signorina Frmonde  molto buona.
-  bonissima, per chi sa capirla.
- Appunto per questo ho avuto l'ardire di venir
da voi, signorina. Siete stata molto generosa coi
miei genitori e devo a voi se sono entrata qui. Voglio
che non abbiate mai a pentirvi di quello che
avete fatto per me. -
La vecchia signorina guard la ragazza.
- Perch dovrei essere scontenta di te, Celina? - disse benevolmente.
- Anche senza volere posso fare qualche sbaglio;
non ho mai lavorato in case d'altri prima
d'ora e sono all'oscuro di molte cose.
-  giusto, sei novizia nelle tue funzioni di cameriera. -
Indic alla ragazza un panchetto.
- Guarda, siediti l, figliuola. Abbiamo tempo di
parlare, giacch la signorina non torner a casa
prima di un'ora. -
Quando la cameriera si fu seduta sul basso sedile
che le era stato additato, la vecchia signorina domand
sorridendo:
- E ora dimmi, che cosa ti preoccupa?
- Ecco: - rispose la ragazza gravemente - la
signorina Frmonde comanda molto in fretta. Si capisce
che bisogna intendere a volo.
- Ebbene, tu, prima che apra bocca, cercherai
d'indovinare ci che ella desidera. L'importante
 di non rispondere mai alle sue osservazioni.
- Non rispondere mai?
- Mai!
- Anche se la signorina fa un'osservazione ingiusta?
Qualche volta...
- Specialmente quando ha torto.
- Davvero?... - esclam la cameriera maravigliata.
-  indispensabile, sempre. Quando la signorina
ha torto, lo capisce benissimo da s, perch  molto
intelligente; ma  proprio in quei momenti che bisogna
dire come vuol lei; o cedere, o tacere.
- Strano!... Non sar mica felice nella vita, la
padroncina, se non sopporta nessuna contraddizione. -
La ragazza scoteva la testa con aria di disapprovazione,
facendo capire chiaramente quello che ne
pensava.
- Bisogna comprendere chi  la signorina Frmonde, -
riprese la dama di compagnia con seriet.
- Suo padre era uno degli uomini pi ricchi
di Francia e adorava sua figlia. A undici anni la
bambina spendeva in un mese quanto sarebbe stato
sufficiente a mantenere una famiglia. A quindici
anni riceveva la stessa somma ogni settimana, e
trovava che era insufficiente per soddisfare tutti i
suoi capricci o per permetterle di essere largamente
benefica. Perch la signorina Frmonde  tanto generosa
quanto prodiga... Il denaro scorre rapidamente
nelle sue dita senza che ella riesca a capire
in che modo se ne sia andato. -
Celina, ora, spalancava gli occhi, attoniti.
- Tanto denaro! - disse sbalordita. - Pare perfino
impossibile! Una donna che spende senza mai
contare. -
La signorina Jousserand sorrise.
- Per chi conosce Claudia Frmonde, questo sperpero
di denaro non ha importanza. Ella  favolosamente
ricca, ed  naturale che semini ai quattro
vnti le sue rendite. Ci che invece non mi va, 
l'effetto che questa ricchezza ha avuto sul suo carattere.
- La signorina  stravagante, forse? -
La dama di compagnia scosse la testa.
- Pi che altro  indipendente e autoritaria. Non
le passa neanche per la mente che vi siano per lei
cose lecite o proibite. Il suo capriccio  legge. Non
fa del male perch non ne sente il bisogno essendo
profondamente onesta; ma sono sicura che se le
venisse la tentazione di fare una sciocchezza, nessun
consiglio, nessuna volont umana riuscirebbe
a impedirglielo.
-  inconcepibile!
- A quella povera bambina  mancata la madre.
Ne rimase priva prima di compiere undici anni,
e da allora in poi nessuno l'ha dominata. Suo padre
non ha mai voluto contrariarla. Quando, dopo
la morte di sua moglie, mi chiam per affidarmi
la bambina, mi disse che non voleva che ella fosse
oppressa o rattristata. Dovevo cercare con tutti i
mezzi possibili di renderla felice e soddisfare i suoi
desiderii... Una sua sola lacrima, e io avrei perso
il posto. In compenso, ogni suo sorriso mi avrebbe
fruttato una gratificazione. -
La vecchia signorina s'interruppe per mandare
un profondo sospiro.
- Accettai queste condizioni, - continu. - Il
posto era ben retribuito e lo stipendio mi permetteva
di migliorare le condizioni di vita di mia madre...
Speravo anche di poter fare del bene a quella
creaturina avvezzata tanto male...
- E ci siete riuscita?
- S; non l'ho mai contrariata, ma nello stesso
tempo mi sono affezionata a lei, tanto da non volerla
pi lasciare.
- Chi sa quante ve ne ha fatte passare!
- No, non troppe; il fondo era buono.
- Ma quando commetteva qualche sciocchezza,
come facevate? - domand Celina.
- Glielo facevo capire con dolcezza, e spesso il
suo buon senso la induceva ad accettare il mio
consiglio.
- Per non si  sposata! Questo prova che il suo
carattere... -
La governante interruppe con vivacit la cameriera:
- Il suo carattere non  stato mai discusso da
nessuno. La nostra padroncina non si  sposata
perch non ha accettato nessuno dei pretendenti che
hanno cercato d'intenerirla. -
Celina sorrise con furberia.
-  la prima volta che sento dire che una donna
non vuole sposarsi, - rispose incredula.
- Per quale ragione dovrebbe desiderarlo? -
riprese con calore Maria Jousserand. - Da quando
suo padre  morto, e sono ormai quattro anni, siamo
andate da un capo all'altro del mondo, avvicinando
gente di ogni qualit e di ogni razza. Questo
aiuta a far cadere le illusioni! La signorina Claudia,
con la sua ricchezza, si  trascinata dietro tutti
gli spasimanti possibili.
- Davvero?
- Bastava che aprisse gli occhi, per vedersi intorno
venti pretendenti che spiavano ogni suo minimo
gesto.
- E nessuno le  piaciuto? -
La governante fece un gesto incerto.
- Povera bambina, della quale si apprezza soltanto
il denaro! - disse, con tristezza. - Come potrebbe
credere all'amore vero? Tutte le sue amiche
ricche, sposate, sono infelici. Pare che non esista
pi un marito leale per un'orfana troppo ricca. -
Celina approv, pensosa.
- Anche per un uomo  difficile non perder la
testa dinanzi a tanto denaro!
- Certo, gli uomini sono scusabili. Le donne
perdono nello stesso modo la testa per i gioielli e
per i vestiti! Per questo la mia Claudina, che 
intelligente e giudica le cose con sano criterio, non
ha nessuna fretta di mettersi la corda al collo. -
La ragazza fece una smorfia significativa.
- Rester zitella! - disse in tono che pareva
predire una catastrofe.
- Non  sempre spiacevole, - osserv serenamente
la vecchia signorina. - Io sono felicissima,
per esempio! E la stgnorina Frmonde, finch io
star con lei, far benissimo a restare libera e indipendente:
 il miglior tempo della sua vita.
- Non ne dubito! - rispose pensierosa la cameriera.
- Quando una donna pu avere tutto
quel che desidera, un marito non  del tutto necessario. -
In quell' istante, un rumore di porte bruscamente
aperte si fece sentire nello spazioso appartamento
che la signorina Frmonde occupava con la sua servit,
nel viale del Bosco di Boulogne.
La dama di compagnia fece cenno a Celina di
andarsene.
- Ecco la signorina; via, fila al lavoro.  inutile
farti trovare oziosa. -
La cameriera era appena scomparsa, quando la
porta del salotto si apr ed apparve una ragazza alta,
avvolta in un'ampia pelliccia di zibellino.
- Come fa caldo qui, quando si viene di fuori! -
Gett il cappello e i guanti su una poltrona.
- Avete avuto freddo al Bosco? - domand Maria
Jousserand.
- Non troppo! Ho fatto una bella passeggiata.
Sugli alberi vi era la brina e il vento mi arrossava
il naso; ma com' piacevole camminare con questo
tempo! Avete fatto male, Jousserand, a non accompagnarmi.
- Invecchiando divento freddolosa, - ella rispose
in tono di scusa. - Ho preferito lavorare per i vostri
piccoli protetti; vedete... sono andata avanti! -
E additava il lavoro a maglia, che Claudia prese
e osserv:
- Mia buona Jousserand, vi acquistate il Paradiso
con i vostri ferri. Per fortuna siete pi coraggiosa
di me; a me piace poco cucire e far la calza.
- Quando avrete la mia et...
- S, mi dedicher meno al pattinaggio e alle
passeggiate a piedi, questo  certo, - ella osserv
allegramente. - Ma sferruzzare al canto del fuoco?
Uhm! Bisognerebbe proprio che cambiassi del
tutto! -
Quest' idea la fece ridere. Poi, passando a un'altra
idea:
- Niente di nuovo, di posta?
- Niente.
- La Casa Alice ha mandato niente?
- Il vostro abito  di l.
- Aspettavo anche dei libri.
- Anche quelli sono arrivati.
- Benissimo. Avete telefonato al Casino di Parigi?
- S, avrete il palco di proscenio che desideravate.
- Bene, staremo divinamente per vedere Maurizio
Chevalier di ritorno dopo tanti anni di assenza. Non
deve essere pi molto giovane, il bel Maurizio! -
Maria Jousserand sorrise.
- Davvero, Claudia, l'et di Maurizio Chevalier
vi preoccupa?
- Mi  del tutto indifferente, - rispose la fanciulla
con convinzione.
Poi, sospirando:
- Tanto, o questo o un'altra cosa!... Quando non
si sa come ammazzare il tempo! -
E incrociando le braccia, in piedi, davanti alla
dama di compagnia :
- Ah, Jousserand, come sembra lungo il tempo
quando non si ha uno scopo nella vita e non si sa
che cosa fare!
- Viaggiamo.
- Lo sport invernale o la Riviera! Grazie tante,
 sempre la stessa cosa.
- Andiamo in qualche altro posto.
- Viaggiare non mi attira. No, in fondo, il luogo
migliore per passare l'inverno  sempre Parigi.
Parigi, la mia bella Parigi!
- Perch vi ci annoiate, allora?
- Perch? - ella ripet togliendosi lentamente
la pelliccia.
E, pensosa, con gli occhi che parevano guardare
nel vuoto:
- Chi pu mai dire perch una ragazza di ventitr
anni, ricca, libera e sana, si annoi a volte fino
a morire?
- Ma via, Claudia, come mai questi pensieri tristi
da qualche tempo? Avete delle noie, un dispiacere?
- No, no, - rispose la fanciulla alzando le spalle.
- Non ho nessun motivo speciale. Soltanto ho 1' impressione
di sciupare la mia vita e di perdere stupidamente
il tempo... Qualunque cosa faccia, divertimenti,
studio, passeggiate, c' un vuoto in
me, il senso del nulla, dell' inutilit delle cose...,
E questa impressione non  punto piacevole.
- Bisogna reagire, bambina mia... Forse dedicandovi
ancora di pi agli umili, ai derelitti, vi
sentireste utile... Ci vuol tanto poco per sentirsi
soddisfatti di se stessi.
- Predicate a una convertita, Jousserand! Sapete
bene che do molto alle opere di beneficenza...
- Se andaste voi stessa a visitare i vostri protetti? -
La fanciulla represse uno sbadiglio.
- Ho provato; non riesco mai a internarmi nelle
loro preoccupazioni. Quando quei poveretti cominciano
a lamentarsi, non ho che un' idea : coprirli
di denaro perch non soffrano pi, e filare via in
fretta, lontano, per non sentir pi le loro lamentele
o non vedere la loro mediocrit.  spaventoso,
ma credo di non avere pi cuore.
- Sarebbe un peccato, cara Claudia, - disse
ridendo la dama di compagnia - perch fino a ora
tutte le volte che vi ho ricorso, si  mostrato straordinariamente
compassionevole.
- S, dare, dare sempre! Non so fare che questo!
Eppure deve esser bello poter ricevere, qualche
volta! -
S'interruppe, sopra pensiero, e sospir. Poi a un
tratto scotendo le spalle come per liberarsi da un
peso:
- Lasciamo andare, - disse - quante persone
vorrebbero essere al mio posto! E ho il coraggio di
lamentarmi di essere troppo costantemente felice.
Uff! Ritorno ai miei libri che son sempre i migliori
amici.
- Leggete troppo e la vostra immaginazione lavora.
- Almeno con i libri non ho delusioni; gli eroi
sono magnifici, i Principi Azzurri sono tutti leali
e coraggiosi, le ragazze poi hanno tutte felicit da
rivendere. Vedete, Jousserand, soltanto nei libri la
vita mi appare bella. E con questo, arrivederci,
vecchia amica; tra poco ci ritroveremo a pranzo. -


Capitolo 2.

- Via, Jousserand, svegliatevi! Ho cose importantissime
da dirvi, stamattina! -.
La vecchia signorina apr appena gli occhi abbagliati
dalla luce cruda della mattina.
- Che ore sono, Claudia? E come mai siete alzata
prima di me?
- Sono le otto, amica mia.
- Le otto? -
E subito mettendosi a sedere sul letto:
- Mio Dio! Quale catastrofe  avvenuta perch
siate uscita cos presto dal vostro letto?
- Nessuna catastrofe, ma una bella notizia, una
speranza. Mia buona Jousserand, che furia avevo
di vedervi... di raccontarvi! Non mi annoio pi!
Ho uno scopo! La vita  bella!
- Ma che cosa mi state raccontando?
- La verit, Jousserand! E una cosa maravigliosa,
sto per vivere un romanzo!
- Eh?
- S, sto per essere l'eroina di un'avventura magnifica;
sono pazza dalla gioia. -
La fanciulla camminava nervosamente da un capo
all'altro della bella camera della sua dama di compagnia,
a lunghi passi impazienti, avida di evadere
dai limiti troppo ristretti di quel luogo chiuso.
Le braccia si agitavano accompagnando le parole;
tutta la sua persona fremeva sotto un' idea intima
che la turbava visibilmente.
La signorina Jousserand senza dubbio non era
nelle stesse condizioni della sua incantevole compagna,
la cui figurina armoniosa si delineava sotto
la seta del pigiama.
Dopo aver sbadigliato ed essersi stirata beatamente,
ella disse con voce assonnata e senza alcun
entusiasmo :
- Dunque, Claudia, qual'  questa notizia cos
maravigliosa che non avete potuto aspettare per
comunicarmela?
- Mi sposo, Jousserand! Ho deciso di prendere
marito.
- Ahi! - fece la vecchia signorina. - Lo sapevo
io che un' idea scoppiata cos all' improvviso non
poteva essere che frutto di un incubo.
- Come di un incubo! Questa poi! Jousserand,
svegliatevi. Vi dico che mi sposo e sto per vivere
un vero romanzo; non  una visione dei vostri sogni,
mi pare! -
Ma Maria Jousserand non voleva sentir niente.
- Dormivo cos bene, Claudia, e mi togliete dalle
braccia di Morfeo per raccontarmi una cosa tanto
stupida?
- Ma che cosa dite? - esclam la fanciulla con
impazienza. - Non capite, vecchia mia, come
dice la mia amica Bonny? A chi dunque volete che
parli delle mie speranze e dei miei propositi se non
a voi che mio padre mi pose vicino, proprio per
sostenermi e incoraggiarmi nei momenti gravi della
vita? -
Poi, battendo il piede in terra rabbiosamente, ella
seguit con seriet:
- Davvero, mi domando a che cosa servite, se
oggi non sapete ascoltarmi senza scherzare! -
La dama di compagnia non si scompose sotto quel
diluvio di rimproveri.
Rivolta verso la testa del letto, ella alzava con
cura il guanciale sul traversino. Poi, appoggiandovi
comodamente le spalle, incoraggi con calma la
signorina :
- Avanti, bambina mia. Sono tutt'occhi e tutta
orecchi per sentire la vostra rocambolesca avventura.
- Jousserand, mi fareste scattare con i vostri aggettivi
sovversivi, se non sapessi come, in fondo,
mi siete affezionata. Vi dico che ho deciso di sposarmi.
- Ho capito. E mi domando chi  il disgraziato
contro il quale prendete questa decisione! -
Claudia fece un gesto di noncuranza.
- Il marito non ha importanza.
- Come! Credevo che fosse il punto capitale di
un progetto di matrimonio. -
Un'espressione sprezzante pieg le labbra orgogliose
di Claudia.
- Mariti?... Se ne trovano dappertutto. Sapete
bene, Jousserand, che posso scegliere.
- Lo so, ma fino ad ora nessuno  stato di vostro
gusto...
- Perch tutti asserivano di amarmi, mentre volevano
soltanto l'eredit di mio padre.
- E ne avete trovato uno che non si possa sospettare
di agire con lo stesso scopo?
- Niente affatto! Sarebbe come cercare una rosa
in un cespuglio di cardi. Ho avuto troppe delusioni
per credere ancora all'onest di un pretendente.
- Mi accorgo, - osserv tranquillamente la vecchia
signorina - che ragionate meglio di quanto
il principio del vostro discorso mi avesse fatto credere.
- Ascoltatemi, prima di rallegrarvi! - protest
Claudia con un sorriso misterioso.
E, senza illudersi sull'accoglienza che la vecchia
signorina avrebbe fatto alle sue dichiarazioni, soggiunse,
maliziosamente :
- Preparate le vostre grida da ossifraga, mia
buona Jousserand; non sposo un signorino che parli
d'amore per ingannarmi meglio. No! Al contrario,
sposo un marito che compro, e sui sentimenti del
quale non ho nessuna illusione.
- Un marito che comprate! -
Maria Jousserand si era rizzata a sedere sul letto
per guardar meglio in viso la sua compagna.
- Sicuro; un marito che sia cos o cos, che faccia
questa o quella cosa a mio piacere, non perch
mi ami o dica di amarmi, ma semplicemente perch
io lo pago per essere cos o fare in quel dato modo.
- Un marito che pagate perch faccia quello che
voi volete! E costui esiste?
- Credo, - disse Claudia con la pi grande seriet
- che se non esiste ancora in linea generale,
baster crearlo, perch divenga rapidamente una
cosa comune.
- E proprio voi pensate sul serio di creare un
precedente in simile materia?
- Precisamente, proprio io! - assent la fanciulla
con grande disinvoltura.
Poi, sedendosi sulla sponda del letto con le gambe
incrociate e le mani sulle ginocchia, spieg tranquillamente:
- Sapete che da qualche tempo mi diverto a leggere
i libri stranieri nella loro lingua e cos mi
sono buttata come un'affamata sui libri spagnuoli.
Ieri sera, appunto, ho letto uno di quei libri...
- Che cosa c'emtra ora la letteratura spagnuola?
- Quasi niente, ma l'idea di comprare un marito
mi  venuta appunto leggendo quel romanzo
scaturito dal cervello di un moderno Cervantes. Vi
ho pensato tutta la notte.
- Questo bravo suddito della penisola iberica
avrebbe potuto fare a meno di turbarvi il cervello.
- Ma non capite dunque, Jousserand, che la lettura
di quel libro mi ha suggerito un' idea geniale?
Compro un marito, vale a dire, lo scelgo secondo
un tale o tal altro modello che ho in mente. Lo pago
perch...
- S, s, me lo avete gi detto. La difficolt sar
di scovare l'uccello raro che accetti di sottomettersi
ai vostri capricci. -
Questo per non pareva preoccupare la fanciulla.
- Pagando bene, - ella afferm con evidente
sincerit - non deve essere impossibile. -
La dama di compagnia alz le braccia al cielo e
quasi con collera grid:
- Spero che la Provvidenza vi metta tanti bastoni
tra le ruote da non farvi incontrare mai um
uomo cos vile da accettare un simile mercato. -
Le osservazioni della vecchia signorina cominciavano
a indispettire Claudia, che protest vivacemente:
- Voi credete che un giovanotto che vi ha detto
vi amo e che pensa nello stesso tempo al mio denaro
sia pi onesto di colui che acconsente lealmente
ad adempiere i termini di un contratto? -
Come si poteva rispondere a un argomento simile?
La dama di compagnia si mise a osservare con
sgomento la sua pupilla, che mostrava nel viso serio
e nell'espressione decisa, la sua pi profonda convinzione.
- Mia povera Claudina, - disse scotendo la testa
- non trovo gli argomenti per combattere questa
nuova eccentricit che vi  venuta in mente. Voi
dovreste capire che il matrimonio  una cosa troppo
seria perch si possa impegnare la propria vita
sopra una folle idea di romanzo.
- Il matrimonio  una cosa molto triste ai tempi
nostri, - osserv con amarezza la fanciulla.
- Ma  sempre il migliore stato per una donna
seria.
- Per questo penso a sposarmi; ho ventitr
anni...
- E i pretendenti non mancano! Tra essi ve ne
sono di buone famiglie che offrono serie garanzie. -
Claudia si alz con impazienza.
- Le garanzie di quei pretendenti somigliano a
quelle delle differenti marche di sardine; peggiori
sono e pi sono vantate nei grandi affissi di pubblicit.
Non so che cosa farmene di fidanzati all'olio
rancido, sotto nomi altisonanti. Ho trovato un mezzo
che mi piace e che credo buono. Se poi non riuscir
a scoprire il merlo bianco con questo mio sistema
sar sempre in tempo a rinunziarvi. -
La vecchia signorina alz gli occhi al cielo scoraggiata.
- Che cosa posso dirvi ancora, mia povera piccina? -
ella disse veramente avvilita di fronte all'inutilit
dei suoi consigli.
- Farmi i rallegramenti, amica mia. Rallegratevi,
dunque; mi sposo con un marito scelto da me,
quindi di mio gusto! -
L'altra per non era punto convinta.
- Rallegriamoci dunque, giacch la gioia  all'ordine
del giorno, - rispose lugubre.
Aveva un viso da far paura.
- E allora, - ella riprese a mezza voce - per
mezzo di giornali... con un annunzio... comprerete
un marito? -
Claudia scoppi a ridere, e la sua risata fresca e
giovanile faceva capire come la sua volont fosse
senza indecisione.
- Jousserand, mi divertite! Mi ci vedete, a portare
un simile annunzio a un giornale, e ad aspettare
il risultato fermo in posta?
- Preferite render noto questo desiderio ai vostri
pretendenti?
- Che poca immaginazione avete I - osserv con
allegria la fanciulla.
Si alz, e davanti all'alta specchiera a tre sporti
che rifletteva all' infinito la sua immagine, si stir
voluttuosamente.
- Vi lascio, Jousserand, per andare subito all'Agenzia
Edera, la pi seria agenzia matrimoniale
che esista in Francia. -
La vecchia dama di compagnia fece un salto sulla
seggiola.
- Un'agenzia! Claudia, Claudina mia,  impossibile!...
Bimba mia, non v'imbarcate in una simile
avventura! -
Ma la risata argentina della ragazza non aveva
nessun riguardo per le angosce della dama di compagnia.
- State tranquilla, vi terr informata, giacch
vi rallegrate cos sinceramente con me. -
E, birichina, mandando un bacio sulla punta delle
dita alla vecchia signorina esterrefatta, la giovane
milionaria se n'and.


Capitolo 3.

Claudia Frmonde si fece condurre nei pressi dell'Agenzia
Edera, situata in una delle poche vie tranquille
del quartiere dell' Opera.
Quest'agenzia matrimoniale, conosciuta in tutto
il mondo da diverse dozzine di anni, godeva di una
fama senza pari nel combinare onestamente e in
forma legale numerose unioni.
Tutti vantavano la coscienza elevata del direttore,
la sua onest che lo rendeva un collaboratore
prezioso nei progetti matrimoniali che gli venivano
affidati; si diceva anche che, grazie a un completo
servizio d'informazioni, la buona fede dei clienti
non venisse mai sorpresa e che i matrimoni combinati
dall'Agenzia Edera fossero di solito bene assortiti.
Da una dozzina d'anni, quest'agenzia matrimoniale
si era estesa in modo considerevole.
La mediocrit dei matrimoni del dopo guerra, la
malafede dei coniugi in continuo sforzo d'inganno
reciproco, le forti delusioni dei giovani al disotto
dei trent'anni che si accorgevano di non avere saputo
essere pi furbi dei loro maggiori; il prezzo
della vita che in un'ascesa vertiginosa troncava le
ali dell'amore con l'incubo continuo delle spese, dei
conti da pagare e dei rimproveri cocenti; l'orrore,
insomma, che ognuno cominciava a provare per la
catena matrimoniale ogni giorno pi tesa e sconfortante,
avevano permesso all'Agenzia Edera di svilupparsi
considerevolmente e di occupare un posto
importante e quasi indispensabili e in quella societ
moderna, egoista, gaudente e in fondo in fondo bonacciona.
Con l'Agenzia Edera non vi erano sorprese.
Si conosceva perfettamente l'et della fidanzata,
lo stato del suo stomaco e la fedina penale della
famiglia. Le fanciulle non erano pi all'oscuro dei
guadagni reali dei loro pretendenti, delle loro abitudini
spenderecce, come pure del loro sistema per
troncare una relazione con una donna; e questa
reciproca conoscenza permetteva a ciascuno di sposarsi
secondo i propri gusti o il proprio temperamento,
senza tema di restar deluso.
Si sapeva dove si andava a finire, e il matrimonio,
se pur perdeva un poco della sua poesia, offriva
almeno tutte le garanzie possibili di sincerit e di
fiducia. E questo anche perch una visita scrupolosa
fatta da un medico incorruttibile addetto all'Agenzia
Edera era imposta a tutti i candidati al matrimonio
ed equivaleva al certificato prenuziale, reclamato
invano dalla Camera della corporazione
medica.
Claudia era stata attirata da questa reputazione
perfetta, e senza pensarci tanto, dopo aver lasciato
la macchina in quelle vicinanze per non risvegliare
la curiosit del suo autista sul passo che stava per
fare, raggiunse a piedi gli uffici dell'Agenzia Edera
dove chiese di parlare personalmente al direttore.
Dov' fare un po' d'anticamera prima di ottenere
di essere in presenza di quell' importante personaggio,
che riceveva solo per appuntamenti e in casi
particolarmente interessanti.
Ma Claudia Frmonde aveva degli argomenti ai
quali era difficile resistere; e soprattutto era una
bella ragazza, portava una pelliccia di prezzo e
usava un certo tono di comando al quale era difficile
opporsi.
Dopo aver fatto scivolare un biglietto di banca
nella mano del portiere diventato subito ossequioso,
ella ebbe la certezza di esser ricevuta.
Il signor Michot era un uomo di una cinquantina
d'anni, di una eleganza corretta e indiscutibile, che,
costretto dalla sua condizione stessa a frequentare
le case migliori, era un vero uomo di mondo.
Non aveva niente di comune col solito tipo di
direttore di agenzia matrimoniale di un tempo.
Dopo aver fatto attendere la visitatrice, come si
conviene, una diecina di minuti, la ricev con la
pi grande gentilezza.
Il suo occhio, avvezzo a giudicare gli uomini e
le donne che frequentavano il suo ufficio, valut subito
l'importanza della giovane visitatrice; cap che
non si trattava di una cliente comune.
La signorina era troppo bella e troppo elegante
per essere davvero in cerca di un marito introvabile.
La testolina altera dalle labbra sdegnose, nonostante
il sorriso pieno di franchezza, doveva avere
piuttosto l'abitudine di respingere i pretendenti che
il desiderio di acchiapparne uno a qualunque costo.
E il signor Michot mise nella voce tutta la sua
affabilit per rassicurare la giovane sconosciuta e
ispirarle fiducia.
Claudia del resto prov subito una gran simpata
per l'uomo che le stava dinanzi.
- Ho insistito per esser ricevuta da voi, signore,
perch l'affare che mi ha condotta qui  del tutto
personale e ho bisogno della vostra intera discrezione.
- La discrezione  assicurata a tutti i clienti,
chiunque essi siano, signorina. Quando conoscerete
meglio l'Agenzia Edera, i suoi uffici, il suo personale,
capirete che potete parlare qui con tutta confidenza. -
La voce dell'uomo era calma, grave, e produsse
su Claudia un effetto riposante.
- In ogni modo desidero di trattare solamente
con voi, - ella insist col suo pi grazioso sorriso.
Aveva creduto che all'Agenzia Edera bastasse dettare
le sue condizioni e pagare largamente, ma cap
invece fin dal primo momento che per ottenere la
collaborazione efficace dell' importante direttore bisognava
prendere in considerazione la sua autorit
e i suoi consigli.
- Sono a vostra disposizione, signorina, - egli
afferm. - Se volete espormi in modo particolareggiato
i vostri desiderii e le vostre pretese, mi
sforzer di darvi completa soddisfazione. -
La fanciulla aveva la testa cos piena della sua
idea che non trov nessuna difficolt ad esporre i
suoi desiderii al direttore dell'Agenzia Edera.
Voleva un marito che fosse cos o cos... Il fisico
le importava poco, purch fosse abbastanza alto di
statura e piacevole di viso.
Quello per a cui teneva sopra ogni cosa era l'educazione.
Voleva un marito che fosse di buona compagnia,
colto, gentile, premuroso e uomo di mondo d'impeccabilit
morale e materiale assoluta.
Oltre a ci poneva dei limiti ai loro rapporti; suo
marito e lei dovevano vivere come buoni compagni,
trattarsi a vicenda con la pi grande gentilezza,
essere uniti moralmente dagli stessi gusti, dagli
stessi interessi e da una reciproca fiducia. Ella faceva
assegnamento sul suo compagno per essere
difesa in caso di bisogno ed esser trattata in ogni
circostanza come un'amica carissima, ma i loro rapporti
dovevano finire qui. Claudia non voleva subire
il giogo dell'uomo... almeno fino a quando non conoscesse
a fondo suo marito e non fosse sicura di
far di lui definitivamente il compagno di tutta la
sua vita. Pretendeva di restare padrona di se stessa,
e di non essere affatto importunata dalla galanteria
di un marito innamorato... Pi tardi, chi sa?
Di questo pi tardi, voleva per essere assolutamente
libera di decidere da sola.
Fino a questo punto, il signor Michot, aveva ascoltato
approvando in silenzio con la testa i diversi
desiderii espressi dalla sua preziosa cliente; tutti
gli parevano effettuabili. Alle ultime condizioni,
per, aggrott le sopracciglia.
- Preferisco dirvi subito, signorina, che quest'ultima
richiesta mi pare difficile a effettuarsi. Quale
uomo di buon senso, leale e onesto come voi lo
desiderate, accetterebbe questa clausola? I casi sono
due : o non prover per voi che dell' indifferenza e
cercher altrove il proprio piacere... e allora sareste
voi a lagnarvi di lui; oppure s'innamorer di
voi e desiderer avere con voi una maggiore intimit. -
Claudia, istintivamente, ebbe una smorfia di disgusto
che fece sorridere il signor Michot.
- Signorina, mettetevi per qualche istante al posto
di quel presunto marito. Senza dubbio siete abbastanza
bella per appagare la vanit di un uomo
anche di gusti difficili; ma se personalmente egli
non deve trarre, diciamo cos, nessun profitto...
della vostra belt, che vantaggio avr per lui questa
unione?
- A questo punto, signore, permettetemi di fare
intervenire la questione del denaro...
- Vi ascolto, signorina.
- Sono ricca... ricchissima! Ma non desidero che
mio marito lo sia... -
Il signor Michot sorrise in sogno di approvazione.
- Questo  infatti un serio compenso!
- Tanto pi che l'uomo che sceglier avr assicurata
una vita larga e piacevole: viaggi, distrazioni
numerose, grandi alberghi, abiti eleganti, automobili
di lusso, insomma tutto ci che pu abbellire
e rendere piacevole l'esistenza.
- Comincio a capire meglio le vostre esigenze,
signorina. -
Claudia sorrise, e fiera di poter fare delle cifre,
continu :
- Insomma, assegnando a questo signore per le
sue spese personali una somma di un milione al
mese, credo che egli trover in questa unione un
serio compenso a quanto vi pu essere di spiacevole
per un galantuomo nell'essere marito soltanto
di nome. -
Il signor Michot non rispose. Le cifre della fanciulla
lo avevano impressionato; ma, nonostante
tutto, egli rifletteva alle strane proposte della sua
cliente, e pesando il pr e il contro, si sforzava, come
uomo, di giudicare che cosa avrebbe risposto un
altr'uomo davanti a un smile mercato.
-  possibile accontentarvi, signorina, - fece
infine - a condizione che voi stessa lo vogliate.
- E come?
- Accettando di chiudere gli occhi pi tardi sulle
scappatelle che di tanto in tanto il vostro compagno
creder di fare. -
Un rossore improvviso sal al viso di Claudia, e
subito, intransigente come sono per lo pi le donne
quando non traggono vantaggio dalle infedelt dell'uomo,
replic:
- Ma io non voglio che mio marito corra la cavallina,
n che si permetta la minima scappata!...
Tengo sopra ogni cosa ad avere un compagno tranquillo
che si occupi soltanto di me e che non abbia
relazione con nessun'altra donna. -
Il signor Michot scosse la testa e, divertito in
fondo dalle pretese di Claudia, si sforz in apparenza
di approvarla completamente.
- S, s, capisco, capisco... -
In realt la sua grande esperienza della vita gli
suggeriva di non lasciarsi spaventare da quelle esigenze
femminili. Fin dai tempi remoti le donne
hanno chiesto la fedelt completa dei loro compagni...
Amato o no, sposo reale o fittizio, il marito che
sposava quella bella ragazza sarebbe stato esattamente
dello stesso stampo di tutti gli altri mariti,
soprattutto con quelle condizioni.
La cosa principale, disse tra s e s  di scovarle
un marito educato e corretto. Con un gentiluomo
le cose si accomodano sempre bene.
E contemplando la testolina orgogliosa che poneva
quelle condizioni anormali con tanta sicurezza,
un sorriso indulgente err sulle labbra del grave
direttore, ed egli la rassicur con la sua abituale
autorit :
- Credo di potervi assicurare che trover il marito
che desiderate; tra qualche giorno v'informer
dei primi risultati. Intanto, per facilitare le ricerche
e provvedervi un fidanzato secondo i vostri gusti,
volete riempire uno di questi moduli? -
Tese alla fanciulla uno stampato con molti spazi
bianchi. Era un vero questionario, che Claudia osserv
con sorpresa e ostilit.
- Ma come? Devo fornire tutte queste informazioni? -
ella protest.
- L'uomo che voi cercate pu desiderare anche
lui qualche particolare sulla moglie che gli viene
proposta.
- Certamente, ma...
- Notate, - insist il signor Michot - che, pi
noi sceglieremo un uomo di carattere superiore, e
pi sar egli stesso difficile. Prima che s'impegni,
bisogner esporgli il fatto e rispondere a tutte le
sue domande.
-  giusto, - riconobbe la visitatrice. - Ma come
conciliate tutte queste cose con la segretezza che io
esigo?
- Questo documento  confidenziale, signorina;
una sola parte di esso  resa nota e sottoposta agli
eventuali pretendenti. Certi punti, come il vostro
nome, il vostro indirizzo e ci che vi  di particolare
nei vostri connotati, non vengono mai comunicati.
Oltre a ci, se desiderate restare sconosciuta anche
a noi, baster che mettiate un numero o delle iniziali
al posto del vostro stato civile. Per la regolarit
dei nostri registri e come garanzia, baster
che versiate alla nostra cassa una somma, che copra
in anticipo le spese di ricerca. Sappiate che i
nostri clienti sono assolutamente liberi di svelare
o no la loro identit. Una sola cosa noi esigiamo
da essi, e questo sotto pena di radiazione, ed  l'esattezza
delle informazioni che ci forniscono. Essi possono
benissimo non rispondere se una domanda li
mette in imbarazzo, ma noi abbiamo l'obbligo di
prendere le nostre precauzioni contro ogni errore
volontario. Quando questo viene provato, cessiamo
immediatamente d'occuparci di quei cattivi clienti,
e l'anticipo di denaro che essi hanno versato resta
alla Casa, come compenso delle noie che essi avrebbero
potuto procurarci.
- E avete ragione, dopo tutto, - rispose Claudia
rassicurata da un tale programma - altrimenti
ognuno cercherebbe di farsi passare per un merlo
bianco. -
Claudia prese una penna e coraggiosamente riemp
gli spazi bianchi del lungo questionario.
Per, quando giunse alle indicazioni sulle qualit
fsiche del fidanzato che desiderava trovare, rimase
con la penna in aria.
- C' qualcosa che vi mette in imbarazzo? - interrog
il signor Michot che non la perdeva d'occhio.
- S, - ella confess. - Non ho preferenza per
un tipo speciale di uomo. Ho avuto ai miei piedi
tutti i pretendenti possibili e nessuno mi ha soddisfatta
del tutto. Istintivamente, desidero che mio
marito sia pi alto di me e che abbia un viso simpatico,
ma la forma del viso, il colore degli occhi o
dei capelli, hanno poca importanza... purch egli
abbia le doti morali che desidero, e sia un vero
cavaliere servente.
- Cercheremo di accontentarvi, - ripet il signor
Michot che vedeva con soddisfazione spuntare un
bel guadagno per la sua agenzia.
Ma, come se per telepatia avesse indovinato i pensieri
del suo interlocutore, Claudia smise di scrivere
e alz la testa.
- Vorrei anche dirvi, signore, - ella spieg con
voce soave, ma sicura - che il mio patrimonio non
riguarder mio marito in nessun modo; il mio notaro
prender a questo scopo tutte le precauzioni
necessarie. Oltre gli onorari che vi verser, non
avrete niente da sperare da colui che avr scelto,
come pure vi avverto che romper immediatamente
una unione che non risponda ai miei desiderii. In
cambio, siccome  giusto che ognuno venga ricompensato
secondo i suoi meriti, capisco che se sarete
l'artefice della mia felicit io vi dovr un bel ringraziamento.
E questo sar sotto forma di un assegno
di cinquantamila franchi che vi verr pagato
ogni mese.
- Ogni mese I - esclam il direttore sussultando.
nonostante il suo abituale sangue freddo.
- S, finch durer questo matrimonio... e sino
alla fine della mia esistenza, se non verr rotto
avanti. -
Il signor Michot ammir in cuor suo le precauzioni
prese contro di lui in quest'affare, ma siccome
quelle precauzioni stesse gli erano favorevoli, non
pot che rallegrarsi con la giovane donna che si
dimostrava cos abile. Claudia gli appariva a un
tratto una donna superiore, con la quale bisognava
avere giudizio, e che era meglio non cercare d'ingannare.
Quando si separarono, si strinsero con
forza la mano; ognuno era contento dell'altro.
Il direttore dell'Agenzia Edera si sentiva pieno di
zelo per la sua generosa cliente, e Claudia vedeva
con piacere che la sua idea stravagante poteva avverarsi.
Evviva l'autore spagnuolo che mi ha messo in
testa questo bel romanzo! esclam ella allegramente,
quando si fu di nuovo accomodata nella sua
automobile. A noi, signori mariti!... Per questa
volta sar una donna che parler per prima e porr
le sue condizioni! Da troppo tempo le ragazze son
costrette a scegliere i loro mariti nel numero ristretto
degli uomini che le ricercano, fino a ridursi,
in certi casi, a prendere il primo che capita, per
paura di perdere l'unica occasione!
E senza rendersi conto che parlando cos ostentava
sentimenti molto sovversivi per la tranquillit
del suo futuro marito, cominci a canterellare allegramente,
mentre l'automobile filava verso casa.


Capitolo 4.

Il pranzo volgeva alla fine, e la pi schietta allegria
regnava in quella riunione di uomini.
L'anfitrione, Simone Wass, il ben noto banchiere,
aveva del 'resto fatto bene le cose, come sempre.
Bench sposato e padre di tre bei ragazzi, Simone
Wass aveva preso l'abitudine di riunire tutti i mesi
in un pranzo un certo numero di amici e conoscenti
che cercava di cambiare ogni volta, col desiderio
recondito di mantenere le sue relazioni, di
allacciarne delle nuove o di gettar le basi di qualche
nuovo affare.
Quella sera, agli antipasti delicati avevano fatto
seguito fini vivande, agli aperitivi di gran marca,
vini generosi.
Ora, mentre cominciavano a spuntare qua e l i '
punti rossi dei sigari accesi, liquori di ogni colore
iridavano i bicchieri e le bottiglie, e i convitati,
con un'espressione di beatitudine sulle labbra, gli
occhi lucidi, lo stomaco e il palato soddisfatti, si
lasciavano andare a discorsi un po' grassi o a mezze
confidenze secondo la loro indole.
Il signor Michot, uno dei fortunati convitati di
quella riunione, parlava col padrone di casa, che
lo ascoltava amichevolmente, delle preoccupazioni
e nello stesso tempo delle soddisfazioni dei suoi
affari :
- L'Agenzia Edera ha clienti in ogni luogo.
Quando ho cominciato ad affermarmi, circa dodici
anni fa, in principio avevo soltanto una clientela
d'impiegati e di piccoli borghesi che per mancanza
di relazioni non riuscivano a trovare il compagno
o la compagna adatta. Oggi non  pi la stessa
cosa. Il giovanotto moderno di solito ha pi bisogni
dei suoi confratelli passati. Vuole che sua moglie
risponda a certe sue esigenze, che abbia tali
attitudini, tale ricchezza, tale educazione, e quando
 convinto che le ragazze che gli vengono presentate
sono come egli desidera, allora soltanto mette
in ballo il sentimento e sceglie tra molte concorrenti
quella che gli piace di pi.
- Certo, - disse Simone Wass - i nostri padri
si sposavano prima di tutto per amore.
- O magari semplicemente per una grossa dote,
- osserv un vicino.
- Queste cagioni erano ambedue ugualmente cattive,
- continu il direttore dell'Agenzia Edera. -
Nel primo caso l'uomo sincero sposava, con gli occhi
bendati dall'amore, una donna che spesso era
indegna di lui; nel secondo sacrificava ogni possibilit
di esser felice nel matrimonio alla sola soddisfazione
di possedere un bel gruzzolo. In ambedue
i casi faceva la propria disgrazia e quella della
donna che si affidava a lui. Con la concezione moderna
del matrimonio, i nostri giovani studiano i
caratteri, i gusti, giudicano i valori, le qualit; 
molto meno aleatorio. Ed io vi posso assicurare, con
quel tanto di conoscenza in materia che mi vorrete
consentire, che da due o tre anni a questa parte il
livello del matrimonio tende a risalire.
- E davvero, Michot, vi succede d'incontrare
nella vostra clientela delle persone ricche... che
hanno delle relazioni, un patrimonio, e che nonostante
tutti questi vantaggi, si rivolgono a voi per
scovare l'anima gemella? -
Il direttore dell'Agenzia Edera ebbe un sorriso
trionfante.
- Non pi tardi di stamani, caro signore, una
ragazza ricca... ricchissima, immensamente ricca,
si  rivolta a me per trovare il merlo bianco rispondente
ai suoi desiderii.
- Per essere del tutto preciso, avreste dovuto
completare il ritratto, - intervenne uno dei convitati,
con una certa ironia.
- Che ritratto?... - fece Michot in buona fede,
maravigliato.
- Avete detto: immensamente ricca. Bisognava
aggiungere : terribilmente brutta, o vecchia, o deforme!
- Ma niente affatto; ella  giovane, bella e ha
tutta l'aria di essere anche una ragazza intelligente.
- Via, Michot, non esagerate! - disse il padrone
di casa conciliante.
- Ma io non esagero affatto, mio caro! Vorrei
avere trent'anni per mettermi nel numero dei concorrenti... -
S'interruppe, esit, e riprese con pi calma :
- Dico una sciocchezza; un Michot, bench potente
e furbo, non corrisponde affatto ai desiderii
della mia giovane cliente; ci vuole un uomo di mondo
veramente distinto, cavalleresco e gentile... -
E in poche parole, pur mantenendo il pi grande
riserbo intorno alla sua visitatrice, il signor Michot
raccont l'avventura della mattina e il mandato di
cui era stato incaricato. La cifra della pensione
mensile che la giovane donna pretendeva di assegnare
a suo marito fece impressione sui convitati.
Per molto meno, molti di essi avrebbero venduto
l'anima!
Pi che altro quella cifra dimostrava la seriet
dell'affare.
E ognuno faceva qualche riflessione, o lanciava
qualche motto di spirito per quella strana amazzone
che aveva la pretesa di comprarsi un marito.
- E, davvero, quella ragazza  bella? - chiese
di nuovo il convitato che al principio della conversazione
aveva parlato ironicamente.
- Bellissima! - conferm il signor Michot.
- Che et?
- Ventitr anni.
-  veramente perfetta sotto tutti i rapporti?
- Perfetta: elegante, distinta, mani e piedi piccoli,
viso piacente. Una bella donna, insomma!
- Perbacco! Purch non vi sia qualche tara
fisica o morale che vi sfugge.
- Non credo! Le informazioni che ho gi ottenute
questo pomeriggio sono ottime, e la fanciulla
di cui si tratta appartiene alla migliore societ.
- Francese?
- S, signore.
- I genitori?
- Orfana. -
Segu un silenzio come se quella parola avesse
riassunto il fatto.
- Allora, - riprese dopo un istante la stessa voce
- vi auguro, caro signore, di condurre a termine
questo affare. Per parte mia, quando v' incontrer,
avr la curiosit di chiedervi come sar andato a
finire.
- Spero, signore, di avere soltanto cose piacevoli
da dirvi. Quest'affare  magnifico, esso mi sta
a cuore e ho deciso di condurlo in porto io stesso.
- Tutti i miei auguri perch riesca, - replic
l'altro gentilmente.
- Vi ringrazio, signore, - rispose il direttore
dell'Agenzia Edera, osservando di sfuggita il suo
interlocutore.
Ma ebbe appena il tempo di notare una fsonomia
intelligente e aperta.
Tutti si alzavano da tavola, alcuni accaparravano
il signor Michot che si sapeva in buone relazioni
di amicizia con numerosi personaggi, ed egli
si trov completamente separato dal suo simpatico
interlocutore di poco prima.
Questi, intanto, come desideroso di raccogliersi,
si era ritirato, con la sigaretta tra le labbra, nel
vano di una finestra aperta nella notte.
Il vento fresco giungeva di fuori a larghi soffi
benefici, e. scacciava quella specie di torpore che
coglie tutti alla fine di un pranzo troppo succulento.
Lo sconosciuto, con gli occhi persi nel vuoto del
cielo cupo costellato di punti d'oro, pareva seguire
qualche visione attraente piena d'imprevisto. Vi
era un sorriso nei suoi occhi e dell' ironia sulle sue
labbra, ma la fronte restava aggrottata come se il
cervello, pi lucido, si ribellasse imperioisamente a
un'oscura idea venuta dal fondo dell'anima.
E fu forse questa volont inconscia che lo fece
girar sui tacchi e camminare verso il suo imponderabile
destino.
Con la mente ancora annebbiata, l'aria assorta,
and verso il padrone di casa,
- Simone, - disse familiarmente - presentami
a Michot dell'Agenzia Edera senza precisare chi
sono... Anzi a questo proposito chiedo al tuo onore
il segreto perch egli ignori la mia vera condizione.
- Michot non ci metter molto a sapere quello
che vorresti nascondergli... soprattutto quello!
- Non mentire, allora, di' la verit: Desiderio Valencourt,
tuo compagno di San Luigi, avvocato senza
cause alla Corte d'Appello di Parigi... e basta, questo
 tutto! Per parlare privatamente a quel bravo
uomo spero che non sar necessario smuovere i
milioni con la pala, o avere il sorriso affascinante
della milionaria di cui ci ha parlato!
- No, rassicurati, Michot  molto affabile. In
ogni nuova conoscenza vede un futuro cliente o un
signore che pu essergli utile. Gli altri hanno di
lui la stessa opinione, dimodoch  l'uomo pi popolare
di Parigi. Se appena appena gli vanto la
tua intelligenza, vedrai che bel sorriso ti fa. -
Ma Valencourt trattenne l'amico per un braccio.
- Non dimenticare che il tuo amico Desiderio ti
ha chiesto la discrezione e che un avvocato senza
cause non ha gran merito a non far niente.
- Va bene, va bene, spingi la modestia fino all'esagerazione;
stai tranquillo, principe dei poliziotti
e re degl'illusionisti, sar discreto, poich tale
 il tuo desiderio. -
Un istante dopo il direttore dell'Agenzia Edera
stringeva la mano di Desiderio Valencourt, presentatogli
dal loro comune amico Simone Wass.
- Ho gi avuto poco fa il piacere di scambiare
qualche parola con voi, - disse gentilmente il signor
M'ichot come preambolo.
- A proposito della giovane avventuriera alla
quale cercate un fidanzato, - complet con semplicit
Valencourt.
Ma l'altro protest:
- Scusate, scusate! Non credo di aver detto che
la mia cliente fosse un'avventuriera.
- Merita, dunque, veramente tutto il bene che
avete detto di lei?
- Sulla mia coscienza professionale, ve lo confermo. -
Il giovane avvocato ebbe un sorriso impercettibile:
la coscienza di un direttore di agenzia matrimoniale
non gli sembrava un argomento indiscutibile.
- Ammettiamo, - egli disse conciliante - che
abbiate ragione e che questa persona sia d'ineccepibile
virt. Stando cos le cose, mettiamo le carte
in tavola. Ho chiesto a Wass di presentarmi a voi
perch il concetto che quella donna ha del matrimonio
m'interessa e mi piacerebbe conoscerla.
- Conoscerla? - disse il signor Michot un po' diffidente.
- A quale titolo? Come pretendente o come
curioso? -
Il viso dello sconosciuto ebbe un'espressione di
leggera incertezza, poi negli occhi d'acciaio s'accese
una luce che si riflett su tutto il viso, rischiarandolo.
- Come pretendente, - egli afferm con voce
calma mentre la fisonomia ritornava impenetrabile.
- Diavolo! - fece il direttore dell'Agenzia Edera,
scosso. - Non mi sembrate sprovvisto di pretese! -
L'altro, a quella sferzata, non pot reprimere un
sussulto.
- Mi giudichereste forse indegno di aspirare alla
sua mano?
- Non ne so niente, perch ancora non vi conosco, -
confess Michot bonario. - Ma mi pare
imprudente da parte vostra di mettervi tra i concorrenti
prima di conoscere le condizioni della mia
cliente. -
Lo sconosciuto parve interessato.
-  dunque molto esigente? - chiese.
- Ne ha il diritto.
- E queste condizioni? - domand con un sorriso
un po' ironico.
Da qualche istante lo sguardo del signor Michot
scrutava l'avvocato. Tra s e s registrava i connotati:
Trentatr anni circa; alto, abbastanza bello, ma
soprattutto straordinariamente distinto, fronte intelligente,
occhi freddi, labbra sdegnose...
Quell'uomo non era comune: la sua fisonomia
denotava una personalit... S'indovinava in lui
l'uomo che sa volere e nello stesso tempo sognare...
Quell'uomo poteva piacere a una donna anche di
gusto difficile.
- Cos a prima vista, - afferm l'importante
direttore - voi corrispondete al tipo richiesto. -
Desiderio abbozz appena un sorriso di compiacenza;
quelli che lo conoscevano intimamente sapevano
come erano numerose le sue conquiste femminili.
Si diceva anche che egli ne approfittasse largamente
e che, aiutato dalla sua disinvoltura o dalla
fortuna, riuscisse perfino a corteggiare diverse
donne nello stesso tempo.
Ma Michot non era ancora informato di questi
particolari e non poteva giudicare che dalle apparenze.
- Vi sono ancora altre questioni; - egli osserv
- il signor Wass mi diceva poco fa che avete studiato
con lui a San Luigi. Siete avvocato?
- Alla Corte d'Appello di Parigi, s.
- Avete avuto molte cause?
- Non molte, al contrario; manco di zelo.
- Perch? -
Valencourt alz le spalle.
- Chi lo sa? - rispose sinceramente. - Sono di
buona famiglia, ho vissuto fino a ora pi che del
mio lavoro dell'eredit di mio padre, della quale
mi restano vaghe vestigia. Da qualche mese considero
l'avvenire con maggiore seriet e... -
S'interruppe. Evidentemente non aveva previsto
tutti quei particolari da fornire.
Ma ormai era andato troppo avanti per ritirarsi;
l'abitudine di vincere le difficolt doveva anche stimolarlo,
perch a un tratto il suo viso s'illumin
come se egli avesse trovato argomenti irrefutabili:
- Posso darvi altissime referenze... Mio cugino
Valencourt di Bond, il noto romanziere, vi parler
di me in termini migliori di quel che potrei fare
io. Gli servo spesso da segretario e...
- Valencourt di Bond? Come? Siete parente di
quel simpatico scrittore? Ecco, signore, la pi bella
referenza che possiate fornirmi : un processo di cui
non ho dimenticato i particolari rese noto a tutti
che i Valencourt sono persone di elevata onorabilit
e inattaccabili nelle loro origini. -
Desiderio rimase per un momento scosso dal sapere
del signor Michot.
- I miei complimenti, - disse con sincerit.
- Avete buona memoria e conoscete i vostri contemporanei.
- Oh! - esclam il signor Michot, lusingato e
modesto al tempo stesso. - Non vantate la vastit
delle mie conoscenze! Per dir la verit, ho gi
avuto occasione di occuparmi di vostro cugino...
- Come?
- No, no! - interruppe ridendo il vecchio signore.
- Non per quello che pensate: non ho ancora
avuto il piacere di cercare una moglie al
vostro parente. Invece, una delle sue vittime pretendeva
di farsi sposare da lui, ci che mi costrinse
a esaminare un po' da vicino la vita del vostro simpatico
cugino. -
Valencourt spalancava gli occhi dalla maraviglia.
- Perbacco! - disse divertito. - Chi avrebbe
mai detto che Bond fosse stato sul punto di mettersi
la corda al collo!
- Egli stesso non ha mai conosciuto il pericolo
corso. La donna era di quelle che un galantuomo
non sposa. Lo feci capire alla signora, che dalla
rabbia si consol tra le braccia di un istrione di
Caff concerto, il quale fu molto onorato di succedere
all'illustre scrittore. -
Il giovanotto proruppe in una risata.
- Ah, ah! Capisco di quale donna volete parlare!
Un cervello di gallina!
- Ha trovato il suo pollo, ed  felice! -
I due uomini si misero a ridere, e quell' intesa
su un soggetto di cos poca importanza parve avvicinarli:
vi sono degli apprezzamenti maschili che
trovano subito un'eco nell'anima di un interlocutore.
Il signor Michot aveva capito che il giovanotto
sapeva apprezzare un motto di spirito, e gli riusciva,
a un tratto, pi simpatico.
Prendendolo a braccetto, lo trascin nel vestibolo.
- Usciamo insieme? Ho la macchina e posso accompagnarvi
a casa. -
Valencourt pens che utn'altra automobile era
pure a sua disposizione, ma non batt ciglio.
- Accetto volentieri, - rispose con disinvoltura.
- Con questo freddo non  piacevole ritornare a
casa a piedi. Siete veramente gentile, signore. -
Infilati i soprabiti, avvolta con cura la sciarpa di
seta intorno al collo, discesero tenendosi a braccetto
la bella scala di marmo bianco del sontuoso palazzo.
- Quel Wass  un fortunato bandito; possiede
una casa magnifica, - osserv Michot con aria di
conoscitore.
- S, - dissie Valencourt con un profondo sospiro
d'invidia - piacerebbe molto anche a me
avere una casa dello stesso genere. -
L' importante direttore si ferm e, battendo sulla
spalla dell'avvocato, disse :
- Ma! Vedremo! Questo sogno mi pare effettuabile.
Venite a trovarmi domani, studieremo insieme
l'affare.
- Davvero, signore, voi siete troppo gentile! -
rispose Valencourt.
- Mi siete simpatico! E in fede mia, credo che
ci potremo intendere! -


Capitolo 5.

Desiderio Valencourt si guard bene dal mancare
all'appuntamento fissatogli dal signor Michot.
Alle dieci della mattina, era all'Agenzia Edera
nello studio del direttore.
- Questa puntualit vi fa onore, - disse costui
riconoscendo il giovanotto.
- Non faccio mai attendere gli altri, perch a
mia volta non mi piace attendere. -
Il signor Michot ammir il portamento altero del
visitatore. Aveva proprio un aspetto signorile.
 di razza! egli pens. E un bell'animale di
razza pura!
Poi a voce alta:
- La puntualit  la cortesia dei sovrani. Sedetevi
dunque, caro signore; vedremo ora in che cosa
posso veramente esservi utile. -
L'altro trasal.
- Scusate! - protest. -  inteso che io son qui
per una sola cosa, all' infuori della quale niente mi
interessa : fare la conoscenza dell'originale ragazza
che  venuta a trovarvi ieri mattina. -
Il direttore sorrise.
- Davvero, nessun'altra donna, anche altrettanto
ricca e che offrisse condizioni meno... anormali,
v'interesserebbe?
- Nessun'altra, - rispose il giovanotto senza
temporeggiare. - Trovo originali le pretese di quella
ragazza e solo queste mi attirano! Deve essere ben
sicura di s o impregnata dell'occulta forza della
sua ricchezza per correre il rischio di un simile
mercato. Perch, in fondo, il matrimonio per se
stesso  un ostacolo che limita il potere di volont
di un essere. Lo voglia o no, ella si crea un padrone
che passer sulla sua vita e far di lei una
donna felice o infelice!
- Non credo che quella ragazza abbia mai considerato
la possibilit di essere infelice, - rispose
prudentemente Michot, che lasciava volentieri parlare
il nuovo venuto.
- Il suo denaro la protegge come un impermeabile?
- prosegu l'altro.
- Forse...
- O forse, - insist Valencourt - la sua inesperienza
la guida e, come un cieco segue la mano di
un fanciullo, ella va verso il suo implacabile destino?
- No! - rispose dopo aver riflettuto il direttore
dell'Agenzia Edera. - Quella fanciulla va dritta al
suo scopo, forte della forza stessa che sente in s.
Ella si sottrarr al matrimonio se questo le sar
contrario, scanser l'uomo che vorr sbarrarle la
via. Ella lo pagher abbastanza perch egli non sia
mai, di fronte a lei, un ostacolo.
- Un uomo pu sempre esigere da un essere pi
di quanto esso possa dare, - disse il visitatore che,
trascinato dall'argomento, ormai vedeva l'affare
soltanto dal lato psicologico.
- Per questo senza dubbio ella vuole un uomo ben
educato sotto tutti i rapporti, - rispose il signor
Michot con un sorriso malizioso. - La mia cliente
ha capito che un essere forte pu sempre incontrare
un essere pi forte di lui; perci, essa che  donna,
si fa un'arma della sua femminilit, sapendo che
un uomo ben educato non tien mai testa a una
donna che cerca prima di tutto di aggiustare le
cose amichevolmente. E siccome il suo denaro le
permetter sempre d'indennizzare con larghezza i
danni che pu cagionare materialmente, ella sceglie
questo genere di matrimonio e cerca di esser felice
a modo suo.
- Ebbene, - insist l'avvocato, mentre gli brillavano
gli occhi dal piacere e senza rendersi conto
del proprio entusiasmo -  questo complesso di vantaggi
che mi piace. Quest'imprevisto mi attira!...
Qual  il punto sensibile in cui si urteranno questi
due esseri? Se la fanciulla di cui mi parlate  davvero,
come dite, intelligente e graziosa, mi sembra
che per un uomo non vi sia avventura pi bella
da tentare! -
Il viso del signor Michot si rasseren sotto un
pensiero recondito.
Vi sono delle follie contagiose, egli pens tra
s. Quella ragazza mi pare abbia trovato il suo
degno compagno, esaltato quanto lei.
Nonostante ci, abituato a sventare le manovre
di tanti cacciatori di dote che si erano rivolti a lui,
fren i suoi sentimenti.
- Un'avventura che rende un milione al mese 
sempre una bella avventura, - egli osserv semplicemente.
- Tutto sta nel meritarla.
- Volete farmi conoscere le condizioni? -
rispose soltanto il visitatore che parve perdere a un
tratto tutto l'entusiasmo.
Il signor Michot gli tese un piccolo inserto dove le
pi importanti informazioni date da Claudia Frmonde
erano state accuratamente trascritte; mancavano
soltanto, naturalmente, i nomi e gl' indirizzi
che potevano rivelare l'identit. In pi, qualche annotazione
esplicita corroborava o ampliava i particolari
forniti dalla ragazza, mostrando l'accuratezza
del procedimento dell'Agenzia Edera in materia
d' informazioni.
Desiderio Valencourt scorse lentamente i fogli. Si
sarebbe detto che cercasse di leggere tra le righe
tutto ci che non vi era scritto e che avrebbe voluto
sapere.
Il signor Michot, con le palpebre abbassate, non
lo perdeva d'occhio e ammirava dentro di s l'impeccabile
impassibilit dell'uomo.
- Questi fogli sono stati scritti dalla signorina
stessa? - domand l'avvocato quando fu in fondo
all'ultima pagina.
- No, uno dei nostri impiegati ha composto l'inserto,
traendolo dalla cedola riempita dalla cliente
e verificata da noi.
- Peccato; - confess il giovanotto - avrei voluto
studiare la calligrafia di quella donna.
- La sua cedola  confidenziale, - rispose il signor
Michot in tono che non ammetteva insistenza
- E non vi  un ritratto aggiunto all' inserto? -
domand ancora l'individuo.
- No. -
Segu un silenzio che il direttore dell'Agenzia
Edera parve non voler interrompere.
Fu il visitatore che riprese il colloquio.
- Le condizioni imposte dalla vostra cliente non
mi sembralo tali da far mutare le mie intenzioni:
mantengo la mia candidatura a questo matrimonio.
- Avete letto bene? Matrimonio... bianco.
- Ho visto.
- E questa clausola non vi sembra un po' eccessiva?
- Al contrario, mi va a genio! - afferm freddamente
lo strano candidato. - A parer mio non c'
niente di pi sgradevole per un uomo che essere
costretto a compiere... dei doveri imposti. Questa
ragazza ha perfettamente capito quanto sia penoso
per un uomo leale dover esprimere sentimenti che
non prova o desiderii che sente ancora meno.
- Ma! - disse il signor Michot, scosso da una
simile professione di fede. - Ero persuaso, al contrario,
che questa condizione dovesse parere molto
umiliante a un uomo serio e in buona fede.
- Perch avete studiato la questione soltanto superficialmente, -
rispose l'altro con calma e con
sangue freddo straordinario.
Il signor Michot abbozz un sorriso indefinibile, e
apr le braccia con un gesto che voleva dire : Tutti
i gusti son gusti; ma dentro di s pensava che la
giovent moderna aveva davvero delle strane idee
in quella materia.
Ai suoi tempi, un uomo perbene si sarebbe sentito
leso e diminuito da una clausola che avrebbe giudicato
ingiuriosa; oggi un signore distinto, di buona
famiglia, giudicava leale e accettabile la stessa riserva,
non solo, ma pareva preferirla.
Il signor Michot aveva cinquantacinque anni;
pens che le cose erano molto cambiate dal tempo
della sua giovent. Tanto cambiate che in quei
venti anni la mentalit umana camminava a gran
passi verso una concezione del tutto nuova del bene
e del male. Se le cose avessero continuato ancora
di questo passo, che cosa sarebbe rimasto delle convenzioni
o dei pregiudizi verso il1985, quando suo
nipote avrebbe avuto l'et di suo figlio?
E come tutti gli uomini che hanno varcato la
media et e s'incamminano verso lo scopo finale,
egli deplor con un grosso sospiro e con la triste
impressione di non essere pi all'unisono coi tempi,
la straordinaria trasformazione dei costumi, alla
quale per era debitore del gran successo dell'Agenzia
Edera e del bel patrimonio che aveva accumulato.
Il silenzio del signor Michot non piaceva molto
a Desiderio Valemcourt.
- Dunque, - domand - posso sperare ora di
essere presentato alla vostra cliente? O avete ancora
qualche punto da chiarire? -
Il direttore dell'Agenzia Edera apr un cassetto
della scrivania e ne trasse un foglio doppio, stampato,
simile, ma di differente colore, a quello che il
giorno prima aveva fatto riempire a Claudia.
- Ecco un questionario... quello riservato ai candidati
maschi. Vogliate rispondere con tutta lealt
e col maggior numero di particolari possibili. -
E come il giorno prima, precis che qualsiasi informazione
non rispondente a verit avrebbe portato all'esclusione sicura del candidato.
Poi, quando dopo qualche minuto Desiderio Valencourt
gli rese i fogli scritti con cura, il signor
Michot spieg:
- Soltanto dopo avere formato il vostro inserto
vi metter, se sar il caso, in presenza della mia
cliente. Intanto eccovi un biglietto per una visita
generale dal nostro dottore e un altro per il nostro
dentista. Avrete la compiacenza di sottoporvi alla
loro visita seria e accurata.
- Ma come? - protest il giovanotto con una
smorfia di noia. - Bisogna che mi sottometta a
queste condizioni?
- Il regolamento lo esige, e non ammettiamo nessuna
eccezione. Se la cosa non vi va, potete strappare
la vostra scheda e non farne di niente.
- No, no, - rispose Desiderio, sgomento.
E a un tratto proruppe in una risata.
- Per, - osserv di buon umore - non mi aspettavo
certo simili clausole, ed  la cosa pi divertente
che mi sia mai capitata!
- Oh! - esclam con calma il direttore. - Avrete
ancora molto da maravigliarvi, caro signore. -
E alzandosi tese la mano al giovanotto.
- Passate la doppia visita al pi presto possibile,
perch soltanto dopo verr preso in considerazione
il vostro caso e potrete esser proposto come
candidato alla nostra cliente. Non perdete tempo,
dunque.
- Ci vado di corsa, - rispose allegro l'avvocato
che ormai era deciso.
Durava fatica a restar serio, tanto l'avventura gli
pareva comica, e quando fu solo, scoppi a ridere
come un ragazzo.
-  troppo buffa! - esclam. - Siamo in piena
operetta e mi divertir un mondo. Purch tutto sia
in regola; quel benedetto uomo pare che si diverta
a moltiplicare le condizioni!... Mi sento commosso
come quando davo gli esami, da studente! -
 
Capitolo 6.

- Signor Floch, scusatemi se vi disturbo, ma la
cosa che debbo dirvi mi pare abbastanza grave. -
Il notaro con gesto cortese addit una seggiola
alla visitatrice.
- Sedetevi, signorina Jousserand, e ditemi di
che si tratta. Naturalmente della vostra padroncina?
- Proprio cos! - E non sapeva come cominciare.
- La signorina... sta per fare una sciocchezza,
- disse la dama di compagnia sfogando il suo cruccio
tutto a un tratto e asciugandosi furtivamente
gli occhi.
Il notaro fece un balzo sulla seggiola.
- Diavolo! Fino a ora  sempre stata ragionevole.
Un uomo, senza dubbio?
- S... no. Un romanzo.
- Me lo immaginavo; un amorazzo senza speranza.
- Niente affatto. Vi  speranza, ma non vi  amore,
al contrario. La signorina Frmonde vuol prender
marito.
-  molto naturale alla sua et, - dichiar il
signor Floch senza maravigliarsi.
Egli, che raccoglieva le confidenze di tante madri
preoccupate della sistemazione delle loro figliuole,
trovava ridicolo il turbamento della sua interlocutrice
all' idea del matrimonio di Claudia.
- S, - ella confess con un sospiro profondo -
Claudia vuole sposarsi, ma, invece di scegliere tranquillamente
un marito nel suo ceto, tra i giovanotti
che conosce o che possono venirle presentati, sogna
un'avventura, un romanzo... un vero disastro!
- E allora dove lo trova questo marito?
- Lo compra, signore. Lo compra in un'agenzia!
- Come? - grid il notaio. - Che cosa mi state
raccontando?
- La triste verit, signor notaro. Da otto giorni
Claudia Frmonde ha perduto la testa : canta, ride,
balla, non pu pi star ferma come se fosse diventata
pazza. E siccome io protesto e la supplico di
riflettere, di venire da voi a consigliarsi, ella si diverte
a raccontarmi delle cose inaudite.
- Cose inaudite?
- SI. Dice che forse sposer un pugilatore o un
allibratore, se poi non sar un ballerino o un domatore
rinomato. C' da perdere la testa, ve lo assicuro. -
Il signor Floch sorrise.
- Non pu essere una cosa seria. Quella monella
 sempre stata stravagante... Vi prende in giro.
- Ma questo marito... questo marito che vuol
comprare.
- Ma  impossibile!
- Sentite, signore : voi siete del mio parere; non
pu sposare un marito trovato da un'agenzia. -
Il notaro guard la sua interlocutrice con inquietudine.
Cominciava a sospettare che ella non avesse
il cervello a posto.
- Cara signorina, spiegatevi chiaramente, non
capisco niente di quello che mi dite. La signorina
Frmonde, dite voi, ha parlato di sposare un pugilatore
che vuol comprare in un'agenzia? Tutto questo
 incomprensibile.
- Eppure  la verit, - rispose la dama di compagnia
singhiozzando. - La mia Claudina cos piena
di buon senso fino ad ora!
- Via, via, non piangete, - interruppe il notaro
a cui le lacrime davano noia. - Raccontatemi tutto,
minutamente, dal principio. Sono certo che sar
meno grave di quanto crediate.
- Speriamolo.
- La vostra padroncina non pu cambiare cos
dall'oggi al domani, se, come voi dite, non  innamorata.
- Di questo sono certissima. Claudia non ama
nessuno.
- Allora non c' ragione di preoccuparsi. Ma,
parlate, bisogna che mi diciate tutto, ora. Nell'interesse
della mia cliente, voglio sapere tutto. -
La vecchia signorina si asciug gli occhi e cominci
il suo racconto, fino dalla famosa mattina, otto
giorni prima, in cui Claudia era andata a svegliarla
per annunziarle la sua decisione di vivere un romanzo
e di comprarsi un marito.
Quando il notaro fu informato delle andate e venute
della fanciulla, della sua allegria, delle telefonate
tra l'Agenzia Edera e il palazzo del Bosco di
Boulogne, cominci a diventare serio.
- Conosco benissimo il signor Michot, - disse a
bassa voce come se parlasse tra s. - Potrei dirgli
una parola a proposito di quest'affare.  vero che
egli non  obbligato a rispondermi, e che pu sempre
ripararsi dietro il segreto professionale! - Rimase
un istante pensoso. Quella piccola Frmonde!
Chi avrebbe potuto immaginare che ricorresse
a un tal mezzo? Dove diavolo vanno a riporre i loro
sogni, le ragazze!
- Ella si annoiava.
- E quest'affare la diverte, naturalmente?
- Quando si pensa che ha rifiutato fino a ora
tutti i pretendenti!
- Non  detto che quelli dell'Agenzia le piacciano
di pi.
- Si  fissata sull' idea di pagare il marito. -
Il signor Floch sorrise.
- Sentite, signorina Jousserand, voi avete abbastanza
ascendente sulla vostra antica alunna per
farle intendere ragione. -
Ma la vecchia signorina protest :
- Nessun ascendente. Voi non conoscete Claudia;
suo padre l'ha viziata in modo terribile.
- Ma  cristiana, bisogna parlarne al suo confessore.
Un prete che gode la sua fiducia pu guidarla
in questa faccenda. -
Maria Jousserand scosse la testa
- Claudina ha quel tanto di religione necessaria
per non fare del male. Spesso mi sono rammaricata
del suo modo di praticare la religione... e poi, anche
in ci, il suo denaro sciupa tutto.
- E come?
- S, ella intende l'elemosina a modo suo e la
fa servire come soddisfazione di tutti i suoi capricci.
- Non capisco.
- Nella nostra religione esiste l'usanza che i ricchi
debbano dare ai poveri, quale compenso del
benessere che godono.
- E uno dei doveri pi sacri delle persone ricche.
- E Claudia lo intende proprio cos, ma questo
le permette di commettere tutti i capricci che vuole.
- Cio?
- Nella ghiottoneria, nell'eleganza, nella civetteria
anche, non fa a meno di niente; ma per scusare
questi peccatucci o, se credete meglio, per compensarli,
ella distribuisce ai poveri una somma di
denaro.
- Brava bambina! - disse il notaro inesso di
buon umore.
- Se Claudia trova una lettera aperta, - continu
la vecchia signorina - subito la legge senza far
complimenti; ma, siccome sa di aver commesso una
indiscrezione in danno di qualcuno, ella lascia del
denaro sulla lettera che rimette al posto.
- Per  divertente.
- E per tutte le cose si regola cos. Se legge un
giornale di un domestico, quando ha finito di leggerlo
ci mette sopra del denaro.
-  una grande stravagante!
- Niente le fa paura, la sua volont non ha limiti.
L'anno scorso, in viaggio, in una pensione privata,
un giorno di pioggia, si divert a frugare in
un cassettone. Questa operazione le serv per distrarsi
un poco; allora in ogni cassetto mise un biglietto
di banca... per compensare il torto che poteva
aver fatto al proprietario del mobile.
- Tutto questo in fondo  soltanto curiosit.
- Disgraziatamente  la stessa cosa per tutto.
Cos, quando la notte non pu dormire, mi sveglia,
chiama la cameriera... bisogna occuparsi di lei,
e non le viene neanche in mente che gli altri possano
aver voglia di dormire. Alle volte  spiacevole
dover alzarsi a met della notte, ma siccome Claudia
non vuole che la gente soffra per la sua insonnia,
la mattina dopo mi fa un regalo e d una bella
mancia alla cameriera.
- Allora il posto  buono, - osserv, pratico," il
notaro.
- Per questo s! La signorina Frmonde ha un
cuore d'oro, e appunto perci sono inquieta per
questo marito d'agenzia, quest'uomo che ella vuol
comprare! Si far imbrogliare; basta che egli le
chieda, ed ella aprir la borsa e dar.
- Perder una certa somma e sar poco male.
Fino ad ora  vissuta con giudizio; i giovanotti
spendono molto di pi con le loro amiche. Il pi
grave sarebbe che legasse la sua vita a un uomo
indegno di lei. Parler col signor Michot, e siccome
il contratto dovr farlo io, tutto dovr procedere
onestamente.
- Allora la lascerete fare? - domand di nuovo
inquieta, Maria Jousserand.
Il notaro si mise a ridere.
- Che cosa volete che faccia pi di voi, signorina?
Mi dite che non ascolter neanche il suo confessore;
che cosa volete allora che possa fare il notaro,
pur essendo quello di fiducia, quello della famiglia?
Non mi darebbe retta e io rischierei di perdere la
sua stima Meglio di tutto  non dirle che mi avete
informato, cos potr sorvegliare l'affare, e spero
di essere abbastanza abile da comporle un bel contrattino,
che freni l'appetito del futuro sposo.
- Ma questo marito d'agenzia...
- Non esageriamo e non siamo pessimisti. Un
marito che esce dalle mani del signor Michot vale
quanto i giovanotti che le son corsi dietro finora.
L'Agenzia Edera combina spesso ottimi matrimoni.
Ho dei clienti che vi son ricorsi e che si son trovati
meglio che se me ne fossi occupato io stesso.
- Davvero? - domand la vecchia signorina sbalordita
da una simile dichiarazione. - Dite per
scherzo, non  vero?
- Ma no, non scherzo affatto. Cosa volete? In
fondo io non conosco che l'onorabilit e le condizioni
finanziarie dei miei clienti. All' infuori di questo
non so niente! Quel diavolo di Michot va a cercare
la salute, il carattere, le conoscenze, il passato,
insomma una quantit d'informazioni che la mia
professione mi obbliga a ignorare. L'Agenzia Edera
 una potenza, e se il direttore si occupa sinceramente
della vostra padroncina, pu darsi che ella
sia felice... felicissima. Date retta a me, non fatevi
cattivo sangue, l'idea della signorina Frmonde pu
riuscire benissimo. -
La dama di compagnia cadeva dalle nuvole. L'affermazione
del suo interlocutore che l'Agenzia Edera
non fosse un covo di banditi la sbalordiva. Per
tutto in lei si rivoltava all' idea di quel marito comprato
da Claudia; ma se il signor Floch non si spaventava,
perch continuare a disperarsi?
Si accomiat dal notaro un po' pi tranquilla;
egli non l'aveva del tutto rassicurata, ma almeno
dopo le sue parole si sentiva meno turbata.
Forse dentro di s provava un po' di disprezzo
per quell'uomo che ella aveva creduto onnipotente
e che davanti alla minaccia di un simile pericolo
si contentava di lasciar fare.
In fondo, ella pens un notaro  un uomo
d'affari come gli altri; pur di fare il contratto, succeda
quel che Dio vuole! L'Agenzia Edera, il signor
Michot, il futuro marito e il signor Floch son da
mettere tutti in un mazzo; non pensano che a riempirsi
il portafogli.
E la brava signorina mand un grosso sospiro pensando
alla sua Claudina in balia di quei vampiri!
 
Capitolo 7.

Quando Claudia Frmonde fu seduta nell'automobile
lussuosa guidata da un autista che il signor
Michot utilizzava anche come segugio, quest'ultimo
chiuse a chiave le serrature degli sportelli.
- Non v' impaurite di questa precauzione, signorina.
Mi premunisco contro ogni indiscrezione e,
vedete, abbasso anche le tendine che impediscono
agli altri di vederci e permettono a noi di vedere
quel che succede fuori. Tutto  disposto in modo che
la macchina ci serva da osservatorio; l'autista 
informato e la fermer in posizione adatta, state
tranquilla. -
Claudia sorrise, divertita da quelle diverse disposizioni.
- Pare un romanzo poliziesco, - osserv nascondendo
sotto una risatina il sottile turbamento che
l'aveva invasa.
Dopo quindici giorni di ricerche, il signor Michot
doveva farle vedere tre pretendenti che, secondo lui,
ognuno nel suo genere, corrispondevano alle esigenze
da lei espresse; e per permettere alla fanciulla
di osservare questi tre pretendenti senza esser
vista ella stessa, si serviva di un'automobile speciale
preparata a tale scopo.
La lussuosa vettura dall'apparenza innocente, si
ferm nei pressi della stazione di Montparnasse, davanti
alla terrazza coperta di un grande caff, poco
animato a quell'ora. Alcuni tavolini per erano occupati,
e questi erano situati vicino al radiatore,
proprio di fronte all'automobile.
Il signor Michot addit alla sua compagna uno
dei clienti.
- Quel signore col soprabito chiaro che beve l'aperitivo
 un figlio di famiglia che la crisi degli affari,
qualche anno fa, ha obbligato a lavorare.  segretario
di un uomo politico e spera di poter essere
nominato lui stesso deputato.
- Il mio denaro gli servirebbe da trampolino, -
disse Claudia con manifesto disprezzo. - Per principio,
gli uomini che si occupano di politica non
mi piacciono... Passiamo al secondo di questi signori. -
Il direttore dell'Agenzia Edera non aveva saputo
reprimere una smorfia davanti al tono deciso e senza
replica coi quale la sua cliente scartava uno dei
suoi postulanti.
Se non prende un po' pi in considerazione gli
altri due, bisogner ricominciare daccapo, egli
pens abbastanza spiacevolmente impressionato.
- Non volete vedere l'inserto di quel giovanotto? -
egli insist cercando di convincerla. - Vi assicuro
che  davvero un uomo di valore.
- Non voglio uomini politici, - ella ripet nello
stesso tono perentorio.
Il signor Michot pens che ella esagerava un
poco; ma come si fa a tentare di far cambiare idea
a una donna che sembra non ammettere neanche
che si discuta la sua opinione?
- Scartiamo dunque questo, - egli disse con rimpianto.
- Passiamo al secondo. Quel signore bruno
vestito con molta eleganza  del rione di San Germano.
Suo padre fu un esiliato politico al tempo
della formazione della repubblica spagnuola. -
Ma Claudia lo interruppe senza complimenti.
- Il terzo non  forse quel signore col soprabito
scuro che legge gli Annali? - ella domand, additando
proprio Desiderio Valencourt, che il signor
Michot aveva giudicato degno di entrare in lizza
con gli altri due.
- S,  il mio terzo candidato, un avvocato senza
cause che ha il merito di essere prossimo parente
di Valencourt di Bond, il'noto romanziere che  ora
l'idolo di tutte le lettrici francesi.
- Ma lui stesso com'?
-  un uomo onesto: simpatico, spiritoso, educatissimo...
Non  proprio un lavoratore accanito, ma
 capace di uno sforzo in caso di bisogno. Suo cugino
gli vuol molto bene e anzi da lui e nel suo
ambiente abbiamo avuto questi particolari intimi.
Pare che Desiderio Valencourt sia un uomo di sentimento
e abbia un carattere simpaticissimo; , insomma,
un uomo di mondo.
- E perch desidera di ammogliarsi?
- Per fare come gli altri, e per togliersi una quantit
di piccole preoccupazioni materiali che sono penose
a chi ha un' indole pi cavalleresca che pratica.
- Un uomo senza volont allora? - insist Claudia
pensierosa.
- Questo no, affatto! - protest il signor Michot
che temeva di nuocere al suo simpatico cliente.
- Non ve lo consiglierei se doveste crearvi uno stato,
faticosamente e con mezzi arditi. Il bisogno del denaro
a qualunque costo non rientra nella sua concezione
della felicit; ma in una vita normale, regolare,
con una donna simpatica e affettuosa, quest'uomo
far un'ottima riuscita e sar il pi leale e
piacevole compagno di viaggio.
- Cos a prima vista... fra i tre... mi sembra lui
il pi simpatico. Ma  difficile giudicare un uomo
seduto sulla terrazza di un caff, che non parla e
non si muove. -
Senza rispondere, il signor Michot batt sul vetro
davanti, per attirare l'attenzione dell'autista.
Alzando le dita, indic un numero.
Tre!
L'autista fece cenno con la testa che aveva capito.
Scese di macchina, fece fnta di guardare distrattamente
d'intorno, poi tolta di tasca una sigaretta,
senza furia, a passi lenti si avvicin al consumatore
indicato.
- Avreste un fiammifero, per favore? - chiese
toccandosi il berretto.
Desiderio alz la testa e gentilmente, con indifferenza,
prese un accendisigaro d'argento nella tasca
della giacca e lo tese all'autista.
- Vi ringrazio, signore. Con questo tempo, una
sigaretta fa bene.
- S, non fa caldo a star fermi in un'automobile.
- E il nostro mestiere! Mi hanno impegnato per
tre ore e sono costretto ad attendere. -
L'autista accese la sigaretta, poi rese l'accendisigaro.
- Vi ringrazio, signore. Se non vi offendo, posso
offrirne una anche a voi? -
Tendeva il pacchetto di caporali a Valencourt.
Costui sorrise divertito da quella confidenza, e non
volendo umiliare il bravo autista, rispose con cordialit:
- Accetto. Ma allora permettete che anch' io vi
offra un sigaro. Avrete tempo di fumarlo, se l'attesa
si prolunga. -
E tese un astuccio di cuoio pieno di biondi avana,
tra i quali l'autista fece la sua scelta.
- Siete un tipo simpatico, signore, e vi ringrazio!
- esclam l'uomo, soddisfatto.
- Il suo modo di fare mi piace, - osserv Claudia
a mezza voce. - Il vostro candidato  simpatico; per non
vorrei decidermi alla leggera. Non
posso incontrarlo in qualche luogo, senza che egli
sappia chi sono?
- Senza dubbio. -
Molto compreso della sua parte, il signor Michot
consult un libriccino di appunti.
- Domani ci sar una festicciuola da Blousin il
sarto. E un mio buon amico; il giovanotto ci sar,
ed ecco un invito per voi.
- Ma, non ditegli niente, - disse Claudia mettendo
con cura nella borsa il prezioso biglietto.
- State tranquilla. Attirer la sua attenzione su
un'altra signorina. Potrete osservarlo con comodo,
anche nella parte di sospirante di un'altra donna. -
Claudia sorrise, soddisfatta.
- Questa  un' idea geniale, signor Michot! Siete
davvero una provvidenza.
- Faccio quello che posso per accontentare i miei
clienti e desidero in maniera particolare che siate
soddisfatta dell'agenzia Edera.
- Fino a ora ne sono entusiasta.
- Spero che continuerete cos. Possiamo andare?
- Aspettate... un momento! disse Claudia che
osserv ancora i tre postulanti del signor Michot.
- Senza dubbio, - ella conferm dopo aver girato
gli occhi da uno all'altro - il migliore dei tre  lui.
- Ma, - protest il direttore - gli altri due sono
dei bei ragazzi.
- S, ma tanto meno simpatici! -
Il signor Michot non la contraddisse: con una
donna  inutile discutere sui gusti e sui colori.
Dette l'ordine all'autista di allontanarsi; questi
part e dopo poco ferm in una strada vicina.
Il direttore scese e, mettendo la macchina a disposizione
di Claudia per farsi condurre dove voleva,
raggiunse a piedi il caff dove i suoi tre clienti
l'aspettavano, per toglierli con un pretesto da quella
parata di cui non avevano capito l'utilit, ma alla
quale si erano docilmente sottoposti.


Capitolo 8.

Il signor Michot raccomand a Desiderio di arrivare
per tempo nelle sale che Blousin, il gran sarto
in voga, occupava in piazza Vendme.
- Vedrete la ragazza che v' interessa, - annunzi
con aria misteriosa. - Certo, non potr mettervi
in contatto in maniera troppo visibile... perch la
cosa esige una grande discrezione e io sono troppo
conosciuto; tutti capirebbero subito perch vi riunisco,
ma la conoscerete e potrete giudicare se vi piace.
- Ecco una buona notizia, - rispose il giovanotto
poco convinto. - Vi confesso che quest'affare 
andato troppo per le lunghe in questi quindici giorni
e che il mio bell'entusiasmo  passato. -
Il direttore dell'Agenzia Edera si spavent subito.
- Che cosa dite? Non vorrete ritirarvi, ora?
- No, ma in questo momento sono molto raffreddato
all' idea di questo matrimonio. I primi giorni,
l'avventura mi aveva esaltato e la mia immaginazione
costruiva congetture e supposizioni senza fine.
Davvero quell' idea mi piaceva.
- E ora invece?
- Mi fa paura, e provo come una repulsione involontaria
a metterla in esecuzione. -
Ma il signor Michot non c'intendeva da quell'orecchio
e protest con vivacit:
- Dite un po': non vorrete piantarmi in asso?
Mi fate lavorare, ci mettiamo d'accordo e ora che
l'affare  imbastito parlate di mandar tutto a monte.
- Non vorrete farmi credere che la mia diserzione
vi metta in imbarazzo! Avreste certo altri candidati
pronti a sostituirmi.
- Certo, - disse burbero Michot - ma ora voi
siete stato accettato dalla signorina.
- Come accettato? Se non mi conosce?
- Scusate, ella vi ha visto e siete stato voi il prescelto
tra gli altri postulanti. -
Valencourt si maravigli:
- Mi ha prescelto?...  impossibile! Dove pu
avermi incontrato?
- Questo  un segreto dell'Agenzia... Soltanto
posso affermarvi che, tra diversi concorrenti, il prescelto
siete stato voi. -
Un'espressione di allegria pass sul viso del giovanotto.
La sua curiosit si era risvegliata.
L'avventura si annunziava sempre pi imprevista;
a sua insaputa, senza che avesse fatto niente
per cercare di piacere, una donna lo aveva trovato di
suo gusto, come compagno in un affare stravagante
nella quale ella arrischiava la felicit di tutta la
vita.
I suoi occhi si volsero qua e l nello studio del
direttore, cercando un'apertura inosservata dalla
quale la ragazza che lo interessava tanto avrebbe
potuto vederlo.
Siccome non scopr niente di anormale in quella
stanza, pens agli altri candidati che dovevano avere
sfilato, senza dubbio, davanti all' invisibile obbiettivo.
- Com'erano dunque i miei colleghi? - disse.
- Dei gentiluomini impeccabili, bei ragazzi e
molto distinti.
- E invece io sono... -
Non fin, ma la sua vanit era soddisfatta e il suo
amore per l'imprevisto stuzzicato.
Ora, voleva conoscere la giovane milionaria che,
potendo scegliere tra migliaia di pretendenti di buona
qualit, li aveva scoraggiati l'uno dopo l'altro
per andare in un'agenzia e fermare la sua scelta
su di lui.
- Rappresento il Principe Azzurro dei suoi sogni, -
mormor tra s.
Ma l'altro aveva sentito.
- Non credo che sogni il Principe Azzurro; tra
quelli che accettano le sue condizioni siete il prescelto,
e questo  tutto, credo.
-  incredibile!... - rispose Desiderio ridendo
senza falsa modestia.
Gi la sua fantasia lavorava, e la sera dopo era
veramente pieno di entusiasmo quando and alla
serata di Blousin.
Le sale erano decorate in modo maraviglioso;
una profusione di fiori copriva le pareti, dal pavimento
al soffitto, appoggiandosi a tutto ci che poteva
servire di sostegno.
Sotto lo sfolgorio di centinaia di lampadine multicolori
come vetrate di chiesa, al suono strano di
un'orchestra cinese di moda, una folla elegante e
animata si moveva in ogni direzione.
Il gran sarto 'aveva lanciato l'abito viola del pensiero
e tutte le donne presenti, per la maggior
parte sue clienti, portavano quel vestito. Il busto di
seta di un solo colore emergeva come il cuore di
un fiore dalla gonna, formata di ampi pezzi dipinti,
simili a immensi ptali screziati. Quella sera tutti
i gruppi femminili sembravamo grossi mazzi di fiori
sbocciati e animati.
L'effetto era piuttosto strano, e Desiderio ne apprezzava
l'originalit nonostante la ressa che lo
sballottava.
Il signor Michot la chiama una festicciola!
disse tra s il giovane avvocato. Ci sono pi di
cinquecento persone nelle quattro sale. Come fo a
scovare l'araba fenice che mi trova di suo gusto e
che ha accettato di sposarmi?
Lentamente insinuandosi tra la folla, cercava con
gli occhi il direttore dell'Agenzia Edera. Non riuscendo
a vederlo, si appoggi al pilastro di ferro
battuto di un immenso vano aperto tra due sale.
Da quel punto abbracciava con lo sguardo tutta
la sfilata delle stanze, e per mezzo di un giuoco di
specchi abilmente disposti, in fondo, vedeva le coppie
girare all' infinito. La visione era fantastica,
ed egli da artista ne apprezz tutta la magnificenza.
Blouisin fa le cose bene. Quanto deve guadagnare
con i suoi vestiti, questo sarto!
Il pensiero per gli ritornava alla divertente ossessione:
Vi  in questa folla una donna, che desidera
comprare un marito, e io spero di essere costui...
Una simile idea doveva riuscirgli molto gradita,
perch non poteva fare a meno di ridere da s solo.
 talmente buffa questa faccenda! Ed  ancora
pi buffo che proprio io mi trovi qui, immischiato
in simile avventura!
Un ritornello stupido gli venne alle labbra, ed
egli lo adatt alla circostanza:
Per un milione, per un milione al mese...
E l'idea di ricevere quella somma ogni mese, per
un affare cos rocambolesco, lo divertiva al massimo
grado.
A un tratto, scrse nell'angolo pi vicino a s
un salottino, una specie di ritiro nascosto dietro immense
piante verdi, dove alcune poltrone moderne,
bassissime, formavano un angolo intimo al riparo
della folla esuberante.
Vi si diresse con l'intenzione di riposarsi un poco
aspettando il signor Michot.
Come sarebbe stato bello se avesse conosciuto colei
per la quale era l, se avesse potuto osservarla
di nascosto e liberamente!
Ma appena varcata la barriera di piante verdi
si ferm; il posto era gi occupato. Due signore
stavano l contegnose: una giovane e una d'una certa et.
Desiderio suppose fossero madre e figlia, bench
tra di loro non vi fosse nessuna somiglianza.
La pi giovane, molto graziosa, incarnava il tipo
della ragazza che viene di solito definita una bella
bionda con gli occhi neri. Era distinta, elegantissima,
bench il suo vestito fosse di una semplicit
impeccabile. Desiderio la guard con piacere. Egli
apprezzava al massimo grado, in una donna, il riserbo
e la correttezza, tanto nei modi quanto nei
vestiti; e la moda del giorno con tutti quei colori
contrastanti e le sue fogge audaci, gli pareva un
segno di cattivo gusto da cui le donne veramente
eleganti si dovevano tener lontane.
Invece la sconosciuta, pur indossando l'abito di
prammatica in quella sera, aveva saputo adattare
alla sua bellezza bionda le linee pure di un vestito
semplice, drappeggiato con arte sul busto statuario.
Pochi gioielli e nessuna di quelle cianfrusaglie
di cui le donne si ricoprivano da qualche mese, secondo
l'uso che, qualche anno prima, le avrebbe
fatte somigliare a vere venditrici ambulanti di chincaglierie,
ma che la moda del giorno lanciava con
cos poco buon gusto.
Le due signore parlavano a voce bassa, e la giovane
proseguiva un discorso che pareva turbare
molto l'altra.
Valencourt era rimasto immobile, non volendo essere
indiscreto; per il fascino della pi giovane
era cos imperioso che egli la osserv con un certo
piacere. Era alta, ben fatta, e il suo viso appariva
purissimo sotto la massa dei capelli biondi.
A un tratto egli fu scorto dalla ragazza; poich
non vi era dubbio: c'era tanta giovinezza nel fresco
sorriso e nei grandi occhi neri che si volgevano
verso di lui, ch'ella non poteva essere che una ragazza.
Valencourt ebbe l'impressione che la sconosciuta,
vedendolo, avesse fatto un movimento di sorpresa;
di una cosa fu certo: cio che un rossore profondo
le aveva infiammato la fronte e le guance.
Siccome il suo esame indiscreto poteva bastare a
spiegare quel turbamento, il giovane avvocato volse
altrove lo sguardo e, pensieroso, si rimise a scrutare
la folla per cercarvi il direttore dell'Agenzia
Edera.
Per un istante ebbe l'impressione che un'ombra
fosse scesa nella sua mente. Il fascino della sua
vicina agiva in lui come revulsivo, irritando la sua
intima sensibilit. L'affare che lo aveva condotto
quella sera da Blousin gli appariva a un tratto spiacevole.
Perch si era lanciato in quell'avventura? Sposare
una donna, con l'intermediario di un'agenzia
 assolutamente ridicolo! Ed immaginare che una
simile unione possa essere deliziosa, denota davvero
un' ingenuit senza pari!
Sono certo che la donna destinatami da Michot 
brutta... Quel vecchio rimbambito non se ne intende
affatto... Alla sua et, una donna giovane sembra,
sempre bella I suoi gusti non sono certo i miei,
e quando vedr la sua cliente sar subito scoraggiato.
Con una certa nervosit i suoi occhi scrutavano
le coppie che gli passavano davanti.
Quante donne insignificanti ci sono! osserv
desolato.  spaventoso, ma la maggioranza  composta
di esse.
E dopo un momento:
Sento che non avr certo la fortuna che ella sia
tra le migliori... bella come la mia vicina, per esempio.
Volse gli occhi nella direzione delle due signore,
e incontr lo sguardo della pi giovane che pareva
osservarlo attentamente.
L'impressione fu cos brusca che, senza rendersene
conto, la sua vanit maschile si risvegli e i
suoi occhi lucenti fissarono con una certa insistenza
quelli della fanciulla.
Questa, subito, cap l'audacia di Desiderio; con
un movimento impercettibile rialz la testa e pieg
le labbra a un'espressione di disprezzo. Sulla fisonomia
allegra della sconosciuta pareva fosse caduto
a un tratto un velo di scontento.
Valencourt era troppo psicologo per non aver afferrato
la sfumatura; e gi aveva distolto lo sguardo
da lei. Aveva anche troppa dimestichezza con le
donne per mancare di tatto in simile circostanza,
tanto pi che l'ardire del suo sguardo era stato involontario
e niente nel contegno della sconosciuta
poteva giustificarlo.
Senza ostentazione fece qualche passo in avanti
per lasciare quel luogo, ma appena oltrepassata la
barriera di piante scrse a dieci metri di distanza il
signor Michot in compagnia di una giovane donna
con un abito verde e rosso di effetto disastroso. Dimenticando
a un tratto la sua vicina, l'avvocato si
ritrasse e osserv la strana coppia attraverso il
verde delle piante.
Il vestito troppo verde gli fece male agli occhi.
Come si pu vestirsi in modo cos chiassoso?
Poi osserv il viso comune, un po'troppo tinto,
sotto la massa dei capelli di un bel rosso fiammeggiante.
Che orrore! pens nauseato. Una donna rossa!
Il colore che non posso soffrire. E per di pi
si veste di verde!
L'idea che fosse proprio quella che il signor Michot
gli destinava gli attravers la mente.
Spaventato, non pensando che a sfuggire la presentazione
imminente, Valencourt cerc intorno con
gli occhi il mezzo di sventare quella minaccia. Se il
direttore dell'Agenzia Edera avesse proseguito ancora
nella stessa direzione, lo avrebbe infallibilmente
scoperto.
Gli occhi del giovanotto incontrarono soltanto
quelli della sconosciuta che seguiva i suoi minimi
movimenti. Allora, senza riflettere un momento, Desiderio
le and incontro e s'inchin.
- Signorina, volete farmi l'onore di accordarmi
questo ballo? -
Claudia, poich era lei, arross improvvisamente.
- Non mi piace ballare, signore, - rispose con
un sorriso che cerc di rendere freddo.
Ma il giovane avvocato non si sconcert davanti
a un cos timido rifiuto.
- Signorina, scusatemi se insisto... siate buona,
un grande pericolo mi minaccia.
- Un pericolo?
- S, la signorina vestita di verde. Me la presenteranno
certamente perch la faccia ballare. -
Con un'occhiata, indic alla fanciulla la compagna
del signor Michot.
Claudia fu per prorompere in una risata. Ella
capiva, meglio di quanto egli potesse supporre, ci
che passava per la mente di Valencourt.
- Quella ragazza non vi piace?... - ella disse,
messa di buon umore, ma sforzandosi di apparire
indifferente.
-  il vestito, signorina!... - egli rispose con
ironia.
- Il vestito  molto grazioso, - replic seria
Claudia che, rallegrata dall' incidente, aveva voglia
di divertirsi ancora.
- Se lo dite voi, signorina, sar vero, - rispose
Valencourt tranquillo. - Il vestito pappagallo 
senza dubbio grazioso... anche nel colore! Ma forse
i capelli non ci stanno bene insieme; quella signorina
avrebbe dovuto averne d'altro colore! -
Claudia represse a stento una risata, e siccome
il giovanotto restava in piedi, osserv gaia:
- Siete divertente, signore, perch non nascondete
le vostre impressioni; quella donna non ha la
fortuna di piacervi.
- Voi non potete capire perch, signorina, -
egli rispose con lo stesso tono faceto, bench sembrasse
alla giovane milionaria che lo sguardo dell'uomo
fosse preoccupato. - Ma - continuava la
voce maschile - giacch siete cos buona da occuparvi
di me, permettete... -
Con garbo, Desiderio trascinava la fanciulla tra
la folla dei ballerini verso l'altro salone, pensando
che finch fosse stato con una donna, colui che lo
cercava avrebbe evitato di avvicinarglisi.
- Vi faccio da angelo custode, mi pare, - osserv
Claudia con allegria mentre egli la stringeva
rispettosamente a s.
- Siete il mio angelo salvatore, - le rispose con
fervore caricato. - E, come tale, vi prego, salvatemi
dai vestiti verdi, dai capelli rossi e dalle protette
del signor Michot. -
Questa volta, Claudia non seppe frenare una risata.
Era talmente divertente l'equivoco che la metteva
tra le braccia del giovanotto senza che egli
supponesse a chi si rivolgeva e l'umorismo che scaturiva
da ogni sua minima parola!
Ella si mordeva le labbra, confusa di quell'allegria
intempestiva, ma incapace di dominarsi.
Ballava col petto scosso dalle risa, appoggiata a
Desiderio che, rallegrato dal buon umore della sua
compagna, prendeva ardire e la stringeva un po' pi
a s senza che ella se ne accorgesse.
- Il signor Michot  un personaggio importantissimo,
non  vero? - ella arrischi sempre ridendo.
- Il signor Michot  un uomo pericoloso, - rispose
Desiderio faceto. - Egli minaccia la tranquillit
degli uomini e bisognerebbe internarlo. -
Di nuovo Claudia scoppi a ridere con maggior
forza.
E Valencourt, un po' turbato da quell' ilarit persistente,
domand:
- Conoscete forse in modo particolare quel signore? -
Egli la guardava senza pensare a male, ma con
la soddisfazione che un uomo prova a parlare con
una ragazza giovane e bella. E quello sguardo cos
vicino al suo turb un po'la fanciulla, che ebbe
paura di tradirsi.
- Credo che il signore che accompagna la signorina
vestita di verde vi guardi, - ella osserv per
sviare l'attenzione del suo cavaliere.
Valencourt volse la testa verso il gruppo che la
sua compagna gl'indicava. Incontr lo sguardo sbalordito
del direttore dell'Agenzia Edera e suppose
che egli si maravigliasse di vederlo ballare. Nello
stesso tempo cap che non aveva fatto altro che ritardare
il momento di essere presentato alla signorina
vestita di verde, e questa certezza gli fece cercare
il mezzo di sottrarsi a quel colloquio.
- Mia bella protettrice, ho ancora una preghiera
da rivolgervi, - egli disse alla sua ballerina.
- Quale?
- Desidero lasciare questa casa inosservato. Volete
permettermi di raggiungere, ballando, la porta
di uscita? E quando questo ballo sar finito, sarete
tanto indulgente da scusarmi se non vi riaccompagno
al vostro posto?
- Volete andar via?
- S.
- Perch?
- Vi  una persona che non voglio incontrare.
- La donna vestita di verde, forse?
- Proprio lei. -
Ella lo guard, indecisa.
Non poteva parlare, informarlo... ci spettava al
signor Michot. Ma d'altra parte come fare per trattenerlo?...
Se partiva sotto la cattiva impressione
prodottagli dalla ragazza rossa, era capace di allontanarsi,
di nascondersi e magari di lasciar la
capitale, senza dar pi segno di vita all'Agenzia
Edera.
Nonostante il tono frivolo della loro conversazione,
Claudia sentiva che il suo compagno non
aveva un carattere incerto; ella lo immaginava un
po' indipendente e pronto nel prendere una decisione.
Proprio il carattere che le piaceva; per un
matrimonio come quello che aveva in mente, era
appunto ci che le ci voleva... E poi, francamente,
le era simpatico.
- Forse avete torto di andar via cos, - arrischi.
- La donna che temete non  probabilmente
quella che immaginate.
- La maraviglia del signore che l'accompagna,
vedendomi ballare, non mi fa pi sperare altro.
- Credete?... - ella disse indecisa. - In ogni
modo rischiate una presentazione; ci non v' impegna
in niente.
- S, a un ballo!
- E davvero, ci vi fa spavento?
- Pi di quanto possiate immaginare. -
Egli scherzava, parlando, ma ella capiva che
l'idea di svignarsela era fissa nella sua mente.
- Alle volte si fa male a non andare sino in fondo
a una cosa decisa... La felicit passa spesso a portata
di mano, senza che si supponga.
- Siete incantevole, signorina, - egli rispose con
un sorriso indulgente per la sua insistenza - ma
voi non sapete di che cosa si tratta. Ammettiamo,
se volete, che provi un'antipatia istintiva. -
Ella sorrise.
- Per colpa di un vestito... Avete ballato con
me, e se avessi avuto un vestito verde, forse vi sarei
rimasta antipatica anch' io! -
Egli l'awolse in uno sguardo benevolo.
- No, - disse piano. - Anche con un vestito
verde non mi dispiacereste, ma son sicuro che voi
non portereste mai dei colori falsi o chiassosi; vi
 molta armonia e distinzione in tutta la vostra
persona. -
Un lampo di gioia brill nei grandi occhi della
fanciulla, e impulsivamente afferr una mano dell'avvocato.
- Non andate via, - insist. - Fate ancora un
ballo con me. -
Questa volta le parole della sconosciuta parvero
turbare Desiderio. La guard a lungo, poi scosse la
testa.
- No, - disse - non resto,  preferibile per me!
Un'antipatia istintiva mi fa fuggire, ma credo che
sia ancora pi prudente fuggire una simpatia troppo
viva! -
E chinandosi sulla manina che stringeva e che
tremava un poco, vi appoggi con fervore le labbra.
Claudia, turbata, lo vide allontanarsi. Con un gesto
della mano, che rimase incompiuto, sembr volerlo
richiamare, e rimase l abbandonata, non sapendo
che cosa decidere.
Quando egli stava per partire verso il vestibolo,
ella si scosse e gir gli occhi d'intorno.
Scrse il signor Michot che, lasciata la sua compagna,
s'insinuava tra gruppo e gruppo, cercando
di raggiungerla.
Gli and incontro, e senza neanche preoccuparsi
di trarlo in disparte, grid:
- Presto, presto, raggiungetelo al guardaroba,
egli se ne va.
- Va via?
- S, va via. Presto, presto, andate.
- Ma era con voi un minuto fa.
- Per caso! Non sapeva... -
Intanto spingeva il direttore dell'Agenzia Edera
spiegandogli:
- La vostra ragazza vestita di verde l'ha spaventato.
Ha creduto che l'aveste fatto venir qui per lei
e se ne va per sottrarsi alla presentazione.
- Dovevate spiegargli...
- Scusate, - ella protest indignata. - Fate la
vostra parte voi stesso. Ho accettato il candidato,
voi fate il resto! -
E siccome vide Desiderio nel guardaroba, Claudia
si ferm e lasci il signor Michot andare verso di
lui. Poi, sicura che i due uomini si erano ritrovati,
rientr nella sala e si mescol alla folla.
 
Capitolo 9.

Desiderio, dopo aver lasciato la sua ballerina, si
allontan in fretta.
Alle volte  penoso essere ragionevoli, pens.
Quella piccina  incantevole. Un altro bel ricordo
per dopo; le donne che non abbiamo avute sono
quelle che rimpiangiamo di pi. Tra qualche anno
dir a me stesso di esser passato accanto alla felicit;
eppure son certo che, se continuassi a corteggiare
quella ragazza, avrei una delusione, conoscendola
meglio.
Distrattamente, tese il suo numero alla donna
incaricata del guardaroba, e mentre questa gli porgeva
la pelliccia, gli ritorn in mente lo scopo che
l'aveva condotto a quella festa:
Michot sar furente! pens. Gli scriver due
righe perch mi lasci in pace stanotte. Domani gli
spiegher che non son fatto per il matrimonio.
Aveva preso uno dei suoi biglietti da visita, e chino
sulla tavola del vestibolo, si preparava a scrivere le
solite parole di scusa.
A un tratto si sent battere su una spalla. Si
volse e con un certo turbamento riconobbe il signor
Michot.
- Ebbene, dove andate? - disse costui con fare
bonario. - Cosa aspettate per essere presentato alla
mia cliente?
-  inutile, - rispose Valencourt scotendo la
testa.
L'altro ebbe uno scatto di maraviglia benissimo
simulato.
- Che cosa ne sapete? Non immaginate di quale
donna si tratta! -
Ma l'avvocato era persuaso del contrario.
- Indovino... la ragazza vestita di verde, vero? -
Il direttore dell'Agenzia Edera si mise a ridere.
- Ma che cosa mi state dicendo?
- Non  lei? - chiese Desiderio maravigliato.
- Sentite, - spieg l'altro - vi ho detto una
bella ragazza, molto distinta. La signorina con la
quale ero poco fa non corrisponde a questi connotati.
- No davvero!... - approv Desiderio convinto.
- Un'eccentrica...
- Proprio cos, - interruppe Michot. - Come
avete potuto prendere un simile abbaglio?... Avete
leitto le informazioni di quella che v'interessa: capelli
castano-chiari, occhi neri, di alta statura...
- E vero, - rispose il giovanotto, colpito.
Era diventato rosso al pensiero dello sbaglio commesso.
Lui, di solito calmo e riflessivo, come aveva
potuto mancare cos di sangue freddo e di buon
senso?
- Confesso, - disse un po' ironico - che ho perduto
del tutto la testa quando ho visto la donna
che vi accompagnava. Quel vestito verde mi aveva
colpito.
- Siete certo che non sia stato piuttosto la bellezza
della vostra ballerina? Era incantevole, quella
ragazza, mi pare. -
Desiderio sorrise approvando.
-  vero, - riconobbe - era deliziosa.
- E un intrigo matrimoniale con lei vi avrebbe
attratto pi che con un'altra? -
Il viso dell'avvocato divent serio. Per un istante,
il suo pensiero evoc la grazia un po' altera della
sua ballerina.
- Certo, - rispose pensoso - anche per un'avventura
stravagante come quella della quale si
tratta,  preferibile una compagna piacevole. Ma
sono tranquillo, - prosegu in tono un po' amaro -
la mia ballerina non ha certo il tipo della ragazza
che mi presenterete tra poco.
- Perch, dunque?... - chiese il direttore dell'Agenzia
Edera, che cominciava a divertirsi.
Valencourt alz appena le spalle.
- La vostra deve avere in s la sicurezza che
d il denaro. Basta il suo desiderio di comprare un
marito per far capire un carattere indipendente e
autoritario; non mi maraviglierei affatto che avesse
un'aria un po' virile, ardita e pretenziosa. -
Si capiva che quella sera Valencourt era senza
indulgenza per colei che il signor Michot gli destinava.
Ma costui non se ne preoccupava.
- Voi non potete immaginare, caro signore, -
egli osserv con cordialit - quanto mi divertano
le vostre osservazioni. Per, stasera voi dimenticate
soltanto una cosa, che la donna pi semplice in apparenza
 a volte terribilmente complicata. Conosco
delle ragazze con la sigaretta in bocca e la'caramella
all'occhio, che hanno tutta l'apparenza di
essere emancipate, e che invece coltivano dentro di
s il piccolo fiore dell' illusione e saranno pi tardi
ottime madri di famiglia.
-  possibile, ma personalmente non posso soffrire
le donne che scimmiottano gli uomini, fossero
anche degli angeli.
- Senza dubbio il nostro istinto maschile diffida
di loro, bench alla mia et si cominci a capire che
per conoscere bene il carattere di una donna bisogna
viverci insieme... e non basta.
-  una cosa proprio rassicurante quando si
tratta di un matrimonio come il mio!
- Scusate... -
Ma Valencourt lo interruppe ridendo:
- S, s, indovino. Nonostante le apparenze, la
vostra candidata ha tutte le buone qualit.
- Ne sono persuaso.
- Allora, - disse l'avvocato con calma - voglio
che sappiate che anch'io posso parere quello che
non sono e che non ho nessuna intenzione di soffrire
per questo matrimonio, se la cosa ander in
fondo. -
E siccome il direttore dell'Agenzia Edera lo guardava
un po' scandalizzato, egli si mise a ridere.
- Via, non vi preoccupate, tutto finir bene; sono
un uomo corretto per eccellenza. Fatemi vedere, ora,
la vostra stravagante cliente, vi dar subito il mio
giudizio su di lei. -
L'altro sorrise.
-  inutile, caro signore... -
Il signor Michot tacque un istante, poi soavemente
soggiunse:
- Il vostro giudizio lo conosco:  deliziosa! -
Sorpreso, Valencourt guard il suo compagno.
- Come posso averla giudicata? Non me l'avete
fatta conoscere!
- No, ma voi la conoscete e mi avete parlato
di lei.
- Io? -
Completamente sbalordito, l'avvocato guard Michot
che continuava a sorridere, poi gir lo sguardo
intorno, sulla folla variopinta delle coppie danzanti.
E a un tratto, come in un lampo, gli venne in
mente la ragazza che egli stesso aveva fatto ballare.
- Lei! - disse colpito.
- S, - afferm con la testa il vecchio.
-  uno scherzo?
- Niente affatto, la verit, semplicemente.
- Ma  impossibile! -
Non credeva ai propri orecchi. La sua maraviglia
era talmente grande che rimase serio, turbato, provando
come un'impressione di malessere.
- Riflettete, - insist Michot - quasi bionda,
occhi neri...
- S, s... i connotati.
- Immaginate il mio stupore vedendovi ballare
con lei. -
L'avvocato rifletteva.
- Sono andato io ad invitarla, - spieg - ma
ora ricordo che ella mi osservava di nascosto. Sapeva
chi ero; molte volte ho clto il suo sguardo
curioso fsso sopra di me... E quando son venuto
via, ha insistito per trattenermi.
- Lei stessa  venuta ad avvertirmi che voi stavate
andandovene.
- Lei? - ripet di nuovo Valencourt.
Passato il primo momento di stupore, aveva ripreso
il completo dominio di se stesso.
Con lo sguardo altero perso nel vuoto esaminava
la sua condizione.
- Volete dirmi il suo nome, dirmi qualcosa di
preciso sulla sua identit? - egli chiese.
- Senza dubbio, se ella vi piace e voi accettate...
- Questo  evidente, - egli interruppe. - Il suo
aspetto mi piace. Per, eh? - disse al signor Michot.
- Si crede di essere forti in psicologia! Come ci
sanno abbindolare le donne! Avrei giurato che fosse
la pi calma e la pi timida delle fanciulle! -
L'altro scosse la testa ridendo.
- Ve lo dicevo io; con le donne non si sa mai,
vedete! Eppure, - continu con autorit - quella
ragazza  veramente un tipo non comune, non  la
prima venuta. Credo che abbia ottime qualit, nonostante
la sua forza di decisione. -
L'avvocato ebbe un sorriso un po' scettico.
- Speriamolo.
- Vedrete,  una donna superiore.
- Tanto meglio, sar una buona compagna al
giuoco che giocheremo insieme. Quando me la presentate
ufficialmente?
- Non ve la presento; sono talmente conosciuto
che ci basterebbe ad attirare l'attenzione su voi
e su lei. Voi la conoscete, ella pure vi conosce. Meglio
sarebbe che andaste da lei; vado ad avvertirla
che siete informato. -
Il giovanotto approv.
- Mentre le parlate, vado a fumare una sigaretta
su quel balcone, - egli disse additando una portafinestra.
Non ancora del tutto rimesso dalla sorpresa, aveva
bisogno di riflettere prima di quel colloquio. E senza
pi occuparsi del suo compagno che stava allontanandosi,
Valencourt usc dalla stanza.
L'aria aperta gli fece bene, calmando la sua agitazione,
e anche la sigaretta gli fu utile per riordinare
le idee.
Com' divertente tutto ci! egli pensava. Non
posso negare che la mia futura moglie mi piaccia;
resta a sapere come faremo, dopo esserci parlati
cos confidenzialmente, a porre tra noi un muro
di correttezza e d'indifferenza.
Rimase pensoso per un pezzo, perduto in mille
pensieri che gli facevano aggrottare le sopracciglia;
poi, mentre la sigaretta stava per finire, egli
la schiacci spengendola prima di buttarla al vento,
e concluse:
Un vero disastro sarebbe, per esempio, che un
giorno m'innamorassi di mia moglie. Non facciamo
scherzi su questo; Desiderio, vecchio mio, non perdere
la bussola!
Con un sorrisetto scettico sulle labbra, con l'aria
di superiorit di chi la sa lunga, ritorn nella sala
per ritrovare colei che egli chiamava la sua compagna
nel giuoco del matrimonio ultramoderno di
cui stavano gettando le basi.


Capitolo 10.

Desiderio Valencourt si diresse subito verso l'angolo
appartato dove al principio della serata aveva
trovato Claudia, ma vi trov soltanto la signora vecchia
che, sprofondata nella poltrona, con la testa
ciondolante, faceva un pisolino.
Mentre si allontanava, l'avvocato incontr colei
che egli cercava, ritta a pochi passi da lui, che lo
seguiva con gli occhi, mentre un sorrisetto ironico
le piegava gli angoli delle labbra.
La sfumatura di quel sorriso colp per prima
cosa Desiderio.
Perbacco! Si diverte alle mie spalle, egli pens.
Poco fa le ho quasi fatto la corte, ed ella ora si
fa forte di questo.
Forse questo pensiero lo spinse a un'involontaria
freddezza? Il fatto fu che egli s'inchin un po' cerimoniosamente
davanti a Claudia.
- Vi cercavo, signorina; il signor Michot mi ha
rivelato la vostra identit.
- E avete meno paura di me che della signorina
vestita di verde? - rispose Claudia molto tranquilla
e per niente imbarazzata dall'aria fredda del nuovo
venuto, che ella attribuiva all' impaccio inevitabile
in un uomo povero, costretto a piacere a una donna
ricca, che lo sceglie.
Tra s ella diceva:
Mio bel signorino, per una volta le parti sono
invertite; non  pi la ragazza che arrossisce e che
ha paura di deludere la parte avversaria.
E questa convinzione dava a Claudia una tale
sicurezza che l'avvocato intu ci che ella pensava
dal solo sorriso che accompagn le sue parole.
Non perse per la padronanza di s.
- Non potevo davvero immaginare che una ragazza
cos piena di buone qualit come voi, fosse
proprio quella che m'interessava in questa folla, -
egli rispose con semplicit.
Ella alz le sopracciglia.
- Che donna vi aspettavate, dunque? - chiese,
sempre ironica. - L'altra vi ha deluso e neanch' io
corrispondo alla vostra aspettativa? -
Valencourt avvolse in uno sguardo indefinibile
la sua compagna, poi si spieg lentamente, come
se cercasse le parole giuste.
- Mi aspettavo un altro tipo... forse... un tipo
di donna pratica, una donna di affari. Voi siete
tutta grazia e sorriso; come conciliare tutto ci con
l'idea di un matrimonio cos strano? -
La ragazza corrug la fronte. Per un istante i suoi
occhi neri divenuti duri girarono sulla folla che li
circondava, poi si posarono su Desiderio.
- Il direttore dell'Agenzia Edera vi ha bene informato
sui miei desiderii, signore? - ella domand
con una certa alterigia.
- S, signorina.
- E voi siete il signor Desiderio Valencourt sul
quale il signor Michot mi ha dato le migliori informazioni?
- Non so quello che il signor Michot vi abbia
detto di me, ma certo io sono Desiderio Valencourt.
- Avvocato?
- Senza cause, purtroppo! -
Egli sorrideva un po' contrito come se chiedesse
l'indulgenza della sua compagna, il cui sguardo
imperioso non lo abbandonava.
- Questo  un particolare senza importanza, -
ella osserv. - Non resterete iscritto al Foro, se
quest'affare andr avanti. -
Egli non batt ciglio.
- Credete che possa esservi un impedimento perch
l'affare non vada avanti? - egli interrog col
solito tono pacato della voce.
- Spetta a voi decidere, - ella rispose senza ombra
di esitazione. - Non mi avete detto poco fa
che non ero come voi desideravate? -
Questa volta fu Desiderio che alz gli occhi e li
fiss sulla sua compagna.
Un sorriso d'indulgenza gli err sulle labbra.
- Questa  civetteria, signorina; voi siete migliore,
infinitamente migliore di quanto osassi sperare;
voi lo sapete e desiderate sentirvelo dire.
- Niente affatto, - ella protest con vivacit.
- Non vado in cerca di complimenti. Ma siccome ho
fissato alcuni limiti ai diritti dell'uomo che sar
mio marito,  naturale che mi preoccupi dell'impressione
che posso aver prodotta su di lui e che
sappia se egli sapr mantenere, senza rimpianti,
gl'impegni che io gli chiedo di prendere con me. -
Valencourt si morse le labbra, indispettito e nello
stesso tempo contento. Contento della presenza di
spirito della ragazza punto imbarazzata da quella
condizione, e un po' seccato di averle fornito il pretesto
per una simile osservazione.
Aveva trattato Claudia come una qualsiasi altra
ragazza della sua et, ma ella non intendeva di
essere confusa con quelle che corrono dietro a un
fidanzato e cercano evidentemente i complimenti
maschili. Ella comperava un marito e non voleva
appartenergli. Desiderio non doveva dimenticarlo.
Per la seconda volta aveva riportato una piccola
vittoria, quella ragazzina tutta grazia e bellezza che
egli aveva giudicato deliziosa... un po'troppo presto
forse!
Per un uomo della tempra di Valencourt, per,
una tale compagna non era da disprezzare, anzi!
L'avventura diventava sempre pi piccante. Che
bello studio di carattere femminile, di relazioni coniugali
anche, egli intravedeva!
E un'alleanza cominciata su simili basi (perch,
se egli doveva imporsi delle restrizioni, anche la
sua compagna avrebbe dovuto piegarvisi) con la
correttezza e il rispetto reciproco della parola data,
non diventerebbe una sorgente maravigliosa di osservazioni?
Ma prima di tutto una simile unione sarebbe davvero
duratura?
Nello stato presente della societ, il matrimonio
basato sull'amore e pi spesso su di un sentimento
tanto pi superficiale e variabile quanto pi sembrava
forte ed eterno, era, in Francia, un completo
fallimento.
Esisteva dunque un'altra forma possibile? Una
forma sorta da un'intesa reciproca e da obbligazioni esattamente fissate, senza nessuna illusione?
Era ammissibile che due esseri s'impegnassero di
legarsi in matrimonio, fissando un programma in
cui la parola amore fosse esclusa e venisse sostituita
dalle parole intesa e cortesia?
Siccome Valencourt, pensando a tutte queste cose,
taceva, Claudia osserv:
- Voi tacete, signore; forse siete indeciso?
- No, no; - afferm egli senza esitare - non
ho mai desiderato tanto di effettuare questo progetto
con voi, come ora che ho avuto il piacere di
apprezzare tutti gli elementi di tranquillit e di
felicit che esso racchiude, se noi scartiamo la passione
e l'amore.
- Siete sincro?... - ella chiese. - Credete di
poter esser felice con questo matrimonio? -
Per la prima volta, ella si preoccupava di ci che
un altro poteva pensare della sua idea matrimoniale.
Fino ad ora, ella si era occupata soltanto di
quello che la concerneva. Il marito? Lo avrebbe pagato...,
pagato anche con larghezza perch trovasse
un tornaconto. Non aveva mai pensato che un uomo
potesse esigere qualche altra cosa.
Ed ora in presenza di Desiderio, che le dava l'impressione
di non essere una nullit, il suo egoismo
era scosso da un oscuro bisogno di assicurarsi che
egli pensava come lei e non restava deluso.
Intanto il giovanotto rispondendo alla sua domanda
diceva:
- Credo che dipenda soltanto dalla nostra volont,
di esser felici. -
Claudia eresse la testolina altera. Ella non ammetteva
che la sua felicit potesse dipendere da un
altro. Lealmente volle avvertire di ci il suo compagno.
- Tengo a farvi sapere che io sar felice, con voi
o senza di voi. Questo  il mio desiderio assoluto.
Se non vi sentite l'energia necessaria per accettare
per intero il mio programma, sarebbe preferibile non
proseguire, perch vi sacrificher senza piet il giorno
in cui voi non vi ci sottometteste. -
Questo fu detto nettamente e in tono che non ammetteva
replica.
Desiderio sorrise. La minaccia non pareva impressionarlo
molto.
La pretesa della sua compagna di asservire la
volont di un uomo, gli pareva forse cos poco seria
da non meritare di esser presa in considerazione.
Eppure anche lui aveva la ferma intenzione di essere
felice a qualunque costo.
Quali motivi nascosti lo spingevano dunque a
sfidare il pericolo annunziato dalle parole di Claudia?
Il bisogno di denaro era dunque cos imperioso
per lui da sopraffare qualsiasi altra considerazione?
- Vi ripeto, signorina, che sono ai vostri ordini, -
egli disse per tutta risposta e col solito tono riservato.
Questa sicurezza accese un lampo di soddisfazione
negli occhi di Claudia.
Bene! Tutti i suoi desiderii si effettuavano, e la
sua fermezza nel decidere l'aveva condotta allo
scopo.
Dentro di s ringrazi il Cielo di averle concesso
tanta ricchezza da poter condurre a termine un simile
contratto.
Questa volta ci siamo; ho trovato un marito!
Un marito che pagher tanto da fargli fare tutto
quello che vorr, un marito che non imporr la
sua volont sotto pena di essere silurato, un marito
insomma che non mi dar noia, perch prima di
ogni altra cosa avr l'obbligo di fare la mia felicit.
Quest' idea era cos seducente per lei che, dimenticando
per un momento l'atteggiamento altero che
aveva creduto bene d'imporsi, si rivolse a Desiderio
e gli disse con un sorriso incantevole:
- Dunque, signore, siamo d'accordo, proprio d'accordo?
- Completamente, signorina.
- Allora venite, voglio presentarvi a Maria Jousserand. -
E mentre lo spingeva avanti gli spiegava:
- Quella buona signorina  la mia dama di compagnia;
ma non mi ha mai lasciato dalla morte
di mia madre, ed  un dovere informarla prima di
tutti.
- Noto intanto che avete delle attenzioni delicate
per le persone che vi circondano, - egli disse
con gentilezza.
Ella si ferm, colpita, e lo guard.
- Delle attenzioni? Ma io ne ho molte quando
non mi costano nessuno sforzo.
- Ah!... E le altre?
- Quali altre?
- Quelle che vi costano uno sforzo. -
Ella spalanc gli occhi e la sua risata birichina
fu come un trillo.
- Non sono mai stata obbligata ad averne altre;
non mi ricordo di aver fatto mai uno sforzo per
nessuno. -
Desiderio accett la risposta come una vanteria;
la bocca che l'aveva pronunziata era troppo bella
perch egli volesse ribattere quell'affermazione.
Erano giunti davanti alla vecchia signorina che
continuava a dormire; anzi, un leggero ronfare che
accompagnava il suo respiro, mise Claudia di buon
umore.
- Contemplatela, - ella disse al suo compagno
-  magnifica quando dorme; l'innocenza e la beatitudine
personificate. Non credo che una donna
cattiva possa mai dormire cos. -
E scotendo a un tratto senza complimenti la sua
dama di compagnia:
- Jousserand, svegliatevi. Siete di una grande
scorrettezza, povera amica mia. Me ne vergogno per
voi,  quasi scandaloso!
- Eh? Che cosa c'? -
Svegliata di soprassalto, la brava donna guardava
Claudia con occhi spaventati.
- Russavate cos forte, Jousserand, che l'orchestra
cinese poco fa era preoccupata di uno strumento
che non andava a tempo. Le facevate una
concorrenza deplorevole!
- Esagerate, Claudia, - rispose la dama di compagnia
imbarazzatissima.
Intanto, non sapendo con precisione quanta parte
di verit potesse esserci nelle parole della sua antica
allieva, lanciava degli sguardi furtivi a destra
e a sinistra per assicurarsi di non avere intorno
a s altri testimoni pronti a ridere di lei.
Stava gi rassicurandosi, quando Claudia volle
darle un'altra emozione.
- E ora che siete scesa pian piano dal regno di
Morfeo, siate forte, Jousserand; ecco giunto il momento
di mostrare sangue freddo e senso di opportunit.
Ho il piacere di presentarvi il mio fidanzato,
signor Desiderio Valencourt, avvocato di grande avvenire,
che  l'ammirazione di tutti i suoi colleghi
e di cui i clienti fanno grandi elogi. -
Mentre Desiderio sorrideva a fior di labbra, la
vecchia signorina diventava paonazza dalla commozione.
Con gli occhi spalancati, la bocca aperta, girava
lo sguardo da Claudia al suo compagno, col
desiderio di protestare, ma senza trovare una parola
che esprimesse convenientemente la sua impressione.
La fanciulla sembrava soddisfattissima della sua
sorpresa.
- La gioia vi soffoca, vecchia amica, e sono molto
sensibile alla vostra approvazione, - ella afferm
con la pi grande seriet. - Immaginavo che avreste
preso viva parte alla mia gioia e che sareste
stata felice di rallegrarvi con me per la prima. Ma
il mio fidanzato, che non vi conosce, non pu indovinare
il vostro entusiasmo; ditegli, dunque, qualche
parola gentile, ve ne prego...
- Signore, io... -
La vecchia signorina s'interruppe, e dando un'occhiata
disperata alla sua compagna, protest:
- Claudia, non  possibile, non avete fatto questo,
non  vero?
- Quanto mi onora la vostra fiducia in me, preziosa
amica! Sapevate benissimo che non potevo sottrarmi
ai buoni insegnamenti che mi avete dati. Vedete
come sono stata ragionevole: invece di sposare
un pugilatore, un ballerino o un domatore girovago,
come vi avevo minacciato, ho scelto un uomo
del nostro ceto, un uomo perfetto di cui voi andrete
pazza al punto che ne sar gelosa! -
La signorina Jousserand, sotto quel diluvio di
parole, cominciava a rientrare in s.
- Avete ragione, Claudina, - ella afferm - e
devo farvi i miei rallegramenti, se quel che mi dite
 vero. Il vostro compagno ha un aspetto molto distinto
e mi sembra davvero un uomo corretto e della
vostra classe sociale. -
Ella pronunziava quelle frasi col tono con cui
avrebbe presentato delle condoglianze, e Claudia ci
si divertiva.
- Che gioia, Jousserand! Voi mi approvate; 
talmente strano che siate del mio stesso parere che
ne sono veramente commossa.
- Mia cara Claudina, sempre canzonatrice e cos
sincera, in fondo, - disse la buona signorina con
gli occhi che le si velavano di lacrime - siete sicura
di non esservi decisa troppo in fretta?... Conoscete
a fondo il vostro... quel giovanotto? Siete sicura
che egli corrisponda alle vostre aspirazioni?
- Se son sicura? Se conosco il mio fidanzato? Ma,
Jousserand, come potete dubitare di una cosa simile?...
Sentite piuttosto se sono informata di tutto
quello che lo concerne: il signore ha trentatr anni.
 orfano, ma  stato educato da una madre ammirevole
avendo avuto la disgrazia di perdere il padre
quando era piccolo. Ha compiuto i suoi studi
al liceo Luigi il Grande. A otto anni ha avuto il
morbillo, a dodici una terribile scarlattina che lo
lasci delicato per qualche anno. Ha prestato servizio
militare nei dragoni dopo aver ottenuto tre proroghe
successive. Ha buone gambe, buon occhio e
stomaco eccellente...
- Claudia, non continuate su questo tono.
- Prego, lasciatemi finire, mia vecchia amica;
voglio dimostrarvi che non ignoro niente del mio
futuro compagno di vita; desidero che anche voi
siate informata... Dunque, riprendo: il signore
gode buona salute e ha un appetito magnifico. Ha
tre denti otturati e due corone d'oro. Calza il numero
quarantadue e porta il sette e mezzo di guanti,
ci che, data la sua alta statura, indica piedi e
mani piuttosto piccoli...
- Ma, Claudia! Questi particolari... -
Ma chi avrebbe potuto fermare la piccola birichina
quando ella voleva arrivare sino in fondo?
- Infine, il mio fidanzato gode la stima di persone
onorate e di difficile contentatura, come la
sua portinaia, il suo calzolaio, la sua stiratrice. Per
completare questo vivente ritratto, particolare importantissimo
e che caratterizza subito il valore morale
dell' individuo: il signore paga abbastanza regolarmente
il suo sarto... E questo  molto raro,
a quanto pare. -
Desiderio, nonostante la volont di star serio, non
aveva potuto trattenere uno scoppio di risa a questi
ultimi particolari che Claudia enumerava con una
vocetta da monello.
- Siete straordinariamente divertente, signorina,
- egli osserv.
- Aspettate per, - ella continu volgendosi verso
di lui con aria severa. - Nella vostra biografia,
vi sono anche dei punti neri, di una certa importanza.
- Davvero?
- S, non vi si attribuisce nessuna seria relazione,
ma in compenso, vi si attribuiscono numerose
amichette... e una di esse... -
Ella s'interruppe facendo una pausa per farlo
incuriosire di pi.
- Una di esse? - gli chiese, molto attento, ma
sempre sorridente.
- Una di esse  molto sfavorevole a voi.
- Possibile?
- Possibilissimo. Si tratta della signorina Jojo
delle Fantasie del Variet, la quale non  troppo
benevola con voi: eissa afferma che voi avete pochissima
resistenza al ballo, e che prima del sesto cognac
siete di gi a terra.
- Sia benedetta per la sua generosit! Mi attribuisce
pi meriti di quelli che non ho; un'ora di
danza basta a mettermi fuori d'uso e due bicchierini
di grappa sono sufficienti per farmi ammalare.
All'infuori di ci, credo che tutto quello che avete
detto di me sia esatto, e mi congratulo, signorina,
per la vostra prodigiosa memoria. -
Ella parve non aver inteso le sue allusioni. Chinata
su Maria Jousserand le aveva preso una mano
e la stringeva affettuosamente tra le sue.
- Vedete, cara, la vostra Claudina  ragionevole
e non s'avventura tanto alla cieca.
- Cara la mia bambina! - balbett la vecchia
ragazza che aveva voglia di piangere. - Eravamo
cos felici noi due!
- Ma lo saremo sempre, cara egoista. Alla felicit
troppo grande di mio marito di avere una moglie orfana,
mancava una nube. Voi v'incaricherete
generosamente di crearla; sarete la suocera. -
E con un'occhiata verso Desiderio, complet:
- Di fronte alla vostra accoglienza entusiastica
il mio fidanzato deve certo capire quanto vi riuscir
gradito cooperare alla sua felicit...
- Ma, Claudia! -
Nonostante fosse abituata a quelle bottate della
terribile ragazza, la vecchia signorina si spavent.
Come avrebbe accolto quei discorsi il giovanotto?
Certo si sarebbe immaginato che la dama di compagnia
della sua fidanzata fosse una persona maligna,
mentre in realt era piena d'indulgenza, e non chiedeva
che di vivere all'ombra di colei che aveva educata
e che ora era il suo solo affetto nel mondo.
Rivolgendosi a colui che d'istinto temeva, Maria
Jousserand alz verso di esso gli occhi umili,
quasi supplichevoli. Ma Desiderio non la guardava
nemmeno.
Imperturbabile, piuttosto rigido nella sua immobilit,
la testa un po' indietro, con un sorriso sulle
labbra, egli guardava dall'alto Claudia Frmonde,
la fidanzata milionaria che aveva accettato. E nel
suo sorriso indefinibile vi era tutto: curiosit, allegria,
ironia, indulgenza, superiorit, tutta un'amalgama
che l'esperienza della vecchia signorina non
seppe discernere, ma che la rese perplessa.
Quell'uomo, ella pens non  di quelli che
si piegano. Povera la mia Claudina! Ella non ha
scelto uno schiavo... ma un padrone!
 
Capitolo 11.

- Claudina mia, spero che la notte vi avr portato
consiglio.
- Consiglio su che cosa? -
Voltata verso la signorina Jousserand, la ragazza
aspettava con curiosit la sua risposta, sapendo
benissimo di che si trattava, ma volendo vedere fino
a che punto la sua dama di compagnia avrebbe
osato esporre le sue riflessioni.
E Maria Jousserand, davanti a quello sguardo
limpido, ma fermo, alzato verso di lei, perse subito
la tramontana.
- Voglio parlare di quel signore... di quella vostra
idea. Eravate allegra, ieri sera, avevate voglia
di scherzare e mi spaventaste un po'.
- Ma io non scherzavo, mia cara.
- Come? Voi... voi non...
- Per nulla affatto.
- Era una cosa seria?
- Quel che c' di pi serio.
- Non... non osavo crederci.
- E perch?
- Mi pareva che quell'estraneo... quello sconosciuto
non potesse essere un fidanzato gi accettato
dalla mia Claudina.
- Non era per me n estraneo n sconosciuto.
- Ma s! Avevate ballato con lui, poco prima,
senza sapere chi fosse. -
Un sorriso err sulle labbra di Claudia.
- Siete ingenua, Jousserand, credendo che non
conoscessi Desiderio Valencourt. La verit invece
 che gi da qualche giorno la mia scelta era caduta
su di lui.
- Senza conoscerlo?
- Prego, senza che egli mi conoscesse, ci non
 precisamente la stessa cosa. -
La vecchia signorina si spazient un poco.
- Allora continuate nel vostro strambo proposito:
prendere un marito... che pagherete? -
Claudia si slanci verso la signorina che, istintivamente,
si ritraeva mentre l'altra si avvicinava.
- Come avete detto? Strambo, mi pare?
- Volevo dire...
- Che mi sposer a modo mio e non a modo
vostro.
- Certo io non pretendo...
- Di scegliere il mio sposo?
- No, no!
- E siccome quel ragazzo mi piace...
- Lo prendete.
- Lo scelgo.
- Pagandolo? -
Claudia scoppi a ridere disarmata.
- Che vocaboli odiosi usate, amica mia! Siete
divertente in modo straordinario!  forse una cosa
nuova sotto il sole che una ragazza ricca sposi un
uomo senza denari?
- Un candidato dell'Agenzia Edera!
- Un uomo che possiede le qualit che esigo da
un marito.
- Il fidanzato scovato dal signor Michot, su misura. -
La fronte di Claudia si rabbui a un tratto. Non
le piaceva essere contraddetta e la sua antica istitutrice
non l'aveva abituata a questo. Oltre ci, l'incidente
si prolungava troppo e la sua riserva di
pazienza era esaurita.
- Vorreste forse dire che l'idea che io mi mariti
vi dispiace, Jousserand? - ella domand con aria
di candore.
- Io... oh, no! La mia opinione non conta. Eravamo
tanto felici, ma in fin dei conti, alla vostra
et  cosa naturale prender marito.
- Meno male che ne convenite anche voi. Allora
 forse l'uomo che ho scelto che vi  antipatico?
- No, affatto. Trovo soltanto che... -
Ella s'interruppe. Osservava le dita di Claudia
che tamburellavano sul marmo del caminetto, e quel
movimento ritmato con un certo nervosismo parve
consigliarle una risposta pi cauta.
- Fisicamente questo signore  piacente, - ella
afferm a un tratto tutto d'un fiato.
- Bel ragazzo?
- Molto...
- Distinto?
- Distintissimo!
- Avete notato in lui qualche difetto? La pietra
rara ha forse una screpolatura? -
I suoi occhi acuti non lasciavano quelli di Maria
Jousserand.
- Non ho visto niente di criticabile... fuorch la
sua riservatezza un po' arrogante... il suo sorriso
un po'... -
A mano a mano che ella parlava, le sopracciglia
di Claudia si avvicinavano in modo strano. Per fortuna
della vecchia signorina, la porta si apr e
apparve Celina con un fascio di rose bianche tra le
mani.
- Hanno portato questi fiori per la signorina. -
Pos il mazzo sulla tavola e si ritir mentre la
giovane milionaria stava staccando il biglietto appuntato
a un gambo.
- Desiderio Valencourt, - ella sillab a bassa
voce.
E resa pensosa da quel dono:
- I primi fiori... Il primo legame... -
Per un momento stette immobile, col mazzo tra
le mani, ma i suoi occhi fssi sui fiori non li vedevano.
Ella rivedeva dentro di s l'immagine nettissima
dell'uomo che aveva deciso di sposare.
Poi, a mezza voce, continu come parlando a se
stessa:
La sua riservatezza, i suoi modi alteri, il suo
sguardo sprezzante, il suo sorriso ironico... forse
 proprio tutto questo che mi ha fatto sceglier lui
invece di un altro... Un uomo debole non mi avrebbe
attirata. Inforcare un vecchio cavallo bolso non 
una cosa piacevole... ma domare un puro sangue
vigoroso e tutto nervi,  una cosa avvincente!
Si volse verso Maria Jousserand e con gli occhi
ancora sognanti, spieg con calma:
- Vedete, cara, il matrimonio, ora,  una strana
vivanda che viene offerta alle ragazze; la tenerezza
vaga di un signore che aspira a sistemarsi, che ha
dei reumatismi da curare... promesse quasi mai
mantenute... un egoismo che si rivela feroce...
realt che non somigliano affatto ai magnifici miraggi
intravisti prima... Tutto ci impastato con
menzogne, mane, fissazioni, trascuratezza volgare
e comune... condito con odore di tabacco o di liquore
bevuto troppo abbondantemente... pimentato a volte
con parole cattive e gesti spiacevoli. Insomma, tutto
questo, cucinato nell' intimit coniugale e servito
copiosamente tutti i giorni, tutte le notti, senza mai
una variazione... Non c' niente di appetitoso nel
matrimonio cos concepito! E quando una ragazza
della mia condizione esamina ci che esso racchiude,
vi assicuro che non  davvero entusiasmata all' idea
di prendere uno sposo.
- Allora, perch sposarvi?
- Perch lo stato naturale della donna non  di
viver sola, e bench sia cosa sicura che il matrimonio,
come la civilt l'ha creato e i nostri costumi
trasformato, sia un'avventura dubbia,  anche certo
che la natura che lo fa intravedere tanto bello agli
innamorati, non pu sbagliare... Dunque,  l'essere
umano che lo ha deformato. Credo che sia possibile
cavare dal matrimonio qualcosa di meglio di quello
che si  cavato fin qui. -
Maria Jousserand allung il collo verso Claudia
Frmonde; nei suoi occhi glauchi fluttuava una
compassione condiscendente.
- E proprio voi avete la pretesa di trasformarlo,
mia cara?
- Provo una nuova formula, senza pretendere
che sia veramente la buona. Ogni tentativo sincero
va rispettato. Come si pu negare il risultato di
un'esperienza, prima che una prova seria sia stata
tentata? -
La dama di compagnia alz le braccia al cielo;
il ragionamento della ragazza che ella aveva educata
le sembrava di una stupidit senza pari.
Che cosa aveva in testa la giovent moderna?
Prima, le persone di vent'anni non pensavano che
all'amore e da esso traevano la felicit... Certo,
questa non era sempre sicura, ma a poco per volta
l'esistenza si appianava e senza tante scosse la vita
si sistemava... Spesso subentravano delle abitudini
di benessere... Ora i giovani pretendevano di assoggettare
il caso! Studiavano nuove formule di
esistenza nelle quali l'amore, considerato come un
accessorio pericoloso e ingannatore, veniva eliminato
con cura dal matrimonio. Questo diventava
un affare, un mercato, salvo che non fosse un'associazione
stipulata con un contratto ben definito,
come voleva Claudia.
Di nuovo Maria Jousserand stava per protestare
e cercare di fare intendere ragione alla fanciulla
viziata, ma vide quest'ultima posare i fiori sulla
tavola con un gesto un po' brusco, dal quale non
era assente un sentimento quasi di ostilit.
E mentre Claudia schiacciava nervosamente una
rosa tra le dita, la vecchia signorina sorrise.
Dal dire al fare c' di mezzo il mare, per fortuna,
e la sua compagna forse stava accorgendosi della
sua sciocchezza. Era meglio non contraddirla troppo
apertamente; in un carattere autoritario non si
sa mai quanta parte di puntiglio ci sia in una decisione
cos strana...
Ma Claudia era ben lontana dall'essere d'accordo
con i pensieri di Maria Jousserand. Le sue meditazioni
avevano preso un andamento del tutto diverso.
Inutilmente cercava di ritrovare le impressioni
piacevoli della notte del ballo.
Che cosa aveva fatto dunque sorgere in lei la
strana allegria, che in quel momento l'aveva invasa?
Rievocava tutte le sciocchezze che aveva dette, le
sue ironie, le sue fanciullaggini. Perch quel bisogno
di gioia, di follia, di espansione che l'aveva
indotta a tanta puerilit e a tante impertinenze?
Si chiese ci che aveva dovuto pensare di lei il
cortese signore che ella pretendeva di comprare.
A distanza si sent arrossire terribilmente; capiva
di aver agito la sera prima come una bambina stupida
e insopportabile.
Sentiva ancora pesare su di s lo sguardo grave
d'inquietudine di Maria Jousserand... E quel sorriso
d'uomo corretto che non riusciva a definire, un
sorriso che forse era soltanto di soddisfazione, ma
che forse poteva essere canzonatorio o ironico...
Diverse volte ella si pass una mano sulla fronte
per scacciare il malessere che vi si annidava subdolamente.
Pensava anche che aveva detto a Desiderio di venire
a trovarla quel giorno, e si chiedeva se, dopo
le stravaganze della sera precedente, avrebbe ora potuto
assumere con lui un atteggiamento pi serio
e pi grave.
Sarebbe stato meglio forse mostrarsi rigida e orgogliosa?
Il modo con cui era cominciata la loro relazione
era simpatico, simpaticissimo. Ma mentre un principio
del genere avrebbe potuto condurre a qualcosa
di assai piacevole con Desiderio, ballerino occasionale,
non era senza inconvenienti con l'uomo destinato
a far la parte di marito pagato... un marito
correttissimo, come ella diceva.
Era a questo punto delle sue riflessioni quando
venne annunziato l'arrivo di Valencourt. Egli giungeva,
mentre ella non aveva ancora preso nessuna
decisione.
Istintivamente, alla vista del giovanotto, ella si
eresse nella persona e i suoi occhi alteri parvero
volerlo tenere a distanza.
L'avvocato sembr non accorgersi neanche del
nuovo atteggiamento della ragazza; s'inchin contegnoso
come se non si attendesse il minimo segno
di benevolenza o di familiarit.
Claudia ammir la sua disinvoltura. Lui, almeno,
non era punto imbarazzato dall'ambiguit della
sua condizione. Quando non la conosceva, si era dimostrato
con lei galante; ma con quanta disinvoltura,
dopo, aveva indossato la livrea della pi cortese
correttezza.
E siccome, guardando gli occhi indifferenti dell'uomo,
ella non vi scorgeva pi la minima traccia
della febbre che vi aveva visto accendersi la sera
prima, concluse molto in fretta che egli non era
mai stato sincero, nemmeno quando senza conoscerla
le mormorava dei complimenti.
Con un certo nervosismo ella addit i fiori.
- Ecco una pazzia, signore; attenzioni simili da
voi per me sono perfettamente inutili.
- Come vorrete, signorina, - egli rispose con
naturalezza.
Ella aveva sperato di sentirlo protestare, e continu
ancor pi fredda:
- Vi metterete d'accordo col signor Michot per
le diverse formalit del nostro matrimonio. Questo
potr aver luogo fra tre settimane, va bene?
- Se questo periodo di tempo vi basta, signorina,
per me va benissimo.
- Perch no? Non ho niente da preparare. Se
quest'affare potesse esser definito in poche ore come
in America, vi darei appuntamento per questo pomeriggio
e tutto sarebbe finito molto alla svelta. -
Ella si ferm e alz gli occhi sul suo interlocutore;
poi con aria spavalda:
- Non vi aspetterete - disse - che per un matrimonio
simile io mandi degl'inviti. Voi, io, due
testimoni, e basta!
- Mi fate felice, signorina. -
Il suo sorriso era indefinibile.
Ella continu, facendo finta di non averlo osservato:
- Al Municipio... abito da passeggio, naturalmente.
In chiesa...
- Oh! - egli interruppe. -  necessario?
- Come necessario? Non volete il matrimonio
religioso?
- Far come voi volete, signorina, ma non vedo
la necessit di mescolare il Cielo a questa parodia
di matrimonio. -
Una fiamma di sdegno imporpor le guance di
Claudia.
- Che cosa dite? Sono credente io, signore!
- Anch'io, signorina, ma permettetemi di ricordarvi
che il matrimonio cristiano ha le sue leggi e
i suoi doveri. Impone l'amore, la famiglia, l'obbedienza...
l'affezione fino al sacrificio, l'abnegazione
fino all'annullamento di se stessi... esige anche sentimenti,
promesse, proprio tutto quello che voi respingete
nel matrimonio. -
Ella rialz la testa con vivacit.
- Ma che voi siete pronto ad accettare, naturalmente!
- Oh! - egli fece con dolcezza. - Credo di avere
espresso il desiderio di non mescolare Dio all'esperimento
che vogliamo tentare lealmente.
- Ebbene, giacch parlate di lealt... l'avete
detto voi...
- Ho detto anche esperimento... Il matrimonio
cristiano  definitivo e non ammette nessun'altra
interpretazione in questo senso. -
Ella sospir e rimase pensierosa: egli aveva ragione,
non poteva negarlo, e ci era molto imbarazzante.
Quel benedetto autore spagnuolo la cui idea
l'aveva affascinata avrebbe potuto anche guidarla
completamente; invece, davanti alle difficolt di fare
stare in piedi un tal matrimonio, egli aveva schivato
le complicazioni e saltato quelle che la mettevano
in imbarazzo.
Desiderio osservava in silenzio la fanciulla, non
volendo interrompere le sue riflessioni. Un osservatore,
anzi, avrebbe creduto che egli si divertisse della
sua perplessit, attendendo curiosamente ci che
ella stava per decidere.
- Insomma, - ella riprese - che cosa proponete
di fare?
- Il matrimonio civile, che vi assicura legalmente
tutti i diritti di una donna sposata e nello stesso
tempo vi d la rispettabilit. Non mi avete detto
voi stessa che spezzereste un legame che non corrispondesse
a ci che aspettate da esso?
- Certo, e senza esitazioni anche!
- Appunto; siamo logici allora e non mescoliamo
il Cielo a un simile programma! Giacch un signore
qualsiasi, con una sciarpa tricolore, basta a conferire
vita legale alla nostra associazione, accontentiamoci
del signore e della sua sciarpa tricolore. -
Per un momento ella esamin il suo compagno;
non sapeva come esprimere una riflessione che si
era imposta alla sua mente.
Un sorriso ironico corse alla fine sulle sue labbra.
- Sembrate felice di avermi convinta, - ella mormor.
- Eppure non  nel vostro interesse.
- Perch?
- Perch un legame pi serio del... del signore
con la sciarpa, come voi dite, un legame pi serio,
poteva spingerci a una maggiore intimit. E ci
avrebbe potuto essere a tutto vostro favore... -
Egli dov fare uno sforzo per mantenersi serio.
Mentre ella parlava, il suo pensiero gli faceva vedere
un cane a cui si mostra da lontano un pezzo
di zucchero.
Ma a lui piaceva poi lo zucchero che ella gli faceva
intravedere?
- Forse non mi piace che la mia vera vita sia
fondata sopra una occasione del genere. -
L'osservazione era fatta con gentilezza, senza l'intenzione
di ferire. Ma colp lo stesso Claudia che
rispose con vivacit:
- Certamente! Neanche a me, e spero che non
dimenticherete i nostri patti.
-  una cosa stabilita, signorina. -
Il suo contegno troppo corretto irritava la ragazza;
ella si guard intorno con aria seccata come
se cercasse un motivo per porre fine a quel lungo
colloquio.
- Ora, siamo d'accordo in tutto, credo. Il signor
Michot mi terr informata e non importa che voi
ritorniate qui. Ci ritroveremo il giorno fissato, al
Municipio. Per il resto... per tutte le altre questioni
rivolgetevi al signor Michot. -
Ella aveva calcato un poco sull'ultima frase e Desiderio
cap che si riferiva alle questioni d'interesse
che riguardavano il matrimonio. Quella parte finanziaria
aveva proprio il dono di rallegrarlo. Dalla
prima sera in cui il direttore dell'Agenzia Edera
aveva parlato davanti a lui di quello strano matrimonio,
il lato materiale dell'affare lo aveva sempre
esilarato.
L'idea che una donna volesse comprare un marito
non era davvero comune; ma che il marito pagato
fosse lui, Desiderio Valencourt, era una cosa
proprio comica.
Se Claudia, parlando con quel tono di donna che
si crede tutto permesso perch paga, aveva creduto
d'indispettire l'avvocato, dov essere molto stupita
vedendolo accomiatarsi da lei con un allegro sorriso
sulle labbra.
Non ha l'epidermide sensibile, ella pens. Per
l'idea di rimandare di tre settimane il nostro
prossimo incontro  stata una felice trovata. Se
dopo di ci non capisce quanto poco caso faccio
di lui, vuol dire che ha la vanit tenace, il signore!
Senza volerlo confessare, per, non era del tutto
soddisfatta; si sentiva eccitata, annoiata, come se
fosse scontenta di se stessa.
Sono nervosa, oggi!... Senza dubbio le notti al
ballo non mi fanno bene.
In quell' istante il suo sguardo cadde sul fascio
di rose, e le parve che quello che gliele aveva mandate
fosse ancora l. Prov come il bisogno imperioso
di buttare i fiori dalla finestra, come aveva
messo l'altro alla porta.
Istintivamente con le dita prem il campanello
elettrico.
- Portate via questi fiori e metteteli in cucina,
che non li veda pi, - ordin alla cameriera.
Ora, di Desiderio non restava nessuna traccia
nella stanza, e questa esecuzione avrebbe dovuto
calmare i suoi nervi. Perch, dunque, le pareva di
non aver ancora ritrovato il suo equilibrio?
Sul tappeto folto, era caduto un bigliettino bianco.
Ella lo raccolse.
Era il biglietto da visita di colui che ella aveva
promesso di sposare e che pure aveva poco prima
trattato cos arrogantemente.
Osserv il pezzetto di cartoncino quasi quadrato,
come la moda esigeva. Al nome stampato Desiderio
Valencourt non era aggiunto altro, n
professione, n domicilio... Era sobrio e di buon
gusto.
Non c'era niente da ridire su quel biglietto... e
neanche su quel nome che tra poco sarebbe il suo:
Signora Desiderio Valencourt...
Quel nome sonava bene all'orecchio.
Eppure ella strapp il biglietto in minutissimi
pezzi e li lanci nel fuoco ardente del caminetto.
Questa volta niente poteva pi ricordarle il giovanotto.
Eppure lo strano senso di malessere persisteva
ancora.
Ecco, si soffoca qui!
Poi, finalmente, sincera senza neanche accorgersene,
esclam:
- Come mi urta i nervi quello l, col suo sorriso!
 colpa sua se l'ho rimandato fra tre settimane...
Lo capisco benissimo:  una cosa stupida! -


Capitolo 12.

Quando il signor Michot consegn a Desiderio
Valencourt un assegno di un milione per sopperire
alle prime spese e pagare i vostri creditori
l'avvocato non mostr nessuna emozione.
Prese l'assegno, si assicur che fosse regolare e
consegn la ricevuta al direttore dell'Agenzia Edera,
senza che dal suo viso trasparisse la minima soddisfazione.
Come si sa dominare! pens il signor Michot.
Vuol far credere che il denaro gli sia indifferente.
Eppure una somma come quella fa sempre piacere!
In questo egli si sbagliava. Valencourt non pensava
affatto ad assumere un contegno. Mentre piegava
con cura l'assegno e lo metteva nel portafogli,
il giovanotto pensava soltanto che la somma era
insignificante.
Non  troppo generosa la mia fidanzata! diceva
tra s. Questa somma  davvero sufficiente
per saldare i debiti dell'avvocato Desiderio Valen-
court? Ne dubito... Non ho mai fatto questo calcolo,
ma ho la vaga impressione che il deficit sia
molto superiore a questa cifra!
Fece maravigliare ancora di pi il signor Michot
quando, il giorno della firma del contratto, egli
giunse dal signor Floch accompagnato da un signore
dall'aspetto serio e grave che egli present come il
suo uomo d'affari.
E mentre Desiderio si ritirava in un angolo e sonnecchiava,
sprofondato in una comoda poltrona,
l'altro si metteva gli occhiali e studiava il contratto,
leggendolo dalla prima riga all'ultima e facendosi
spiegare ogni particolare. Il signor Floch non diceva
niente, ma si maravigliava un poco della pedanteria
dello sconosciuto che impose due o tre piccole
modificazioni... dei nonnulla che precisavano
meglio i beni di fortuna della futura sposa evitando
ogni falsa interpretazione.
- Per il caso in cui un giorno fosse necessaria
una separazione tra i due sposi, - egli spieg con
gentilezza.
E quando Valencourt, dopo aver fumato, fu andato
via col suo compagno, il signor Michot ebbe
un bel leggere e rileggere nel contratto le due o tre
rettifiche fatte; dov per forza arrendersi all'evidenza
dei fatti.
- Il mio cliente non ha chiesto niente che sia a
suo vantaggio.
- No, - approv il signor Floch - quel ragazzo
 davvero straordinario; si direbbe che preveda
piuttosto il divorzio che il matrimonio.
- Stranissimo! La sua fidanzata non gl' ispira
nessuna fiducia.
-  evidente. -
E grattandosi la testa, il direttore dell'Agenzia
Edera soggiunse un po' preoccupato:
-  la prima volta che incontro due clienti simili!
La vostra  senza dubbio simpatica, ma non
manca di originalit.
- Il vostro giovanotto  senza dubbio un uomo
di mondo, - ribatt il notaro sorridendo - ma 
diffidente. E questo non  molto elegante.
- La signorina Frmonde prende tante di quelle
precauzioni!
- S, s, certo... ella  prudente!
- Valencourt dunque ha ragione di prevedere il
peggio. Quando egli non piacer pi...
- Non bisogna illudersi... Capita sempre, un
giorno o l'altro!
- Sar un peccato, - fece Michot con convinzione
pensando al premio promessogli da Claudia.
- S, peccato! - approv semplicemente il signor
Floch, che non si faceva illusioni dopo che
tanti matrimoni si erano conclusi e sciolti nel suo
studio.
- Eppure formano una bellissima coppia, - insist il suo interlocutore.
- Bellissima!
- E davvero credete che ci possa finir male?...
Con un inizio cos bello!
- Chi pu mai sapere? -
Il notaro s'interruppe, poi con un gesto sfiduciato,
concluse:
- Sapete, io, caro amico, ne ho viste di tutti i
colori: amore, bellezza, interesse, ragione o convenienza;
il matrimonio in realt  una lotteria
dove ci sono pochissimi vincenti... Cos non scommetto
mai sui resultati... Credete a me,  la sola
maniera per non avere delusioni!
- Siete un bel tipo, voi! -
Il signor Michot rideva rumorosamente, accomiatandosi
dal notaro, ma in realt, non era tanto di
buon umore.
Quel notaro del diavolo ne ha delle buone!... E
quel Valencourt mi urta i nervi. Ma gli parler io -.
Bisogna che questo matrimonio sia felice... Una
donna cos ricca, che pu coprirlo d'oro! Bisognerebbe
esser pazzi perch non durasse. Per fortuna
quel ragazzo ha l'aria intelligente. Ma mi spiegher
poi perch era cos puntiglioso sulle clausole del
contratto riguardanti la separazione?
 
Capitolo 13.

Li avevano fatti entrare nella gran sala dei matrimoni:
Claudia, Desiderio, i loro due testimoni e
l'inevitabile Maria Jousserand che, macchinalmente,
camminando, mormorava a bassa voce delle preghiere,
come se fosse stata in chiesa.
La dama di compagnia aveva l'impressione di assistere
a un funerale, e doveva fare uno sforzo per
non piangere apertamente, perch Claudia non
avrebbe gradito un simile sfogo in pubblico.
La buona signorina non riusciva ad arrendersi
all'evidenza.
Bench il momento del s definitivo fosse imminente,
ella non poteva ancora credere che la sua
Claudina andrebbe sino in fondo. Le pareva impossibile
che un matrimonio cos stravagante potesse
aver luogo, senza che le persone e le cose intervenissero
per impedirlo. Ella attendeva quasi con fiducia
l'inevitabile miracolo che doveva rendere impossibile
quell'avvenimento.
Claudia e Desiderio si erano seduti in fondo alla
sala sopra una delle ultime panche di velluto verde
che il lussuoso Comune offriva ai suoi amministrati.
Davanti ad essi vi erano altre tre coppie di sposi
circondate dai loro invitati.
Gli occhi di Claudia osservavano, divertiti e forse
anche un poco ironici, l'una dopo l'altra le spose
vestite di bianco e coronate di fiori d'arancio.
In quell'ambiente civile, quelle acconciature le
parevano fuori di luogo, ingenue e anche un poco
ridicole. Eppure vedendo una delle fidanzate appoggiarsi
teneramente al compagno, il viso dell'orfana
prese un'espressione pi grave.
Il suo sguardo and dall'una all'altra delle tre
coppie. Osserv le mani unite, gli sguardi estasiati,
l'aria di adorazione con la quale ognuno dei
coniugi guardava l'altro, tutte quelle manifestazioni
di amore che circondavano ciascuna coppia come di
un'aureola... E il sorriso ironico della piccola bocca
dalle labbra ravvivate dal carminio si spense
improvvisamente.
Con gli occhi spalancati da una subitanea angoscia,
Claudia osserv i propri compagni: la sua
dama di compagnia col viso sconvolto, che continuava
a borbottare preghiere, il suo testimone, il
generale Le Combois, che aveva conosciuto suo padre
e che ella aveva desiderato aver vicino in quella
circostanza.
Il vecchio signore, seduto un po' in disparte, stava
impettito sulla sedia, grave e rigido in quella sala
di festa come se avesse sfilato alla rivista.
E Claudia sospir; i due esseri che rappresentavano
tutto ci che ella aveva amato nel passato non
erano davvero rallegranti; davano un tono grigio
a tutta la cerimonia.
Ella si volse verso Desiderio. Il giovanotto era
anche lui pi serio del solito, bench avesse un'aria
disinvolta e le rivolgesse un bel sorriso ogni volta
che i loro sguardi s'incontravano.
Ella lo vedeva di lato; la vista del suo profilo
regolare, del naso dritto, del mento energico di
struttura virile le procurarono un senso di soddisfazione.
Dov convenire dentro di s che egli era
straordinariamente distinto e pareva di un ceto superiore
a tutte le persone presenti.
In quell' istante egli stava parlando col suo testimone,
un ometto calvo senza eleganza e senza pretese,
che per portava all'occhiello il distintivo della
Legion d'onore.
Roudemont, membro dell' Istituto, aveva detto
Valencourt, presentandoglielo.
Senza dubbio, doveva essere una persona illustre,
e Claudia era lusingata dalla sua presenza.
Ma come avrebbe preterito, a quelle persone imponenti
e indifferenti, la vecchia signora raggiante,
una madre senza dubbio, che davanti a lei contemplava
in estasi una delle spose!
Quest'ultima non aveva niente di straordinario.
Un po'troppo grassa, vestita senza gusto con un
abito che la rinfagottava, non era neanche carina.
Eppure il suo futuro sposo doveva trovarla maravigliosa.
Con un braccio le aveva cinto la vita
stringendola a s per mormorarle meglio all'orecchio
delle parole che dovevano essere magiche, poich
la grossa ragazza sembrava in estasi e si abbandonava
con gioia alla tenera espansione del giovanotto.
Claudia ora non vedeva pi il lato comico di
quella gente felice e innamorata; non vedeva che
la commozione della madre e l'aria estasiata degl'innamorati
che sembravano essere al settimo cielo.
Desiderio, fino a quel momento, non si era accorto
dell'espressione stranamente rabbuiata della sua
compagna; ma quando smise di parlare col suo
testimone e dette un'occhiata alla fanciulla seduta
vicino a s, fu colpito dalla seriet del suo viso.
Con gli occhi segu la direzione dello sguardo femminile
fisso sulla coppia felice. Lo strano marito
dov capire ci che avveniva nell'anima complessa
della sua vicina, poich un vago sorriso apparve
sulle sue labbra sdegnose.
Ma si sent molto indulgente.
Chinandosi verso Claudia, con la mano nervosa
pian piano strinse quella della fanciulla, e i suoi
occhi glauchi si addolcirono in modo strano mentre
sfioravano la testolina troppo grave sotto il gran
cappello nero.
- Anche noi siamo in due a lanciarci nella vita, -
egli mormor accentuando la pressione della
mano.
Sorpresa, Claudia volse verso di lui gli occhi profondi,
turbati dalle sue riflessioni.
Egli le sorrise da buon amico e precis con dolcezza:
- La felicit  qui, come l.
- La felicit... - ella fece come in sogno.
- S, - egli insist - la felicit! Spesso basta
volere fermamente una cosa per ottenerla; la volont
deve dominare gli avvenimenti e piegare i
nostri caratteri, per lo scopo che ci proponiamo. -
Ella parve riflettere al problema teorico da lui
enunciato, poi additando le coppie davanti a loro:
- Pensate che abbiano calcolato tutto ci per essere
felici, quelli l? -
Desiderio alz le spalle.
- Essi seguono il loro destino... come esseri pi
impulsivi che riflessivi... Domani forse si dilanieranno!
- E noi? -
L'uomo ebbe un sorriso superiore.
- Voi mi avete offerto un programma ragionevole
che io ho accettato. Spetta a noi di non uscire dal
quadro corretto e cortese che abbiamo previsto e che,
in verit, mi sembra che possa assicurarci una vita
esente da burrasche. -
Prima di rispondere, Claudia err ancora con lo
Sguardo commosso sulle giovani spose vestite di
bianco.
- E credete davvero che il nostro programma sia
sufficiente? - ella osserv sempre pensierosa.
Valencourt dal canto suo non degn di un solo
sguardo le altre coppie.
I suoi occhi attenti erano fissi sul bel viso femminile
alzato verso di lui. Vide la testa fine, l'ovale
puro del mento, la bocca perfettamente disegnata
e i grandi occhi neri sotto l'aureola dei capelli dorati.
Un commosso desiderio, salitogli dal cuore, lo
fece tremare.
Sarebbe stato bello poter stringere a s la giovane
donna, posare le labbra sull'arco di fiamma della
bocca socchiusa!
Dov scuotersi per sfuggire all' impulso che lo turbava.
- S, credo che esso sia sufficiente per essere felici,
- egli rispose finalmente.
Ma un orecchio attento avrebbe avvertito l'alterazione
della voce e non sarebbe rimasto convinto.
Ma ecco che li chiamavano; toccava a loro.
Claudia and macchinalmente verso la tavola
dove troneggiava l'ufficiale di stato civile.
Non si accrse nemmeno che Valencourt aveva
passato il proprio braccio sotto al suo per guidarla...
o forse per sorreggerla o per trascinarla...
Ella aveva sfiorato, passando, la madre che, piangendo
di gioia, stringeva tra le braccia la figlia
confusa e felice, gi sposa ormai, e quella visione
di amore materno l'aveva sconvolta del tutto.
Nonostante la sua Ticchezza, la sua bellezza, il
suo lusso, i suoi compagni privilegiati, nessun vero
affetto l'accompagnava.
Era sola in quel luogo echeggiante di commozioni
sincere e di parole di felicit, e mai la sua solitudine
di orfana le era apparsa triste come in quel
momento. Nessun amore, nessuna amicizia potranno
mai valere la sincerit dolce e confortante di un
cuore materno che trema, e nello stesso tempo gioisce,
per noi.
Claudia in quel momento si sent cos sconfortata
che, senza accorgersene, si appoggi con forza sul
braccio maschile che la sorreggeva.
Cos, in questo atteggiamento di fidanzati felici,
essi ascoltarono le formule civili che li univano in
matrimonio.
La fanciulla aveva pronunziato il s obbligatorio,
che la faceva moglie di Valencourt, in uno
stato di vera incoscienza; ma quando la cerimonia
fu finita ed ella si rese conto che l'atto era compiuto,
fu presa da una specie di spavento.
A un tratto, le sue facolt di pensare e di analizzare
si risvegliarono, e per uno strano voltafaccia
del suo subcosciente, tutto quello che aveva fatto e
creduto giusto da un mese le apparve come una
cosa irrazionale e pazzesca.
Ora, era definitivamente maritata. Era legata a
un uomo che non amava, che conosceva appena!
Un uomo che ella pagava! Un uomo che aveva potuto
rinunziare al suo avvenire per del denaro e
accettare un simile mercato!
Prov orrore di tutto ci, le parve di cadre vertiginosamente
in un baratro dove tutto quello che
era di buono in lei venisse sommerso.
E, accorgendosi a un tratto, che il suo sposo novello
(un uomo pagato da lei!) le dava il braccio,
prov un senso di repulsione e si sciolse bruscamente
con un fremito da quel contatto che le sembrava
odioso e avvilente.
Come una sonnambula, lasci la sala dei matrimoni
e travers l'ampio vestibolo dove tutte le altre
coppie pareva si fossero date appuntamento per attenderla.
Non vide gli occhi che guardavano pieni di curiosit
quella sposa isolata che andava via, pallida
e vacillante, come in stato d'ipnosi. Non osserv
neanche lo sgomento delle quattro persone che la
seguivano.
Una sola visione ossessionava la sua mente: era
maritata! L'inverosimile contratto era stipulato;
ella aveva pagato un uomo perch diventasse suo
sposo e sopportasse i suoi capricci.
Durante il mese nel quale aveva desiderato e preparato
quello strano matrimonio, non c'era mai
stata in lei nessuna esitazione; il romanzo spagnuolo
dal quale era sorta la prima idea doveva
avere oscurato il suo buon senso; ora che la cosa
era definitiva, ella si accorgeva della sua inesplicabile
stravaganza.
Nervosamente, con passo agitato, cominci a scendere
l'ampia scalinata di pietra che d un aspetto
cos maestoso al Municipio.
Non sapeva pi quello che faceva; sentiva soltanto
dentro di s il bisogno impulsivo di fuggire.
Oh, buttarsi nell'automobile e andar via subito!
Maria Jousserand la seguiva, sconvolta dall'espressione
di quel visino tragico che sembrava non veder
niente.
- Claudia! Mia povera Claudina! -
Quella voce familiare che la compiangeva giunse
finalmente all'orecchio della novella sposa, e rese
ancor pi cocente il suo male.
- Tacete, Jousserand! Tacete!
- Bambina mia! Mia bambina cara! - ripet
la vecchia signorina fuor di s davanti all'aria stravolta
della sua antica allieva. - Calmatevi, ve ne
scongiuro. Ascoltatemi, Claudia. -
L'insistenza della dama di compagnia irrit ancor
pi l'orfana; la sua voce piagnucolosa le fece
perdere il controllo di s.
- Che cosa vi prende, Jousserand? Sono calmissima.
E perch sembrate compiangermi? Non sono
da compiangere... Siete pazza, mi pare! -
Annichilita dal tono eccitato di Claudia, Maria
Jousserand rest a bocca aperta, non osando pi dir
niente, dopo una cos brutta accoglienza.
- Volete stare a guardarmi cos fino a domani?
- riprese la giovane signora con collera. - Se credete
che quell' imbecille di mio marito possa cambiare
qualcosa nella vita che ho l'abitudine di condurre,
vi sbagliate! -
La frase inaudita fu pronunziata da Claudia
in un momento di esaltazione folle, senza che ella
comprendesse il valore delle parole che le uscivano
dalla bocca e senza accorgersi che Desiderio stava
scendendo dietro a lei e avrebbe udito.
Ella trasal quando la voce di quest'ultimo pronunzi
un po' ironicamente:
- Ecco un apprezzamento davvero da donna maritata!
I miei complimenti, signora; non ci avete
messo molto a immedesimarvi nella vostra parte! -
Claudia si era fermata, inchiodata al suolo dal
tono ironico dell'uomo; e gi pentita del suo moto
di collera, capiva benissimo che, come tutte le parole
pronunziate in un momento di rabbia vanno oltre
la nostra volont, cos ci che aveva detto non rispondeva
affatto a ci che pensava di Desiderio.
I suoi occhi turbati guardavano Valencourt, che
sorrideva con aria strana. Per un momento ella si
chiese che cosa dovesse dire per spiegare la sua
esclamazione ingiuriosa. Nel suo cervello sovreccitato
da un'ora da tante diverse sensazioni non nacque
nessuna idea. Sent soltanto una grande stanchezza
pesarle sulle spalle e si pass una mano
sulla fronte torturata dall'emicrania.
- Volete chiamare la mia macchina, signore? -
ella articol infine. - Sono stanchissima. -
Desiderio per un momento esit ad acconsentire
a quella richiesta.
Il suo sguardo enigmatico pareva voler penetrare
il pensiero della fanciulla, ma vedendo i suoi occhi
stravolti, alz leggermente le spalle. E, calmissimo:
- Per favore, signor Le Combois, volete offrire
il braccio alla signora che non si sente bene! Io
vado ad avvertire il suo autista. -
Il generale si prest con visibile buona volont,
per porre fine a quell' increscioso incidente.
Claudia prese il braccio del vecchio; poi in silenzio
sal nell'automobile che Desiderio aveva fatta
venire.
- Vi lascio, cara figliuola, - cominciava gi il
generale.
Ma Claudia lo interruppe:
- Salite con me, amico mio, vi deporr a casa
vostra.
- Mi dispiace, signora, ma non posso prendere
il posto di vostro marito, - le fece osservare un
po' imbarazzato.
- Oh, mio marito!... -
Questa volta ella si ferm.
Quali parole stava ancora per dire nella sua disperazione?
- Mio marito mi raggiunger, - ella continu
dando un'occhiata significativa alla sua governante,
per comandarle di occuparsi di Desiderio.
Quest'ultimo era rimasto in disparte.
Maria Jousserand si avanz verso di lui. L'imperdonabile
scorrettezza della sua antica allieva in un
giorno simile la rendeva molto impacciata in quella
mediazione.
Non sapeva del resto con precisione quello che doveva
dire o fare, ma capiva che essendo il matrimonio
un fatto compiuto, bisognava senza dubbio
usare qualche riguardo al marito di Claudia.
- Che cosa avete intenzione di fare, signore?
- Far colazione col mio testimone, naturalmente.
- E... e dopo?
- Non ne so niente. -
Ella esit, perch stava prendendo un' iniziativa
che forse verrebbe biasimata.
- Una vettura  riservata nel rapido delle sette
alla stazione di Lione.
- Va bene, - egli rispose laconico.
- Siate puntuale, - preg la vecchia signorina
intimidita dal riserbo del giovanotto.
L'avvocato non rispose subito. Forse chiedeva a
se stesso se era il caso davvero di andar l all'ora
fissata.
Ci sar, decise alla fine, dopo un lungo momento
di riflessione.
- Grazie. -
Ella stava per allontanarsi per prendere un tass,
perch l'automobile di Claudia non l'aveva aspettata,
quando la mano di Desiderio che le toccava
una spalla, la ferm.
-  la signora che vi ha mandato da me? -
egli interrog.
- S, - rispose Maria Jousserand colpita da
quella parola signora che sentiva per la prima
volta.
- Sta meglio? E pi calma? -
La doppia domanda parve straordinaria alla vecchia
signorina che guard il giovanotto con occhi
disperati.
- Oh, - ella balbett - la mia Claudina non era
in condizioni normali, poco fa! Vi assicuro,  la
prima volta che la vedo cos agitata... Dimenticate
quest' incidente, signore; vedrete in seguito
quanto  carina e di carattere sereno. Non capisco
neanche ora che cosa sia successo!
- Siete un'ottima avvocatessa, signorina, - egli
le disse con bont. - Ho visto anch'io che la vostra
padroncina non sapeva pi quello che diceva. La
cosa inesplicabile  il motivo di questa nervosit.
-  colpa mia, signore, l'ho irritata con le mie
geremiadi. -
Di nuovo Desiderio stette zitto. Pensava che Maria
Jousserand era una brava donna pronta a prendersi
tutte le colpe.
Spontaneamente le tese la mano e strinse la sua
con simpatia; poi con benevolenza dichiar:
- La signora si riposi pure. Chieder sue notizie
per telefono, dopo colazione. -
E questa promessa, che era del tutto normale e
conforme agli avvenimenti, parve alla governante
un immenso favore accordato dal novello sposo a
sua moglie.


Capitolo 14.

Il treno correva a tutta velocit nella notte buia.
La cameriera addetta al servizio del vagone aveva
gi preparato le cuccette dei viaggiatori, quando
Valencourt usc dallo scompartimento per fumare
una sigaretta nel corridoio, e lasciare libera Claudia
di prepararsi per la notte.
Le cose erano andate benissimo tra lui e la giovane
donna. Al telefono, mentre egli chiedeva correttamente
sue notizie, Claudia era venuta in persona
a rispondergli e a scusarsi con gentilezza della
sua nervosit, dovuta senza dubbio a quella lunga
seduta in una sala troppo riscaldata e poco comoda.
Poi, accusando un forte mal di testa, aveva manifestato
il desiderio di un po' di solitudine; ci le
avrebbe permesso di riposarsi per qualche ora prima
di affrontare la fatica di un viaggio verso la Costa
Azzurra.
Ella lo informava che era stato riservato un vagone
nel treno azzurro e che ella si sarebbe trovata
al binario di partenza all'ora fissata e sperava che
suo marito l'avrebbe raggiunta con puntualit.
Desiderio aveva accettato i motivi addotti senza
fare la minima riflessione, e quando si erano ritrovati
la sera alla stazione, erano ambedue di buon
umore e ben disposti a vicenda.
Valencourt conosceva ancora troppo poco colei che
era diventata sua moglie per poter decifrare sul
suo viso i diversi sentimenti che l'agitavano. Gli
era parso per che ella avesse gli occhi cerchiati e
fosse ancora molto abbattuta.
Ma forse era soltanto una sua impressione. Con
la sua mania di osservazione che a volte egli spingeva
molto lontano, poteva certamente anche sbagliarsi.
Per, poco prima, quando le aveva proposto di
sdraiarsi nella cuccetta, ella sembrava soddisfatta
di veder finire quell' interminabile conversazione a
quattr'occhi durante la quale non avevano saputo
che cosa dire, all' infuori delle frasi comuni abituali
ai viaggiatori che non si conoscono e che non sanno
parlar d'altro che di luoghi visti e di ristoranti.
Quando la luce fu abbassata nel loro scompartimento,
Desiderio ne dedusse che sua moglie fosse a
letto e rientr per fare altrettanto.
Le loro cuccette erano preparate l'una di fronte
all'altra.
Seduto sulla sua, Valencourt in silenzio fece i preparativi
per la notte; si tolse le scarpe, sostitu con
un comodo pigiama la giacca e la sottoveste del suo
vestito da viaggio, si tolse il colletto e la cravatta,
insomma fece tutte quelle piccole cose necessarie,
ma poco poetiche, che parvero a Claudia, che l'osservava
tra le ciglia abbassate, confidenziali in maniera
oltraggiosa.
E di nuovo la giovane milionaria prov l'impressione
deprimente della mattina, che le faceva apparire
quel matrimonio come un' irreparabile calamit.
Quell'uomo, quello sconosciuto, era suo marito.
Ella gli aveva dato il diritto di compiere in sua presenza
dei gesti sconvenienti, come quello di levarsi
le scarpe.
A volte dei fatti insignificanti son causa d'insospettate
catastrofi.
Quel gesto che ella rimproverava al suo compagno
come una sconvenienza, le sarebbe parso naturale
in un estraneo che per caso fosse capitato
a dividere con lei lo scompartimento per una notte.
Le era successo tante volte in viaggio, quando le
sembrava superfluo riservare quattro posti per se
sola!
E quel gesto che tanto spesso ella aveva subito
senza dargli importanza, fu la goccia d'acqua che
fece traboccare in lei tutta l'angoscia ammassata
da qualche ora.
Una lacrima di dispetto le rig le guance; poi subito
un'altra lacrima successe alla prima e un nodo
di pianto le strinse la gola.
Si sent veramente infelice.
Aveva agito come un' insensata sposando un uomo
qualunque, senza capire che vi era una sola cosa
importante per una ragazza, e cio di non sacrificare
la propria libert e sperare, credere nella felicit
finch non l'ha trovata.
Ella aveva sacrificato il suo unico bene, la sua
indipendenza. E per chi? Per un uomo che conosceva
appena, che ella pagava e che si era venduto
a lei per denaro.
Il disgusto di quell'atto irreparabile fu cos forte
che il suo dolore scoppi in singhiozzi convulsi.
Desiderio, che stava per prender sonno, si alz
sul letto e ascolt.
Cap il dramma che avveniva vicino a lui e con
un salto fu in piedi.
Chino sulla giovane donna in lacrime cerc di
consolarla.
Le aveva passato un braccio dietro le spalle per
attirarla a s, con un gesto di compassione che
chiunque avrebbe avuto per quella bambina disperata.
- Cara, che cosa posso fare per consolarvi? -
Quelle lacrime per gli parevano benefiche; quanti
singhiozzi si dovevano essere accumulati in lei dalla
mattina!
Credeva infatti di avere scoperto la causa che
aveva fatto concludere alla fanciulla quello strano
matrimonio.
Perch una ragazza bella, sana e ricca come Claudia,
fosse ricorsa al signor Michot per trovare un
marito, imponendogli dei patti cos strani, bisognava
che ella fosse proprio decisa ad allontanare
dalla sua vita l'amore, vero o simulato.
Qualunque altro uomo, sposato normalmente,
avrebbe potuto esigere di essere trattato come un
vero marito; avrebbe voluto godere di tutti i privilegi
di quel titolo; Claudia, volente o no, avrebbe
dovuto adattarsi alle inevitabili conseguenze della
mutata condizione. Desiderio ne deduceva quindi
che la fanciulla aveva voluto soltanto eliminare
dalla sua vita l'amore e le sue manifestazioni.
D'altra parte Claudia aveva una salute troppo
florida per supporre in lei una tara fsica o un'anomalia,
e Valencourt pensava logicamente che l'idea
di un matrimonio cos stravagante non poteva esser
nata che nel cervello di una donna vittima di
un dispiacere d'amore.
Giunse cos a concludere che Claudia si era sposata
per dispetto, per vendicarsi di un pretendente
infedele, o per eccitare il rimpianto e la gelosia in
un innamorato che l'aveva offesa... Salvo non fosse
per nascondere i suoi veri sentimenti per un altro.
Perci, animato da questa convinzione, egli si avvicin
a colei che piangeva.
E le parole che pronunzi davanti a quel grande
dolore furono conformi a quella convinzione.
- Non avrei dovuto accettare di stare tre settimane
senza vedervi, come mi avete imposto... Conoscendoci
meglio, vi sareste accorta dei vostri veri
sentimenti e degl'inconvenienti di questo matrimonio
romantico... Io avevo l'et e l'esperienza, e avrei
dovuto prevedere i vostri rimpianti... Ma s c'
qualcosa da fare, siate sicura che sono a vostra
disposizione, cara... -
Le parole che egli diceva dapprima non furono
comprese dalla fanciulla. La voce bassa di Desiderio
era un accompagnamento piacevole per le sue
lacrime e cullava il suo dolore con un dolce mormorio
all'orecchio.
Ma, quell'espressione confidenziale, cara, che
il giovanotto aveva adoprato, la fece sussultare.
Nello stesso tempo si accrse che due braccia caritatevoli
le giravano intorno alle spalle, e, bruscamente,
si sciolse da quell'abbraccio.
- Che cosa potreste fare per me? - ella disse
un po' ostile.
- Se lo desiderate, posso fare quello che  necessario
per rompere la nostra unione e rendervi la
libert.
- Voi credete di potermi rendere la libert? -
ella domand maravigliata che egli gliela offrisse
cos spontaneamente.
- Lo credo... Mi addosser tutti i torti, perch
voi possiate sposare colui che amate... se per egli
 sempre libero. -
La maraviglia della ragazza fu tanto grande che
per qualche istante ella smise di piangere.
- Di chi parlate?... Chi deve esser libero?
- L'uomo che voi rimpiangete e a cagione del
quale avete concluso questo stupido matrimonio. -
Si ferm, poi riprese con dolcezza:
- Vedete, cara, non bisogna sposarsi per dispetto.
Cercando di ferire un altro si colpisce a morte se
stessi.
- Io non mi sono sposata per dispetto, - ella
rispose ricominciando a piangere.
Egli attir sul suo petto la testolina disperata, e
con la mano, affettuosamente, lisci i fini capelli
che gli solleticavano la guancia.
- Va bene, il dispetto si prova, e non si analizza.
Per  stato il pensiero di un altro che vi ha spinta
a questo matrimonio, vero?
- No! - rispose Claudia con sincerit. - Non
c' nessun altro. -
Quell'affermazione non lo convinse.
- Non  stato, dunque, il ricordo di un uomo che
vi ha fatto piangere stamani al Municipio? - egli
insist.
- Ma che cosa v' immaginate? - ella protest
alzando il naso verso di lui. - Perch volete che
rimpianga qualcuno?
- Perch suppongo che il pensiero dell'irreparabile
posto tra lui e voi, sia la causa delle vostre lacrime. -
Nonostante il suo smarrimento, Claudia si mise
a ridere. L'errore del suo compagno le pareva divertente.
- Come fate presto a concludere! - ella rispose.
- Vi assicuro che vi sbagliate e che non piango
per un ricordo.
- Non rimpiangete nessuno? - egli pronunzi
lentamente, perch voleva scoprire l'enigma di tutta
quella disperazione.
- No, nessuno! - ella ripet.
Di nuovo ella si mise a ridere.
- Come? Voi avete creduto... Ma  una cosa divertentissima! -
E soffiandosi il naso e asciugandosi gli occhi ella
spieg:
- Vedete, se avessi amato un uomo come dite
voi, avrei scelto lui... La mia ricchezza mi avrebbe
permesso di abbattere gli ostacoli, se ve ne fossero
stati. -
Egli non rispose. Pensava che in amore, il denaro
a volte non basta per appianare certe difficolt.
- Eppure voi piangete, e se non  per un dispiacere
amoroso...
- Vi dico che non  per questo, che non pu
essere per questo. Sono triste perch, a un tratto,
mi  parso di aver fatto una stupidaggine scegliendo
voi.
- Tante grazie!
- Un marito comprato!... A un tratto ci mi 
parsa una tale stranezza che ho perduto ogni fiducia
in me stessa.
- Se la causa del vostro dolore non  che questa,
il male non  poi tanto grande.
- Intanto sono legata, ormai.
- Anch'io, - egli le fece osservare con calma.
- Voi? Per un uomo non  la stessa cosa.
- Credo che la libert e l'indipendenza siano
beni molto pi preziosi per un uomo che per una
donna, la quale  sempre schiava di un suo istintivo
senso di pudore o dei suoi pregiudizi.
- Pu darsi. Ma voi in quest'affare... avete trovato
dei compensi... pecuniari.
- Ah, gi! Il denaro! -
Fece una pausa e continu:
- Volete farmi il piacere di eliminare dalla vostra
mente questa questione del denaro? Essa falsa
il vostro giudizio... anche nei miei riguardi. Non
 detto che un uomo istruito e bene educato, che
pu sempre fare un matrimonio ricco, debba accettare
di sposare qualsiasi donna ed esserne contento.
- Eppure voi avete fatto cos.
- Prego, - egli rispose tranquillo. - Avete dimenticato
che scappai dinanzi a una certa ragazza
vestita di verde. Ritornai soltanto perch mi dissero
che si trattava di un'altra... -
Ella sorrise rallegrata dal ricordo.
-  vero; relativamente, voi avete avuto una
scelta.
- Vi ho preferita a un'altra, questo  certo. Del
resto anche voi, mi sembra...
- Io?
- Mi assicurarono che avevate esaminato diversi
concorrenti.
- S, ma andando di questo passo voi sareste
l'eletto... e ci  un po'esagerato.
- Poich pretendete che non c' in voi nessun'altra
immagine... che non rimpiangete nessuno...
- Io non pretendo: affermo! -
Egli sorrise come se quella conferma gli avesse
fatto piacere.
- Allora, - prosegu allegro - se non c' nessuno,
tanto io quanto un altro...
- Fate presto voi, - ella rispose sbigottita.
- Perbacco! Giacch la via  libera... -
Fino a quell' istante ella era rimasta appoggiata
alla spalla di Desiderio, ma a questo punto si sciolse
di nuovo.
- Vi devo gi ricordare i nostri patti? - ella osserv
con esagerata dignit.
- Non vi preoccupate di ci, - egli rispose allegramente.
- Ho una memoria maravigliosa e non
ho nessun desiderio, ora, d'infrangerli. Ma, come
sposo, lasciate che mi rallegri di non dover lottare
contro un ricordo... un ricordo reso pi potente
dalla vostra immaginazione femminile, che involontariamente
lo doterebbe di tutte le buone qualit
che io non possiedo. -
Claudia fece una smorfia canzonatoria.
- Avete paura dei confronti?
- Bisogna sempre aver paura quando non c' il
piccolo dio Amore per mettere una benda sugli occhi
del compagno.
- Ma! - ella disse un po' consolata da quello
scambio di parole cos cordiale. - Forse  meglio
cos, e poco fa ero una sciocca a piangere tanto;
questo matrimonio con voi  meno stupido di quanto
non sembri.
- Certo, - egli approv - soprattutto se vorrete,
piccola signora, apportarvi un po' di buona grazia
e molta indulgenza... Da parte mia vi metter
la pi sincera deferenza e la pi cortese galanteria.
Cos delimitata, la nostra unione c' il caso diventi
edificante e serva di modello a tutte le coppie moderne.
Claudia lo guard, esclamando:
- Bravo! Finirete col convincermi che ho fatto
un buon affare scegliendovi.
- Ne sono certo, - egli rispose senza scomporsi.
- E migliore di quello che credete. -
Il suo sorriso ambiguo non lasciava capire se
diceva sul serio o no.
Cos parlando, egli l'aveva aiutata a sdraiarsi di
nuovo comodamente sulla sua cuccetta.
- Posso sperare che riposerete serena e tranquilla,
ora?...
- S, - ella rispose, un po' beffarda. - Non mi
avete assicurato che ho quasi vinto il primo premio
alla lotteria del matrimonio? Soltanto, - ella continu
- perch non ne dubiti, non restate pi vicino
a me in calzini. Data la vostra correttezza, non 
un atteggiamento molto conveniente.
-  vero, e me ne scuso. Per, se non volete vedermi
di nuovo vicino a voi in quest'abito sommario,
non ricominciate a piangere. E poi, prima di
lasciarvi per andare a dormire, voglio farvi una
confessione: odio le lacrime femminili. O esse son
sincere, e allora mi addolora veder piangere una
donna senza poterla consolare, o non lo sono, e
allora provo un vero orrore per quella commedia
lacrimogena. -
Egli era intanto andato alla sua cuccetta e si era
sdraiato.
Alle ultime parole di Desiderio, Claudia a un
tratto si rialz, appoggiandosi su un gomito. Si sentiva
aggressiva.
- E posso sapere, signore, in quale categoria avete
classificato le mie lacrime?
- Le vostre? -
Egli si ferm, stir le braccia e sbadigli tranquillamente.
Poi, quando ebbe finito:
- Le vostre, - egli riprese - le classifico nella
categoria delle rugiade benefiche che aiutano il sole
a fare sbocciare i fiori. Sono lacrime di bambina...
di bambina sincera e innocente che non conosce il
peso della vita e piange incoscientemente perch
una stella si  spenta in cielo o perch la pioggia
ha sciupato i suoi riccioli d'oro... Le vostre lacrime,
piccola signora? Mi dispiace dirvelo, esse sono
senza fondamento, senza profondit, senza domani,
e non servono che a calmare i vostri nervi! E con
questo, cara amica, vi dico buona notte e vi auguro
buon riposo. Siete ancora una bambina ed io sono
il vostro umilissimo servo. -
Si tir la coperta sulle spalle, e parve sprofondare
nel sonno senza accorgersi degli occhi fiammeggianti
di sdegno con i quali la sua compagna
lo guardava, ora.
Una bambina!... Lacrime incoscienti!... Cara
amica!
Parlava di lei con molta leggerezza, quell'uomo
pagato!
E Claudia a sua volta sorrise in modo strano.
 stimolante, il signore!
Sentiva risvegliare dentro di s l'istinto del combattimento.
Lei che da un mese aveva la testa piena
zeppa di quel matrimonio di cortesia, ora non sognava
altro che di stupire suo marito... per obbligarlo
a prenderla in considerazione!
Ha bisogno di essere domato, quel ragazzo!...
Sembra davvero che non mi prenda sul serio!
 
Capitolo 15.

Claudia e il suo strano marito cominciarono la
loro vita coniugale senza troppi urti. Bench del
tutto sconosciuti l'uno all'altra, la loro correttezza
appian le difficolt che potevano sorgere in quella
straordinaria condizione.
Per allontanare Desiderio dalle antiche abitudini
e dalle relazioni che poteva avere nella capitale,
Claudia aveva creduto necessario lasciare Parigi
per la Costa Azzurra la sera stessa del matrimonio,
come se si trattasse davvero del tradizionale viaggio
di nozze.
Nizza e i suoi dintorni offrivano in quel principio
d'anno numerose attrazioni, e Claudia pensava
che, grazie a queste, Desiderio si sarebbe piegato
con pi facilit alle speciali maniere che ella desiderava
vedergli assumere con lei, e nello stesso
tempo si sarebbe abituato alla nuova vita che ormai
doveva condurre... a quella vita di fasto e di lusso
che egli ignorava e che la giovane milionaria ironicamente
si rallegrava in cuor suo di fargli conoscere.
Per essere pi libera, ella aveva dato un congedo
a Maria Jousserand, che fu dispiacente di vedere
con quale facilit la giovane signora poteva fare
a meno di lei, e aveva condotto con s solamente
Celina che le era molto affezionata.
Desiderio invece non aveva condotto con s nessuno.
Per il suo servizio particolare ricorreva al
cameriere dell'albergo, assicurandoselo con laute
mance.
Il lussuoso albergo dove erano discesi a Nizza lo
aiut nei loro primi approcci, non permettendo nessuna
intimit tra loro.
Il loro appartamento era composto di due camere,
separate da un salotto comune.
Avevano ognuno la loro stanza da bagno, cosicch
si vedevano soltanto quando erano vestiti di
tutto punto, pronti per la passeggiata o per i pasti.
Il giovanotto non aveva mai varcato la soglia
della camera di sua moglie, Claudia mostrava lo
stesso riserbo, e non si era accorta fino a ora che
il matrimonio comportasse dei doveri femminili da
compiere verso l'uomo che aveva sposato.
Valencourt si occupva da s della sua biancheria
e dei suoi abiti; pareva non gli venisse neanche
in mente di poter contare sulla sua compagna per
ricucire un bottone o scegliere una cravatta; come
del resto non veniva a Claudia l'idea d'informarsi
dal marito quale abito e quale passeggiata preferisse.
In realt erano due estranei sotto lo stesso
nome e niente pi; ognuno viveva per conto proprio
senza preoccuparsi dell'altro.
Erano sposati da dieci giorni e nessuna intimit
era ancora sorta tra loro.
Mentre Valencourt col suo fare affabile e naturale
pareva molto a suo agio con Claudia, questa
si mostrava molto riservata con colui che aveva
scelto per compagno.
Bench abituata a comandare, e sempre pronta a
seguire il suo capriccio, ella non era altro, in fondo,
che una bambina, e un certo riserbo proprio della
sua et giovanile la teneva distante da Desiderio
che conosceva poco e del quale, per intimo pudore,
istintivamente diffidava.
 molto semplice dire: Compro un marito che
far quel che vorr; ma quando, terminata la cerimonia,
una donna giovane, di abitudini irreprensibili
e bene educata si trova sola con un signore
sconosciuto che ha dei diritti su di lei e che pu
abusare della sua condizione e non mantenere i
patti di correttezza che ha fatti, ella prova istintivamente
il bisogno di trincerarsi dietro una grande
riservatezza, per non dare occasione al suo compagno
di varcare i limiti permessi.
Claudia, che non aveva mai riflettuto alla possibilit
di doversi guardare da Desiderio, ora che era
sposata, si accorgeva con dispiacere che in sua presenza
ella calcolava ogni gesto e ogni parola.
Questo stato d'animo femminile non era il pi
adatto a creare l'intimit tra gli sposi, tanto pi che
Valencourt, conformandosi gentilmente al contegno
di sua moglie, non cercava mai volgere in altro
senso i loro rapporti.
Se Claudia era allegra, suo marito dava libero
sfogo, senza riserve, al suo carattere pieno di brio
e di vivacit; ma se la giovane donna si mostrava
preoccupata o silenziosa, Desiderio non faceva
niente per interrompere il suo mutismo e si trincerava
anche lui in un riserbo taciturno, naturalissimo
del resto, perch egli era felice di dare libero
corso ai suoi pensieri, invece di esser costretto
a fare uno sforzo per seguire una conversazione.
Vi era ancora qualcosa nel giovane avvocato che
impediva a Claudia di mostrare completamente il
suo carattere impetuoso e esuberante: ed era lo
strano esame che a volte suo marito pareva farle
subire. Le accadeva di sentire i suoi occhi avidi
scrutarla con una curiosit che analizzava i suoi
minimi gesti e tutte le sue parole. Quello sguardo
d'uomo non era malevolo, ma ella ne sentiva l'acutezza
e l'investigazione, come se per il suo compagno
ella fosse stata un enigma straordinario che egli
cercasse di decifrare. E a volte su quelle labbra maschili
ella vedeva spuntare un sorriso strano e allegro,
che pareva accompagnare un'osservazione segreta
non priva d'ironia.
- Credo, Desiderio, che siate molto proclive a
canzonare tutti. Osservo in voi dei lampi di allegria
di cui non indovino i motivi e non scorgo le
origini.
- L'umanit  spesso divertente ad osservare.
- Mi piacerebbe per di non servirvi personalmente
di materia d'osservazione.
- Oh! - egli protest. - Tutto quello che fate
voi  incantevole. Avete veramente una franchezza
e una rettitudine che escludono ogni idea di critica.
Vi voglio fare un complimento, bella signora; avete
in me un vero ammiratore.
- Davvero?
- S, davvero! -
Ella arross di piacere, perch il complimento le
era parso meritato e sincero. Ci per non le impediva
di sorprendere a volte il solito sorrisetto ironico
sulle labbra silenziose del suo compagno.
Dopo tutto, ella diceva tra s con indulgenza
questo serve, come compenso, a rendere un poco
piccante la nostra associazione, che fino ad ora era
un po' noiosa. Quel povero Desiderio non protesta
mai per le mie esigenze e, a volte, mi sembra di
condurlo a guinzaglio, tanto  gentile nell'accompagnarmi
in qualunque posto, nonostante il poco
piacere che prova in quelle passeggiate...
Infatti, si ritrovavano sempre per qualche riunione
mondana, con alcuni ospiti dell'albergo o con
amici cosmopoliti, che Claudia aveva in gran numero
in quella citt lussuosa, dove uomini di tutte
le razze vengono a contatto.
Balli e concerti si susseguivano senza posa, riunioni
mondane che li attiravano fuori della citt;
partite sportive, corse, battaglie di fiori o altro, che
Claudia giudicava indispensabile non perdere.
Il novello sposo, nonostante la sua correttezza
impeccabile, non sembrava entusiasta di tutte quelle
feste nelle quali Claudia pareva divertirsi. Bench
non facesse nessuna obiezione, Claudia osservava
la sua mancanza di entusiasmo e il suo bisogno di
isolarsi pi che poteva.
Desiderio non  abituato a stare in societ e si
sente a disagio in mezzo agli altri, ella pensava.
Ma si abituer.
Il suo ardore per i divertimenti cresceva, tanto
ella era convinta, facendo cos, di agire con abilit
e di preparare saggiamente l'avvenire.
Per, due o tre volte, sotto diversi pretesti, mal di
testa, stanchezza, lettere da scrivere o altri motivi,
Valencourt l'aveva lasciata andar sola a riunioni
dove sarebbe stato molto pi corretto che egli le
fosse vicino.
E in quei giorni Claudia non provava nessun piacere
tra quegli amici che aveva ricercato con tanta
insistenza.
Ma, come? Non posso dunque stare pi senza
Desiderio? ella si chiedeva inquieta. Sarebbe davvero
ridicolo per me, se quel ragazzo mi diventasse
indispensabile! Un uomo che pago!
Ma vi sono delle sensazioni che non si possono
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dominare... La giovane milionaria dov riconoscere
che si divertiva meno quando suo marito non le
era vicino per condividere il suo divertimento.
 incredibile! ella ammise. Ho l'anima di
una donna sposata, ora. Un'anima di provincialina...
ristretta, inquieta e agitata... Un bell'affare!
E abbastanza ridicolo.
Questa idea la divert, ma non la guar.
Senza sapere perch, ella non provava pi il desiderio
di uscire, quando il marito non l'accompagnava.
Per giustificare la sua mancanza di vivacit, diceva
tra s:
Le malattie morali sono contagiose come le altre.
La misantropia di Desiderio si  attaccata anche a
me. Bisogna che mi curi, altrimenti il mio sposo
sarebbe troppo soddisfatto di avere un tale ascendente
su di me!
E per lottare contro questo ascendente del suo
compagno, Claudia si costringeva a uscire, bench
le facesse fatica.
Per non dargliela vinta, ella pensava.
Ma in realt chi ne soffriva era lei, costretta a
imporsi degli svaghi che non le piacevano pi.


Capitolo 16.

Quel giorno erano seduti a un caff, sulla Passeggiata
a Nizza.
Era l'ora dell'aperitivo; mezzogiorno era appena
sonato e una folla di oziosi, in piedi o seduti, gremiva
la maravigliotsa passeggiata che costeggia il
mare azzurro e il vasto arco della sua spiaggia.
Parve a Claudia di vedere di nuovo la noia riflessa
negli occhi di Desiderio e amichevolmente
glielo fece osservare:
- Mi maraviglio che non mostriate di apprezzare
di pi lo splendido sole che ci inonda. Anche ieri
avevate la stessa aria annoiata. -
Desiderio abbozz un movimento delle spalle.
- Non incolpate il sole della mia mancanza di
brio, ma piuttosto tutta questa gente che ci circonda.
Odio la folla e le sue esibizioni.
- Ma essa ci passa davanti senza toccarci.
- Questa terrazza  circondata da gente, e tutti
quelli che passeggiano ci osservano passando. In
questa citt zeppa di stranieri conosciuti, ognuno
cerca di mettere un nome su ciascun viso.
- Nizza non vi piace, - disse la giovane donna
che guardava con piacere il viavai della folla elegante.
- Nizza  una citt bella e simpatica, dove si
possono passare ore incantevoli, a condizione di
non vivere in prima fila, ricercando l'ammirazione
della folla. -
Ella scoppi in una risata.
- Ma voi ed io non desideriamo affatto di farci
notare!
- Spero bene! Per siamo scesi nel pi lussuoso
albergo della Costa Azzurra e dobbiamo cambiare
d'abito tre o quattro volte al giorno.
- Oh, Desiderio, vi ci abituerete!... - protest
Claudia con un sorrisetto di superiorit. - Cominciando
una nuova vita bisogna anche prendere
nuove abitudini.
- Abitudini che sono vere fatiche e che ci piegano
alle loro leggi penose e ristrette.
- Non credo, - ella rispose. - Io mi ci sono
abituata fin dall' infanzia e non mi costa sacrificio.
Vedrete come ci si adatta presto a quei doveri
e a quegli usi che alla fine ci diventano indispensabili. -
Un lampo di malizia brill negli occhi del giovanotto.
- Ne siete convinta, e questo  gi qualcosa, -
egli osserv. - Per disgrazia per ho paura di
deludervi: io sono un vero selvaggio.
- Ma no, - ella rispose storditamente
- piuttosto uno spaesato.
- Uno spaesato... - egli ripet con lentezza.
- S, forse... uno spaesato. -
E come se quella parola lo divertisse davvero, le
sue labbra abbozzarono di nuovo quel sorrisetto
ironico che Claudia, distratta, non osserv.
- Dovete ammettere per, - ella insist un poco
aggressiva - che non tutto vi dispiace in questa
nostra vita di lusso... Ecco, per esempio, la lista
dei nostri pasti non vi  spiacevole.
- Questo lo ammetto. Ma  seccante non poter
mangiare senza avere alle costole un maggiordomo
che spia ogni nostro gesto. Come del resto non 
molto divertente, non poter sorbire una tazza di t
se non in un luogo elegantissimo, dove un' intera
folla beve allo stesso tempo la stessa insipida bevanda
che si paga a peso d'oro.
- E vi lamentate, fortunato mortale! - canzon
la giovane donna soddisfatta di sentirgli enumerare
tutti gli agi che ella poteva permettersi.
Il sorriso ironico di Valencourt si accentu ancor
pi.
- Oh, se si tratta di stabilire la potenza straordinaria della vostra ricchezza, debbo ammettere che
la prova  riuscita, e che voi potete pagare largamente
il benessere che ci circonda.
- E ci non basta per farvi felice? Ingrato! -
Di colpo Valencourt si volse e guard sua moglie.
- Scusatemi, - rispose con slancio - non ho voluto
mortificare la vostra buona volont di farmi
piacere, alla quale sono infinitamente riconoscente...
La verit  che adoro la solitudine e che
avrei preferito a questa citt lussuosa un qualsiasi
cantuccio pi intimo per i nostri primi passi nella
vita coniugale.
- Non avrete pensato di andare a Venezia, spero! -
osserv Claudia senza accorgersi dell' ironia
della sua espressione. - La nostra associazione
avrebbe fatto una magra figura vicino alle coppie
d'innamorati che frequentano quella citt d'incanti.
- Certo, Venezia non era adatta per degli sposi
del nostro stampo. -
Tacque un istante. La sua mente riandava al passato...
Ricordava una gondola coi soffici cuscini,
un invisibile musicista che rompeva il silenzio con
la sua barcarola d'amore, i lampioncini colorati, e
vicino al suo viso credeva ancora di sentire la dolce
carezza di una chioma di donna, che teneva appoggiata
la testa sulla sua spalla.
Un brivido lo scosse e involontariamente il suo
braccio si distese come per stringere ancora a s
la deliziosa creatura che la visione aveva fatto risorgere.
- Venezia! - egli mormor. - La citt degli
indimenticabili amori... la patria dei sogni e delle
illusioni.
- La conosco, - rispose Claudia. - Ci sono stata
due anni fa... Ero libera, allora,... e molto ricercata!
Credevo ancora nel Principe Azzurro e nell'amore
sincero. Non pensavo davvero che un giorno
avrei fatto un matrimonio cos stravagante. -
Lo sguardo dell'uomo sfior appena quello della
sua compagna.
- Ci sono stato anch'io, qualche anno fa... Non
ero solo, naturalmente. Confesso che non mi piacerebbe
tornarci ora. -
Claudia non fiat, ma la prontezza della risposta
le prov che il suo compagno non si sarebbe mai
lasciato prendere alla sprovvista per rispondere alle
frecciate che ella gli avrebbe lanciato.
Successe un silenzio. Desiderio si lasciava di nuovo
trasportare dal ricordo di una visione lontana.
La giovane donna tolse dalla borsa un lungo ed
elegante bocchino incrostato di pietre preziose.
Con gli occhi perduti nel bel cielo mediterraneo
dove i gabbiani si movevano armoniosamente, ella
aspir due o tre volte, con volutt, la sigaretta che
aveva acceso con l'accendisigaro di tartaruga.
- Eppure, dite quel che volete, ma quest'ora 
incantevole.
- Maravigliosa, se cos vi piace, - egli ammise
con galanteria. - Ma, che cos' codesto? -
Soltanto ora Desiderio si era accorto del lungo
bocchino.
- Oh, Claudia! - egli protest. - Fate sparire
subito codesto odioso oggetto buono tutt'al pi nell'intimit.
- Di che cosa parlate?
- Della vostra sigaretta. Ve ne prego, spengetela.
Non posso soffrire le donne che fumano in pubblico! -
Il viso della giovane donna si color... Era la
prima volta che egli la biasimava cos apertamente.
- Che idea! Non sono la sola donna che fuma
qui... Guardatevi intorno.  una cosa ammessa in
ogni luogo, ora!
- Siete la sola della quale mi preoccupo. Ve ne
prego, fatemi il piacere di spengere subito la sigaretta
e di riporre quell'orribile accessorio.
- Prima di tutto questo accessorio, come dite voi,
 molto bello.
- Pi che altro  costato caro.
- Non c' niente di meglio, nel genere.
- Quel genere su labbra cos graziose manca di
estetica.
- Secondo voi, ma non secondo me. -
Egli si alz senza turbarsi, e con molta calma:
- Come volete, cara amica, - disse. - Continuate...
Ci ritroveremo tra poco, al ristorante. -
Ella fece appena in tempo a sporgersi e a trattenerlo
per una manica.
- Dove andate, Desiderio?
- Vado a comprare un giornale. Ci ritroveremo
all'albergo.
-  una fanciullaggine, - ella osserv ridendo
con un certo nervosismo.
Egli ancora non si era mai mostrato con lei cos
fermo nei suoi desiderii, ed era anche la prima
volta che la sua volont si opponeva alla sua... e
per una cosa cos puerile! Con un'occhiata, in un
lampo, ella osserv il viso in apparenza indifferente
del marito; poi, schiacciando la cima della sigaretta
accesa, con una certa rabbia osserv:
- Potete restare, ora... Ma questa  una tirannia
bella e buona! -
Con gli occhi neri, rabbuiati, ella squadrava il
giovanotto che stava rimettendosi a sedere.
- Davvero, non credevo che foste cos antiquato!
Siete un fenomeno.
- Non mi piace che una donna bene educata scimmiotti
i giovanotti o le emancipate... e a maggior
ragione quando questa donna porta il mio nome.
- Nell' intimit questo non vi d noia. Il vostro
riserbo  pi che altro rispetto umano...  piuttosto
meschino!
- Conoscete la mia antipatia per ogni ostentazione.
-  addirittura incredibile! -
Ella non aggiunse altro, ma da quel momento
osserv il suo compagno con un certo stupore.
Egli non poteva soffrire gli alberghi, i ristoranti
di lusso, i ritrovi di moda, la folla elegante, i luoghi
dove poteva venire osservato. Temeva forse di attirare
l'attenzione? Ed era per la stessa ragione che
le proibiva di fumare in pubblico?
Un certo turbamento la invase. Che cosa voleva
dire ci? Ogni volta che Desiderio andava contro
alle sue abitudini di lusso, la giovane si preoccupava.
Il passato del suo compagno le faceva paura.
In quale ambiente era vissuto fino ad allora? E soprattutto,
perch temeva tanto di attirare la curiosit
mescolandosi alla folla dei grandi alberghi?
Poich talvolta le era avvenuto di essere testimone
di diversi scandali che avevano coinvolto persone
che ella aveva avvicinato e che vantavano grandi
nomi o titoli pomposi, mentre erano soltanto volgari
avventurieri, temeva sempre che suo marito
avesse sulla coscienza qualche peccatuccio inconfessabile
che potesse venire scoperto.
Aveva un bel ripetersi che il giovanotto era di
buona famiglia, che le informazioni avute dall'Agenzia
Edera erano ottime, che l'avvocato, di cui ella
ogni giorno poteva giudicare i modi, era senza dubbio
ben educato; la perfida inquietudine rinasceva,
nonostante tutto.
Un nonnulla bastava a risvegliarla; quando, per
esempio, Desiderio volgeva bruscamente la testa al
passaggio di un gruppo di persone, quando aggrottava
le sopracciglia davanti a un caff troppo affollato
da attraversare, quando dimostrava una certa
noia all'annunzio di una festa alla quale dovevano
assistere; insomma per tutte quelle piccole fatiche
mondane che a Claudia pareva impossibile poter
schivare se non si vuol vivere del tutto isolati, ma
alle quali il marito si sottometteva con forzata rassegnazione.
La giovane donna fece poi un'altra osservazione:
alcune persone guardavano suo marito con vera insistenza;
come se sapessero chi era e conoscessero
il suo nome.
Un giorno, il duca di Chalonges, che Claudia conosceva
di vista, si volt indietro all' improvviso
guardando l'avvocato, che pareva non l'avesse visto
e che continuava la sua strada imperturbabile, mentre
Claudia, ferma, osservava in silenzio lo stupore
del vecchio gentiluomo.
- Conoscete, dunque, il duca di Chalonges? -
chiese la giovane donna al marito.
- Ma... forse. Non ricordo; il nome non mi 
nuovo.
- Lui vi conosce? - ella insist.
- Pu darsi... In Tribunale tante persone che
non conosciamo ci osservano.
- Ma voi non avete mai difeso una causa.
- Infatti, ascoltavo gli altri.  senza dubbio molto
pi divertente. -
Ella scosse la testa sconcertata da quella risposta
pretenziosa, mentre un sorriso ambiguo errava sulle
labbra del giovanotto.
Un giorno cred proprio di esser sul punto di
conoscere la verit. Erano seduti a Montecarlo sulla
terrazza di un caff, vicino al famoso Casino.
L'aria era un po' fresca, e mentre Claudia si rimbacuccava
nelle sue preziose pellicce, Desiderio si
tolse il berretto sportivo che portava quel giorno,
per rimetterselo pi calcato sulla testa.
Uno sconosciuto, fermo a qualche passo da loro,
scrse per un attimo la testa scoperta dell'avvocato.
- Valencourt! -- esclam andando verso il giovanotto.
Quest'ultimo aveva trasalito, e sul suo viso era
apparsa una fuggevole espressione di contrariet.
Ma riprendendosi subito si alz e tese la mano al
nuovo arrivato con la pi grande cordialit.
- Paolo Maramie! Che sorpresa! -
Mentre diceva cos, volgeva completamente le
spalle a Claudia come se desiderasse che ella rimanesse
estranea a quel colloquio.
Poi, siccome il nuovo venuto pareva non accorgersi
di quella tattica, si estasiava sull' incontro
fortunato e minacciava di non finirla pi, Desiderio
si volse con disinvoltura verso sua moglie e
senza presentarle lo sconosciuto si scus:
- Permettete? Due minuti e ritorno. -
E con gran calma, parlando, trascin l'altro a
qualche metro di distanza, mentre la sposa novella
faceva congetture inverosimili.
Quando egli ritorn vicino a lei, Claudia non pot
fare a meno di osservare:
- Vi seccava di presentarmi il vostro amico? Ho
visto che vi siete allontanato per parlargli.
- Per non presentarvi un uomo che non  del
vostro ceto.
- Un compagno di scuola, forse?
- No, un collega di mio cugino... un vago poeta
che a volte ha delle pretese di familiarit.
- La familiarit di un poeta pu essere interpretata
come originalit.
- In ogni modo ho creduto meglio di non esporvi
ad essa. -
Ci fu detto con una fermezza che non ammetteva
discussioni; ma Claudia pens spesso a quell'unico
amico incontrato dal marito e che questi
aveva risolutamente allontanato da lei.
Col pensiero, rivedeva l'enigmatico sorriso soffuso
d'ironia che aveva piegato le labbra del giovanotto
quando ella gli aveva fatto quell'osservazione,
e quel ricordo le dava un' inesplicabile stretta
al cuore, come se racchiudesse una minaccia per
l'avvenire.


Capitolo 17.

Un giorno in cui Claudia aveva insistito perch
il marito l'accompagnasse a una gara di tennis,
ella si accrse a un tratto che alcune persone bisbigliavano
al loro passaggio, dopo avere squadrato
Desiderio.
Questo fatto riusciva sempre spiacevole alla giovane
sposa.
Seccata, rallent il passo in modo da poter osservare
l'effetto che ci provocava nel marito che camminava
ora un po' avanti a lei.
Egli continuava la sua strada, a testa eretta e
con aria altera, come se sfidasse invisibili avversari
o non ne vedesse nessuno.
Quali pensieri nacquero nella testa di Claudia, davanti
a quel contegno?
Ella raggiunse suo marito e cammin al suo
fianco.
- Credo, - ella disse a mezza voce, come parlando
tra s - che tra le persone che ci circondano
ve ne siano alcune veramente perbene, e altre che
non meritano quest'appellativo. -
Emettendo queste riflessioni ella esaminava con
la coda dell'occhio il suo compagno. Si accrse egli
di quello sguardo inquisitore che lo fissava?
- Perch dite questo? - egli interrog maravigliato
da quell'osservazione.
- Un'idea che mi  venuta vedendo l'aria seccata
che hanno certe persone quando si sentono guardate
troppo da vicino. Mi danno l'impressione di non
avere la coscienza tranquilla. -
L'avvocato si mise a ridere. Forse aveva capito
lo strano ragionamento della sua compagna.
Ebbe voglia di burlarsi un po'di lei.
- Non ci sono vere persone perbene, - egli spieg
con gran seriet - che possano vantarsi di non
aver mai commesso, nella vita, un atto contrario
alle leggi penali. L'uomo onesto  puro fino al
giorno in cui si scopre che  una canaglia... Tra
questi due estremi a volte vi  soltanto una questione
di fortuna. Uno si  fatto cogliere al laccio
mentre un altro, per caso o per furberia naturale, ha
potuto compiere impunemente la sua cattiva azione.
E a volte tra i due il meno colpevole  quello che
viene scoperto, perch  il meno astuto.
-  spaventoso pensare a una cosa simile, - protest
Claudia con vivacit. - Perch allora, voi...?
- Io? - fece Desiderio allegramente. - Credo che
anch'io... Certo sono un criminale come gli altri.
Soltanto ho avuto la fortuna di sfuggire la pena
meritata.
-  un bell'affare! - esclam la giovane donna
sbalordita.
Ella lo guardava con spavento, ci che lo fece
scoppiare in una risata.
- Un avvocato  fatto apposta per rigirare la
legge e schivare i rigori del Codice. Vi scandalizzo,
forse?
- C' di che, mi pare.
- Ma via, Claudia, riflettete. Anche voi...
- Che orrore! Sono una donna onesta, io!
- Lo spero bene. Eppure, siete proprio sicura di
non aver mai contravvenuto alla legge? -
Le aveva preso una mano e gliela stringeva amichevolmente,
ma ella si sciolse con esagerata repulsione.
- Non mi toccate! - ella esclam. - Dopo la vostra
confessione... la vostra dichiarazione... non
dormir pi tranquilla. Cosa potete aver mai fatto
per essere un criminale e aver tanta paura di esser
riconosciuto? A volte mi domando perch abbiate
una tale avversione per la folla... Mio Dio! E spaventoso
pensare a tutto quello che potete aver fatto
di male!
- E portate il mio nome! - egli continu divertendosi
un mondo del suo sdegno. - Non dimenticate,
Claudia, che siete mia moglie e che dovete condividere
la mia sorte anche se ignominiosa.
-  spaventevole.
-  mostruoso. -
Ella lo guard e aggrott le ciglia davanti alla
sua aria allegra.
- Come potete ridere di simili cose? - osserv
con maggior calma, comprendendo che egli si prendeva
giuoco di lei.
- La vostra collera  troppo divertente... Vi ho
detto che sono un criminale come tutti gli altri,
niente pi, niente meno.
- Ma le persone che io conosco sono tutte oneste.
- Allora lo sono anch'io, se vi basta sapere che
ancora non sono mai stato condannato.
- Ancora?... Avete una maniera di esprimervi!...
- Perch penso a quante colpe inconfessate, eppure
punibili, sono incluse nel titolo di uomo onesto.
Ci vuol tanto poco per intaccare il codice! Basta
scendere da un tranvai senza aver pagato il biglietto,
andare a caccia senza permesso, rifilare una
moneta falsa che ci era stata affibbiata, cambiare
domicilio senza pagare un debituccio, giocare alle
corse senza ricorrere al totalizzatore, bere un bicchiere
di birra, una sera in cui passa la ronda, in
un caff equivoco; accelerare la marcia della propria
automobile dopo aver urtato contro qualche
cosa nella strada... Che so io, ancora? Tutti i giorni
commettiamo atti contrari alle leggi... Se essi venissero tutti scoperti, avremmo un casellario giudiziario
terribilmente carico... Per esempio, io e anche
voi...
- Ebbene?
- Credete che il nostro matrimonio rientri nel
codice? Ci si sposa per fondare una famiglia e non
per poter dare libero sfogo ai nostri capricci, sotto
la protezione delle leggi. Non avete voi sorpreso la
buona fede del sindaco che ci ha uniti? Oltraggio
a un magistrato nell'esercizio delle sue funzioni,
poich ci eravamo impegnati, sotto giuramento, a
delle cose che sapevamo di non voler fare e perch,
per di pi, noi ci serviamo di un atto di stato civile
per scopi che non sono stati previsti. Credete, dunque,
di essere incensurabile voi che pagate un uomo
perch vi ricopra col suo nome? E io, dunque, che
ho accettato questo strano contratto? E il vostro
notaro? E il signor Michot? Possono essi invocare
la loro buona fede, forse?... Via, credete a me, Claudia,
non guardatemi con tanta inquietudine quando
passo un po' in fretta davanti alla gente che mi
squadra; forse non  che il desiderio di non essere
fermato da un onest'uomo, amico vostro, che ha
delle tare nascoste forse peggiori delle mie. -
Claudia tacque sbalordita; la tesi di Desiderio era
cos inattesa! Rifletteva a ci che egli le aveva detto
e cercava senza trovarlo qualche argomento da opporgli.
- Insomma, - ella disse infine - non avete sulla
coscienza niente di pi grave che questi peccatucci
che mi avete enumerati?
- Non vi pare abbastanza?
- No, veramente non  gran cosa.
- Per, se fossimo accusati di un delitto pi grave...
dico accusati e non colpevoli, l'opinione pubblica,
con ipocrito disgusto, rivangherebbe questi
piccoli fatti ai quali voi non date importanza e proclamerebbe
che siamo dei veri mascalzoni. -
Un lampo d'orrore oscur il bel visino femminile.
- Credete che il nostro matrimonio... - ella
chiese esitando.
- ...verrebbe commentato in modo strano dalla
stampa e dal pubblico? Questo  certo!
- Eppure son convinta che non facciamo niente
di male.
- A parer vostro, forse! Secondo la patria e la
societ, noi siamo molto colpevoli sottraendoci ai
nostri doveri di cittadini, che sono di dare figli alla
nazione. -
La fronte di Claudia si rischiar improvvisamente
come se a un tratto ella avesse scoperto il vero senso
delle riflessioni del marito. E con vivacit:
- Sentite, Desiderio, - disse con una certa asprezza
- se avete fatto deviare la conversazione per iniziare
un ravvicinamento pi intimo tra noi, senza
aver l'aria di mancare ai patti, vi siete proprio illuso!
Vi avverto subito che perdete il vostro tempo.
Io non mi curo dell'opinione pubblica e di ci che
voi chiamate i nostri doveri di cittadini. -
Desiderio, rimesso al posto in modo cos arrogante
mentre non se l'aspettava, rest del tutto sconcertato.
Trascinato dall'argomento non aveva affatto pensato
alla deduzione che sua moglie poteva trarre
dalle sue parole.
Quando cap il senso che Claudia aveva attribuito
ad esse, replic:
- Quello che mi dite  davvero buffo! Ma che cosa
vi salta in mente? Vi assicuro, cara amica, che la
vostra fantasia procede per suo conto, al di fuori
delle mie intenzioni! Mi son divertito a demolire
davanti a voi la facciata ipocrita di quella che si
chiama gente onesta, voi ed io compresi, ma
non ho provato davvero il desiderio di perpetuare
la mia stirpe... specialmente ora. -
La sua voce aveva preso un' inflessione cos beffarda
che Claudia, molto impacciata, arross subitamente;
non sapendo come fare per nascondere il
suo imbarazzo, cred di far bene mostrando un gran
disprezzo.
- Un uomo onesto come voi non pu certo dimenticare
i patti fatti, questo si capisce, - ella
disse in tono agro.
Ma Desiderio era in vena di far dell' ironia.
- Eh... tra sposi... quei giuramenti hanno poco
valore, - egli osserv. - Si dimenticano spesso...
Ma per non mantenerli, ci vuole la scusa dell'amore!
- E allora? - insist la giovane donna spinta da
chi sa quale diavoletto attaccabrighe.
- Perbacco! L'amore? Mi pare che manchi nel
quadro, no?
- Fortunatamente. -
Desiderio non rispose, pareva improvvisamente interessarsi
moltissimo ai punti molto importanti che
uno dei campioni era riuscito a marcare.
Per sulle sue labbra era rifiorito l'eterno sorrisetto...


Capitolo 18.

Ora che era sposata, Claudia sorvegliava ogni
gesto e ogni atteggiamento di suo marito. Prima del
matrimonio ella aveva, per cos dire, rifiutato di
conoscere Desiderio; ma da che era diventata sua
moglie, provava proprio il bisogno di conoscerlo a
fondo.
Dal gesto pi insignificante, dalla minima parola,
traeva congetture esagerate che la tormentavano
come se non potesse vedere le cose se non sotto il
loro aspetto peggiore.
Ella scopr prima di tutto che quel ragazzone, dal
carattere allegro e dal sorriso beffardo, era un vero
ingenuo. Per la strada, un nonnulla bastava a
divertirlo: una risposta graziosa di un bambino,
un'uscita inaspettata di un ubriaco, un motto arguto
di una comare con la lingua sciolta bastavano
a fermare l'attenzione del giovanotto.
Claudia contava gi diverse scenette a cui egli
aveva mostrato di divertirsi molto.
Una volta, durante una delle loro passeggiate quotidiane,
Valencourt, che le camminava al fianco,
la lasci a un tratto per raggiungere di corsa un
gruppo di persone che ridevano rumorosamente, ferme
vicino a un marciapiede.
Si trattava semplicemente di uno di quei comuni
incidenti della strada che un passante vede ogni
giorno.
Un piccolo venditore di fiori aveva corso pericolo
di essere investito da un tass, e il conducente troneggiante
e gesticolante, cercava di scusare la propria
sbadataggine riversando tutta la colpa sulla
sua innocente vittima.
La folla si divertiva, perch neppure il ragazzo
aveva la lingua legata e alle ingiurie dell'autista
rispondeva con parole pepate.
Quando Claudia giunse vicino al gruppo, tutti
ridevano allegramente.
La giovane donna afferr le parole che finivano
una frase, lanciata dalla voce infantile:
- Vai, vai, cavaliere con le rotelle! -
Nello stesso tempo Desiderio si volgeva verso di
lei con gli occhi sorridenti, il viso animato, reso
gaio dalla parlantina del ragazzo.
-  spiritoso quel monello! - egli osserv ridendo.
Claudia ebbe un sorriso sprezzante. Trovava suo
marito ingenuo e anche un po' ridicolo.
- Vi divertite? - ella osserv a fior di labbra.
- Mio Dio, s, come gli altri. Ammiro lo spirito
da qualunque parte esso venga, e quel ragazzo ha
delle risposte divertenti. -
E volgendosi al piccino che ricominciava a offrire
la sua merce ai passanti, lo apostrof:
- Vieni, bambino, dammi una rosa.
- Signore, prendetene un mazzo... Costano poco,
signore... Ma perch son cascate, ve le lascio per
un prezzo ancora pi basso... -
Desiderio sorrise.
- No, una rosa sola... questa. Benissimo, tieni
per te il resto... e stai attento ai tass quando attraversi
le strade. -
E mentre il ragazzo estasiato contemplava il biglietto
di banca che stringeva in mano, Desiderio
ritornava verso Claudia che non si era mossa.
Son pochi fiori, egli canterellava a mezza voce
tendendole la rosa.
E sorridendo soggiunse:
- Non ho preso tutto il mazzo per non ingombrarvi...
Ma, capirete, bisognava far qualcosa per
quel piccino cos coraggioso. -
Claudia non disse nulla, ma un'alzata di spalle
appena percettibile accompagn il suo grazie un
po' secco.
Si sentiva piena di disprezzo.
Puerile! ella pensava. Proprio il genere di
uomo che non posso soffrire!
Ella trovava anche che Desiderio si divertiva a
spettacoli indegni di occupare l'attenzione di un
vero uomo di mondo.
Non avrebbe saputo spiegare perch le dispiacesse
veder suo marito interessarsi a un fioraio o
a un giornalaio pieni di arguzia, ma era una cosa
certa che, facendo cos, suo marito, le pareva mancare
di decoro.
Un uomo elegante non pu provare che sprezzo
per la gente del popolo.
E se almeno suo marito avesse avuto solo quel
difetto! Egli si mostrava sognatore, sentimentale,
poetico, qualit punto decorative in un'et in cui
tutti si sforzano di esser pratici e positivi.
Un bel giorno, dopo una lunga gita in automobile,
erano andati a finire in alto, sulla montagna,
passate le gole di Dalluis, e il giovane avvocato a
un tratto aveva fatto segno all'autista di fermare.
- Che cosa succede? - chiese Claudia con una
certa impazienza, perch il luogo era selvaggio, la
strada pericolosa, ed ella aveva fretta di uscire da
quella stretta gola.
- Zitta, - egli disse - l, non vedete? L? -
Col braccio steso additava il burrone a picco, profondissimo
in quel punto, sul margine della strada.
Maestosa, magnifica, un'aquila planava sopra il
torrente, e si trovava cos pi in basso del punto
dove la loro macchina si era fermata.
- Non  maravigliosa? - mormorava Desiderio
come a se stesso. - Che potenza in quelle ali immobili!
Notate - egli continu rivolgendosi alla
moglie - che  piuttosto raro poter contemplare
un'aquila che plana vista dall'alto e cos da vicino...
- Certo, - rispose Claudia distratta
Desiderio rimase immobile, assorto nella contemplazione,
finch l'uccello imperiale lasciandosi cadere
come una freccia, scomparve bruscamente nell'ombra
del burrone.
- Maraviglioso! - eigli ripet. - Non vi pare,
amica mia?
- S, sono contenta che questo vi piaccia, - ella
rispose sospirando per quello che chiamava un
nuovo capriccio di suo marito.
Ella lo aveva osservato, non senza una leggera
inquietudine.
Un sognatore! ella pens ancora. Che strano
avvocato deve essere. Non c' da maravigliarsi che
non abbia cause da difendere.
Un'altra cosa aveva anche il dono di maravigliare
o stizzire Claudia, secondo l'umore del momento:
la strana mana che aveva Desiderio di non tenere
in nessun conto i luoghi stabiliti dal protocollo dell'eleganza
per la quotidiana passeggiatina a piedi.
 cosa ormai stabilita, e tutti lo sanno, che la
Passeggiata, a Nizza, mentre dal lato ovest  dedicata
quasi sino alla fine ai passanti di lusso, dal
lato est, dopo la piazza Massena e la diga,  interdetta
ai suddetti passanti, sotto pena di perdere
il loro brevetto di eleganza.
Forse, in certi giorni, ci si pu spingere fino al
mercato dei fiori e fare una corsa nella citt vecchia
come turisti; ma a nessuno viene mai in mente
di oltrepassare il promontorio del castello e di avventurarsi
lungo la spiaggia deserta del piccolo
porto.
E invece Desiderio molto spesso voleva trascinare
Claudia proprio in quei paraggi.
- Ma dove andiamo, dunque? - chiese una volta
la giovane donna, inquieta.
- Voglio mostrarvi un cantuccio tropicale, - rispose
l'avvocato. - Un cantuccio incantevole che ho
scoperto gioved scorso, mentre voi eravate a quel
famoso concerto a Cannes.
- Ah, s! - ella canzon con una certa amarezza.
- Ricordo benissimo infatti che quel giorno non
eravate potuto uscire a causa di un terribile mal
di testa. -
Ma egli non rilev l'allusione e spieg con calma:
- L'aria pura e la solitudine sono cose eccellenti
per la salute. -
Poi, dopo aver emesso questo assioma come un
principio indiscutibile, spinse una porticina e si ritrasse
per far passare Claudia.
- Entrate nel mio regno havaiano, - egli disse
felice.
Davanti ad essi un boschetto di alberi di cocco
slanciati, di banane e di aloe davano proprio l'impressione
di un angolo tropicale.
Un piccolo giardino in miniatura vegetava incuneato
tra le rocce rosse, bene esposto al sole. Tra i
rami di mimosa si scorgeva il mare scintillante
nella piena luce del mezzogiorno.
- Vi piace? - chiese Desiderio con entusiasmo.
- S, lo scenario  strano... originale! Ma non 
per niente un luogo elegante, sapete? - ella soggiunse
con una certa puerilit, dopo aver dato un'occhiata
in giro.
- Oh, non vi preoccupate! - ribatt ironico Desiderio
che aveva sorpreso la sua occhiata circolare.
- Poich non  un luogo elegante non incontrerete
certamente nessuno dei vostri amici. -
E di nuovo un sorriso beffardo pass sulle sue
labbra.
- Spero bene, - ella rispose di rimando. - Ma
dovete ben ammettere che per essere un uomo che
odia le esibizioni e tutto ci che pu farci notare,
siete un po' troppo originale nella scelta delle vostre
passeggiate. -
Ella ripet:
- Spero davvero che nessuno ci veda, perch questo
attirerebbe su di noi l'attenzione... molto pi,
credetemi, che se mi vedessero fumare un' innocente
sigaretta in quest'anno di grazia millenovecentoquarantatr. -
Ella rideva un po' nervosamente, perch non aveva
ancora digerito il dispotismo di Desiderio in
quell'occasione.
Per le distrazioni o le stranezze di Desiderio erano
sempre rimaste, fino a quel giorno, nell'ambito
delle cose innocenti e permesse, e non meritavano
davvero nessun serio rimprovero.
Ma una mattina manc poco che il loro dissenso
diventasse pi grave.
Quel giorno Claudia aveva indossato per la classica
passeggiata che precedeva la colazione un grazioso
vestito di lana bianca, che arieggiava la moda
antica ed era invece l'ultima novit di primavera.
Un ombrellino minuscolo, come quello che portavano
le nostre avole, completava l'abbigliamento di
una freschezza incantevole.
Prima di uscire la giovane donna dette all'alto
specchio della camera una lunga occhiata soddisfatta.
Perch, tuttavia, un lieve sospiro usc dal suo
petto?
Il fatto  che Claudia era bella... e come la ragazza
di un'antica canzone:
... lo sapeva bene!...
Ma la canzone continua:
E le piaceva sentirselo dire,
E le piaceva sentirselo dire...
Ohim! Ora Claudia era sposata... e sposata
tanto giovane che anche gli ammiratori pi audaci
non avevano il coraggio di farle la corte.
Quella tranquillit in principio era stata quasi un
sollievo per la ricca fanciulla, troppo adulata e
sazia di lodi.
S... ma insomma... se ora non avesse avuto lo
specchio, avrebbe potuto mettere in dubbio la sua
bellezza!
E uno specchio  un ammiratore troppo freddo...
Desiderio, vedendo sua moglie sempre avvenente,
sempre vestita, anche nell' intimit, con gusto sicuro
e perfetto, a volte la fissava a lungo con uno
sguardo che uno spettatore estraneo avrebbe giudicato
ammirativo... Quello sguardo, per, era muto
e non sempre bastava a Claudia.
Certo una parola di lode troppo marcata o un
tono troppo coniugale avrebbe urtato la giovane
donna come una scorrettezza insopportabile. Per,
c'era la via di mezzo... e quel silenzio era eccessivo.
Era carina e lo sapeva bene
E le piaceva sentirselo dire!
E invece Desiderio, rispettando i patti, non le faceva
mai un complimento.
Quella mattina dunque, Claudia, nella sua fresca
acconciatura primaverile, seguiva suo marito che,
voltando le spalle al mare e alla scelta folla, si avviava
verso le rive del Paillon, un antico torrente
che scorre in un letto quasi asciutto.
- Probabilmente anche questo non  un luogo
elegante, - disse il giovanotto alla sua compagna
sorridendo leggermente - ma confessate, mia cara,
che  un angolo veramente pittoresco. -
La maravigliosa vallata piena di luce e di azzurro
si apriva a perdita d'occhio dinanzi a loro, limitata
in fondo dalle montagne bianche di neve.
- S, forse, - rispose Claudia a fior di labbra.
Elegante e raffinata, ma non spontaneamente artista,
era pi sensibile a uno spettacolo gi classificato,
preparato per il piacere degli occhi, che a
quelli semplici e puri della natura. Senza contare
che quel rione operaio della civettuola citt focese
le pareva del tutto privo di attrazione.
Mentre ella cercava di scoprire ci che aveva tanto
commosso Desiderio in quel paesaggio che ella giudicava
sprezzantemente da cartolina illustrata, vide
a un tratto il giovane scendere in fretta una scaletta
di pietra e camminare sull'argine sassoso del
Paillon.
Ella cominciava ad abituarsi ai capricci del suo
compagno ingenuo e sognatore al massimo grado;
ma fu stupefatta dello strano luogo da lui
scelto per passeggiare.
Il giovanotto camminava con passo sicuro come
se fosse stato su un viale asfaltato.
Si dirigeva verso un gruppetto di lavandaie, simili
a tutte le lavandaie che si son sempre viste fin dai
tempi pi lontani lungo i corsi d'acqua, rari nella
Riviera.
Si era fermato senza vergogna, davanti a una di
esse che era un po' isolata dalle altre e sbatteva i
panni con maestria.
Claudia, passato il primo momento di stupore,
ebbe un moto d'impazienza. Cosa stava a fare l,
al parapetto di pietra, guardando quello strano
marito che passeggiava su quel torrente quasi
asciutto?
Mi par d'essere la chioccia che ha covato un
anatroccolo.  ridicolo!
E stizzita a un tratto fece qualche passo per andarsene
e ritornare all'albergo, dove dovevano far
colazione quel giorno. Ma poi si trattenne.
Desiderio non ritornava... Doveva piantarlo l per
dargli una lezione? Oppure era meglio raggiungerlo
e fargli capire quant'era ridicolo trascinare una
donna del suo ceto in quei luoghi cos strani?
La sua natura combattiva la indusse a decidersi
per quest'ultimo programma. Deliber di andare da
s a vedere che cosa poteva interessare tanto il suo
originale sposo.
Discese dunque anche lei nel letto asciutto del
Paillon. Traballando ad ogni passo sui tacchi alti,
ella trovava quella passeggiata del tutto sconveniente
e ridicola, ed era di pessimo umore quando
raggiunse Desiderio.
Questi, senza accorgersi dell' irritazione di sua moglie,
osservava la lavandaia. Era una giovane ragazza
bellissima, una di quelle brune snelle, dai
grandi occhi neri e dal colorito caldo che si trovano
soltanto in quel paese di sole.
Claudia, che ora la vedeva da vicino, dov convenire
tra s che la giovane era davvero bella e
attraente.
- Avete notato che movenze armoniose hanno
queste donne? - disse l'avvocato col tono pi naturale
del mondo, a sua moglie che traballava sui
sassi.
- Ho notato soltanto, - ella rispose - il luogo
insolito dove vi ha condotto il vostro entusiasmo
borghese e ho considerato quanto sia ridicola la
vostra presenza qui.
- Credo che un fiume non sia un posto insolito
per vedere le lavandaie, e debbo dirvi che sono sempre
attirato dai gesti professionali e dai movimenti
di un mestiere. L'abitudine e l'istintiva economia
di sforzo creano una sicurezza e un ritmo che sono
veramente ammirevoli... Dimentico l'ora contemplando
il gesto di quella ragazza... che tra l'altre
cose  molto bella.
- Mi accorgo bene che potete dimenticare l'ora! -
fece Claudia ironica. - Dopo tutto, - riprese
dopo un momento - forse non perdete completamente il tempo; il
giorno in cui dovrete perorare
davanti ai giudici una causa per una lavandaia, vi
sar molto utile, senza dubbio, conoscerne gli usi
e i costumi. -
Dopo questa nuova frecciata, ella soggiunse con
voce che si sforzava di rendere amabile, ma che
era sempre ironica:
- In attesa del bel successo oratorio che avrete,
sarebbe meglio andare a far colazione. Con questa
simpatica passeggiata dobbiamo certamente aver
fatto tardi.
- Non credo, - rispose con flemma il giovanotto
guardando l'orologio. - Credo anzi che avremo anche
il tempo di prendere un Porto al bar del Negresco,
passando...
- Non ho nessuna voglia di Porto, oggi, - rispose
Claudia esasperata dalla calma del suo compagno
- ma non voglio certo impedirvi di andare a prendere
l'aperitivo in quel caffeuccio d'angolo con le
vostre nuove amiche. Quel locale risponde senza
dubbio meglio ai vostri gusti e alle vostre abitudini,
che non i grandi alberghi e i ristoranti di moda
che disprezzate tanto. -
Il giovane avvocato alz gli occhi su sua moglie
e la guard stupito.
- I miei gusti? Forse, non lo so. Le mie abitudini?
Non ancora, - egli rispose con la massima
calma. - In ogni modo oggi non voglio fare questo
esperimento; torniamo indietro. -
E con condiscendenza:
- Permettete che vi offra il braccio? Non vorrei
che vi lussaste un piede su questo terreno cos poco
comodo.
- Grazie, no... vi assicuro... posso camminare
benissimo da sola. -
Claudia aveva scorto, a qualche passo davanti ad
essi, la giovane e bella lavandaia nizzarda che se
ne andava, col suo mucchio di panni sulla testa,
armoniosa e equilibrata, col passo elastico e sicuro
dei piedi nudi.
- Ammirate quel ritmo, - insist Desiderio sincero
e senza malizia. - E bello come una danza. E
il portamento della testa; soltanto le donne abituate
da generazioni a portare pesi sulla testa, hanno quel
portamento regale del collo... Vedete, Claudia,
quella ragazza  un'armonia vivente... non le manca
nulla! Anche quel fazzoletto arancione che ha
intorno al collo serve a dar carattere al quadro. -
Era troppo.
Claudia, oscillante pericolosamente sui tacchi
troppo alti, si sentiva ridicola. Ella che col suo grazioso
abito tanto elegante e tanto costoso non aveva
ottenuto neanche uno sguardo, fu ferita dal complimento
fatto al vecchio fazzoletto arancione.
- Vi pago forse per sentire l'espressione del vostro
entusiasmo per le ragazze di strada di Nizza?
- ella domand bruscamente dimenticando ogni
educazione.
Rise con un certo nervosismo; poi alzando le
spalle:
- Del resto ci non  molto grave; ma avete dei
gusti proprio plebei. Sono un po'troppo spiccati
per essere normali e avreste dovuto farne menzione
lealmente nell' incartamento del signor Michot. -
Desiderio non rispose. Con molto tatto lasci passare
la tempesta e inon os neanche sorridere col
suo solito sorrisetto ironico.
Il ritorno all'albergo fu silenzioso, ma durante la
colazione il giovanotto si mostr premuroso e gentile.
Riusc anche a fare un complimento discreto,
un complimento pieno di tatto sul suo abito bianco.
E finalmente il bel visino rabbuiato si rischiar...


Capitolo 19.

Claudia, per l'incidente del Paillon, aveva provato
pi dispetto che collera. Prima di tutto sarebbe stato
strano e anche abbastanza ridicolo che ella nella
sua condizione di sposa... piuttosto eccezionale si
mostrasse gelosa, e poi perch quel giorno non c'era
proprio stato motivo.
Riflettendoci, ella aveva capito benissimo che suo
marito era abbastanza originale e sognatore per interessarsi
alla bellezza di un gesto o di un viso,
come a quella di un paesaggio. La piccola lavandaia
non poteva davvero darle ombra.
Si era anche pentita dentro di s delle parole offensive
e sproporzionate alla circostanza, parole che
non avrebbe mai pronunziate se non fosse stata
maldisposta dal vento e da quei benedetti sassi che
le facevano male ai piedi.
Per questo era stata quasi grata a Valencourt,
per aver saputo passar sopra, con tanto tatto, al
suo cattivo umore.
L'incidente sembrava del tutto dimenticato quando
una sera, nella sala da giuoco di Montecarlo, ne
sorse uno pi grave, che rivel alla giovane donna
certi aspetti del passato di Valencourt che ella conosceva
molto poco.
La serata era gi inoltrata, e fin da principio
Claudia aveva dichiarato ridendo infantilmente:
- Non mi state vicino, Desiderio..,, mi porterete
sfortuna... Pensate, due novelli sposi in una sala
da giuoco: non si  mai visto! Non si pu esser
felici... come sposi e come giocatori nello stesso
tempo...
- Va bene, - aveva approvato Desiderio - mi
allontano, bench, per dir la verit, pensavo che
avrei invece potuto servirvi da portafortuna... Insomma,
cara, conserviamo le apparenze, giacch ci
tenete. -
Non doveva fare uno sforzo per essere ironico,
ci riusciva abbastanza bene! E bench evitasse ogni
parola che potesse veramente ferire Claudia (ci
che ella invece non faceva sempre), pure la giovane
donna si sentiva spesso irritata di non riuscir mai
ad avere l'ultima parola in quei piccoli battibecchi.
Quella sera, Claudia aveva dunque girellato sola
da un tavolino all'altro, con un vestito elegantissimo
che la rendeva pi bella del solito.
Ella giocava unicamente per passare il tempo,
giacch era troppo ricca per dare importanza alla
vincita o alla perdita.
Provava la leggera ebbrezza che d il giuoco, e
questo la divertiva, ma non fino al punto di gettarvisi
con convinzione.
A volte ella si chiedeva sinceramente:
Che cosa ci trovano di tanto appassionante tutte
queste persone?...  divertente, s... ma come giustificare
l'espressione tesa di tutti questi visi, l'aria
sconvolta e gli occhi folli di alcuni?... Sembrano
tutti esaltati.
Desiderio invece non giocava. Secondo la sua abitudine,
o come diceva Claudia, secondo la sua mana,
egli osservava
Era stato per un bel pezzo immobile nel vano di
un'alta finestra, nascosto agli sguardi altrui, a esaminare
con cura quella collezione di visi convulsi
o segnati dai sentimenti pi diversi. E, bisogna dir
la verit, per uno che ha la mana di osservare come
pareva l'avesse Valencourt, le sale da giuoco del
Casino di Montecarlo sono un campo ricco di osservazione.
Desiderio aveva poi girellato tra le lunghe tavole,
tutte contornate da una doppia fila di giocatori attenti,
alcuni in piedi, altri seduti. Non aveva sostato
a lungo a nessuna, e Claudia, che ogni tanto lo
guardava da lontano, lo aveva visto con stupore
stringere la mano a diverse persone che come lui
giravano tra le tavole. Con alcuna di esse anzi
aveva anche scambiato qualche parola.
Claudia, in cui forse per contagio si stava sviluppando
rapidamente il germe dell'osservazione,
not che gli uomini e le coppie che si erano intrattenute
con suo marito avevano l'aria di persone
del migliore ceto.
 strano, ella pensava Desiderio, che sembra
essere un po' orso e non vuol vedere nessuno quando
 con me, stasera  molto mondano e ha una quantit
di belle relazioni.
Di nuovo nella sua mente il passato del suo compagno
le apparve come un punto interrogativo.
Ma a un tratto si scosse: a pochi passi da lei aveva
udito la voce di suo marito...
Intorno alla tavola del trenta e quaranta vi era
una folla che seguiva una grossa puntata molto interessante.
Claudia, che vi era giunta da poco e non
poteva avvicinarsi alla tavola da giuoco, si era trovata
sospinta dalla folla dietro a una colonna, senza
che le fosse riuscito di uscire di l.
Desiderio per l'appunto era dall'altro lato della
colonna, invisibile a sua moglie e non poteva neanche
lui vederla. Invece la sua interlocutrice era ben
visibile e vicinissima a Claudia.
Era una ragazza alta, biondissima, molto tinta,
bella in modo insolente e vestita con eleganza vistosa.
Oh! Oh! pens Claudia. Desiderio  davvero
eclettico nelle sue conoscenze... Questa qui non 
davvero una signora dell'alto ceto...
Ella aveva riconosciuto la voce di Desiderio senza
comprendere le parole, ma la risposta della bella
bionda la fece sussultare:
- E io, allora! - ella diceva. - Immagina se
son felice di vederti; avr un gran successo dopodomani
a Panarne. Sar quella che ha ritrovato
Valencourt il fuggiasco... Valencourt eclissato
da... dei mesi...
- Dei mesi?... Non esagerare... da quattro settimane...
- Insomma, che cosa ti  successo?... Una tegola
sulla testa? Una donna? Un'eredit?... Tutti sono
ansiosi di sapere qualche cosa di te...
- Niente di tutto questo, cara mia... viaggio...
mi scaldo al sole...
- Davvero? - ella chiese incredula.
- Perch? Non sono libero di viaggiare e di non
far niente? -
A Claudia sfugg il resto del dialogo. Desiderio
si era allontanato e la ragazza lo aveva seguito.
La giovane donna rimase sbalordita, annichilita.
Un momento sent che le gambe le tremavano e
cred quasi di cadere.
Poi la collera ebbe il sopravvento.
Che cosa sta facendo Desiderio con quella
donna?
Ripeteva tra s le poche parole clte a volo, e due
cose la rendevano furiosa: prima di tutto che si dessero
del tu... e poi di essere stata come rinnegata
da Desiderio, che non aveva parlato del suo matrimonio.
Viaggia! Si scalda al sole!... Che cos' questa
commedia? E lei, quella ragazza bionda, come lo
guardava! Come le brillavano gli occhi e come era
radioso il suo viso quando si  allontanata con lui!
Claudia pens di andare a raggiungere la coppia
e di obbligare il marito, giungendo all' improvviso
tra loro, a presentarle la sconosciuta.
Sarebbe stato divertente vedere il viso che avrebbe
fatto Desiderio, sorpreso dalla moglie in conversazione
con una signorina... piuttosto dubbia!
Ella cercava di andare avanti, ma non riusciva a
liberarsi della folla che la circondava. Era prigioniera
di quella ressa elegante.
Provatevi a far capire a dei giocatori appassionati
da una bella partita, a dei giocatori anelanti,
che hanno tutta la vita condensata in uno sguardo
ansioso fsso sui numeri, che bisogna scomodarsi
per far passare una donnina scontenta.
Con pazienza, o meglio con impazienza, ma con
perseveranza, insinuandosi tra uno e l'altro, a forza
di gomitate, Claudia riusc finalmente a passare oltre
la barriera vivente che l'aveva fatta prigioniera.
Quando finalmente si trov in uno spazio libero
da cui poteva scorgere quasi tutta la sfilata dei saloni,
vide con dispiacere che la coppia era sparita.
Ella stava l, immobile, improvvisamente abbattuta
da quella sparizione, e si chiedeva dove era
andato a finire suo marito con la bionda... quando
fu scossa da un sussulto, udendo dietro di s una
voce calmissima dirle:
- Credo che avrete voglia di andar via ora, Claudia.
Volete che faccia chiamare la macchina? -
La giovane donna lo guard senza poter articolare
una parola. Aveva un'aria cos disinvolta, cos
uguale a quella che aveva sempre, che ella si chiese
se poco prima aveva avuto le traveggole.
- S, torniamo all'albergo, - ella riusc a dire
con fatica.
Non credeva ai suoi occhi vedendolo cos calmo...
E era solo! Non aveva parlato a lungo con la donna
bionda.
Per prudenza? Per lei... o piuttosto perch l'altra
gli era indifferente?
- Uff!... - fece il giovanotto con soddisfazione
dopo essersi seduto vicino a Claudia nell'automobile
comoda e moderna che li riconduceva a Nizza. -
Uff! Non mi par vero di uscire da quella bolgia...
- Davvero? - mormor Claudia pensierosa.
- S, davvero, e specialmente stasera. -
Nessuna risposta.
Il famoso spirito di osservazione di Desiderio era
dunque in ribasso quella sera?
Cos pareva.
Con semplicit e innocenza egli continu:
- Voi vi divertite davvero, Claudia, a queste commedie?
- Mi prendete in giro? - ella fece, divenuta a
un tratto aggressiva. - Si deve domandare a voi e
non a me, mi sembra!
- Oh, io mi ci annoio! - egli disse con semplicit.
- Si potrebbe impiegare il nostro tempo molto
meglio... in maniera pi intelligente... e anche pi
divertente. -
Allora Claudia scoppi in una risata, cos amara,
che suo marito alz la testa insospettito.
- Eppure non avevate l'aria di annoiarvi stasera...
senza di me! Mi direte poi come devo qualificare
la vostra condotta... voglio dire la vostra condotta
del tutto sconveniente.
- Sconveniente?
- Scorretta, se preferite.
- Preferirei qualunque altra parola pi giusta.
Non mi pare di aver fatto stasera qualcosa di diverso
dal solito.
- Vuol dire che anche gli altri giorni vi comportavate
con la stessa poca franchezza.
- Che cosa intendete dire? -
Valencourt si volse verso sua moglie sorpreso,
cercando di vedere l'espressione del suo viso, ma in
quel punto della strada male illuminata era quasi
buio completo. Rispose per con grande calma:
- Volete spiegarvi, Claudia?... Vi confesso che
non capisco; se  uno scherzo, non ne capisco lo
spirito... se  una cosa seria, ci deve essere un malinteso.
Parlate chiaramente. -
Non ricev risposta.
In quell'istante, a una curva della strada, una
lampada a arco riflett la sua luce smagliante nell'interno
della vettura e Desiderio scrse un viso
cos duro, che cap trattarsi di cosa seria.
Volendo per essere conciliante, nonostante tutto,
cerc una mano della giovane donna mormorando:
- Via, piccina mia, cosa c'? Vi prego, spiegatevi. -
Ma quel contatto e quel tono confidenziale fecero
scatenare in Claudia una reazione ancora pi violenta.
- Ma come? Questa  una vera canzonatura!...
Fate tutto quel che volete, signor Valencourt, parlate
con le vostre amanti sotto il mio naso e sotto
i miei occhi, ma almeno non fate l'innocentino...
Odio la menzogna.
- Anch'io, - ribatt Desiderio con tono deciso e
senza scomporsi, bench ancora non capisse la cagione
di quei rimproveri. - Odio la menzogna e vedo
con dispiacere che noi vi diguazziamo in pieno.
Cerchiamo di scoprire la verit, volete? Sono certo
che si tratta di un malinteso. Ditemi francamente
chi o che cosa vi ha offesa.
- Desiderio, non mi esasperate con codesto tono
innocente. Non vi si addice punto. Guardate, mi
vien la voglia di far fermare la macchina e di mandarvi
via... s, di piantarvi sulla strada... perch
andiate a ritrovare quella donna.
- Quale donna?
- Oh! -
In quell' oh! era contenuta tutta l'indignazione
possibile.
- Ma come, quale donna? Quella cavallona, con
i capelli gialli...
- Ah! - esclam Desiderio. - Ci sono! Volete
parlare di Gaby Florise!... Ah!...
- Ridete... anche! Siete un vero cinico, ma del
resto vi preferisco cos!
- Ma, Claudia, rido perch  una pazzia. Gaby
Florise non  la mia amante e non lo  mai stata.
- Per vi conoscete?
- Certo, tutti conoscono Gaby Florise.
- Ma non tutti sentono il bisogno di nasconderle
di essere sposati.
- Ah, ci avete uditi!... Io penso che la mia vita
intima non deve riguardare n quella donna, n i
suoi amici dei ritrovi notturni.
- Ci non v'impedisce per a lei e a voi, di darvi
del tu come veri amici!
-  naturale, Gaby d del tu a tutti gli uomini.
Vi assicuro che avrebbe potuto conoscerci tutti in
culla...
- Non vorrete farmi credere...
- Che Gaby Florise non  niente per me? Come
farvelo credere se non dandovi prova del mio gusto
particolare per le donne veramente giovani?... Ma
questo, purtroppo, non  nelle mie facolt... -
Tutta la collera di Claudia cadde a un tratto:
Desiderio non aveva mai fatto un'allusione cos diretta
ai loro rapporti anormali... Mai, soprattutto,
aveva pronunziato un purtroppo con tanta convinzione.
Purtroppo!
Come son strana all'orecchio della fanciulla
quella semplice parola!
Si sent disarmata, tanto pi che non voleva con
suo marito spingere la conversazione su quel punto
scabroso della loro vita coniugale.
- Insomma, - ella disse in tono pi calmo, sforzandosi
di mostrarsi ancora stizzita - voglio credere
a quel che mi dite, ma questo mi riuscirebbe
pi facile se sceglieste delle relazioni mondane un
po' meno vistose e... meno insolentemente belle.
Quella cavallona ha veramente un certo stile, devo
confessarlo.
- Come sarebbe felice quella brava Gaby se vi
sentisse! - fece Desiderio ridendo francamente. -
Un complimento fatto da una bella donna, elegante
come voi... e giovane! Giovane davvero! La povera
Gaby non deve avere tutti i giorni fortune simili.
 vero che  stata bellissima, ma l'ho sentito dire
anche da mio padre... E bisogna proprio credere
che la luce della sala da giuoco fosse scarsa, se
avete potuto prendere per vera freschezza e giovent
la sapiente truccatura di Florise. -
Claudia non rispose, ma il marito intu che ella
aveva deposto le armi, e non pot resistere al piacere
di approfittare della vittoria.
- O forse, - soggiunse maliziosamente - i vostri
occhi erano un po'prevenuti... in suo favore? -
E sulle sue labbra riapparve lo strano sorriso,
mentre una luce non meno strana si accendeva nei
suoi occhi.
Ma tutto si perse nell'ombra della vettura, e Claudia
non vide quella smorfia ironica che persistentemente
sottolineava tutto quello che ella faceva o
diceva.


Capitolo 20.

Quella sera, Claudia e Desiderio pranzavano a
Juan-les-Pins in un ristorante alla moda pieno di
gente.
Numerose lampadine multicolori nascoste dentro
a canestre di fiori, riflettevano sugli abiti chiari delle
signore una fantasmagoria di colori fluttuanti, indulgenti
per quelle bambole folli che abbellivano
con la loro luce.
I tavolini erano tutti occupati; artisti di fama,
regine di bellezza, donnette allegre conosciute, vere
gran dame, stranieri abbronzati come turchi, tutta
una folla varia, che la giovane milionaria amava
avvicinare e della quale si divertiva a citare i nomi,
come se tutte quelle persone fossero state per lei
vere conoscenze.
C' tanta gente che crede di appartenere all'alto
ceto soltanto perch pu mettere un nome sui visi
che la circondano.
Claudia da quando era maritata provava un vero
piacere a questa enumerazione; prima di tutto perch
le pareva di dover educare Desiderio; e poi
perch credeva di sbalordirlo con la conoscenza di
tante persone notorie.
A un tavolino vicino a quello dove aveva preso
posto la giovane coppia, troneggiava una donna
circondata da cinque o sei signori che si mostravano
pieni di premure per lei.
Era alta e snella, molto truccata e Vestita con
eleganza ardita che faceva convergere su di lei molti
sguardi femminili. La sua testa graziosa, se non
fine, era aureolata da una capigliatura platinata
che aveva il tono biondo dell'avorio. Punto timida,
rideva in modo cos squillante che molte teste si
voltavano a guardarla senza che ella provasse il
minimo imbarazzo.
Subito Claudia la not e la identific.
Un lampo di curiosit illumin le sue pupille dorate
ed ella guard il suo compagno.
Questi pareva non aver dato nessuna importanza
alla loro rumorosa vicina, ma a un certo punto, a
una risata argentina pi lunga delle altre, Valencourt
alz gli occhi e guard la donna che non si
peritava a dare cos apertamente spettacolo di s.
Per un istante la guard, e passato quel minuto
di attenzione per una persona che non giudic valere
gran che, si rimise a mangiare con indifferenza.
Claudia osservava suo marito in silenzio e Desiderio
sorprese il suo sguardo fsso su di lui.
- A che cosa pensate? - egli domand.
- Ammiro... ma  la parola adatta ammiro?
Diciamo invece che io verifico la serenit di certe
fronti maschili.
- La serenit di...? E guardate me? Dite per me,
forse?
- S, - ella rispose. - Con che calma avete potuto
riconoscere quella donna! Gli uomini hanno
davvero un gran sangue freddo... o forse  il loro
istinto che li obbliga alla menzogna...
- Tante grazie dell'osservazione. Ma di quale
donna parlate?
- Di quella che avete guardato cos a lungo un
momento fa.
- Io... La signora rumorosa, qui vicino?
- S.
- Mio Dio, la giudico insignificante. Fa un gran
baccano; ride bene, ma ne abusa.
- Non siete stato sempre di questo parere...
- Come? -
Desiderio si volse di nuovo a guardare la loro
vicina.
- Vi prego, - interruppe Claudia. - E inutile
che si accorga che parliamo di lei.
- Tanto pi che non la conosco, - afferm Valencourt cessando il suo esame intempestivo.
Claudia ebbe un sorriso forzato.
- Non dovete credere di essere obbligato a mentire,
amico mio... -
Sulle labbra della giovane milionaria vi era un
certo disprezzo.
- Giacch sono informata, - ella continu - 
inutile far la commedia. -
Questa volta Desiderio guard fissamente sua moglie
in viso.
- Vi assicuro che non conosco quella signora
Voi affermate il contrario... Pu darsi... ma ricordatemi
allora il suo nome o in quale circostanza
l'ho incontrata. -
La giovane donna, disgustata, guard il marito
come se scoprisse in lui, a un tratto, un furfante
fino allora sconosciuto.
- Chi pu conoscerla meglio di voi? - ella rispose
duramente.
- Ma chi  insomma?
- La vostra antica amante.
- La mia antica...?
- S, Jojo delle Fantasie del Variet. -
Egli la guard senza capire, poi a un tratto:
- Ah! - egli fece. - Jojo, quella che mi rilasci
un cos pietoso certificato di temperanza? -
I suoi occhi scrutatori si posarono di nuovo sulla
signora in questione come se avessero voluto fotografarla.
- Ma s! Probabilmente  Jojo, - egli ammise
trasecolato. - Non l'avevo riconosciuta; con quei
capelli gialli e il viso restaurato,  del tutto diversa.
E straordinario un cambiamento simile.
- Stranissimo, - disse Claudia. - A me non
sembra cambiata. In ogni modo lei vi ha riconosciuto
subito; ho visto che parlava di voi coi suoi
amici. -
Un lampo d'irritazione pass sul viso dell'uomo
e parve che a un tratto si scatenasse tutto il suo
cattivo umore.
- Volete passare tutto il tempo del pranzo a occuparvi
di quella donna? - egli chiese con vivacit.
- Perch? Vi disturbo?
- Ci che mi disturba, - egli rispose secco - 
il piacere che provate nel mettermi in condizioni
equivoche. Poich avevate riconosciuto Jojo, avreste
potuto scegliere un altro tavolino invece di venir
qui vicino a lei.
- Non temevo un confronto.
- Come potete ammettere un parallelo simile! -
egli protest irritato. - Non capisco la smania che
hanno le donne oneste di voler essere paragonate
alle donne di cattiva fama!
- Forse perch voi stessi, cari signori, non fate
gran differenza, quando  in giuoco il vostro diletto.
Cos, io sono la donna che avete sposata... per denaro,
e lei quella per la quale ne avete speso...
Convenite che  divertentissimo risuscitare stasera,
nello spazio di pochi metri, la vostra doppia avventura!
- Continuate pure, se vi fa piacere. Io non vi rispondo
pi. -
Era davvero irritato; ma la giovane donna, senza
accorgersi del gusto che provava a stuzzicarlo su
quell'argomento, si mise a ridere, divertendosi un
mondo nel vederlo cos stizzito.
- Vi arrabbiate per poco, mi pare, Desiderio.
Forse  il rimpianto di quella bella figliuola che vi
perseguita, o la commozione di rivederla in compagnia
cos galante, oppure soltanto la noia di
avermi accanto... il filo dorato che vi lega, e v' impedisce
di raggiungerla? -
Un'espressione di sgomento sconvolse i tratti di
Valencourt, ed egli guard sua moglie in silenzio.
Quella terribile Claudia, col suo modo di provocare
la gente, l'aveva esasperato. Meritava una lezione
ed egli voleva dargliela subito, perch un'altra
volta mettesse un po' pi di discrezione nelle sue
parole.
- Rispondo- in una sola volta a tutte le vostre
domande, - egli disse tra i denti. - Se vi sacrifico
un poco in quest'affare, la colpa  tutta vostra. -
Egli si alz e Claudia fu presa dallo sgomento.
Capiva di aver oltrepassato i limiti con la sua
ironia e che suo marito stava per fare una scenata
incresciosa... forse raggiungere l'altra piantando
la moglie... o presentarle l'una all'altra... o forse
portar via la ragazza ai suoi compagni. Qualunque
cosa facesse, qualunque fosse il suo gesto, la moglie
si sentiva responsabile della pazzia che il marito
poteva commettere.
Bruscamente ella lo afferr per un braccio e disse
con voce tremante:
- Desiderio, ve ne prego, restate con me. Il pranzo
 finito e andremo a prendere il caff in un altro
posto. -
Egli la fulmin con lo sguardo acuto dei suoi occhi
di acciaio che non si calmavano, e intanto pensava:
Voglio darle una lezione.
Ma sul suo braccio, che ella tratteneva ancora,
egli scrse una manina tremante, e nello stesso tempo
vide un visino pallido contratto dall'angoscia.
Quell'emozione cos palese calm la sua collera pi
di qualsiasi parola.
In fondo ella era soltanto una bambina avvezzata
male; la paura che aveva provato forse sarebbe
bastata per renderla pi cauta in un'altra
occasione.
In silenzio, egli riprese il suo posto davanti a lei.
Claudia lo ringrazi con un sorriso, ma osserv
che egli si mordeva nervosamente le labbra e che
il suo sguardo altero era sempre duro quando si
posava sopra di lei.
Impacciata, la giovane donna si sforz di finire le
frutta. Ancora rossa dall'emozione, col cuore che le
batteva forte forte, aveva l'impressione di aver corso
un grave pericolo.
Che dinamite  l'uomo, ella pens.
Non riusciva a capire perch Desiderio fosse andato
cos in collera... Era forse stato quell'aggettivo dorato che aveva dato fuoco alla polvere?
Sapeva che a suo marito non piaceva che ella facesse
allusioni alle condizioni finanziarie del loro matrimonio...
Lui, di solito cos calmo e corretto, diventava
sempre irascibile, quando si trattava di quell'argomento.
Dopo qualche istante, Claudia dette timidamente
un'occhiata in giro; per fortuna nessuno aveva notato
l'incidente.
Soltanto ora ella capiva con spavento quel che sarebbe
stato uno scandalo scoppiato in presenza di
tanta gente, e i suoi occhi inquieti si posarono di
nuovo su Valencourt, che finiva di mangiare un
grappolo d'uva.
Di che cosa era capace, quel marito di cui ancora
non conosceva gl' impeti di collera? Forse quella
correttezza con la quale si rivestiva era soltanto
un'armatura che nascondeva un carattere violento
e passioni latenti...
- Avete finito, Claudia? -
Quelle parole dette con cordialit tolsero Claudia
dall'abisso in cui i suoi pensieri si perdevano da
qualche momento.
Alz di nuovo gli occhi, e le sue pupille dorate
incontrarono quelle calme del suo compagno. Egli
la osservava col suo sguardo met ironico e met
indulgente, al quale era abituata.
Ella sorrise, conciliante.
- S, possiamo andare. -
Egli l'aiut a infilare il mantello e la guid fino
all'uscita.
Fuori, egli le mise familiarmente una mano sotto
il braccio, per tenerla vicino a s. E cos camminarono
per qualche tempo, in silenzio.
- Gli uomini a volte sono esseri infiammabili
e non bisogna stimolarne l'ardore, - egli osserv
dopo un poco.
- Dinamite! - ella balbett rabbrividendo, nel
ripetere la parola che aveva detto tra s, poco prima.
- S, dinamite, di cui  meglio non provocare
l'esplosione.
- Non lo far pi, - ella promise stringendosi
a lui.
Le ritornava, come un soffio d'aria pura che le
dilatasse i polmoni, tutta la sua fiducia in Desiderio.
Con quanta bont egli si era scusato, senza accusarla!
In fondo non era cattivo il suo compagno.
Perch allora in certi momenti ella sentiva il bisogno
di provocarlo? Come se si divertisse a vedere
quanto tempo poteva sopportare i suoi sarcasmi
senza andare in collera.
Era ridicolo... e pericoloso! L'uomo (ella non
pensava e la donna) non  forse la bestia feroce
pi pericolosa? A che cosa serve eccitarlo?
Dentro di s fece propositi di bont e di discrezione.
Ella che non si era mai sacrificata per nessuno,
pensava ora di farlo per Desiderio. A poco
a poco cedeva e diventava conciliante.
Ma si sarebbe molto maravigliata se qualcuno
glielo avesse fatto osservare!
 
Capitolo 21.

Claudia aveva bussato invano alla porta della
camera di suo marito.
- Dov' il signore? - domand alla cameriera.
- Non lo so, signora.
- Eppure deve essere in albergo. Ditegli che ho
bisogno di parlargli.
- Va bene, signora. -
Celina and via poco convinta, buss alla porta
della stanza da bagno del suo padrone, poi, non ottenendo
risposta, scese al pianterreno.
Poco prima aveva visto Valencourt scendere con
l'ascensore e immaginava che fosse uscito. Ma andate
a dir queste cose a una sposina, o anche semplicemente
a una padrona come Claudia Frmonde,
che non ammette la minima contraddizione!
Senza contare che era il tocco di notte, che il
signore e la signora erano ritornati dal teatro da
un quarto d'ora, e che certamente la giovane sposa
non avrebbe potuto capire perch suo marito aveva
provato desiderio di uscire di nuovo, a un'ora simile.
Dopo una diecina di minuti Celina ricomparve
davanti alla padrona.
- Il portiere ha detto che ha visto uscire dall'albergo
il signore pochi minuti fa
- Uscire! - protest Claudia colpita e con gli
occhi foschi.
Poi, accorgendosi che Celina la osservava:
- Ora ricordo, - continu. - Il signore mi aveva
avvertita che doveva raggiungere un amico. -
Ma quando fu sola, Claudia dette libero sfogo al
suo malcontento.
Suo marito usciva di notte! Che cosa voleva dire
ci? Era stata ridicola di fronte alla cameriera,
nel chiedere del marito cos imperiosamente. Celina
certo avrebbe riso di lei con gli altri domestici.
Dopo tre settimane di matrimonio, il signore
usciva solo, di notte, e la signora lo faceva cercare
dappertutto.
Ma poteva ella supporre una cosa simile? Desiderio
che si assentava la notte!
La giovane donna si pass una mano sulla fronte
ardente e sulle tempie doloranti.
Desiderio fa molto male a mettermi in una condizione
cos penosa! Avrebbe dovuto avvertirmi.
Per un momento, ella immagin il giovanotto che
dopo averla riaccompagnata all'albergo le diceva:
Buona notte, Claudia, dormite bene, io esco,
ora... solo e libero!
L'idea le riusc penosa, e cap benissimo che non
avrebbe mai accettato una dichiarazione simile da
suo marito senza cercare di ostacolare i suoi propositi.
Infatti, che bisogno aveva il giovanotto di uscire
al tocco di notte?... Per andare a giocare forse? Al
Casino o in una di quelle bische dove gli uomini
vanno a perdere il loro denaro?... Il denaro della
moglie, spesso...
Quell' idea le riusciva proprio sgradevole!
Claudia sapeva che molti uomini, correttissimi in
apparenza, hanno la mana di andare a giocare per
notti intere, fino all'alba, senza che le mogli ne sappiano
niente. Ma ella non aveva scelto Desiderio
perch acquistasse simili abitudini!
Ci poteva andar bene per uomini del suo ceto, uomini
che, stanchi della vita compassata del giorno,
si rifacevano la notte... o per quei mondani saturi
di benessere, di lusso e di divertimenti che cercano
nel giuoco le emozioni violente... Desiderio
non apparteneva n alla prima n alla seconda categoria...
Perch allora sarebbe andato a giocare
per notti intere come quei brutti tipi ai quali ella
pensava?
A un tratto ella rabbrivid. Suo marito era forse
un giocatore incorreggibile, senza che ella se ne
fosse mai accorta? Del resto, non le avevano detto
che egli aveva finito, sventatamente, tutto ci che i
genitori gli avevano lasciato?
Brrr! L'idea di aver siposato un. giocatore impenitente
non era davvero consolante!
Claudia chiuse gli occhi dinanzi a una penosa visione:
il denaro che fila, che se ne va senza poterlo
trattenere...
Certo, il patrimonio della giovane donna era abbastanza
forte per permetterle di pagare qualche
debito di giuoco; ma fino a che punto doveva pagare?
E una donna deve farlo per un marito sposato
in modo cos strano?
Per fortuna il signor Floch aveva redatto un contratto
di matrimonio accurato, che prevedeva tutto.
Claudia avrebbe potuto sempre ricorrere al divorzio,
per liberarsi da tutte le follie di Desiderio.
Per sarebbe stato un peccato dover giungere a
ci...
Per dire il vero il suo compagno era simpatico,
corretto, premuroso, sempre di buonumore... Claudia
aveva finito con l'ammirarlo in molti casi. Era
spiritoso, parlatore piacevole, ed ella provava un
vero piacere alle sue risposte giuste o alle sue osservazioni
venate d'ironia.
Fisicamente poi, era un cavaliere servente di bell'aspetto,
che si presentava bene, distinto, col quale
faceva piacere mostrarsi in pubblico.
Dov ammettere che le faceva anche piacere veder
gli sguardi delle altre donne esaminare con invidia
il suo compagno.
Dov riconoscere il suo contegno irreprensibile e
che egli era abbastanza bel ragazzo per soddisfare il
suo amor proprio... E poi, Desiderio aveva degli occhi
grigi pieni di sogno e di audacia, e le piaceva
sentirne la carezza o la puntura, perch quei lampi
d'acciaio le davano strani brividi non del tutto ingrati.
Desiderio era davvero un compagno d'elezione di
cui ella era indubbiamente orgogliosa. Nessun altro
marito accettato in condizioni normali avrebbe riunito
tante buone qualit come questo, scovato da
un'agenzia di matrimoni.
Certo, il divorzio, in caso di pericolo, sarebbe
stato una salvaguardia maravigliosa, ma a Claudia
ora sarebbe dispiaciuto ricorrervi, anche per mettersi
in salvo dalle sciocchezze di un marito giocatore.
Ma che cosa andava dunque almanaccando? E
qual ragione c'era di pensare subito al peggio?
Perch suo marito era uscito quella notte, ella lo
trasformava subito in un nottambulo incorreggibile.
E strano, come si riscalda presto un' immaginazione
di vent'anni!
Domani ella parlerebbe al suo compagno di ci
che l'aveva turbata, ed era sicurissima che egli le
darebbe una spiegazione soddisfacente, ben lontana
da tutto quello che da principio ella aveva immaginato.
E infatti successe proprio cos.
Appena ella fece sapere a Desiderio che l'aveva
fatto cercare invano, egli ammise senza esitare di
essere uscito quasi subito dopo averla lasciata.
- Non avevo sonno, perci andai a fumare una
sigaretta all'aria aperta.
- Una sigaretta? Ma se siete tornato all'alba! -
Il giovanotto le lanci un'occhiata acuta: ella
aveva spiato il suo ritorno!
- Infatti, - egli approv senza scomporsi.
- Sono ritornato molto tardi... o molto presto, come
volete!
- Dopo la chiusura delle bische?... Siete stato a
giocare? -
Di nuovo egli guard sua moglie, ma non disse
niente, e soltanto l'ombra di un sorriso pass sulle
sue labbra fini.
Senza ostentazione accese una sigaretta e ne aspir
qualche boccata; poi, calmo, come per una cosa
che volesse mettere in chiaro, osserv:
- Non ho giocato. Non sono giocatore e non capisco
l'attrazione irresistibile che il giuoco esercita
su taluni. Se  questo che vi faceva paura, avreste
torto a preoccuparvi, cara amica; non credo che
avrete mai occasione d'incontrarmi in una sala
da giuoco... come pure a un bar. Non giuoco, n
bevo.
- Ma allora che cosa avete fatto fino a stamani
alle sette? -
Questa volta la domanda lo fece sorridere, e molto
conciliante rispose:
- Via, Claudia, non insistete. Sono uscito... e
questo  tutto. Dal momento che non avete da temere
n il tappeto verde n il bar, che cosa importa
il resto? -
Ma Claudia, improvvisamente, era diventata rossa.
- Una donna! -- ella balbett come se la supposizione
le troncasse le gambe e le braccia. - Siete
stato con... Oh, Desiderio! Come avete potuto far
questo? -
Egli evit di guardarla. L'aria tragica della giovane
donna, che lo urtava un poco, avrebbe potuto
aggravare il tono della sua risposta, ed egli invece
voleva ad ogni costo restare impeccabile.
- Via, via, - egli disse andando alla finestra e
sollevando la tenda per guardar fuori. - Lasciate
andare, Claudia, ve ne prego. Mi sembra che non
vi possiate lamentare della mia assiduit presso di
voi. La mia correttezza  indiscutibile e l'ora che
ho scelto per uscire deve rassicurarvi.
- Una donna! - ella ripet smarrita. - Ma io
non ho preso un marito perch vada a trovare
un'altra donna.
- Sta bene, Claudia... Ma il nostro matrimonio
ha una sua realt cos eccezionale, cos fuor di
regola... capite? -
Si era voltato verso di lei e le sorrideva col sincero
desiderio di riconciliarsi.
- Bambina cara, mi dispiace proprio tanto che
vi siate accorta della mia assenza. Che bisogno avevate
di farmi cercare al tocco di notte? Le notti son
fatte per dormire, non vi pare?
- S, appunto, ma voi non dormivate. In ogni
modo non ammetto, che io lo sappia o no, che la
notte voi andiate a raggiungere... questo poi no!
E questa donna? E senza dubbio quella di Montecarlo,
quella bionda che disprezzavate tanto, non 
vero?
- Claudia, non fate delle supposizioni scortesi
per gli altri.
- Cosa volete che sappia? Una bugia di pi o di
meno non deve costarvi molto.
- Mi pare di non avervi mentito.
- Lo so, lo so! Questa storia  talmente spiacevole
! Mio marito  andato a trovare un'altra donna.
Non posso accettare quest' idea! -
Egli sorrise con indulgenza.
- Le donne molto giovani esagerano sempre la
portata di certe circostanze. Comunque, Claudia, vi
prego di perdonarmi. E vi assicuro che, in avvenire,
sapr esser pi cauto, e voi non dovrete nemmeno
accorgervi delle mie assenze.
- Ma io non le ammetto. Sono inammissibili! Il
signor Michot...
- Vi prego, lasciamo da parte il signor Michot, -
egli protest alzando la voce. - Non  il momento
pi propizio. E, d'altronde, le condizioni che
egli m'impose erano chiare: rispettarvi. Dovete
convenire, dunque, che questa scena  del tutto
anormale.
- Allora, - ella fece drizzandosi - ammettereste
che anch' io me ne uscissi per andare a trovare un
cavalier servente? -
Egli scoppi in una risata.
- Non sapete quel che dite, Claudia!
- Eppure, se domani mi piacesse di fare quello
che fate voi?
- Ma no, voi siete una donna onesta!
- Scusate! Nel matrimonio i diritti sono uguali
e la fedelt reciproca.
- Certo, in un matrimonio normale voi avreste
il diritto di rimproverarmi ci che sarebbe un' infedelt;
ma per due sposi convenzionali come noi,
la cosa ha ben altra importanza!
- Dunque, voi ammettereste che io potessi agire
come voi, e fare anch'io le mie brave stravaganze?
- Perch dovreste farlo? Siete una donna seria
ed equilibrata. Ho piena fiducia in voi.
- Ma se non lo fossi? Se, nonostante tutto il
vostro spirito di osservazione, vi foste ingannato
sul conto mio? -
La supposizione pareva divertire in modo straordinario
Desiderio.
- Se, se...? - egli ripet ridendo. - Ebbene, probabilmente
non vi avrei sposata.
- Avrei potuto lasciarmi conoscere soltanto dopo
un mese di matrimonio: come voi!
- Era impossibile! Oppure la nostra unione sarebbe
stata differente da quella che . -
Questa volta egli rideva francamente.
- Insomma non ammettete neanche che io mi
possa ribellare al vostro modo di fare?
- Infatti, non lo concepisco nemmeno.
- Eppure vi assicuro che se voi vi permetterete
di ricominciare l'esperimento, io mi regoler di
conseguenza... -
Di nuovo egli sorrise, divertito.
- Vi sfido a farlo, non  il vostro genere! -
Egli continuava a mostrarsi allegro come se tutto
quello che dicevano fosse uno scherzo e non avesse
grande importanza.
Claudia invece metteva maggior veemenza nella
discussione, sebbene il tono scherzoso ma corretto
del marito la costringesse a moderarsi.
- Allora, - ella continu - perch voi siete sicuro
di me credete di potervi prendere tutte le libert
che volete?
- Ancora una volta, amica mia, voi esagerate. Il
mio modo di fare non  stato affatto sconveniente,
e voi, per il rispetto che vi ho dimostrato fino ad
ora, avreste dovuto far finta di non accorgervi della
mia brevissima assenza. -
E minacciandola scherzosamente col dito, precis
staccando bene le parole:
- Ecco, piccola signora, da un quarto d'ora voi
fate una discussione tanto aspra, e di questo io avrei
il diritto di rimproverarvi, invece di stare a sentire
le vostre recriminazioni addirittura infantili! -
Quel modo di rigirare la questione mise fuor di
s Claudia.
- Questo poi  troppo! Ora la colpa  mia! Il signore
passa la notte fuori del suo domicilio, se ne
va a divertirsi e a spendere il denaro che gli d
la moglie legittima, e io devo trovare giusto tutto
questo e dire grazie!
- Basta, basta! - intervenne Desiderio, sbalordito
dalle proporzioni che l'incidente assumeva. -
Prima di tutto, - egli aggiunse divenuto gelido a
un tratto - fatemi il piacere di non parlare del
vostro denaro. Ci farebbe deviare spiacevolmente
la discussione e mi spingerebbe a essere meno conciliante...
Sono uscito stanotte e questo vi  dispiaciuto,
tutta la questione  qui. Un'altra volta cercher
di aspettare che siate addormentata; mi pare
che pi di cos non potrei promettervi.
- Allora, ricomincerete?
- Non posso assicurarvi di agire differentemente,
- egli rispose con una certa arroganza.
- Va bene, se  cos, state sicuro che io far lo
stesso... e non pi tardi che in questi giorni... -
Egli guard sua moglie, e dopo un momento:
- Sarebbe un peccato, Claudia, - egli osserv
con pi dolcezza, ma anche in tono pi serio.
- Perch?
- Perch noi due andiamo tanto d'accordo...
I nostri caratteri e le nostre idee armonizzano abbastanza
e la nostra unione vale pi di tanti matrimoni
d'amore.
- E con questo?
- Se davvero, per rappresaglia... insisto su questo
punto, perch nel caso vostro non si tratterebbe
che di questo...
- Se mi varr anch'io della libert che mi pu
consentire la nostra speciale situazione, voi, mio
bel signore, non avrete nulla da eccepire!
- Forse!... Chi pu mai sapere la reazione che
un atto simile pu provocare in un uomo?
- Avreste il rimorso di avermi spinta agli estremi,
questo  certo!
- O me ne andrei, semplicemente. -
Da qualche istante ella girava per la camera come
una bestia in gabbia. La frase di suo marito la inchiod
al suolo.
- Andar via... e dove?
- Non lo so. Una volta, qualche anno fa, una
donna che amavo volle provare questo giuoco...
- E allora?
- Partii, semplicemente.
- Fino ad Arnires?
- Mi risvegliai ad Alessandria.
- Era lontano, per ritornare, - ella disse beffarda.
- Infatti, non sono ritornato mai... e non ho pi
rivisto quella donna.
- Mai?
- No.
- Fu una cosa definitiva!
- Gi. -
Ella riflett un momento, poi si mise a ridere, e
un po' ironica:
- Per me, forse, non andreste fino ad Alessandria.
-  probabile, sono meno innamorato. -
La risposta accese una fiamma di collera negli
occhi cupi della giovane donna.
- E poi, siete sposato... Io rappresento per voi
degli obblighi e dei vantaggi.
- Quindi certamente andrei meno lontano.
- Senza dubbio.
- Ma sarebbe anche questa volta una cosa definitiva.
- Il vostro ritorno?
- Il mio addio. -
Ella alz le spalle come se non desse nessuna importanza
alla sua minaccia, che non poteva essere
che una fanfaronata.
Allora, egli si avvicin e le mise una mano sulla
spalla:
- Vedete, signorina mia moglie, ci sono dei giochetti
ai quali non mi conviene giocare... anche
con voi... specialmente con voi! Ho un pessimo carattere,
e se vi divertiste a fare certe cose che non
mi piacessero, credo che nessuna considerazione...
si, nessuna considerazione, potrebbe farmele accettare.
- Cose che si dicono.
-  meglio forse che non cerchiate di mettermi
alla prova. -
Egli afferr la testa della giovane, e la mantenne
ferma davanti a s, mentre i suoi occhi azzurri fissavano
i grandi occhi accigliati che si turbavano
sotto quello sguardo.
- Bambina, tanto franca e onesta, ma ignara
della vita, non rompete il vostro balocco; delle lacrime
riempirebbero i vostri occhi scintillanti di orgoglio...
lacrime che non supponete neanche che
possano cadere... Vorrei tanto non farvi piangere... -
Un' improvvisa commozione strinse la gola di
Claudia. Come appariva penosa a un tratto quella
discussione con Desiderio!... Ma si riprese, spinta
dal bisogno di far trionfare la sua volont:
- Promettetemi di non rivedere quella donna, -
ella disse con fermezza. - Porto il vostro nome, e
non dovete espormi a passare accanto a una rivale
che riderebbe vedendomi tranquilla al vostro fianco.
- Vanit!
- No, dignit. Ho sofferto tanto stanotte, per
mille supposizioni che la mia mente fabbricava, e,
poco fa, quando ho capito che si trattava di una
donna... mi  parso che tutto girasse intorno a
me... Era umiliante quella cosa orribile!
- Vanit! - egli ripet con tristezza lasciando
andare la testolina orgogliosa, con le rosse labbra
che in quel momento avrebbe baciate con tanta
gioia.
Claudia scoteva la testa.
- Vanit o dignit, io non voglio... Promettete,
Desiderio, di non farlo pi.
Egli fece un gesto di stanchezza.
Strana mentalit femminile che ha bisogno di
una bugia per calmare i suoi timori!... mormor
tra i denti.
Poi, ad alta voce, risoluto:
- Va bene, non uscir pi la notte, se questo vi
dispiace.
- Come siete gentile! - ella esclam in uno slancio
di vittoria che la gett per un attimo sul petto
del giovane.
Ella trionfava e la gioia del suo trionfo la inebriava.
- Mio signor marito, - continu, fremendo dalla
contentezza dopo quella discussione che finiva a suo
vantaggio. - Vi prometto di non pensare pi a...
tutte queste cose... E dimenticato... Ho fiducia in
voi, ora. -
Si sentiva magnanima nel trionfo, e la sua mano
si stendeva francamente verso di lui per ringraziarlo
della capitolazione, e anche come pegno di
promessa per l'avvenire.
- Siamo d'accordo e buoni amici, non  vero?
- Bonissimi amici, - egli convenne con un sorriso
un po' triste, baciandole la punta delle dita.
-  incantevole andar cos d'accordo! - ella proclam
entusiasmata. - Avevate ragione, poco fa,
la nostra unione  maravigliosa; essa  migliore
di molti matrimoni d'amore di mia conoscenza.
- Magnifica! -
Egli aveva approvato spontaneamente, ma se ella
avesse osservato gli occhi del suo compagno, avrebbe
visto che nelle pupille azzurre che evitavano di
guardarla vi era l'ombra di un dubbio che l'uomo
non esprimeva... una restrizione mentale che egli
credeva giusta e che istintivamente teneva per s...
 
Capitolo 22.

Cara amica,
Mi scuso di partire per Parigi senza avere il
tempo di attendere il vostro ritorno dalla passeggiata.
Ho ricevuto un telegramma che mi obbliga
ad accorrere d'urgenza presso una persona malata
che mi  cara. Sono angosciato e inquieto, e prendo
il primo treno in partenza.
Vi bacio la punta delle dita, amica mia, e mi
dico il vostro rispettoso
Desiderio Valencourt.
Claudia, stupefatta, rilesse due volte quella lettera.
Suo marito cominciava davvero a fare il suo comodo,
con lei! Ora partiva e la lasciava a Nizza
con una disinvoltura senza pari.
Prima di tutto, che cos'era quella storiella? Una
persona malata che gli era cara?
Egli era orfano, non aveva fratelli n sorelle. Il
signor Michot glielo aveva assicurato, giacch lei
non voleva saperne di una famiglia ingombrante.
Allora, questo malato?
Una donna, probabilmente!
Non faceva complimenti, suo marito, no davvero...
E fino a quando credeva che la sua pazienza
avrebbe saputo sopportare?...
E perch non aveva precisato quali legami lo
univano a quella persona? Un amico! Un parente?
Se cos fosse stato, l'avrebbe confessato subito.
Non poteva essere che una donna... una donna!
Forse, chiss, proprio quella stessa per la quale
una volta era andato ad Alessandria? Non aveva
egli confessato di avere amato quella donna infedele?
Perbacco! Doveva trattarsi proprio di lei!
Si ha un bel dire che non si perdona e che non
si ama pi; l'idea della morte che sfiora un essere
caro, fa dimenticare tutto.
Di nuovo, la mente della fanciulla si riscaldava,
e mille congetture le sfilavano dinanzi come visioni
fosche.
Non mi parla nemmeno del suo ritorno, ella
osserv a un tratto con asprezza. Si direbbe che
tra lui e me non ci fosse nessun legame d'intimit,
due estranei che vivono insieme senza conoscersi.
Io parlo della mia infanzia, dei miei genitori, dei
miei amici, dei luoghi dove ho vissuto, dei paesi
che ho visitato... lui non dice mai niente... neanche
di sua madre! E se io gli parlo del suo cugino
romanziere, il 'solo parente che gli resta, alza le
spalle annoiato e dice: - E un originale, - col tono
con cui parlerebbe di un parente che  andato a
finir male. Insomma, voglio stare a vedere quanto
durer quest'assenza. Non mi lascer senza notizie,
credo!
Il giorno dopo infatti le giunse un telegramma:
Costretto trattenermi qualche giorno. Prego scusarmi.
Valencourt.
- Benissimo! - ella fece spiegazzando il disgraziato
telegramma. - Che io voglia o no, egli mi
pone davanti al fatto compiuto e non mi resta che
adattarmi. -
Tuttavia, ella fu di cattivo umore per diversi
giorni, bench ogni mattina una parola di suo marito
venisse a rassicurarla correttamente che non
la dimenticava.
Egli le aveva dato come recapito il nome di un
grande albergo, e Claudia aveva telefonato diverse
volte in quel luogo chiedendo del viaggiatore. Disgrazia
volle che tutte le volte che ella chiedeva
di lui, egli fosse assente.
Perbacco! ella pens. Ufficialmente egli occupa
una camera in quell'albergo, ma non ci sta,
poich non lo trovo mai; che poca franchezza nel
suo modo di agire! Per fortuna i suoi affari intimi
non m'interessano affatto!
A volta a volta, scoraggiata, indifferente o irritata,
ella immaginava mille rappresaglie contro
l'assente, ma non aveva ancora preso nessuna decisione
quando egli torn.
Ella lo ricev con freddezza, attendendo con una
certa sostenutezza le spiegazioni che era in diritto
di esigere da lui.
Egli per, stanco forse del viaggio, si limit a
scusarsi di nuovo laconicamente, per la partenza
precipitata e per quei giorni passati lontano da
Nizza. Siccome non diceva altro, ella chiese, con un
tono che  facile immaginare:
-  forse un' indiscrezione chiedervi chi era la
persona tanto ammalata, da farvi lasciare tutto per
raggiungerla?
- Voi non siete indiscreta, Claudia, - egli rispose
con tristezza. - Avrei dovuto dirvi che si
trattava di una vecchia parente... la pi preziosa
amica che io abbia mai avuto...
- Vecchia? - ella chiese incredula.
- Ohim, s, purtroppo... vecchia e malata! -
Claudia, che stava per dare una risposta ironica,
vide a un tratto gli occhi di suo marito inumidirsi.
E siccome egli si era voltato bruscamente per ritornare
in camera sua, ella lo raggiunse con un
salto e lo afferr per un braccio.
- Desiderio, - ella disse con quella spontaneit
che le era abituale e che le faceva perdonare molti
dei suoi capricci - vi chiedo scusa di aver dubitato
di voi. Mi avevate detto di essere inquieto e
angosciato e avevo preso queste parole per un modo
di dire.
- Siete scusata, Claudia, perch non avrei neanche
dovuto mostrarvi il mio turbamento. Ero sconvolto,
questa  la mia scusa, e il vostro dubbio fu
naturale...  un sentimento molto femminile...
- Credetemi, prendo parte al vostro dolore, -
ella balbett confusa perch le era parso che le parole
benevole di suo marito nascondessero uno sforzo
penoso di correttezza.
- Vi ringrazio, - egli rispose col solito tono stanco
e impeccabile. - So quanto siete buona e ve ne
sono molto grato. -
Ella lo lasci allontanare. Quella cortesia l'agghiacciava
e le pareva che quei pochi giorni di separazione
avessero accentuato la mancanza d'intimit
dei loro rapporti. Pi che mai erano estranei
l'uno all'altra... non avevano tra di loro nessun legame,
nessun interesse comune! Per la prima volta
Claudia ne rimase turbata, tanto pi che si rimproverava
di non avere accolto meglio il ritorno di
colui del quale portava il nome.
Quando abbiamo un dispiacere, valutiamo meglio
le parole, ed ella capiva che, piena di rancore
per quella che chiamava la sua assenza sfacciata,
non aveva avuto subito la parola buona e pietosa
adatta alla circostanza.
Era sincero ed ha avuto davvero un gran dispiacere.
Quel ragazzo corretto che mostrava sempre un
tono beffardo, era dunque capace di provare una
vera emozione e di soffrire per una vecchia signora
ammalata?
L'amica pi preziosa, aveva detto.
Perch dunque non le aveva mai parlato di lei?
Ritta davanti alla porta chiusa che separava il
salotto comune dalla camera del marito, ella rimase
l, immobile, incerta, per diversi minuti su ci che
doveva fare.
Andare da lui? Per dirgli che cosa?
Ancorama volta ella urtava contro quel muro
di convenienza sul quale era basato il loro matrimonio.
In realt, essi erano uniti soltanto in apparenza
Poco prima egli le aveva dato le spiegazioni che
ella aveva diritto di esigere, l'aveva fatto con infinita
gentilezza, ma senza aggiungere altro e quasi
senza permetterle di prender parte alla sua pena.
Scusate... non avrei neanche dovuto mostrarvi
il mio turbamento.
Questa frase come segnava bene l'abisso che li
separava! Sposi di parata, senza niente che li avvicinasse
veramente; non era proprio questo che aveva
voluto, la ragazza esaltata, quando aveva chiesto
all'Agenzia Edera di trovarle un marito?
Ora si accorgeva che soltanto lei aveva preso sul
serio quel matrimonio.
Considerando Desiderio come uno sposo normale,
ella aveva osato imporgli i suoi gusti e le sue esigenze.
Nonostante le strane condizioni del loro matrimonio,
ella aveva preso subito il tono e i diritti
di una moglie legittima. Lui invece era sempre riservato;
sempre in un'aspettativa piena di riserbo...
Non chiedeva niente a Claudia, non esigeva
niente e pareva disinteressarsi di tutto ci che la
riguardava personalmente.
S, tutto gli era indifferente. Fuorch per vederla
fumare, forse... e chi sa! Permetteva che Claudia
fumasse nell' intimit e in qualunque luogo dove
egli per non fosse presente.
Perch portate il mio nome, egli aveva spiegato.
All'infuori di questo, niente lo interessava; accettava
tutto correttamente, ma con indifferenza.
Claudia dopo quel minuzioso esame della sua condizione,
emise un profondo sospiro.
Le cose non andavano dunque bene tra lei e suo
marito? Non era proprio questa corretta indifferenza,
ci che ella aveva cercato in un matrimonio di
apparenza, dopo aver letto il libro spagnuolo pieno
di romanzesche peripezie?
Eppure, dentro di s, non provava una soddisfazione
completa; l'autore straniero non aveva previsto
un' indifferenza cos ingiuriosa da parte del
marito.
Claudia non era dunque degna d' interessare il
suo compagno? Era brutta, sgraziata... di quelle
donne che non turbano gli uomini? Era possibile
che un uomo, al quale ella apparteneva legalmente,
potesse restare insensibile alla sua presenza costante?
Certo ella non avrebbe voluto vivere sino in fondo
il bel romanzo spagnuolo; le sarebbe riuscito molto
sgradevole innamorarsi del marito che aveva comprato
Soltanto l'idea la faceva impennare!
Ma, in compenso, le avrebbe fatto un certo piacere
sentire il suo compagno riscaldarsi al suo fianco.
Gi in anticipo ella aveva goduto al pensiero di
doverlo calmare... Le parole che ghiacciano...
l'ironia che stuzzica l'appetito... la risatina che
sferza il desiderio... tutto ci di cui ella aveva contato
di godere pur rimanendo fredda accanto a Desiderio,
tutto questo insomma, pareva sfuggirle... e
forse era stato il vero motivo per il quale s'era sposata.
- Parlatemi della vostra vecchia amica, Desiderio, -
chiese la giovane donna al marito quando
lo rivide. - Perch non mi dite mai niente dei vostri
parenti o delle persone alle quali volete bene?
- Non credevo che questo argomento potesse interessarvi, -
egli rispose laconico.
Il suo sguardo altero fissava la gente che passeggiava
e, davanti al silenzio un po' ostile che egli
ora serbava, Claudia non ebbe il coraggio di ripetere
la domanda, ma os un'offerta che le pareva
dovesse riuscirgli pi gradita.
- Conoscete la cappellina di Laghet? - ella domand.
- Essa  mta continua di pellegrinaggio.
Mi piacerebbe andarci con voi... Potremmo far accendere
un cero per la guarigione della vostra amica...
Non credo che questo vi possa dispiacere, non
 vero? -
Desiderio non rispose subito. Si sarebbe detto che
pesasse tutti i termini della proposta.
- Accetto di venir con voi a Laghet, - egli rispose.
- Ci andremo quando vorrete.
- Questo pomeriggio stesso, se volete. Potremmo
partire subito dopo colazione e prendere il t l.
- Va benissimo. -
L'automobile, prendendo la strada della Grande
Cornice, trasform quella breve passeggiata in una
gita magnifica e abbastanza lunga.
Dopo gli splendidi paesaggi della strada nuova
con le sue svolte impressionanti, ecco i recessi verdeggianti
dell'ombrosa vallata in fondo alla quale
sorge il minuscolo santuario di Laghet, circondato
dall'originale rotonda.
- Conoscete la leggenda?... - s'inform Claudia
prima di entrare nell' interno della cappella.
- No, narratemela... -
Ella gli spieg che una credenza popolare attribuiva
un potere miracoloso alla prima visita fatta
in una chiesa sconosciuta.
- Capite, Desiderio... si chiedono tre grazie e il
cielo ne concede almeno una.
- Ma  una miniera d'oro! - egli rispose ridendo.
- I turisti che visitano molte chiese son
sicuri di vedere tutti i loro voti esauditi. -
Mentre Claudia accendeva un cero e s'immergeva
nella preghiera, il giovane avvocato osservava interessato
il pio edifzio, che la riconoscenza dei fedeli
orna da secoli in modo cos pittoresco. Gl' ingenui
disegni dei numerosi ex voto lo divertirono
appunto per la loro semplicit.
- Ecco un' immagine della Vergine, - egli osserv
quando Claudia lo raggiunse - che pare voglia
proteggere soprattutto gli umili...
-  vero, - ella rispose con fervore. - Qui si
ha l'impressione di toccare la fede popolare in tutta
la sua forza... Non si ha il coraggio di sorridere,
n di esprimere un dubbio, e quelli che non credono
devono tacere davanti alla bella e eloquente semplicit
di questi ex voto.
- Molto poetico e caratteristico, - egli disse ancora
quando furono seduti sulla terrazza dell'unico
caff che sorge in quel luogo.
Claudia si pieg verso di lui.
- Avete pensato alle vostre tre grazie, Desiderio? -
ella s'inform con malizia, ma arrossendo
un poco per l'indiscrezione della domanda.
- Voi non ve ne siete dimenticata, credo? - egli
rispose sorridendo.
- No, davvero. In quella chiesetta mi pareva di
esser molto pi vicina al cielo che nelle grandi cattedrali,
e ho pregato con fede.
- Se la leggenda dice la verit, siete dunque sicura
di vedere esaudito uno dei vostri voti I Me lo
direte, se vi succede.
- Oh, - ella disse animandosi - vi posso far
conoscere le tre grazie chieste, non ne faccio mistero,
giacch riguardano anche voi.
- Possibile?
- S...
- Allora, ascolto!
- Prima di tutto, ho pensato alla signora, giacch
eravamo venuti per lei... alla signora ammalata...
la vostra amica
- Vi ringrazio, - egli rispose cortesemente.
- Poi ho chiesto che la mia vita presente sia anche
quella di domani...
- Quella di domani?
- S... voi ed io... che niente cambi! -
Egli aveva avuto un piccolo sussulto.
- Ah! - egli esclam poi, diventando serio.
Dice davvero? si chiedeva tra s senza poterci
credere.
Con la coda dell'occhio Claudia cercava di cogliere
sul viso del suo compagno l'impressione prodotta
dalla sua sorprendente affermazione, ma il
giovane non lasciava trapelar niente delle sue riflessioni.
Dopo qualche istante egli la guard.
- Dunque, voi siete felice cos, Claudia? - egli
le chiese con dolcezza.
- Ma s, felicissima... E voi, no?
- Le vacanze hanno sempre un fascino, perch
si sa che non possono durare.
- Ma noi non siamo in vacanza.
- Eppure  qualcosa di simile... -
La sottigliezza della risposta di Desiderio non
sfugg a Claudia.
- Niente c'impedisce di continuare sempre questa
vita se cos ci piace, - ella osserv. - Sempre,
sempre...
- Errore! Il caso pu decidere altrimenti...
- Oh! - ella interruppe. - Il caso nel matrimonio!
Ma questo  una cosa positiva, mi sembra.
- Che si basa soltanto sopra un foglio dello stato
civile.
- Mi pare che basti!
- Cosa volete che sia un foglio, in confronto al
misterioso destino che l'avvenire riserba a ognuno?
- Cio?
- Se domani esso mettesse sulla vostra strada
l'amore e la sua forza possente, il nostro foglio di
matrimonio non credo che potrebbe trattenervi vicino
a me.
- Perch no? C' la promessa, il dovere!
- Deboli ripari! L'appello dell'amore  lo stimolante
pi invincibile per abbattere gli ostacoli... ed
 anche la scusa e l'assoluzione pi potente. -
La fronte di Claudia fu rischiarata da un lampo
di malizia.
- Ammettete dunque la possibilit che io vi lasci,
un giorno? - ella chiese ridendo.
- Ho pensato spesso che questo potesse succedere...
Verr un momento in cui proverete il bisogno
di sistemare pi solidamente la vostra vita.
- A vostro danno?
- Chi lo sa? Un proverbio dice che una disgrazia
serve sempre a qualche cosa.
- Siete filosofo, mi rallegro, - ella rispose ironica.
- Non c' di che, - egli ribatt. - La vita c'insegna
che ogni cosa ha il suo lato buono.
- In ogni modo, ora, voi siete in diritto di credervi
per molto tempo tranquillo, e al riparo da
ogni preoccupazione materiale... cosa molto piacevole
quando non si  ricchi. -
Desiderio si fece forza per non riderle sul naso.
Senza dubbio, quella questione del denaro aveva il
dono di metterlo di buon umore. E Claudia che l'osservava
rimase quasi sconcertata.
Bisogna che faccia riguardare il mio contratto
di matrimonio, ella pens. Il suo uomo d'affari
deve essere stato molto abile, e avergli assicurato
seri vantaggi in caso di rottura.
Siccome ella stava riflettendo e non parlava, fu
lui che riprese a parlare.
- Non vi  mai venuto in mente, Claudia, che potessi
essere io il primo a riprendere la mia libert? -
egli disse con molta dolcezza.
- Voi? -
I suoi grandi occhi dorati si erano dilatati dallo
stupore.
- Quale pazzia potrebbe spingervi a un atto cos
svantaggioso?
- Non si pu mai sapere, - egli rispose con la
massima calma. - Gli uomini a volte sentono il bisogno
invincibile di evadere verso altri cieli e di
contemplare nuovi orizzonti... Resister io, quando
tanti uomini onesti hanno abbandonato tutto? -
Ella lo saett con uno sguardo di fuoco, incupito
da una collera improvvisa.
-  tutto quello che sapete dirmi?
- Perch mentire?... Sappiamo forse quello che
faremo domani, tanto io quanto voi? -
La giovane milionaria rest per un momento confusa.
Quel diavolo di ragazzo aveva una certa maniera
di equilibrare le cose e di mettersi allo stesso
pari con lei, che ella si chiedeva se non fosse meglio
prenderla in ridere che arrabbiarsi.
Non poteva dargli anche lei una lezioncina, invece?
Ricordargli, per esempio, il rispetto ai patti,
ch'egli sembrava voler dimenticare un po' troppo?
- Io? Io so cosa mi riserba l'avvenire! - ella
proclam con orgoglio. - Sono onesta, e probabilmente
rester fedele all' impegno preso con voi, fino
a che voi non lo dimenticherete...
-  un bellissimo programma, - egli rispose con
seriet. - Per non capisco perch dovreste sciupare
la vostra vita per me, che sono soltanto un marito
di parata.
- Non per voi, - ella corrsse, felice di potergli
dare una stoccata - ma per rispetto alla parola
data!
- Ecco dei bellissimi sentimenti! -
Di nuovo egli faceva dell' ironia, cosa che da qualche
tempo irritava la giovane donna.
Per vendicarsi stava per dargli una di quelle risposte
inaspettate di cui ella pareva possedere il
segreto, quando egli le fece una domanda cos imprevista
che le fece dimenticare tutte le sue idee
battagliere.
- Non avete dunque amato mai, Claudia? -
Un'indiscrezione simile era una cosa talmente
inaudita, che ella divent tutta rossa, e si chiese
se era conveniente rispondere. Poteva dire la verit
senza sentirsi avvilita?
Con un tipo canzonatore come Desiderio, non si
sa mai quel che si deve dire, ella pensava.
Ma d'altra parte inventare una bugia era difficile...
e poi un giorno o l'altro si sarebbe scoperta!
- Diverse volte sono stata sul punto di farlo, -
ella confess alla fine con semplicit. - Ma accorgendomi
in tempo che l'uomo che stavo per amare
era indegno di me, mi son sempre ripresa e ho
fatto tacere il mio cuore.
- Ebbene, - egli rispose con fermezza - questo
non si chiama amare. Quando l'amore verr... parlo del vero amore, quello che s'impone e che non
si pu domare, sono sicuro, Claudia, che voi non
vi riprenderete! Il nostro atto di matrimonio non
peser affatto sulla bilancia delle vostre esitazioni
e voi troverete ragioni perentorie per spezzare i fragili
legami che vi uniscono a me.
- Allora, voi? - ella insist di nuovo come se
le importasse pi sapere quello che egli avrebbe
fatto un giorno di quello che avrebbe fatto lei.
- Se incontraste una bella ragazza che vi piacesse?
- Probabilmente, andrei con lei, - egli ammise
con franchezza. - Ci vuole una grande forza d'animo per agire differentemente.
- E voi non siete un eroe I - ella lanci con un
certo nervosismo.
- Non bisogna esserlo a casaccio!
- Voi siete sicuro, dunque, di non dovermi niente?...
Nessun obbligo vi lega a me? -
Il suo tono diventava aggressivo. Desiderio la
guardava pensieroso.
Era una cosa curiosissima osservare la mentalit
di quella bambina che per prima aveva parlato di
divorzio... quando il loro matrimonio non era ancora
un fatto compiuto.
Senza dubbio, voleva essere lei a prenderne l'iniziativa,
se un giorno esso fosse necessario.
Orgoglio e vanit, egli pens.
E gli pareva di leggere soltanto queste due parole
su quel viso chiuso che cercava di decifrare.
- Tutto quello che stiamo dicendo  basato soltanto
sopra congetture, - egli rispose. - Ignoriamo,
voi ed io, quel che ci riserba l'avvenire... 
gi strano che ci abbia fatti incontrare... e non
possiamo indovinare a quale scopo, n pretendere
di comandare al destino.
- Date una grande importanza al destino, mi
pare!
- Perch noi lo subiamo. Se non siete troppo stupita
voi stessa, nel vedermi al vostro fianco,  perch
fidate troppo nell'onnipotenza della vostra volont
e non date abbastanza importanza alle forze
sconosciute che regolano i nostri atti. Vi assicuro
che io, invece, sono stupito che voi portiate il mio
nome! Tutti i giorni credo di dovermi svegliare e
accorgermi che tutta questa avventura era soltanto
un sogno. -
La giovane donna si mise a ridere.
Il suo passeggero cattivo umore svaniva a quell'affermazione
del suo compagno, che paragonava
il loro matrimonio a un sogno.
Un bel sogno per lui... una maravigliosa avventura
che non credeva mai poter vivere... ecco
ci che egli pensa, ella diceva tra s in buona
fede.
E senza dubitare della sua cieca pretesa, ella accettava
quest' idea come un omaggio fattole da Desiderio.


Capitolo 23.

Il giorno dopo al ristorante, Claudia, il cui spirito
di osservazione era ora stimolato, fece ancora
qualche nuova osservazione sul carattere intimo
del giovanotto.
Facevano colazione in mezzo a molte altre persone,
quando la voce un po' beffarda della sposa novella
chiese allegramente:
- Desiderio, perch guardate con tanta insistenza
le donne che sono qui?
- Io? -
Lo stupore dell'avvocato era sincero e la fanciulla
sorrise.
- Siete un gran curioso e non vi accorgete dell'acutezza
di certi vostri sguardi. Sono dieci minuti
che fissate quella signora bruna a sinistra. Vi
osservavo: per dieci volte, avete voluto staccare i
vostri occhi da lei. ma ella pareva agire su di voi
come una calamita che attira... e voi avete ripreso
il vostro esame. -
Egli sorrise.
- Non avrei mai pensato che voi mi guardaste
con tanta attenzione.
- Come non accorgersi che in quei momenti io
non conto niente?
- Protesto...
- Non protestate, mancate totalmente di sincerit.
Via, signore sposo, comincio a conoscervi. Oh,
non che vi voglia fare un rimprovero e vi prego
di non considerarlo come tale; soltanto mi diverto
oggi a sottolineare il vostro modo di fare. -
Egli si mise a ridere.
- Diavolo! Mi fate paura! Non avr pi il coraggio
di guardare in faccia nessuno, in vostra presenza.
- Sarebbe un peccato, - ella rispose con lo stesso
tono animato - perch lo fate tanto bene e con una
tale disinvoltura...
- Che idea!
- E infatti, sentite, - ella prosegu animandosi
ancor pi - quando arriviamo in un ristorante io
so come voi procedete. Ditemi se non vi ho osservato
bene... Appena seduto, date un'occhiata in
giro, per vedere se tra le persone presenti non ci
sia qualcuno che conoscete e che vi disturbi.
- Scusate, nessuno mi disturba.
- Insomma, il vostro primo esame mi d questa
impressione. Allora, con una seconda occhiata, voi
identificate le persone importanti del luogo. Avete
un fiuto...! Di solito quelle alle quali degnate d'interessarvi
sono persone di valore e quasi sempre
molto conosciute.
- Che buon, cane da caccia sarei!
- Non ridete, - ella disse ridendo anche lei 
-  press'a poco cos! Voi scovate subito in una riunione
i signori di cui mette il conto d'occuparsi,
ma quando si tratta di donne, il vostro sguardo si
anima, e da superficiale diventa profondo e a volte
indiscreto.
- Ma quello che mi rivelate  spaventoso. Credevo
di essere il ragazzo pi contegnoso della terra.
- S, voi, forse, - ella rispose con allegria -
ma non i vostri occhi! Vi assicuro che i vostri occhi
hanno tutte le audacie.
- Sono degli impertinenti... meriterebbero di essere
nascosti sotto vetri scuri.
- Ci li renderebbe ipocriti, ma non li correggerebbe.
Li credo incorreggibili. -
Desiderio sorrise.
- Li ho terribilmente avvezzati male, sapete? E
ho dato loro ogni libert. Ora  troppo tardi per
proibir loro di guardare questo o quella... non si
curerebbero affatto di ogni mia rimostranza.
- Questo  certo!... Cos, quando scoprono una
donna... parlo di una bella donna... essi brillano
subito.
- Dimostrano di avere buon gusto... amano il
bello!
- S, il bello li attrae! Allora voi guardate la
donna... la bella donna... prima il suo viso, poi
le mani... poi il vestito... Ritornate ancora al viso,
all'espressione che esso ha. Indovino che voi cercate
d'immaginare che genere di donna essa sia. Voi
la situate in un ambiente, l'adornate di una personalit,
poi, trovato questo, riprendete l'esame fisico...
e a un tratto, io sento che... -
Ella continuava a parlare, animandosi, suo malgrado,
ed accendendosi tutta, in viso.
- Sentite che... - insist egli, dinanzi a una
breve interruzione di Claudia.
- S, certo, - ella riprese con un sorriso meno
sincero - sento che il vostro sguardo spesso suscita
un turbamento sul viso della donna... e io,
vi confesso, mi sento a disagio, perch ne sono testimone.
In quei momenti, Desiderio, voi dimenticate
che io sono con voi... io non conto. Non sono
niente!
- Esagerate... Niente  davvero troppo poco!
- In ogni modo non credo di contare molto per
voi. Insomma, che figura ci faccio io? -
Trasportato dall'allegria in cui l'avevano messo
le osservazioni di Claudia, fu l per dirle che ella
reggeva la candela e davvero l'umorismo della
loro conversazione permetteva quasi una risposta
cos ardita. Per, educatamente, se ne astenne, ma
la giovane donna dov ricevere il fluido di quel pensiero
non espresso, perch il suo viso si alter un
poco.
-  inteso, ed  logico che io non conti niente.
Ma questa non  una ragione per dimenticarmi del
tutto. -
E, curvandosi sulla tavola, come per creare una
certa intimit tra loro e fargli capire meglio il suo
pensiero:
- Credetemi, Desiderio, non  che io sia gelosa.
Lungi da me questo sentimento! Date le idee con
cui ci siamo sposati, sarebbe inconcepibile, vi pare?
Ma, insomma, non dovreste dimenticare che accompagnate
una donna...  spiacevole e umiliante
per quella che  con voi... Quando siete con me,
evitate di guardare le altre donne... Un marito ha
l'obbligo di usare certi riguardi alla sua compagna.
Vi prego, non dimenticate cos facilmente che
ci sono anch'io.
- Credo che voi esageriate e credo anche di essere
molto meno distratto di quello che pensate; ma se
questo mi succede... involontariamente credetemi,
ebbene, parlatemi. Attirate la mia attenzione. Ora
che mi avete fatto queste osservazioni, mi sforzer
di essere meno nelle nuvole. -
Ella prese atto, con soddisfazione, di quella promessa
piena di buona volont, ma non pot fare
a meno di dire ancora:
- Spesso, vi ripeto una domanda due o tre volte
senza ottenerne risposta... Dunque, non  colpa mia
se la vostra mente divaga... Oggi per, noto che
son riuscita a distrarvi... Da un quarto d'ora voi
non pensate pi alla signora bruna che  alla tavola
accanto, e questo  un gran vantaggio che ho
ottenuto su di lei.
- Siete cento volte migliore di quella donna, e
probabilmente molto pi bella di tutte le bambole
dipinte che incontriamo ogni giorno. Credetemi,
Claudia, tra esse e voi non ho mai fatto un paragone
che tornasse a vostro svantaggio. -
E vedendola diventare rossa dal piacere, egli aggiunse
per convincerla meglio della sua sincerit:
- So che ho la mana di osservare tutto quello
che succede intorno a me... Sarei degno di biasimo
se questa abitudine di decifrare le cose non fosse
soprattutto un bisogno di analisi, una specie di necessit
intellettuale... Vi assicuro che quando guardo
una donna, e magari ci insisto, come voi dite,
non  affatto per galanteria... oh, no! L'impressione  tutta
cerebrale; sono un cacciatore che sogna
da sveglio o un psicologo che fruga incoscientemente...
come credete meglio. Dovete vedere in
me, prima di tutto, qualcosa di questo genere.
-  possibile, e vi ringrazio di avermelo detto.
In ogni modo, siete in generale un simpatico camerata
col quale mi sento in perfetta comunione
d'idee... Non pare anche a voi?
- Oh, certamente! - egli rispose cortese.
- S, in comunione d'idee, - riprese la giovane
donna dando un'occhiata pi insistente al suo compagno.
- All'infuori di quando, forse, mi annunziate,
come l'altro giorno, che dovete fare una scappata
a Parigi per affari.
- Ma venni a salutarvi e a scusarmi prima di
partire.
- Lo so, lo so!... Foste correttissimo. Ma convenite,
Desiderio, che non vedo chiaramente quali affari
possano chiamarvi a Parigi un'altra volta.
- Non ho fatto che andare e tornare.
- Va bene, voi non potevate vedere la capitale
in minor tempo. Per un affare... un affare urgente!
Non era un pretesto molto serio. Non avete mezzi
di fortuna e non capisco quale genere di affare potesse
richiedere la vostra partenza immediata. -
La fronte di Valencourt si rabbui. Chiamato da
una lettera che egli non le aveva mostrato, era partito
un po'in fretta, ma era ritornato abbastanza
presto e non vedeva la ragione di quei rimproveri...
Aveva forse la pretesa d'incatenarlo del tutto,
quella donna che gi lo legava terribilmente?
Siccome egli taceva, Claudia riprese con amarezza:
- Senza dubbio io oltrepasso i diritti che voi mi
accordate, interrogandovi... I vostri affari, se davvero
avete degli affari d'interessi, non mi riguardano...
come pure la malattia di quella parente
della quale ignoro il legame esatto di parentela con
voi...
- Ecco una conversazione che minaccia di prendere
una cattiva piega, - interruppe con una certa
freddezza il giovanotto. - Credo di non avervi mai
mancato di riguardo e sono dispiacente nel vedere
che voi invece la pensate diversamente.
- No, no, vi prego, non prendete quel tono cerimonioso;
le mie riflessioni non vogliono essere aggressive.
Siete un compagno piacevolissimo e vi
sono grata della vostra impeccabile cortesia.
- Preferisco questo linguaggio, - egli disse sorridendo.
- S, - ella ripet lentamente - un piacevole
compagno... ma forse come marito...
- ... lascio a desiderare? - egli chiese, beffardo.
- Nemmeno, - ella fece con un sorriso che cercava
di attenuare l'audacia dell' osservazione. -
Forse  un' idea mia. Mi sembra che non riusciate
a entrare nello spirito del personaggio.
- Sembro un marito da commedia?
- Precisamente. Mi date l'impressione di non essere
insediato completamente nello stato del matrimonio. -
La riflessione di sua moglie piacque a Desiderio.
Quella Claudina non era stupida e faceva delle osservazioni
giustissime!
Egli le dette ragione con benevolenza e senza cercare
di farla stizzire.
- Confesso di non esser molto a posto, infatti. Mi
sembra piuttosto di essere come un uccello sul ramo
di un albero... un uccello che un giorno spiccher
il volo.
- Me ne accorgo bene! Avete infatti parlato di
me a qualcuna delle vostre conoscenze?
- A nessuna.
- Neanche a quella signora... la vostra vecchia
amica?
- Non ancora.
- Perch?
- Aspetto.
- Che cosa aspettate?
- Non lo so. Forse la catastrofe che mi far tornare
nel mio quartierino di scapolo... -
Claudia ritenne la parola: egli aveva detto: catastrofe!
- Mancate di fiducia, - ella riprese. - In chi
o in che cosa?... In voi, in me o nell'avvenire?
- Forse in tutt'e tre. Ma  certo che non m'insedio,
come dite voi. Infatti, lo credereste? I miei
bauli sono rimasti ancora pieni in parte. Non ho
vuotato nessuno dei cassetti e la mia biancheria 
sempre l dentro, in ordine. In un'ora potrei finire
di riempirli e chiuderli.
-  preoccupante! Perch questo ritegno?... Che
cosa temete?
- Niente... e tutto, forse! Un capriccio del caso
vi ha fatta diventare mia moglie, un'altra fantasia
della sorte pu allontanarmi dalla vostra vita...
L'unghiata del destino somiglia a quella del gatto:
non si vede venire e non ci se ne pu difendere.
- Strano! - fece Claudia seria. - Ho sempre
creduto che i legami del matrimonio fossero seri.
- Molto seri, certo... ma anche molto superficiali
in un caso come il nostro.
- Eppure il sindaco e tutte le scartoffie ufficiali
ci hanno sposati, Desiderio! -
Claudia pronunzi queste parole con voce alterata
e se ne accrse.
Perch dunque si accalorava stupidamente su
quell'argomento?
Ella si alz con uno sforzo che dominava il morale
e il fsico.
- Siamo sposati, - ella disse di nuovo, come in
un'eco.
- Verissimo! Voi portate il mio nome, siete mia
moglie dinanzi alla legge
- Ci vi fa ridere?
- Perch ripenso al grosso signore con la sciarpa
tricolore sul ventre che ci fece un discorsino sui
reciproci doveri matrimoniali.  un ricordo abbastanza
comico!
- Non prendete niente sul serio, voi, - ella rispose
ridendo all'unisono - e quindi anche l'idea
che vi fate del matrimonio ne risente.
- La vostra  dunque diversa?
- S, forse, - ella confess. - Ma siccome mi
sembra ancora pi originale della vostra,  meglio
che non la esponga. Dopo tutto, - ella riprese dopo
un momento - non critichiamo troppo severamente
il matrimonio: questi due mesi sono passati come
un sogno.
- Due mesi? - egli ripet trasalendo. - Sono
gi due mesi?
- Ma s! Vedete dunque che non vi siete annoiato
con me. -
Ella pareva soddisfattissima, ma lui invece, che
considerava la cosa sotto un altro aspetto, rimaneva
serio.
- Non avrei mai creduto di poter vivere due mesi
questa vita insipida e oziosa, - egli mormor.
-  una vittoria che registro a mio vantaggio.
- No, - egli rispose con seriet. - E un ozio di
cui forse un giorno dovrete render conto, bella signora! -
Ella scoppi in una risata
- Perch vi sembra sempre di dover lavorare
per vivere. Via, Desiderio, credetemi: la vita  bella
quando  esente da preoccupazioni. Abituatevi coraggiosamente
ai vantaggi che essa vi porta. -
Egli non rispose.
Per un istante i suoi occhi si fissarono sulla giovane
donna circonfusa dal bel sole meridionale, poi
errarono sulle onde dove una vela lontana vagava
tra cielo e mare.
Si paragon a quella fragile imbarcazione sballottata
dagli elementi. Oggi qui; dove sarebbe domani,
se i vnti si levassero contro di lui?
Claudia era una cara compagna; piacevole e un
po' insignificante. Egli aveva sognato un'avventura,
cose straordinarie; invece quel matrimonio, cominciato
come un romanzo fantastico, proseguiva come
un racconto comune, normalissimo. Claudia lo confessava;
ella si era gi adattata al matrimonio...
Certo verrebbe un giorno in cui ella, naturalmente,
gli cadrebbe tra le braccia e diventerebbe davvero
sua moglie, senza scosse, senza emozione, senza
amore...
Il filo col quale egli si era lasciato legare, nella
speranza di future lotte e di tumultuose avventure,
finirebbe prosaicamente in una mediocre vita monotona,
oziosa, insignificante, negli alberghi dove i
giorni si susseguivano con le stesse convenzioni di
ridicolo snobismo o di usanze sorpassate, che il
bel mondo crede indispensabili.
Ci bastava a Claudia perch apparteneva a quel
bel mondo, ma sarebbe bastato a lungo all'uomo che
egli sentiva di essere, al passero vagabondo abituato
a volare in tutti i cieli a cui veniva offerta una
gabbia d'oro?


Capitolo 24.

-  la terza volta che vi faccio la stessa domanda,
amico mio; potreste rispondermi. -
Desiderio alz il naso e guard sua moglie.
- Vi ascolto, - egli disse, educatamente.
- Dove eravate anche ora con la testa? Vi parlo
e voi non mi ascoltate.
- La mia testa era altrove, scusatemi.
- Ma non era lontana. Quella donna sola, al tavolino
accanto, v'interessa. , probabilmente, una
donna che conoscete, non  vero? -
Egli corrug le sopracciglia; il tono aspro di
Claudia lo urt, a un tratto.
- Non so quel che volete dire. Non conosco quella
signora, ma senza dubbio ella sembrerebbe essere
molto pi gentile di quanto non siate voi oggi. Come
mai avete quel viso corrucciato e questo cattivo
umore?
- Credete che sia divertente mangiare di fronte
a un uomo occupato di un'altra donna?
- Davvero, vi sembra proprio cos? Siamo arrivati
ora; stanno servendoci i principii, e io non
ho ancora avuto il tempo di essere scortese con voi.
- Non dovete sottilizzare sopra una questione di
minuti; tutti i vostri istanti e i vostri sguardi mi
appartengono.
- Non esagerate, io non ho abdicato per voi a
tutta la mia indipendenza.
- Vi sbagliate, vi ho sposato per questo e non vi
pago perch cadiate in delquio davanti alle nostre
vicine di tavola. -
Egli impallid, ma il suo sorrisetto subdolo, che
da qualche tempo era diventato pi raro sulle sue
labbra, riapparve.
- Non mi piace, Claudia, che mi sbattiate il vostro
denaro sulla faccia; credo di avervelo gi detto...
E se poteste immaginare che meschina figura fa la
vostra ricchezza unita alla vostra aria stizzita, in
confronto al viso amabile delle altre donne... -
Gli occhi della piccola furia scintillarono.
- Non mi provocate, Desiderio! Mi sento la forza
di farvi abbassare il galletto. Stamani vi siete rifiutato
di accompagnarmi fuori con la scusa che avevate
da scrivere, e un quarto d'ora dopo avervi lasciato,
vi ho visto sulla Passeggiata in compagnia
di un uomo. Un individuo, tra parentesi, che non
aveva neanche una gran bella presenza, col suo
abito dozzinale! Eravate allegro, discutevate con
brio e sembrava foste molto animato. Con me invece
non volete mai fare quella passeggiata, col pretesto
che c' troppa gente e io, stupida, finisco
sempre col cedere e privarmi di quel passatempo.
Con un estraneo invece la medesima passeggiata
era piacevole. E ho notato anche che in mia compagnia
fate di tutto per passare inosservato, non salutate
mai, dite di non conoscere nessuno. Stamani
invece vi ho visto salutare un' infinit di persone...
Avete dato delle strette di mano... Senza di me, il
signorino  sorridente e gentile; in mia presenza
 compassato e freddo.
- Le persone che ho salutate stamani, non merita
il conto che siano riconosciute davanti a voi.
- Ma via, se non fossero persone perbene, fareste
fnta di non vederle. Vi conosco abbastanza per
capire che non vi compromettereste con relazioni
inconfessabili. No; ma di solito il signore  con
sua moglie, e siccome gli secca dire che  sposato,
finge di non conoscere- nessuno. Ecco la verit, voi
vi vergognate di me! -
Egli alz le spalle senza rispondere.
Che poteva dire, del resto? Dentro di s doveva
convenire che ci che affermava la giovane donna
era vero. Le sue osservazioni erano giuste... Claudia
era buona osservatrice, ed egli doveva riconoscere
che non lo rimproverava a torto. Ma che cosa poteva
farci?
Quella mattina aveva avuto bisogno di parlare
seriamente con un uomo venuto apposta da Parigi.
Non poteva dirlo a Claudia che avrebbe voluto un
monte di spiegazioni. Perch Claudia si era davvero
insediata nel matrimonio, come aveva detto giorni
prima. Interrogava, voleva sapere, faceva domande
all'infinito... e si mostrava anche un po' tirannica!
Che cosa avrebbe fatto se le avesse confidato tutti
i suoi segreti?
Ella con lui era, del resto, molto franca, e raccontava
volentieri tutto quel che faceva. Egli conosceva
il nome di tutte le persone che la giovane donna
frequentava e la sua vita era netta, chiara, senza
dissimulazioni. Claudia lo trattava come un vero
confidente e... sotto quel rapporto era perfetta.
C'era,  vero, da fare qualche riserva sul suo dispotismo;
ella comandava e decideva tutto. Non le
veniva neanche in mente di doverlo consultare sulla
scelta di un abito, di una minuta di pranzo o sulla
necessit di un acquisto.
Faceva delle concessioni soltanto quando egli con
un pretesto cercava di non accompagnarla fuori;
allora ella capiva il perch del rifiuto e proponeva
un'altra mta di passeggiata o un'altra distrazione...
per costringerlo a star con lei.
In fin dei conti, se egli avesse ricambiato la confidenza
della sua compagna, i loro rapporti sarebbero
stati senza dubbio pi cordiali.
Per disgrazia, per, avevano fatto un matrimonio
di riflessione e un tal principio non predispone a
una grande intimit. L'amore sarebbe potuto nascere
al principio della loro associazione, ma la
fiamma non si era alzata, spenta subito dal contegno
di Claudia, che diffidava del suo compagno e
pretendeva di godere tutti i vantaggi che le dava
un matrimonio di cui ogni punto era stato previsto
e rgolato in anticipo.
Niente uccide l'amore o gli impedisce di nascere,
quanto una strada battuta dove tutto  gi stato
tracciato. L'amore ha bisogno dell' imprevisto! Desiderio
provava gi vicino a Claudia una specie
di abitudine che minacciava di diventare noiosa...
Tutto il denaro di cui poteva disporre la giovane
milionaria bastava a compensar questo?
Tali idee si urtavano nel cervello di Desiderio
mentre questi finiva in silenzio il pranzo, e gli impedivano
di vedere il viso deluso della sua amica
davanti al suo inspiegabile mutismo che ella defin
offensivo.
Non vide neanche le piccole labbra strette sotto
la tensione di un pensiero intimo che diveniva esasperante.
E quando il suo sguardo errando intorno si pos
di nuovo, per caso, sulla signora accanto, cagione
indiretta del litigio, non si accrse della collera
che divamp a un tratto negli occhi indignati che
lo seguivano.
Anzi, pensando con ironia a come sarebbe stato
buffo se un giorno egli avesse detto a Claudia: Tenetevi
il vostro denaro, io riprendo la mia libert,
non si accorse di sorridere mentre, senza neppur
vederla, il suo sguardo era sempre posato sulla
bella vicina.
Da che cosa dipendono gli avvenimenti! Quel sognatore
di Desiderio, che andava tanto spesso nelle
nuvole per farci maravigliose passeggiate, senza far
male a nessuno, col suo sorriso involontario e il
suo sguardo incosciente, determin una catastrofe
che doveva portare conseguenze incalcolabili.
Claudia, non aveva avuto, per calmare la sua collera,
la dolcezza benefica di un' indulgente fantasticheria.
Non conoscendo le ragioni che facevano sorridere
suo marito, non nutrendo per lui la fiducia generata
dall' intimit che fa nascere l'indulgenza, ella fu
umiliata dal suo silenzio e colpita da quello sguardo
che la provocava, esacerbata da quel sorriso che
credeva indirizzato a un'altra.
E il gesto fatale, inconsiderato, scocc.
Ella afferr il bicchiere pieno di vino e senza calcolare,
senza pensare allo scandalo che stava per
provocare e alle conseguenze che potevano derivarne,
lanci il contenuto sul viso di Desiderio.
Questo succedeva al Palazzo del Mediterraneo,
all'ora di colazione, in mezzo a una folla di persone
felici di potere spettegolare sull'accaduto.
Colpito da guella doccia improvvisa, che lo trasse
bruscamente dai suoi sogni, Desiderio sussult.
Istintivamente, egli prese il tovagliuolo che aveva
anch'esso ricevuto gran parte del liquido e si
asciug alla meglio.
I suoi occhi guardavano Claudia con profondo
stupore.
Ella scorse una sincera maraviglia in quello sguardo,
come di uno che viene svegliato all' improvviso;
ma nello stesso tempo vide spengersi il sorriso sulle
labbra e la luce d'indulgenza negli occhi.
Con le braccia e le gambe spezzate, ora, ella tremava
convulsamente davanti al disastro, vedendo
la camicia macchiata, lo sparato chiazzato irreparabilmente.
Vide suo marito che finiva di asciugarsi col fazzoletto
dove il tovagliuolo non era bastato. I suoi
occhi stupiti la guardavano quasi con terrore.
Ella lo vide alzarsi, allontanarsi. Cap che se ne
era andato soltanto quando qualche risatina scoppiava
qua e l.
Lo scandalo che ella aveva provocato le fece arrossire
il viso poco prima cadaverico.
Senza muoversi, Claudia cerc di tener fronte
agli sguardi curiosi che convergevano su di lei.
Naturalmente, nessuno, nel pubblico scelto che
era riunito in quel ristorante di lusso, si sarebbe
permesso di fare una riflessione per lo meno a voce
abbastanza alta da poter essere intesa dalla giovane
donna, ma gli occhi sdegnati o i sorrisi ironici parlavano
chiaramente e dicevano ci che tutti pensavano
di quel gesto insolito e cos poco elegante.
L'incidente era stato osservato soltanto dai tavolini
vicini al loro.
Il silenzio suo e di Desiderio, il contegno perfetto
di quest'ultimo che non aveva reagito tempestivamente,
tutto aveva concorso a limitare lo scandalo.
Pur nonostante dei mormorii commentavano la
scena, pi o meno favorevolmente, secondo che provenivano
da un uomo o da una donna.
Ha un bell'ardire quella piccina!
 stato un gesto proprio plebeo.
Il suo contegno  stato magnifico!
S, vuol fare la spavalda!
Claudia aveva riacquistato il suo sangue freddo.
A testa alta, calmissima, ella restava indifferente
alla curiosit generale della quale era oggetto.
In realt non vedeva e non sentiva niente, e il
suo atteggiamento non era studiato.
Dopo il violento impeto di collera che l'aveva sconvolta,
ella restava come annichilita da un doppio
stupore, stupore per il proprio gesto, di cui non si
sarebbe mai creduta capace, e stupore per la reazione
che esso aveva provocato in Desiderio.
Questo, questo soprattutto era stato per lei come
un colpo di mazzuolo sulla testa... Aveva avuto subito
l'impressione di qualcosa di spezzato, d'irreparabile.
E via via che i minuti passavano, questo
sentimento si acuiva fino a diventare angoscia.
Ella si sforzava di dire dentro di s che non era
giusto preoccuparsi. Il buon senso le suggeriva che
quell'uomo corretto, prima di tutto aveva dovuto
preoccuparsi di riparare al disordine materiale cagionato
dall' incidente. Era, senza dubbio, ritornato
all'albergo per lavarsi e cambiarsi, e probabilmente
non aveva nessuna voglia, dopo quello scandalo, di
ritornare da sua moglie per finire con lei la colazione.
Ora che si era un po'calmata, capiva che era
inutile aspettare Desiderio al ristorante.
Soltanto, non voleva aver l'aria di corrergli dietro.
Per dignit ella doveva restare ancora l, e continuare
a mangiare, mentre non le riusciva di mandare
gi neanche un boccone.
Bisognava resistere!... Bisognava far fronte con
coraggio alla cosa.
Tra poco, all'albergo, dove certo Desiderio l'aspettava,
ci sarebbe stata una spiegazione violenta; dovevano
spiegarsi...
Per uno strano fenomeno la collera la invadeva di
nuovo, a poco a poco; il suo gesto, che sul momento
l'aveva stupita e quasi confusa, ora le pareva
legittimo.
Ma quella colazione era interminabile!... L'interesse
generale non era pi rivolto a lei, ognuno
aveva ripreso la sua conversazione particolare ed
ella sarebbe potuta andar via inosservata.
Per, per una specie di bravata puerile, volle restare
fino all'ultimo. Soltanto dopo avere avuto la
frutta e piluccato tre acini d'uva, si decise ad alzarsi.
Ella aveva dato al pubblico sufficiente prova di
coraggio; Desiderio non avrebbe potuto credere che
fosse corsa dietro a lui.
Mise un biglietto di banca sul tavolino per saldare
il suo conto e usc.
 
Capitolo 25.

Quando Claudia vide che nel salotto, terreno neutro
tra l'appartamento di suo marito e il suo, non
c'era nessuno, son il campanello un po' febbrilmente.
- Andate ad avvertire il signore che lo aspetto,
- ella disse a Celina, entrando.
Giacch una spiegazione doveva esserci, era meglio
che avvenisse subito.
Rimase un po'male quando la ragazza rispose:
- Il signore  uscito, signora.
- Come? Da quanto tempo?
- Non  molto. Il signore  ritornato mentre io
facevo colazione ed  andato via quasi subito.
- Va bene, - disse Claudia - mi voglio riposare
un poco. Vi chiamer di nuovo quando mi dovr
vestire prima di uscire. -
Quando Celina se ne fu andata, la giovane donna
si sdrai sopra un divano. Ella pensava:
Desiderio, lavato, asciugato e tirato a pulimento,
sar ritornato a cercarmi al Palazzo del Mediterraneo.
In fin dei conti  una buona intenzione
della quale bisogner riconoscergli il merito... Lo
aspetter qui. Ritorner certamente... Lo aspetter
una mezz'oretta, ma se fra trenta minuti non 
qui... peggio per lui. Staremo a vedere!
Ella attese la mezz'ora fissata, poi un quarto
d'ora di comporto... e un altro ancora!
A mano a mano che il tempo passava, ella si
spazientiva sempre pi... Se Maria Jousserand
fosse stata con lei, la cara vecchia confidente avrebbe
condiviso la sua noia... e ricevuto il contraccolpo
del suo nervosismo.
Ma la governante, pur avendo da un po' di tempo
raggiunto Claudia a Nizza, ostentava una grande
discrezione, e per non importunare i novelli sposi,
andava da sola a esplorare tutti i dintorni. Quasi
ogni giorno ella faceva una nuova gita, e anche
quella mattina aveva detto che sarebbe andata a
far colazione a Mentone, e che sarebbe ritornata la
sera tardi.
A un tratto Claudia si alz e son il campanello
per chiamare Celina.
Aveva aspettato abbastanza.
Voleva indossare subito il suo abito da pomeriggio
pi elegante.
- Presto! Presto!... Il cappello nuovo giunto ieri
da Parigi. Presto! Presto! L'automobile alla porta
dell'albergo... -
E via a Montecarlo. Era diventata a un tratto
agitatissima e piena di eccitazione.
Ah, il signore non ritornava? Il signore faceva
l'offeso, teneva il broncio? Ebbene, quando fosse
ritornato all'albergo senza trovare nessuno, aspetterebbe
anche lui!
Questi pensieri si urtavano tumultuosamente nella
sua testa, mentre l'automobile percorreva a tutta
velocit la maravigliosa strada della Cornice, che
conduce a Montecarlo.
Era l'itinerario che ella di solito prediligeva e
l'autista l'aveva seguito senza chiederle niente. La
vista  pi bella e pi vasta che dalla strada pi
in basso, perch questa da anni  costretta e delimitata
da numerose costruzioni moderne, come una
via di citt.
Ma quel giorno, Claudia godeva molto poco il paesaggio.
La sensazione della velocit faceva crescere sempre
pi la sua agitazione nervosa, tanto che quando
la giovane donna giunse nella famosa sala da giuoco,
era febbricitante come se fosse stata malata.
Cominci a giocare, e vi mise tanto ardore per
stordirsi e non pensare pi, che quel giorno, per la
prima volta, prov tutte le emozioni del giuoco.
Ella gioc con audacia insensata, vinse, perse, rivinse
ancora, presa interamente da quella passione
che annulla ogni altro sentimento e che fa dimenticare
al giocatore stesso il valore delle somme che
rischia.
Per, a un certo momento, quell'eccitazione cadde
d'un colpo. In mezzo a quella folla febbrile che riempiva
la sala da giuoco, Claudia prov a un tratto
un'impressione angosciosa di solitudine...
Erano le sei.
L'ora del t era passata, cominciava quella dell'aperitivo.
Ella pens che Desiderio era forse di ritorno ad
attenderla per passare insieme la fine del pomeriggio,
come facevano sempre.
Allora, subito... in fretta come aveva deciso di
venire, volle ripartire.
- Dov'  il signore? - chiese subito a Celina appena
giunta all'albergo. - Andate a vedere se
c'. -
Non si maravigli molto nel sentir rispondere che
non era ancora ritornato.
- Quando arriver, avvertitemi. Devo parlargli,
andr da lui... -
Fu tutto quello che seppe dire.
Aveva la testa vuota, le pareva che tutto le girasse
d'intorno e che una parte di se stessa si volatilizzasse in quel vortice: la sua giovent, la sua spensieratezza,
il suo orgoglio, la fiducia in se stessa.
Qualcosa che non sarebbe mai pi ritornato crollava,
qualcosa... ch'ella non avrebbe pi potuto risuscitare.
Nonostante questa impressione avvilente, ebbe
l'energia di non mandare a chiamare Maria Jousserand,
che ormai doveva essere di ritorno. Ella non
voleva mostrare la sua preoccupazione per l'assenza
inusitata di Desiderio. Finch nessuno conosceva
il loro malinteso, Claudia poteva considerarlo inesistente.
Alle otto, per, ella s'inform di nuovo di suo
marito.
Calcolava che il giovanotto doveva essere arrivato.
Era l'ora in cui di solito andava a vestirsi per
il pranzo.
Quella sera, per, egli non doveva sottoporsi a
quella formalit, perch alle dieci non era ancora
di ritorno.
A mezzanotte, neanche.
Allora ella cap che suo marito voleva punirla
del suo atto di collera.
Per farle rabbia, per sfidarla anche, egli avrebbe
passato la notte fuori.
Mi vendicher. Oh, se mi vendicher!... Se ne
pentir!
Minaccia vana di cui ella stessa capiva tutta la
inutilit.
All' idea di non poter far niente contro lo sposo
assente, fu clta da un impeto di collera.
Ah, non  ancora tornato il signorino offeso?
Ebbene, me ne vado io! Ma a che ora?... In piena
notte!... Almeno quando ritorner potr stizzirsi
davvero con ragione, questa volta!
Indossato in pochi minuti un magnifico abito da
sera, ella si fece condurre a Cannes per cenare in
un ristorante notturno in voga. V'incontr due
giovani coppie di sposi che conosceva appena e che
insistettero, vedendola sola, perch sedesse al loro
tavolino. Cos ella cen in allegra compagnia e ritrov
in quel luogo tutta l'eccitazione fittizia del pomeriggio
a Montecarlo.
Lei, cos fine di solito, si sorprese a parlare senza
tregua, a ridere forte, con un certo nervosismo!
Alle frutta, accett una sigaretta... una di quelle
famose sigarette che suo marito non poteva sopportare
di vederle fumare in pubblico, e l'accese
come per una sfida, con un senso di rivolta contro
l'autorit dello sposo assente.
La notte pass cos, in mezzo a conversazioni spezzate,
a risate delle giovani donne, fino al momento
in cui all' improvviso... come poco prima a Montecarlo,
tutto parve sprofondare intorno a lei, i convitati
eleganti, la sala lussuosa, l'orchestra persiana
con le sue languide melodie, tutto le apparve vano
e vuoto.
L'impressione fu cos netta che ella fu scossa
da un brivido come se si fosse trovata in un deserto
glaciale.
I suoi compagni si spaventarono, sorpresi dal cambiamento
del suo aspetto.
- Che cosa succede? Vi sentite male?
- No, non  niente: un brivido.
- State attenta... Non avrete preso fresco, per
caso? Volete che vi riaccompagniamo a casa?
- Grazie, - disse Claudia - ritorno sola. Ho
la mia macchina, non vi disturbate. -
Di nuovo ella provava il bisogno imperioso di esser
sola, lontana dal frastuono e da quelle luci,
lontana soprattutto da quel luogo frivolo dove un
vero dolore  fuori di posto... dove un cuore in
pena pare non possa neanche sospirare.


Capitolo 26.

Il piccolo quadrante elettrico, incastrato nel muro
sopra la porta, segnava le undici quando Celina
apr la persiana nella camera della padroncina.
Questa era andata a letto stanchissima, all'alba,
e Maria Jousserand aveva raccomandato che non
la svegliassero troppo presto.
Il primo pensiero di Claudia fu d'informarsi ancora
del marito, ma tem che Celina s'insospettisse
per quelle continue domande a proposito del signore.
Anche perch la cameriera doveva aver certo notato
l'andare e venire della sua padrona, sola, perfino
di notte.
Ella attese dunque di esser quasi vestita per dire
con aria disinvolta:
- Chi sa se il signore sar potuto tornare. Non
credo, ma  meglio che andiate a vedere!
- Il signore  sempre assente, - ritorn a dire
dopo qualche istante la ragazza
Claudia chiuse gli occhi e non fece nessun commento.
Ma dentro di s ripeteva:
 sempre in collera e tiene duro!... Il signore
fa l'offeso!... Ho punto il suo amor proprio. Eppure
dovrebbe capire che non ha niente da guadagnare
a tenermi il broncio!
Ella non era ancora inquieta, ma soltanto dispiacente
di quella scena che aveva provocato e le cui
conseguenze le parevano enormi e di troppa lunga
durata.
Quello sparato della camicia macchiato di vino...
una macchia enorme che spiccava come sangue...
era la catastrofe peggiore!
Un gesto spiacevole di cui non resta nessuna traccia
si dimentica pi facilmente di uno che lascia
un' impronta. Quella macchia, indelebile, era come
una ferita che tardava a cicatrizzarsi.
Un tovagliuolo era bastato per asciugare il viso
grondante dell'offeso, due minuti dopo quel gesto
disgraziato; il tovagliuolo aveva tutto riparato...
Ma quella camicia, invece!
Suo marito aveva dovuto attraversare la sala del
ristorante, uscire, raggiungere l'albergo, fare tutti
quei gesti con quella camicia macchiata esposta a
tanti occhi estranei, come un marchio di ridicolo.
Quando ritornava col pensiero a quella scena,
Claudia gemeva come davanti a una disgrazia irreparabile.
Come aveva potuto commettere una simile sconvenienza,
lei, una ragazza ben educata? Non riusciva
a spiegarsi come aveva potuto mancare a tal
punto di padronanza di se stessa.
A ventiquattr'ore di distanza, non capiva nemmeno
perch avesse avuto all' improvviso quell' impeto
di collera. Qual era il sentimento che l'aveva
travolta? Quale follia si era impossessata della sua
volont e le aveva comandato quel gesto folle?
No, Claudia non capiva.
Cento volte, gi, Desiderio aveva avuto le stesse
distrazioni senza che ella pensasse ad adombrarsene,
mentre ieri...
Era terribile... incomprensibile! Non riusciva a
spiegarsi il suo gesto scoccato automaticamente,
come provocato da improvvisa follia.
Desiderio avrebbe dovuto capire che ella non era
in stato normale agendo cos.
Quando si fu vestita con ogni cura, Claudia and
nella camera di suo marito.
Le pareva suo dovere fare sparire la famosa camicia...
mandarla subito dalla stiratrice, affinch
suo marito non la rivedesse pi.
La cerc inutilmente tra la biancheria sporca; il
corpo del reato, prova della sua collera, non c'era
pi... Gi mandata a lavare, forse?
Ma, a un tratto, la camera e la stanza da bagno
le dettero l'impressione di essere state lasciate
troppo in ordine. Non c'era niente in giro... S, le
sue sigarette sul camino, un paio di guanti usati
sulla tavola.
Col cuore stretto da un' improvvisa angoscia,
senza aver il coraggio di riflettere, ella apr gli armadi.
Sui palchetti vi erano soltanto alcune vecchie
cravatte buttate alla rinfusa insieme con qualche
colletto con gli occhielli strappati... e niente altro.
Ella cap subito.
La camera era vuota. Suo marito aveva portato
via tutto.
Col cuore in tumulto, son con forza il campanello.
- Quando  partito il signore? - chiese la giovane
donna al cameriere accorso premurosamente
al suo richiamo.
- Ieri, subito dopo colazione, signora; lo aiutai
io a chiudere i bauli. La macchina dell'albergo lo
condusse alla stazione al treno delle quattordici.
- Il treno per Parigi?
- S, signora.
- Ah, va benissimo! E... arriv in tempo?
- S, signora, il signore and via molto presto.
- Va bene, andate pure. -
Ella soffocava.
Partito! Desiderio era partito!
I suoi bauli pronti che non voleva vuotare!
Un capriccio pu allontanarvi da me...
Aveva avuto ragione a non disfarli. Quei bauli
gli erano stati utili... per ripartire... in gran fretta...
lontano da lei!
Torn indietro, vacillando come un cencio sbattuto
dalla tempesta, e giunta in camera sua ebbe
una vera crisi nervosa.
Quando Maria Jousserand e Celina, richiamate
dai suoi gemiti, accorsero, la trovarono buttata
quasi senza sensi sul letto... fragile arbusto che il
temporale aveva piegato.
Le sue labbra strette lasciavano soltanto sfuggire
qualche lamento di bambina malata e incosciente.
Nell'anima dispotica dell' infelice non era mai scoppiato
un simile dolore.
Ella stette per ore e ore cos, coi pugni sugli occhi
senza che una lacrima cadesse ad alleviare la
sua pena.
Spaventate da quella disperazione, la dama di
compagnia e la cameriera non sapevano che cosa
fare.
Non osavano neanche parlare, perch alle prime
parole di commiserazione che avevano osato dire,
Claudia aveva fatto un cenno risoluto della testa
perch tacessero e andassero via.
Un dolore selvaggio era in lei e non poteva interessare
che lei sola.
Finalmente, a met del pomeriggio, Maria Jousserand,
dopo aver mandato via Celina per rimanere
sola con la sua antica alunna, riusc a farsi ascoltare
da quest'ultima.
- Via, Claudia, ditemi, che cos' successo?...
spiegatevi. Da ieri voi soffrite da sola, per una causa
che non posso indovinare. Avete un dispiacere, ne
sono sicura; lasciate che io pianga con voi. -
La giovane donna si rizz e guard la sua dama
di compagnia con occhi sbarrati, quasi folli.
- Jousserand, - ella disse con voce irriconoscibile.
-  finita!... Tutto finito!...  partito!
- Chi  partito?
- Desiderio.
- Il signore, partito?
- S... partito.
- Ma quando e per dove?
- Ieri... per Parigi forse, o altrove!  spaventoso.
- Che cosa dite, Claudia? Perch il signore sarebbe
partito? Ritorner; la sua assenza non  mica
definitiva, non  vero?
- Ha portato via tutta la sua roba.
- Oh!...  impossibile!
- S, tutto!
- Insomma, ci vuole una ragione perch un marito
lasci la moglie. Mia povera Claudia, voi vi montate
la testa... il signor Valencourt ritorner.
- No, lo sento... sono stata io!...  colpa mia!
... colpa... mia! -
Ella singhiozzava in preda alla disperazione.
Appoggiata alla spalla materna della vecchia signorina
che l'aveva allevata, Claudia, dando alla
fine libero sfogo al suo dolore, pianse tutte le sue
lacrime.
E tra le lacrime, dalle labbra riarse uscivano frasi
mozze, che Maria Jousserand non capiva:
- Una volta and in Egitto, ma quella non era
sua moglie... Io non sono stata infedele, io! Per
quella donna, lui l'amava!... E poi c' l'affare della
camicia! Ah, quella camicia, che ricordo! -
A un certo momento, Claudia si asciug gli occhi,
poi seriamente, chiese:
-  lontana Alessandria?
- In Egitto.
- S, ma ci vuol tanto per andare e ritornare? -
La vecchia signora cred che ella fosse impazzita.
- Sentite, bambina mia, non dite cose senza
senso. Perch il signor Desiderio dovrebbe essere
andato ad Alessandria, cos lontano da voi? Un
dissenso  una cosa comune. Per fortuna non dura
a lungo. Quando si  sposi, si finisce sempre col
riconciliarsi. -
Per un attimo la ragazza rimase con gli occhi fissi
nel vuoto.
Ella rivedeva dentro di s il viso di suo marito...
le sue espressioni, i suoi modi con lei.
Un'ombra pass sul suo viso, e guardando la vecchia
compagna:
- Mi disse che se fosse partito, non sarebbe ritornato
pi...
- Parole! Tutti gli uomini dicono cos. A che
proposito vi disse questo?
- L'avevo minacciato di passare la notte fuori se
lui lo avesse fatto... avrei seguito il suo esempio.
- S, era una minaccia grave... di quelle che
non piacciono agli uomini, perch essi pretendono
che la loro donna resti fedele, qualunque cosa essi
facciano... Non  tanto per dispiacere quanto per
amor proprio... Per son sicura che voi, Claudia,
non avete certo passato la notte fuori! Siete una
persona educata e corretta. L'orgoglio di vostro marito
non  stato offeso! .
- Oh, - confess Claudia con un grosso singhiozzo
- il suo orgoglio!... -
Ella non fin.
Con la testa tra le mani era ricaduta nella pi
cupa disperazione.
Maria Jousserand pass la sua mano rugosa sulla
testolina dell'afflitta.
- Via, piccina cara, raccontatemi tutto quanto
vi  accaduto. Probabilmente  meno grave di
quanto v'immaginate... -
Claudia si soffi il naso, poi si asciug gli occhi.
-  semplicissimo, - ella disse. - Eravamo al
Mediterraneo e ci eravamo appena seduti a tavola...
Anzi, stavamo per finire i principii. Io parlo a mio
marito... non so pi quello che gli dicevo, ma certo
una cosa senza importanza. Insomma gli parlo...
Non risponde. Aveva la testa rivolta verso un punto
della sala... Seguo il suo sguardo... trovo il punto
che era una donna anche bella, se si vuole...
insomma una donna... Ripeto: Desiderio!... una
volta... due... tre volte. Egli era assorto nella
sua contemplazione. Nessuna risposta, non un movimento...
niente! Allora, pi svelta del pensiero, la
mia mano afferra il bicchiere che il maggiordomo
ci aveva allora riempito e... tac! Desiderio ha avuto
tutto il vino nel viso... Avete capito, ora? -
Maria Jousserand era rimasta sbalordita.
- Claudia! Claudina!... - ella balbett. - Voi,
voi... -
Seguitava a ripetere quelle parole, e sul suo viso
vi era un tale sgomento, che Claudia nonostante il
suo dolore si mise a ridere. Si sentiva meglio dopo
quella specie di confessione e l'aria indignata della
sua vecchia istitutrice le faceva ritornare in mente
l'infanzia, quando da vera sbarazzina si divertiva
a scandalizzare la povera signorina.
- S, mia buona Jousserand, ho fatto questo, io,
come voi dite. E vi confesso che quando vidi la faccia
tragica di mio marito, che si alzava senza una
parola e lasciava la tavola, credetti di aver commesso
un delitto... Con quel vino sulla camicia, che
pareva sangue... e tutta quella gente che mi guardava
con una certa ostilit...
- E poi?
- Come, e poi?... Non vi basta, Jousserand? Mi
pare che in un luogo simile, mentre facevamo tranquillamente
colazione, sia una cosa abbastanza...
importante!
- Ohim! Troppo importante, bambina mia. Vi
domando che cosa faceste dopo... lo scandalo?
- Dopo? Rimasi ferma. -
Ella s'interruppe un momento; il suo sguardo
sognante, pareva rivivere la scena. Poi riprese:
- Non era tanto facile, come potete credere, star
ferma... del tutto calma e impassibile... Non guardavo...
non volevo veder niente, ma avevo l'impressione
che tutti avessero gli occhi fssi sopra di
me... Non potete immaginare com' penoso.
- Sono proprio dispiacente di non esservi stata
vicina, - si scus la vecchia ragazza cui pareva di
aver commesso una mancanza, divertendosi mentre
la sua Claudina si trovava in un simile impiccio.
- Oh, se avessi potuto prevedere!
- Cosa volete, Jousserand, sono cose che non si
possono prevedere, altrimenti sarei andata via anch'io,
dietro a Desiderio, senza preoccuparmi di
quello che potevano pensare gli altri. E sarei arrivata
qui in tempo per trattenerlo vicino a me...
Metteva il conto di far la coraggiosa e resistere sino
alla fine del pranzo! E stato quello che mi ha impedito,
per pochi minuti, di ritrovare il signore. -
Ella si prese la testa tra le mani. Tutto il suo
dolore riappariva al ricordo della partenza del marito.
- E ora, quando lo rivedr? Come andr a finire?...
Che brutto affare!
- Non esagerate le cose, piccina mia. Un marito
ritorna sempre da sua moglie, quando  povero ed
ella  ricca... Credetemi, a un certo momento i giovanotti
vedono le cose dal lato pratico. Dapprima,
fanno fuoco e fiamme e son pronti ad ogni eccesso;
poi, a sangue freddo, riflettono e pensano ai loro
interessi. Non so quale sia stata l'idea di vostro
marito allontanandosi, ma son certa che ritorner;
voi avete il coltello dalla parte del manico... Probabilmente
stasera apparir all'ora del pranzo, con
un mazzo di fiori in mano, e vi dir con convinzione:
Ci che avete fatto, Claudia,  molto brutto, ma
io voglio esser ragionevole per due; non parliamone
pi e che tutto sia finito.... Siccome anche voi non
chiedete che di dimenticare, tutto andr bene. Ah,
gli uomini! Son tutti uguali, gli uomini!... -
L'idea del ritorno di Desiderio con dei fiori in
mano fece sorridere Claudia.
Basta tanto poco per fare risorgere la speranza
in un cuore che non ha mai conosciuto veramente
la sofferenza!
Maria Jousserand aveva trovato le parole che incoraggiano
e consolano.
- All'ora del pranzo, - mormor Claudia come
in sogno, guardando l'orologio.
- S, verso le otto, - precis la vecchia signorina
con una sicurezza commovente.
E Claudia, che aveva rifiutato di far colazione,
accett il t che Celina le port.
La giovane donna era cos sicura che suo marito
sarebbe ritornato per il pranzo, la sera, che alle
sette si vest con gran cura,
A un certo momento, osservando nello specchio
che il pallore del viso e quella certa arietta languida
le donavano molto, ella disse ad alta voce:
- Per il denaro?... S, gli uomini sono pratici,
ma in ogni modo non sono troppo brutta, e merito
forse che egli ritorni per me! -
E dopo pochi minuti, dopo aver ideato dieci piani
di rappresaglia per le ore d'inquietudine che egli
le aveva fatto passare:
Se lo minacciassi di togliergli i viveri, pens
avrebbe davvero il coraggio di essere molto adirato?
Ma l'orologio a pendolo son le otto, poi la mezza,
poi le nove... e Desiderio non comparve, e nemmeno
il mazzo di fiori, che un fioraio avrebbe potuto
aver avuto l'ordine di mandare.
Con gli occhi asciutti, Claudia seguiva il movimento
delle lancette sul quadrante graduato, e la
sua delusione fu cos grande che la collera la travolse
di nuovo.
Maria Jousserand aveva ragione. Dopo tutto quello
che ella aveva fatto per Desiderio, egli non avrebbe
dovuto prolungare tanto quel dissenso. Ma il signorino
doveva farle pagar cara la sua ferita di amor
proprio! Era stato meno puntiglioso quando aveva
accettato di sposarla nonostante i patti umilianti
impostigli!
Ora che aveva del denaro in tasca, dopo qualche
mese di matrimonio e di... onorari, il signorino poteva
pagarsi il lusso di restare un po' di tempo lontano
da casa.
Quando il portafogli fosse vuoto, egli sarebbe tornato,
perbacco! Ne era sicura.
Come diceva la Jousserand, gli uomini pensano
sempre al lato pratico! Ma bisognerebbe vedere,
allora, se ella acconsentirebbe ad accogliere il fuggitivo...
e come lo riceverebbe!
Claudia si sentiva davvero piena di buona volont.
Riconosceva di aver avuto torto, le dispiaceva
di essersi lasciata cos trascinare dalla collera,
ma Desiderio non doveva esagerare.
Tutti i giorni le donne hanno dei gesti di nervosismo
spiacevoli senza che i mariti si credano per
questo in diritto di abbandonare il focolare domestico...
Altrimenti, dove si andrebbe a finire?...
E a che cosa servirebbe il matrimonio se non a proteggere
gli sposi contro le conseguenze di un disgraziato
momento di cattivo umore?
Per diversi giorni si mont la testa con simili ragionamenti,
perch, dopo avere contato le ore, ella
ora calcolava il numero dei giorni che la separavano
dalla fine del mese... dal momento in cui Desiderio,
di solito, riceveva l'assegno della somma
messa a sua disposizione per il mese seguente.
Poich non era davvero gretta Claudia, con suo
marito! Affinch egli non fosse mai a corto di denaro
ella pagava in anticipo... e largamente, sorpassando
la cifra pattuita, perch, a causa di mille
spesicciuole da pagare quando essi erano insieme,
Desiderio aveva sempre il borsellino aperto.
Neanche lui per era avaro! Ella doveva rendergli
giustizia; non aveva mai dimostrato di guardare
il mio e il tuo al momento di saldare
un conto. Sotto questo rapporto, non c'era discussione,
egli era un vero signore.
Ma questo non impediva che ella fosse larga con
lui... Ogni atto della giovane donna era stato pieno
di tatto e di attenzione.
Ah, poteva fare il superbo, il signore! Questo non
gli impediva di essere un ingrato e un egoista! Non
si lascia una mogliettina gentile come lei, senza
preoccuparsi degli effetti che ci pu provocare!
Per cominciare, Claudia non sarebbe andata a
rinchiudersi in camera sua. Avrebbe ricominciato
le sue passeggiate, sarebbe andata a tutte le feste,
a tutte le riunioni mondane; Maria Jousserand
l'avrebbe accompagnata come un tempo, prima del
suo matrimonio...
E fu quello che accadde.
La giovane milionaria e la sua accompagnatrice
furono viste dappertutto. Ma Claudia a cui, senza
che se ne fosse accorta, il carattere del marito aveva
lasciato un' impronta, fu vista passare altera, fredda,
lontana da tutta quella gente di cui non si curava.
I suoi occhi pensosi che parevano non distinguere
nessuno, scrutavano per di continuo i gruppi
di persone, fissavano la folla, cercando forse una
figura maschile che ella non trovava... Una figura
di uomo alto, snello, elegante, che teneva la testa
eretta con fierezza e che pareva sempre tra le nuvole.


Capitolo 27.

Il mese fin e ne cominci un altro, senza ricondurre
Desiderio da Claudia.
Nel viso smagrito della giovane donna un pensiero
dominante pareva avesse cancellato tutti i
sorrisi di una volta. Gli occhi aridi, sognanti, dalle
occhiaie cupe, parevano sempre seguire un sogno
recondito, mentre le mani diafane abbozzavano gesti
d'indifferenza o di stanchezza.
Eppure, ora, Claudia evitava di parlare di Desiderio.
Ella faceva finta di non curarsi affatto di quel
marito che aveva comprato e che mancava a tutti
gli impegni assunti.
Quando Maria Jousserand le parlava del giovanotto,
la sposa abbandonata alzava le spalle e rispondeva
con aria indifferente e come stanca:
-  partito, peggio per lui! Non l'aspetto pi.
Egli non ha mantenuto i patti del contratto che lo
lega a me... bisogner che ne sopporti la pena!
Dovete capire, Jousserand, che tutto non finir cos
tranquillamente. -
Era tutto ci che la sua compagna affezionata
poteva sapere da lei.
Claudia non si confidava.
Al contrario, a volte cercava di riprendere il tono
leggero, birichino, che spesso aveva con la sua antica
istitutrice.
Dopo quel minuto di sfogo che le aveva alleggerito
il cuore, ella si era ritrovata come una creatura
giovane e forte, che nasconde sotto un'apparenza
di calma, la fierezza di non aver bisogno n di aiuto
n di piet.
E se non fosse stato il cambiamento profondo
sopravvenuto nelle sue abitudini, le occhiaie dei
grandi occhi di bambina, il languore del suo sorriso
e l'indifferenza con la quale ora accettava tutto,
Maria Jousserand avrebbe potuto credere che la
partenza di Valencourt non addolorasse troppo la
moglie.
Ma la vecchia signorina conosceva la bambina
che aveva allevata e non era cieca in questa occasione.
Spaventata dal cambiamento senza precedenti avvenuto
nella vita di colei alla quale voleva tanto
bene, la governante vedeva tutti i giorni il progresso
del male che la rodeva segretamente.
Pi chiaroveggente di Claudia, il cui orgoglio non
cedeva e che non voleva leggere in se stessa, la
brava donna cap che il ritorno di Desiderio era indispensabile
alla felicit della sua allieva, e non
potendo far altro per commuovere l'infedele, faceva
novene su novene, perch il Cielo riconducesse l'assente
all'ovile. Quel marito prodigo che trascurava
i suoi interessi, e contrariamente a ci che succedeva
tutti i giorni, non era venuto a raggiungere
la sua ricca sposa...
Di nascosto, Maria Jousserand aveva scritto al
signor Floch e al signor Michot, il direttore dell'Agenzia
Edera. Ad essi aveva raccomandato il segreto
per quel suo passo un po' ardito, poich fatto
di nascosto a Claudia, e a tutt'e due aveva chiesto
lo stesso favore: scovare Desiderio Valencourt e
mandare a lei il suo indirizzo.
La vecchia ragazza era sicura che se fosse riuscita
a vedere il marito della sua adorata piccina,
il suo amore materno le avrebbe suggerito le parole
adatte per ricondurre a casa lo sposo vagabondo.
Era terribile pensare che un giorno Claudia le
aveva detto con aria convinta:
Jousserand, ho avuto un gran dolore, ma  colpa
vostra. Mi avete educata malissimo... Cedendo su
tutto, sopportando tutti i miei capricci e non contraddicendomi
mai, avete fatto la mia disgrazia.
Nessuno mi aveva detto che la felicit di una donna
risiede nella sua bont, nella sua indulgenza, nella
sua rassegnazione. Ho creduto di aver tutti i diritti,
e che tutti gli omaggi mi spettassero... Povera
me! Ero sola a credere cos. Non ho capito questa
cosa in tempo per impedire la disgrazia che doveva
colpirmi, e oggi pago la mia tarda esperienza...
E la sua Claudina doveva parlare cos perch un
uomo... un marito d'agenzia... povero e arrogante...
un uomo che forse era un avventuriero... aveva
avuto l'ardire di abbandonarla.
La giovane donna doveva aver perso la testa il
giorno in cui aveva osato dire anche queste parole
abominevoli:
- Se Desiderio tornasse, raddoppierei, triplicherei
la somma che gli ho assegnata... o meglio, no,
gliela sopprimerei e tutto il mio patrimonio sarebbe
suo. Sono stata pazza a voler fare dei conti. Tutto
deve essere in comune tra due sposi e uno non deve
essere pi favorito dell'altro. Quando penso che
spendevo per i miei abiti, al mese, tre volte pi di
quanto davo a lui! Era una cosa illogica; ed era
naturale che mio marito non si affezionasse a me.
- Ma, Claudina, voi sragionate. Tutti vi diranno
che eravate generosissima.
- State zitta, voi non ci capite niente in questo
affare, giacch avevate predetto che egli sarebbe
tornato e invece non c'. -
E Maria Jousserand aveva abbassato la testa.
Purtroppo Claudina diceva la verit.
L'esperienza degli uomini che la vecchia ragazza
credeva di possedere, aveva fatto fiasco; non tutti
ritornavano, quando avevano le tasche vuote. Senza
contar che i giorni passavano senza portare nessun
cambiamento. N il signor Michot, n il signor
Floch sapevano dove era andato a finire Desiderio.
Era stato un fiasco anche quello.
E neppure le sue preghiere, neppure quelle, almeno
per ora, avevano portato un miglior risultato...
Erano passati due mesi da quando Desiderio era
partito e ancora non era ritornato.
Claudia aveva tenuto duro, con molto spirito...
ma doveva confessare che, durante quelle lunghe
settimane, ogni suo risveglio era stato un po' pi
penoso del precedente...
Da principio, le succedeva di restare in albergo
senza voler uscire, dicendo di essere stanca o di
avere mal di testa, mentre dentro di s doveva confessare
che restava per attendere.
Attendere che cosa?
Ogni giorno appariva pi evidente che Desiderio
aveva lasciato Nizza e non vi sarebbe pi ritornato.
Eppure questa evidenza le sembrava illogica e
non riusciva a persuadersi che un uomo potesse lasciare
la moglie, soltanto per Un bicchiere di vino
avuto nel viso.
In confronto a tutte le angherie che sopportano a
volte dalle loro mogli gli uomini sposati, il suo gesto
mancava, s, di eleganza, ma era stato abbastanza
innocuo!
D'altra parte Claudia dava una grande importanza
al fatto che essi erano marito e moglie. Poteva
riderne Desiderio, ma i legami del matrimonio
e le carte dello stato civile, che lo certificavano, avevano
un certo valore.
Ella portava il nome dell'avvocato, che diavolo!
Aveva un bel volersi allontanare da lei, non poteva
impedire che ella fosse sua moglie.
E queste riflessioni che faceva venti volte al giorno
le permettevano di sperare che suo marito non fosse
andato tanto lontano come si poteva credere. Forse
egli era in qualche luogo vicino, ancora in collera
senza dubbio, ma non del tutto indifferente a quel
che le accadeva.
Quando ella girava febbrilmente per tutti i locali
eleganti del litorale, ristoranti, teatri, sale da t,
da giuoco o da concerto, non era tanto per distrarsi
e per stordirsi, quanto nella speranza, sempre vana
e sempre rinnovata, di ritrovare suo marito o di
averne notizia.
Errore completo di giudizio, giacch ella non lo
aveva visto in alcun luogo, nessuno le aveva parlato
di lui, e n un colpo di telefono, n una lettera
erano venuti a precisare che egli esistesse.
Il fuggitivo non aveva dato segno di vita... Ed
ella non credeva pi che potesse darne ora.-
Tutto questo ripassava nella mente di Claudia
in una mattina di solitudine in cui ella si attardava
a letto, mentre fuori il sole illuminava il mare
scintillante.
E all' improvviso la giovane donna si sent invasa
da un' immensa stanchezza.
Perch ostinarsi a lottare cos?
Ella diceva a se stessa che, per fortuna, soltanto
il suo amor proprio era impegnato in quell'avventura,
ed era abbastanza per un tipo orgoglioso come
lei! Ma insomma, la ragione deve far tacere l'amor
proprio!... Quando fosse necessario, ella saprebbe
bene scuotere la sua noia e riprendere la vita felice
di un tempo.
Finita tutta quella storia, non sarebbe rimasta
che una ferita fatta al suo orgoglio.
Perch non bisognava credere che il suo cuore
fosse in giuoco, n che fosse colpito uno solo dei
suoi sentimenti!
Questa idea poteva rientrare nelle fantasticherie
della sua vecchia istitutrice, ma era indegna di una
donna moderna, coraggiosa e positiva come Claudia.
L'indignazione, la collera, un certo rispetto contro
se stessa? S, ella aveva ammesso tutto ci fino
a quel giorno... ma niente altro!
Ora che aveva messo in chiaro i propri sentimenti,
ella poteva cercare di definire quelli di suo marito.
L'ho offeso pubblicamente... Per un uomo fiero
come Desiderio una simile ingiuria  dura a digerire!
Deve credere che tutta Nizza sia informata
dell'avventura; quindi non ritorner mai qui.
Ed ella a un tratto ebbe orrore della sua vita
presente; il sole, il mare, le palme e perfino la bella
camera dell'albergo, tutto le fu odioso, tutto le ricordava
il suo gesto fatale, le impazienze, i rimpianti,
le attese. No, no! Non poteva sopportare pi
neanche per un momento la Costa Azzurra!
Un colpo di campanello, e Claudia ordin di preparare
il bagaglio.
La vecchia signorina si rallegr di quella partenza
che avrebbe distratto la sua antica allieva.
- Ma se il signor Desiderio ritorna a Nizza? -
ella os dire, perch bisognava prevedere anche
quello.
- L'ho aspettato abbastanza, non ritorner.
- Forse questa  una conclusione un po'affrettata.
- Perch dite cos? -
Maria Jousserand esit. Vi erano certi punti di
cui Claudia non voleva sentir parlare.
- Via, finite, giacch avete cominciato.
- Pensavo, - cominci la vecchia signorina, cercando
le parole - che il signor Desiderio non 
abituato alla gran vita... Tra poco si trover... a
secco! Allora... capite... i cavalli ritrovano sempre
la strada che conduce alla mangiatoia!
- Benissimo, mi raggiunger. Del resto, non si
pu andare avanti cos... voglio far domanda di
divorzio!
- Di divorzio? -
Maria Jousserand fu sconvolta da quella parola.
S, era una soluzione, ma Claudia faceva bene a
spingere subito le cose al peggio?
Certo,  triste avere un marito che va via e non
torna pi, ma il divorzio sarebbe bastato a far tornare
la serenit nella donna abbandonata?
E le labbra che non sanno pi sorridere, riacquisteranno
l'allegria perch un giudice avr deciso
che il marito e la moglie sono liberi ciascuno di
rifare la loro vita?
La vecchia ragazza sospirava, senza credere all'efficacia
del rimedio.
Se nella giovane milionaria avesse parlato soltanto
l'orgoglio, la soddisfazione di privare Desiderio
dei vantaggi di un ricco matrimonio sarebbe
stata un balsamo alle ferite dell'amor proprio di
sua moglie; ma Maria Jousserand non era affatto
sicura che la sua padroncina fosse colpita soltanto
nella sua fierezza. Quel pallore ostinato, quella tristezza
invincibile, quella noia di tutto, facevano pensare
ad altro e non a una semplice questione di
vanit.
La buona donna non sapeva con precisione quali
rapporti d'intimit esistessero tra i due sposi; la
sua allieva non aveva mai fatto parola di ci, ma
ella pensava che un marito  un marito e che Claudia
pareva fosse molto felice finch Desiderio le era
stato vicino; quattro mesi erano pochi per creare
un legame inalterabile, ma in ogni modo, per una
persona onesta come la sua giovane compagna, un
divorzio proprio non ci voleva.


Capitolo 28.

A Parigi Claudia cominci subito ad occuparsi
dell'affare. Prima di cominciare le pratiche per il
divorzio, bisognava cercare di sapere dove era andato
a finire Desiderio. Facendo tacere il suo orgoglio,
ella si sentiva disposta ad andare per prima
da lui e a spiegarsi lealmente sull'argomento che
li divideva.
Ella non credeva che egli fosse cos cocciuto nel
suo rancore, n cos pieno di orgoglio; ma poich
invece era cos, e lei aveva avuto dei torti, accettava
di farsi avanti per prima.
Disgraziatamente, come gi era successo a Maria
Jousserand, anche lei ebbe la delusione di sapere
che, tanto il suo notaro quanto il direttore dell'Agenzia
Edera, erano completamente all'oscuro di tutto
quanto (riguardava Desiderio.
Al signor Floch, la giovane donna volle nascondere
il suo disinganno, ma col signor Michot la
cosa and diversamente; le costava abbastanza caro,
costui!
-  del tutto inammissibile che voi non sappiate
dove si trova il vostro antico cliente! Bell'azienda
la vostra, dove non si riesce neanche a scovare un
indirizzo! -
Il signor Michot rimase mezzo soffocato. Nessuno
ancora si era mai permesso di parlare della sua
Casa con tanta leggerezza.
- La mia agenzia  seria, - egli protest - il
mio personale  superiore a ogni rimprovero. Soltanto,
io sapevo che vostro marito era a Nizza con
voi, quindi non mi poteva venire in mente di doverlo
far sorvegliare...
- Il vostro interesse per esigeva che questo matrimonio
andasse bene e durasse a lungo...
- Infatti! Ma com'era possibile pensare che, dopo
quattro mesi, Valencourt vi lasciasse? Sinceramente,
signora, sarei stato da rimproverare se avessi fatto
una supposizione simile.
- Eppure, voi vedete dove siamo giunti.
- Vostro marito  intelligente... In via normale
egli avrebbe dovuto preoccuparsi del suo interesse.
- Desiderio pi che altro si preoccupava del suo
orgoglio. -
Il direttore dell'Agenzia Edera pens tra s che
con una donna come Claudia la fierezza dell'avvocato
aveva dovuto esser messa pi di una volta su
dura prova, ma si guard bene dall'esprimere questa
sua idea-
si content di mostrarsi dello stesso parere della
sua ricca cliente.
- Certo, - egli disse con aria addolorata - vostro
marito era molto vanitoso.
- Dite che era la superbia personificata!
- All'infuori di questo, il suo carattere era
buono?
- Certo! Era un uomo calmo, altero, superiore...
sorriso ironico... modi corretti... sempre impeccabile...
Soltanto, egli non sapeva perdonare un'offesa.
- A questo punto? - disse l'altro sbalordito all'idea
che un uomo che in certo modo si era venduto,
potesse avere tante pretese.
- Pi di quanto immaginiate. Ci sono delle donne
che in un impeto di collera sono capaci di dare uno
schiaffo al loro marito o di buttargli in faccia un
bicchiere pieno di vino; se avessi osato qualcosa di
simile egli sarebbe partito senz'altro.
- Agli uomini, in generale, non piacciono gli
schiaffi, - osserv timidamente il signor Michot.
- Ed  naturale, del resto. Ma non  questo il
caso... non si tratta di ci... Oh, no, non di questo!
Voglio dire soltanto che molti uomini sopportano
le crisi nervose delle loro mogli... mentre Desiderio
non le avrebbe sopportate... E partito cogliendo
il primo pretesto... come se non aspettasse
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che quello. In realt egli non si  mai insediato nel
matrimonio.
- Insediato? - fece l'uomo d'affari spalancando
gli occhi.
- S, pareva sempre che egli credesse di esser
con me provvisoriamente... non aveva disfatto i
suoi bagagli per partire pi presto, quando ci separeremo...
egli diceva. -
Il signor Michot fece un balzo sulla seggiola.
- Come? Diceva cos? - chiese.
- Ma s! Molte volte aveva alluso alla nostra
separazione. Quando uno di noi due incontrer
l'amore...  fatale! egli affermava.
- Cos egli ammetteva francamente la possibilit
di lasciarvi?
- S, soprattutto negli ultimi tempi... Metteva in
burletta il nostro matrimonio... Non prendeva sul
serio nemmeno i vantaggi materiali che gli avevo
assicurati... come se non ci avesse mai contato.
- Questo  straordinario, davvero! - convenne
subito il bravo signor Michot. - Ci aveva gi disgustati,
il signor Floch e me, alla firma del contratto...
- Come, c'era stato qualcosa allora? Non me ne
parlaste.
- Poich non era di grande importanza... Per,
il vostro notaro ed io avevamo osservato lo strano
esame del vostro contratto come se egli avesse paura
che gli venisse richiesto troppo, in caso di divorzio
con voi...
- Cos, anche prima del matrimonio, egli prevedeva
la rottura. Come maravigliarsi dopo ci che
alludesse spesso a una possibile separazione I -
Ella s'interruppe, e i suoi occhioni spalancati
guardarono pensosamente nel passato dove ogni
particolare le appariva, a distanza, di una chiarezza
lampante.
- Ora capisco, - ella balbett. - Diceva cos per
prepararmi agli avvenimenti... Forse anche aspettava
la prima occasione per andarsene...
- Ma perch?... C' forse una donna di mezzo
in quest'affare?
- Non lo so, - balbett Claudia smarrita - non
lo so!... Non ci ho mai voluto credere... Era troppo
spiacevole un simile sospetto... Mi faceva l'effetto
di un' ipocrisia che non volevo assolutamente ammettere. -
Ella si era appoggiata coi gomiti alla scrivania
del direttore, e con la testa tra le mani rifletteva,
in silenzio.
La fronte del signor Michot si era oscurata. In
fondo, in quell'affare egli aveva la sua parte di responsabilit;
quell'uomo che egli aveva fatto sposare
a Claudia gli era sempre parso abbastanza misterioso;
oltre alla strana maniera di esaminare il
contratto, vi era stato anche il loro primo incontro,
in casa del banchiere Wass... Valencourt era letteralmente
saltato addosso al direttore dell'Agenzia
Edera...
Poi, quel ragazzo che si vantava con tanta calma
di aver mangiato il patrimonio lasciatogli dai genitori...
quell'avvocato che rammentava sempre con
ironia di essere senza cause... quell'uomo senza
denari che nessuna cifra riusciva a commuovere e
che intascava gli assegni senza batter ciglio... quel
pretendente strano, insomma, che tutte le esigenze
di Claudia non erano riuscite a turbare...
S, ora il signor Michot aveva mille motivi per
rimproverarsi la sua mancanza di chiaroveggenza...
Un uomo abile come lui si era fatto metter
nel sacco.
- Sono davvero dispiacente di avervi presentato
quel giovanotto, - egli disse con l'abituale franchezza.
- Voi lo sceglieste... io avrei preferito vedervi
prendere uno degli altri due pretendenti che vi
avevo destinati... Ma voi non voleste neanche esaminarli.
- Non mi piacevano.
- Avrebbero messo maggior impegno ad accontentarvi.
- Per il mio denaro, forse. Preferivo Desiderio
Valencourt.
- Purtroppo egli vi ha delusa. Non  stato un
buon marito.
- Al contrario!... Il signor Valencourt  sempre
stato perfetto. Era un uomo educato, cortese, premuroso.
E giovane, spiritoso e simpatico. Come
marito era straordinario.
- Ma poco fa dicevate... enumeravate i suoi difetti.
- Perch  andato in collera stupidamente... per
un'inezia. Il suo maledetto orgoglio!... E poi era...
un po' freddo. Non abbandonava mai quell'aria di
riserbo... N una parola affettuosa, n un complimento...
- Si capisce, era inteso che voi gli avreste proibito
qualsiasi intenzione galante. -
Claudia alz le spalle, e rispose burbera:
- Proibito, proibito... Naturalmente tutte le donne
desiderano di essere rispettate, ma questo non
impedisce ai loro amici di far loro la corte e di
tentare di conquistarsi la loro simpatia.
- Ah! Era questo dunque che aspettavate da vostro
marito? -
Il signor Michot era sbalordito. Dopo tutte le esigenze
che la sua cliente aveva stabilito su quell'argomento
nel loro primo colloquio, egli aveva
ben diritto di restare sorpreso da quelle parole.
- Dio mio! - Claudia spieg con calma. - Tra
marito e moglie... una volta che si conoscono... 
abbastanza normale, anche in condizioni analoghe
alle nostre, che il marito cerchi di guadagnarsi la
benevolenza della moglie... Ebbene, il signor Valencourt
non ha mai una volta mostrato di far attenzione
al mio abbigliamento o al colore dei miei
occhi. Era insensibile a ogni civetteria e pareva
non accorgersi che io ero una donna... Sua moglie!
Potete davvero vantarvi di avermi scovato un gran
buffo tipo. Come agenzia matrimoniale non c' male
davvero.
- Scusate! - esclam il signor Michot toccato
sul vivo. - Non tirate in ballo la mia Casa. Voi
volevate un marito corretto ed io ve l'ho trovato.
Se mi aveste detto che invece volevate filare con lui
il perfetto amore... -
Claudia divent rossa.
- Ma via, signore! - ella protest indignata. -
Non ho mai avuto i pensieri che mi attribuite. Mi
sarebbe piaciuto avere un marito premuroso per
lasciarmi corteggiare da lui... essere capricciosa...
incoraggiarlo oggi, e domani...
- ... mandarlo a spasso. Ebbene, signora, se mi
aveste esposto questo programma, non vi avrei
ascoltata, ecco tutto. Dove avete visto agire cos con
un uomo?
- Dappertutto!... Farsi corteggiare usa dappertutto!
Non avete dunque letto i romanzi stranieri?
- rispose la giovane milionaria con impeto. - Perch
si dovrebbe pagare un marito? Perch egli si
mostri premuroso con voi! -
Il signor Michot stava proprio per scoppiare.
- Se son questi gli argomenti coi quali volevate
trattenere vicino a voi il signor Valencourt, mi dispiace
dirvelo, signora, non mi maraviglio affatto
che egli se ne sia andato. -
Cominciava davvero a irritarlo quella donnina,
con le sue pretese di milionaria che riduce tutto a
una questione di prezzo.
E il direttore dell'Agenzia Edera non glielo mandava
a dir diedro.
Dentro di s,  vero, riconosceva di aver avuto
dei torti e pensava di trarne insegnamento per
un'altra occasione, ma non poteva ammettere che
gli si attribuisse tutta la responsabilit in un affare
che aveva preso una brutta piega.
E poi lui forniva il coniuge, ma se il matrimonio
non andava bene, la colpa era degli sposi.
- Un marito bisogna saperselo tenere, - egli fin
- altrimenti, tanto peggio! Egli se ne va, e corretegli
dietro, quando non c' pi! -
Claudia si alz indispettita. Anche lei, come il suo
interlocutore, non voleva avere la responsabilit
degli avvenimenti.
- Ebbene, - ella disse eccitata - un marito si
lascia, anche. C' il divorzio, mi pare, per dar soddisfazione
agli scontenti. Vi do quindici giorni di
tempo per ritrovare Valencourt... Passato questo
termine, faccio domanda di divorzio! E tanto peggio
per lui, e per la vostra Agenzia, anche se a voi,
personalmente, non interessano affatto i vantaggi
che questo matrimonio vi dava. Quindici giorni,
avete capito? Non un giorno di pi. -
Il signor Michot tent invano di calmare Claudia.
Ella se n'and furente contro di lui... e contro se
stessa.
Era poco idiota quell'uomo a credere che ella fosse
stata aggressiva con Desiderio? Non era stata sempre
conciliante e cortese, invece?... Insomma ella
aveva cercato... aveva fatto di tutto per accontentarlo.
Con lui non le costava nessuno sforzo esser
gentile. Soltanto con gli altri ella si mostrava dispotica,
e se poco prima ella aveva perso la calma
col direttore dell'Agenzia Edera, era .perch in realt
egli non aveva mostrato nessun turbamento alla
notizia della partenza di Desiderio.
E quella riflessione che aveva fatto! Filare il
perfetto amore. Quell'uomo era uno stupido a non
comprendere ci che ella voleva dire... un piacevole
accordo, dei rapporti cordiali con un uomo simpatico...
nient'altro... come nel romanzo spagnuolo,
in cui un uomo vi circonda di mille attenzioni, sempre
rinnovate... dove un uoano sembra non avere
altra preoccupazione all' infuori della vostra persona,
mentre voi fate finta di non accorgervi di lui.
Ecco quello che aveva cercato e desiderato... Questo?...
S!... Con Desiderio questa schermaglia sarebbe
stata deliziosa! E invece... Il suo compagno
non somigliava affatto a un eroe di romanzo... nemmeno
spagnuolo. Egli l'aveva delusa... E tutto questo...
il signor Michot non l'aveva voluto capire.
D'altronde, ella cominciava ad accorgersi che
nella vita le cose non si svolgono affatto come nei
romanzi.
Esaminando bene tutto quello che era successo tra
lei e suo marito, dov convenire che tutto, fin dal
primo giorno, era stato differente dal libro annunziatore
di tante gioie.
E Claudia, siccome cominciava a essere di cattivo
umore e provava il bisogno di sfogare il suo malcontento
su qualcuno o su qualche cosa, appena
giunta davanti alla porta di casa, corse difilato in
camera sua
Maria Jousserand, per l'appunto, era l che metteva
della biancheria nell'armadio.
- Come va, Claudina? - chiese la vecchia zitella vedendola entrare come una ventata.
- Benissimo, - rispose distrattamente la giovane.
Ella cercava con gli occhi qualcosa che doveva essere
a portata di mano.
Avendo scorto il romanzo spagnuolo messo con
cura sopra un tavolino da lavoro, ella lo afferr,
e con rabbia cominci a strapparlo.
- Libro idiota! Racconto ridicolo! Con questa
roba si demolisce il cervello di una ragazza! Come
se fosse possibile un matrimonio simile! -
La vecchia istitutrice, inchiodata al suolo, la guardava
spaventata.
Le pagine del libro erano state staccate, strappate,
e i pezzetti accartocciati giacevano sul tappeto persiano
dai colori smaglianti.
- Che cosa succede, bambina mia? Perch avete
strappato quel volume?
- Perch  pieno di cose stupidissime! Al fuoco!
Chiamate Celina perch porti via questi fogli e li
bruci immediatamente.
- Questo sfogo vi ha fatto bene, piccina mia? -
chiese con dolcezza l'umile testimone di tante scene
analoghe.
- Soprattutto mi ha liberata da certe illusioni e
da qualche idea romantica. Comincio ad avere un'altra
anima... una nozione pi giusta delle cose. Ci
vedo pi chiaro. Quel libro mi aveva fatto perdere
completamente il buon senso. Avrei finito col credermi
obbligata a innamorarmi di mio marito. Ma
 finita! Eccomi calma... e ragionevole. Ho preso
una decisione: se tra quindici giorni Desiderio non
 ritornato... o non l'ho ritrovato, faccio domanda
di divorzio. S, di divorzio! E questa sar la fine
di questa inverosimile storia.
- Il divorzio? La finale? -
Maria Jousserand scoteva la testa.
- Ebbene, che cosa c'? - disse con stizza Claudia.
- Non approvate il divorzio?... Dopo tutto,
sono unita a Desiderio soltanto col matrimonio civile!
- Mio Dio! - fece la vecchia signorina con gran
dolcezza. - Avete ragione, Claudia. Il divorzio 
una fine spesso opportunissima... soltanto... soltanto...
- Soltanto, voi volete tirar fuori ancora qualche
argomento contrario.
- No, no. Penso... mi pare.che dovreste aspettare
ancora qualche tempo prima di prendere una
simile decisione.
- Ecco, ne ero sicura. Quando mi sono sposata,,
agivo troppo in fretta, secondo voi. Avrei dovuto
attendere un incontro favorito dalla Provvidenza...
serbarmi per l'uomo che il Cielo mi destinava e
che un giorno o l'altro avrebbe messo impensatamente
sul mio cammino. Dicevate che  uno sbaglio
cercare di sposarsi... Secondo Voi, si deve sposare
soltanto quello o quella che il destino fa apparire
all' improvviso nella nostra vita. Senza l'intervento
del caso, per voi, un matrimonio non pu riuscire.
- Le bestie col loro istinto fanno proprio cos.
- S, ma per fortuna noi non siamo delle bestie.
Del resto, dovreste rallegrarvi, ora, poich
questo matrimonio che avete tanto biasimato verr
annullato. -
Ma la vecchia signorina continuava a tentennare
la testa...
Certo, ella non era mai stata favorevole al matrimonio
di Claudia e di Desiderio; lo aveva disapprovato
con tutta la sua debole autorit e aveva
anche lottato contro una tale unione in nome di
tutti i suoi vecchi pregiudizi e dei principii ormai
sorpassati della sua giovent.
Ora che gli avvenimenti le davano ragione, invece
di trionfare ella ne era sinceramente addolorata.
Il divorzio le pareva riprovevole quanto il matrimonio...
La felicit di Claudia era la sola cosa che le stava
a cuore e quella felicit sembrava molto compromessa...
in qualunque maniera si esaminassero le
cose.
Un divorzio!
- Povera la mia piccina! Il divorzio non far
rifiorire il sorriso sulle vostre labbra... -


Capitolo 29.

Il termine di quindici giorni fissato da Claudia
pass senza portare alcun cambiamento.
Da principio, la giovane donna scherzava e contava,
con una certa allegria, i giorni.
Ancora quattordici giorni... ancora dodici, dieci,
otto...
Ma quando la seconda settimana fu per finire,
ella smise di parlarne.
Maria Jousserand se ne rallegr e dentro di s
pensava:
La mia Claudina  ragionevole; aspetter di
avere ritrovato il marito prima di prendere una
decisione.
Ma in questo si sbagliava.
Il sedicesimo giorno, Claudia, che negli ultimi
tempi aveva evitato di parlare di Desiderio, usc
dalla sua apatia.
Suo marito non dava segno di vita, il signor Michot
non era riuscito a trovarlo... Le cose, normalmente,
non potevano andare avanti cos.
Una sola cosa maravigliava la giovane donna, che
Desiderio non prendesse l'iniziativa del divorzio,
bench Claudia per prima avesse avuto dei torti
verso di lui.
Il bicchiere di vino che ella gli aveva gettato sul
viso equivaleva a una grave ingiuria in pubblico,
ed egli avrebbe potuto valersene per ottenere una
separazione vantaggiosa.
Suo marito, ella pensava, voleva lasciare a lei
tutta la responsabilit della rottura definitiva.
Per spirito cavalleresco, probabilmente... Ma
forse, s io aspettassi ancora a prendere una decisione,
egli agirebbe!
Quest' idea le fu penosa... Da qualunque parte si
voltasse sentiva che gli avvenimenti la stringevano
e che bisognava che ella si liberasse da essi.
Se non lo faccio io, lo far lui. Se ci fosse stata
la possibilit di un accomodamento, Desiderio non
avrebbe preso tante precauzioni perch non riuscissi
a trovarlo. Egli desidera che il divorzio venga
pronunziato con questo solo motivo: Abbandono
del domicilio coniugale e non per un'altra ragione...
ragione che forse conoscerei se potessi sapere
dove egli si trova...
E naturalmente, un tale ragionamento portava a
questa conclusione, dolorosa per il suo amor proprio,
e che anche il signor Michot aveva preso in
considerazione:
Egli non vive certo solo in questo momento!...
Mi ha lasciata per andare da una donna... quella
del viaggio a Parigi... la sua vecchia amica che
senza dubbio ha la mia et!
Questo pensiero agiva in lei come il vetriolo sulla
carne viva.
Tutto il suo essere era in ebollizione.
Non posso... Non posso aspettare ancora! La
mia esitazione diventa debolezza. Il marito che ho
comprato si burla di me. Bisogna arrivare a una
conclusione al pi presto possibile... Finito il matrimonio,
finita la commedia. Ne sposer un altro
che almeno avr dei riguardi con me... se non altro
a causa del mio denaro!
Non osava neanche pi sperare di essere amata
per se stessa.
Una sera, ella disse improvvisamente a Maria
Jousserand:
- Telefonate al signor Floch che domani andr
da lui, chiedetegli un appuntamento. Bisogna che
egli mi metta in relazione al pi presto con un
avvocato.
- Siete decisa, Claudia?
- Certo, decisissima.
- Bambina mia, voi sapete che un divorzio, come
un matrimonio, impegna per la vita...
- Molto pi di un matrimonio anche, - rispose
la giovane donna sorridendo con una certa amarezza.
- Il divorzio quasi sempre  definitivo, mentre
il matrimonio non lo .
- Purtroppo  vero, - ammise la vecchia signorina
con un sospiro.
- E il matrimonio, almeno il nostro matrimonio,
non ha dato in verit molti obblighi n a mio marito
n a me.
- Vado a telefonare, - disse Maria Jousserand,
che voleva porre fine a quel colloquio, che le era
particolarmente penoso.
E il giorno dopo Claudia and dal signor Floch...
Vide anche il grande avvocato Kransin, che il notaro
le fece conoscere.
Nello stato di snervamento e di stanchezza in cui
si trovava, la giovane donna abbandonata sarebbe
ricorsa a tutti i personaggi della terra se ci avesse
potuto ricondurre la calma nella sua povera testa
affaticata.
Ella dov raccontare la sua triste storia al vecchio
notaro e al brillante avvocato. In risposta alle
sue confidenze, le assicurarono che tutto sarebbe andato
bene; i suoi affari erano in buone mani e ogni
cosa si sarebbe accomodata.
- State tranquilla, signora, - le dicevano. -
Certo il vostro caso  un po' speciale, ma ogni caso
ha un suo carattere proprio, e potete esser sicura
che sar tenuto conto di tutte le vostre indicazioni. -
La giovane donna non poteva non credere a ci
che essi le dicevano.
- Vi ringrazio, ho fiducia in voi. Ma...  una cosa
talmente sottile... ho paura.
- Non temete di niente, signora; se la sottigliezza
non esistesse, ci sarebbe certo un avvocato che la
creerebbe. La sottigliezza  il nostro elemento! Sappiamo
navigare in essa con grande abilit. -
Il notaro batt paternamente sulla mano di Claudia,
l'avvocato le baci con galanteria le dita. E insieme
affermarono:
- Abbiate fiducia, tutto si accomoder. -
Anche loro! pensava la giovane donna. Deve
esser proprio la formula di rito; quella cara Jousserand
mi dice la stessa cosa con la medesima mancanza
di convinzione, credo... Non vedo affatto che
cosa si possa accomodare... n come!
Ella sospir.
Tutti gli incoraggiamenti di quella gente in toga
le facevano l'effetto di medicine molto, cattive a mandar
gi.
I loro consigli le sembravano pi disastrosi del
male, ma soddisfacevano il suo orgoglio, ed ella non
sapeva trovare una soluzione pi ingegnosa.
E dire che tutto quanto succede  per colpa mia,
ella pensava indispettita. Questo  il peggio!
Perch, ora, ella conosceva il rimorso in tutta la
sua estensione. Tutti i suoi atti con Desiderio le apparivano
come una stupidit, di cui il marito beneficiava
nel suo giudizio.
A causa di tutti i suoi sbagli successivi, il divorzio
diventava necessario, e in fondo al cuore Claudia
vi si decideva di mala voglia. La separazione non
l'attirava affatto.
Prima di tutto era una grave sconfitta per il suo
amor proprio. Divorziare voleva dire ammettere il
fallimento di quel matrimonio che le persone ragionevoli
non avevano approvato... al quale avevano
predetto la pi breve durata e il pi triste avvenire...
Ella stava per dar ragione alla loro antipatica
perspicacia.
Poco male, dopo tutto!
Claudia era troppo abituata a fare soltanto di
sua testa per dare sul serio grande importanza all'opinione
della gente.
Ci che le faceva davvero paura, era il divorzio
in se stesso. Ella temeva che la manovra riuscisse
anche troppo bene! Poich un divorzio, come ella
aveva detto alla Jousserand,  definitivo.
E Claudia era ogni giorno meno sicura di volere
davvero divorziare.
Di tutte le lunghe spiegazioni che le avevano fornite
il signor Floch e Kransin, gliene era rimasta
impressa soltanto una, che le pareva della pi alta
importanza: prima del divorzio vi era ci che vien
chiamata l'udienza di conciliazione, alla quale i coniugi
sono obbligati dalla legge ad intervenire.
- Allora il signor Valencourt ci sar? - aveva
chiesto la giovane donna con aria indifferente, bench
fosse la sola cosa davvero importante per lei.
- Per forza, - aveva risposto l'avvocato.
E Claudia, felice, aveva fatto finta di approvare
i consigli dell'avvocato, il quale vedeva nella separazione
l'unico mezzo per porre fine a una condizione
anormale, che avrebbe intralciato in modo intollerabile
l'avvenire di quella donna giovane, ricca,
bella, che poteva aspirare a tutte le gioie della vita.
Giacch esisteva per lei un'occasione di rivedere
suo marito, Claudia trovava in essa una ragione
sufficiente per chiedere il divorzio.
Non posso rivederlo che con questo mezzo! ella
ripeteva tra s quasi con rabbia. Peggio per lui.
Dopo che ci saremo trovati a faccia a faccia una
volta ancora, succeda quel che deve succedere.


Capitolo 30.

Giunse il giorno tanto atteso e nello stesso tempo
tanto temuto da Claudia.
Ella era stata convocata in Tribunale per le ore
tredici.
La giovane donna non aveva messo piede nel Palazzo
di Giustizia che una volta da bambina, per
andare a visitare la santa cappella; e ne aveva conservato
un ricordo confuso di ogive e di vetrate
colorate in una costruzione di pietre scure, merlate;
qualcosa di solenne, antichissimo e molto imponente.
Quel giorno, invece, l'usciere, al quale aveva mostrato
il foglio di convocazione, la indirizz per
un lungo corridoio dipinto di verde e marrone, e
poi su per una comune scala con larghi scalini di
legno.
In alto, dopo aver salito tre piani, ella si trov
in una lunga galleria che prendeva luce da finestre
molto comuni, che non avevano affatto l'aria medioevale,
n solenne.
Quella galleria era una specie di terreno neutro
tra la sala delle donne e quella degli uomini. Nel
mezzo stava la stanza del giudice di cui si vedeva
appena la piccola porta chiusa.
Alcuni uscieri andavano in giro, per impedire cortesemente,
soltanto con la loro presenza, ogni comunicazione
tra le due sale estreme... tra gli avversari,
sarebbe meglio detto.
Claudia si sed, rassegnata in anticipo ad una
lunga attesa, in mezzo a un gran numero di donne
arrivate prima di lei e che, normalmente, dovevano
essere chiamate prima. La dea Temi, in quell'ambiente
del secolo ventesimo, non ammetteva preferenze.
La giovane donna guard le sue compagne l'una
dopo l'altra.
Vi era un punto di somiglianza fra tutte: un'aria
di precoce gravit... gravit fatta di delusione, di
stanchezza e di dispiaceri. Tutte quelle donne che
si trovavano riunite in quel luogo si erano viste
sfuggire, pi o meno presto, pi o meno interamente,
il loro sogno di felicit.
Nessuna avrebbe pi ritrovato la spensieratezza
dei venti anni, la tranquilla leggerezza di prima del
matrimonio.
Un avvocato era venuto a sedersi tra la moglie di
Desiderio Valencourt e una signora vestita di scuro,
e dava a quest'ultima lunghe spiegazioni.
Ogni tanto, nominava i bambini... Doveva trattarsi
di un vero dramma, e la donna aveva una
espressione dolorosa e cupa.
Claudia la osservava con una specie di timore e
di rispetto. Quanto aveva dovuto soffrire, la poveretta!...
E per quanto tempo! Non era pi giovane.
Quale pazienza o quale disgraziato amore le aveva
fatto sopportare una vita diventata alla fine intollerabile?
Paragonato a quel caso tragico, il suo pareva a
Claudia una fanciullaggine.
Non aveva ella giocato col matrimonio e giocato
senza rischio, protetta dal suo denaro come da uno
scudo?
Aveva giocato al fnto matrimonio. E ora... non
giocava al divorzio?... Soltanto, il giuoco era diventato
appassionante.
Claudia pensierosa abbass la testa e pieg le
spalle sotto il peso dei suoi pensieri che diventavano
sempre pi neri.
Ogni volta che l'usciere gridava un nome, ella
trasaliva e guardava allontanarsi la donna che si
dirigeva verso la stanza del giudice, mentre dalla
parte opposta della galleria un uomo, rispondendo
anche lui all'appello, spariva per la stessa porta.
La coppia andava verso il suo destino...
A volte il colloquio durava pochi minuti; gli sposi
erano decisi nel loro desiderio di separazione, e in
pochi istanti il giudice faceva loro le domande di
rito e il cancelliere registrava le risposte negative.
Ma a volte le cose andavano in lungo, molto in
lungo...
E Claudia pensava con angoscia che dietro a
quella porticina chiusa dovevano avvenire discussioni
appassionate nelle quali era decisa la sorte di
due esistenze...
Per lei era un' incognita ci che sarebbe successo
in quella misteriosa stanza del giudice... se il dado
del destino sarebbe caduto pr o contro la sua felicit...
Allora, per sfuggire all'angoscia di quei pensieri,
ella cercava di occuparsi di nuovo delle donne che
la circondavano.
Molte di esse non potevano star ferme... alcune
si riunivano in gruppi scambiandosi delle confidenze:
altre, coraggiosamente uscivano dalla sala e
facevano qualche passo nella galleria, cercando di
scorgere dall'altra parte il marito che poteva aver
fatto altrettanto.
Gli uscieri chiudevano un occhio finch gli avversari
restavano abbastanza lontani, ma impedivano
con cortese fermezza ogni avvicinamento od ogni
scambio di parole che avrebbe potuto diventare violento.
Una donnina bruna, dagli occhi arditi, che era
stata per un pezzo fuori della porta, rientr con
aria eccitata.
Andando a sedersi di nuovo sulla panca, vicino a
una chiacchierona piangente, ella le disse confidenzialmente:
- Il mio  l... L'ho visto. E anche lui mi ha
vista. E diventato pallido pallido, cara mia. E faceva
certi occhi... Ma!
- Non gli avete parlato?
- No, davvero! Ce ne siamo dette abbastanza di
parole! Ve lo potete immaginare, sono quattro anni
che ci si azzuffa giorno e notte... Ne ho fin sopra
ai capelli, io...
- Per, - disse l'altra assorta - ci si pu accapigliare...
non  poi tanto grave... Finch lui  in
casa, pu andare! Ma quando lui se n' andato...
che cosa ci volete fare? -
Claudia a quelle parole si era fatta attenta.
Sotto le frasi volgari un cuore soffriva del suo
stesso dolore!
Quando lui se n' andato... che cosa ci volete
fare?
Tutta la disperazione umana era racchiusa in
quelle parole.
E poich erano state dette dalla donna piangente,
Claudia, per contagio, sent le lacrime salirle agli
occhi.
Intanto la brunetta continuava:
- Andate a vedere, signora. Non potrebbe darsi
che ci fosse anche il vostro? -
Ma l'altra scoteva la testa:
- No... forse non ha voglia di vedermi, lui... e a
me farebbe troppo male. -
Quest'ultima non aveva detto il mio; aveva rinunziato
ad ogni idea di possesso.
Di nuovo ci fu silenzio. La maggior parte dei
posti erano vuoti, ora.
Claudia dette una rapida occhiata al suo orologio:
erano le quattro e mezzo. Tra poco sarebbe
arrivato il suo turno. Allora, ebbe un momento di
spavento.
Che cosa faceva l? Quale pazzia l'aveva spinta a
chiedere il divorzio?
Un giuoco?
S, purtroppo! Un giuoco stupido e tragico che
aveva per posta la sua felicit.
E Desiderio era l, nella sala degli uomini?
Ella non lo sapeva...
Non aveva avuto pi Coraggio di quella povera
donna lacrimante e non era andata a vedere.
Perch sarebbe venuto, lui che voleva fuggire?...
E come erano riusciti a trovarlo per convocarlo?
No, egli non c'era... ne era sicura, ora.
L'usciere apparve sulla soglia della porta e chiam
con voce indifferente:
- Signora Claudia Valencourt. -
 
Capitolo 31.

Quando entr nel modesto ufficio del giudice, Claudia
si sent svenire.
Non c'era nessuno.
C'era,  vero, il giudice, seduto dietro un semplice
tavolino di legno scuro, e vicino a lui, a un
tavolino pi piccolo, c'era anche il cancelliere, ma
questi due uomini non contavano per Claudia.
Per lei, se non c'era Desiderio, non c'era nessuno.
Ella sent come una doccia ghiacciata caderle sul
cuore.
- Sedetevi, vi prego, signora, - disse il giudice
con bont, indicandole l'unica poltrona che si trovava
nella stanza.
La giovane donna assent... Si reggeva appena.
Per, nel movimento che fece per sedersi, ella venne
a trovarsi davanti alla porta.
Proprio in quell' istante, suo marito entrava nella
stanza...
Claudia, istintivamente, sotto l'ampia pelliccia,
aveva stretto le mani al cuore che le batteva con
furia.
Desiderio era venuto... Ella lo rivedeva, finalmente!
In quell'istante la sua unica preoccupazione fu
di mantenere un viso impassibile; tutta la sua volont
si tese in quello sforzo. Forse anche Desiderio
faceva lo stesso, perch il breve e impeccabile saluto
che abbozz davanti a sua moglie fu d'una correttezza
glaciale.
Il giudice ruppe il penoso silenzio con la sua disinvoltura
professionale. La grande abitudine di
quei casi difficili, e forse una certa bont naturale,
gli avevano fatto trovare da molto tempo il giusto
atteggiamento: una cordialit sobria, che si manifestava
con grande semplicit.
Era un uomo dal viso fine e pallido, con occhi
acuti e un sorriso benevolo.
Cominci col leggere le formule d'uso, l'identificazione
dei componenti in giudizio, poi, sempre
come di rito, interrog direttamente l'attrice in
giudizio.
- Siete voi, signora Valencourt, che avete fatto
domanda di divorzio contro il signor Valencourt,
vostro marito? -
Alle prime domande, Claudia, con la gola stretta,
non aveva potuto rispondere che con un segno affermativo
della testa. All'ultima, ella rimase annientata
come se la domanda fosse un rimprovero ed
ella fosse incapace di giustificarsi.
Sul suo viso pallidissimo, nonostante il rosso artificiale
delle guance e delle labbra, solo gli occhi
angosciati davano segno di vita.
Ella sentiva pesare sopra di s gli occhi interrogatori
del giudice e lo sguardo impenetrabile di
suo marito. Le era impossibile articolare una sola
parola.
- Ve ne prego, signora, siate calma e rispondetemi
con semplicit, - riprese il magistrato con
dolcezza paziente. - Sono qui per ascoltare tutto
quello che vorrete dirmi... Parlate, dunque, con
piena confidenza. -
Come se quell'ultima parola, confidenza, avesse
avuto un potere magico, la giovane donna riacquist
subito la voce, e con decisione, quasi con violenza,
ella disse in fretta:
- S, ho chiesto il divorzio... -
S'interruppe un istante poi riprese con forza:
- L'ho chiesto... ma non lo voglio.
- Scusate, signora, non capisco bene...
-  semplicissimo, signor giudice, io non voglio...
non voglio divorziare. -
Nonostante la sua lunga esperienza, il magistrato
era rimasto un po' sbalordito, tanto dell' imprevisto
della decisione, quanto del modo netto col quale
essa era stata espressa.
- Volete dire, signora, che ritirate la domanda
che avete introdotta contro...
- Pu darsi che si debba dire cos, - interruppe
Claudia con vivacit. - Voi accomoderete le cose
come vorrete, signor giudice... Io so una cosa sola,
ed  che non voglio divorziare... Era soltanto per
ritrovare mio marito. Voi capite, per rivederlo...
era il solo mezzo, mi hanno detto.
- S, capisco, per rivederlo... Non volete divorziare?
- No. Del resto sarebbe un' ingiustizia mostruosa;
tutti i torti sono miei...
- Ah!
- S, signor giudice. Mio marito  stato sempre
perfetto.  un uomo corretto, serio, ben educato...
 tutta colpa mia. Lo riconosco, ho avuto torto...
tutti i torti... tutti. -
Ella si sentiva venir meno, non perch la confessione
umiliante le fosse penosa, ma perch la commozione
le stringeva la gola, e perch, caduta la
tensione che l'aveva fatta parlare, era rimasta senza
forze.
Aveva premeditato di accusarsi lealmente e non
aveva esitato.
Aveva pensato che poich l'ingiuria (il suo stupido
gesto al Palazzo del Mediterraneo) era stata pubblica,
la riparazione doveva essere fatta davanti a
dei testimoni, affinch l'amor proprio di Desiderio
potesse avere piena soddisfazione.
Eppure, in quell' istante, ella aveva coscienza che
il riconoscimento dei suoi torti era una cosa insignificante
e non aveva gran vantaggio; Desiderio
restava sempre impenetrabile e freddo.
Tremante di commozione e di angoscia ella ripet:
- No, non voglio divorziare...
- Benissimo, signora, - rispose il magistrato con
quella specie di rassegnazione condiscendente che
hanno le persone grandi per i capricci dei bambini
viziati.
E rivolgendosi a Desiderio, soggiunse:
- Avete sentito, signore?
- Ho sentito, - rispose Desiderio con voce calma.
Egli era sempre molto padrone di s e soltanto
il suo sguardo pi brillante del solito sarebbe stato,
per chi lo conosceva bene, un indice di commozione.
- Ho sentito, - egli ripet. - Ma la decisione
della signora non pu interrompere il corso della
procedura. Mi permetto ricordarvi che ho fatto presentare
dal mio avvocato una domanda riconvenzionale.
Dovete avere, signore, questi diversi atti nell'inserto.
- Infatti, - disse il giudice scorrendo alcuni fogli.
- Secondo la legge, la cosa  regolarissima,
ma oggi, in questo luogo, noi dobbiamo considerare
soprattutto la condizione morale e il cambiamento
che porta ad essa la nuova decisione della signora
Valencourt. Ci avete riflettuto?
- Non voglio tornare sopra a quello che ho deciso,
- rispose freddamente il giovanotto.
- Via, signore, voi non potete trascurare questo
fatto nuovo. Volete che lo esaminiamo insieme?
- Credo che non sia necessario. C' per un errore
della signora che voglio mettere in chiaro; tutti
i torti sono da parte mia e non sua, in questo doloroso
affare. Ho abbandonato il domicilio coniugale,
ho lasciato mia moglie alla quale non avevo
niente da rimproverare... Insisto su questo punto,
signor giudice; la signora  una donna seria e la
sua condotta  irreprensibile.
- Ma s, certo! - fece il giudice condiscendente.
- La signora Valencourt diceva poco fa... -
Ma Valencourt deciso, lo interruppe:
- La signora  generosa. Ella vuole con la sua
indulgenza pareggiare le nostre responsabilit, mentre
io non merito nessuna piet da parte sua...
Nonostante tutto, io mantengo la mia domanda di
divorzio! -
Il giudice guard prima quell'uomo che gli parlava
con tanta fredda energia, poi la giovane donna
che aveva sul grazioso visino i segni di una vera
angoscia.
Istintivamente, la sua piet andava verso quest'ultima
che era davvero simpatica e che, in fin dei
conti, rappresentava la morale, poich respingeva
l'idea del divorzio accettata con tanta facilit dal
marito.
Ma, bench non lo mostrasse, il giudice aveva una
certa considerazione per la personalit di Valencourt, ed esitava sul da farsi.
- Allora, che cosa decidete? - gli chiese con
prudenza.
- Che la procedura prosegua il suo corso. -
Il giudice sospir.
- Va bene, - disse senza entusiasmo.
E rivolgendosi alla giovane donna:
- Avete capito, signora? Mi vedo costretto... -
Ma ancora una volta Claudia, senza complimenti,
tolse la parola al giudice.
Da quando suo marito aveva cominciato a parlare,
ella non l'aveva lasciato un momento con gli
occhi e nel suo sguardo allucinato si accendeva una
luce di disperazione.
- Che cosa vuol dire ci? - ella grid. - Dal
momento che ritiro la mia domanda! Dal momento
che io non voglio! -
Un tremito convulso la scoteva.
Ella non capiva, ma sentiva che il giudice stava
per concludere nel senso desiderato da suo marito...
E il desiderio di quest'ultimo sembrava fosse contrario
al suo.
Si era alzata con uno slancio impulsivo e aveva
esclamato:
- Ma, ho capito bene? Non siete mica voi, Desiderio,
che chiedete il divorzio?... Questo non pu
essere, non  cos, non  vero?
- S, sono io che lo voglio, - egli ripet lentamente
calcando su ogni parola, con voce afona, ma
sicura. - Credo che non ci sia niente in questo che
possa stupirvi, signora, dopo... -
Egli non fin. Claudia, con le braccia tese in un
gesto di preghiera, gli veniva incontro.
- No, no, - ella singhiozzava disperata. - Desiderio,
ve ne prego... Non voglio! Non voglio! -
Ella vacillava, cos debole, cos paurosamente
pallida, che Desiderio si alz, credendo che stesse
per cadere.
- Via, vi prego... Sapete bene che quel matrimonio
non poteva durare; era una follia alla quale
non avrei mai dovuto acconsentire... Bisogna,  necessario,
che questa commedia finisca... Capitemi;
non pu durare! -
Ma ella ripeteva come un automa:
- Non voglio! Non voglio! -
Siccome ella cercava di attaccarsi a lui, egli la
respinse.
- Via, siate ragionevole, Claudia. Devo avere dell'energia,
oggi che si presenta l'occasione di accomodare
le cose in modo ragionevole. Questo divorzio
 assolutamente indispensabile per la nostra
felicit... a tutt'e due.
- No, no, Desiderio... Non voglio! -
Ella era soltanto una creatura infelice, sconvolta
dalla disperazione
- Non voglio, Desiderio... Ve ne prego! -
Era un balbettio, un lamento sordo... un singhiozzo
soffocato.
- Vi... amo... io! -
Le sue braccia batterono l'aria ed ella si pieg
su se stessa inanimata.
Udendo le parole sfuggite a sua moglie, Valencourt
parve vacillare, come se una delle parole, con
la violenza di un proiettile, lo avesse colpito in pieno
petto.
Completamente sconvolto, egli lasciava scorgere
la commozione che lo attanagliava.
- Claudia! - egli grid vedendola cadere. - Piccina
mia! -
L'aveva rialzata e presa tra le braccia. Macchinalmente
la stringeva a s perch non scivolasse di
nuovo a terra.
Egli tremava tanto forte ed era cos turbato, che
il cancelliere dov aiutarlo a mettere Claudia sopra
la poltrona; poi, siccome queste sincopi non
sono rare nelle udienze di conciliazione, l'uomo
prese da un cassetto la boccetta dei sali che serve
di solito in simili casi, e la pass a pi riprese sotto
le narici della giovane donna.
-  un semplice svenimento, - egli spieg -
passer presto. Ecco, vedete, apre gli occhi. -
Egli si allontan per lasciare il posto al marito
ansioso e sconvolto.
- Claudia! Claudina mia! - egli ripeteva con
voce rauca per la commozione interna, mentre il
suo sguardo smarrito cercava di leggere negli occhi
pieni di lacrime della giovane donna disperata.
Si ha un bell'essere calmissimi, ponderati, energici,
e anche un pochino spavaldi, specialmente
quando altri uomini ci guardano, ma si ha sempre
un cuore capace di spaventarsi!... Quella piccola
Claudia cos decisa, cos orgogliosa, che si era svenuta
davanti a lui gridandogli il suo amore, aveva
saputo risvegliare la sensibilit dell' impassibile giovanotto.
Valencourt, ora, durava fatica a rattenere la sua
commozione. Qualcosa come un singhiozzo gli stringeva
la gola e una lacrima avrebbe fatto tanto bene
ai suoi occhi arrossati.
A poco a poco, la giovane donna riprendeva le
forze e le sue labbra si movevano. A voce bassissima
e in fretta ella mormorava delle parole inintelligibili,
ma che Desiderio cap subito.
- No... no... non voglio... Era soltanto... per
rivederlo... per rivederlo...
- Claudia, mia adorata! -
Valencourt aveva dimenticato la presenza del giudice
e del cancelliere. Chino su sua moglie l'aveva
stretta e la sosteneva con le braccia vigorose, e non
pensava che a tranquillizzarla.
- Mia piccola Claudia...  finito... dimentichiamo
tutto... mia diletta, stiamo insieme... sempre insieme... -
Il giudice doveva presagire una soluzione felice
del conflitto. Un sorriso benevolo gli illuminava il
viso, ma per non disturbare la coppia, faceva finta
di essere immerso nella lettura degli inserti che
aveva davanti.
Il cancelliere, al tavolino scuro, disegnava con
gravit un albero sul margine bianco di un foglio,
mentre con la coda dell'occhio non perdeva niente
della scena.
Desiderio sosteneva ancora Claudia vacillante,
mentre questa, ripresa coscienza completamente,
aveva messo la testa sulla spalla del marito, la
fronte contro il suo viso e una mano nella sua che,
senz'accorgersene, egli stringeva con passione.
Quella stretta silenziosa, dopo tanti momenti di
commozione cos intensa, fu per essi piena di dolcezza,
e permise loro di rimettersi prima di lasciare
la stanza del giudice.
Desiderio, in silenzio e ancora un po' commosso,
sosteneva Claudia che si asciugava gli occhi col
fazzoletto di trina ridotto una palla.
Dietro di loro il giudice sorrideva, felice del risultato,
come se il buon successo fosse stato tutto
merito suo.
Il cancelliere, per conto suo, alzava le spalle con
indulgenza.
Ecco altri due a cui l'orgoglio impediva di riconciliarsi,
egli borbott. A sentir loro, a sentir tutti
questi bei signorini vanitosi, non ce n' uno che
voglia confessare di voler bene alla propria moglie!
Ma in fondo il bravo cancelliere era contento del
risultato di quella conciliazione. Era un fatterello
carino da raccontare la sera a sua moglie...
- Affare Lenbas-Ridal! - egli grid con voce
forte.
Gi, aveva ripreso la sua aria scialba e scontenta...
Le pratiche continuavano il loro corso...


Capitolo 32.

Discesero insieme il grande scalone di pietra, Desiderio
sostenendo per un braccio la sua mogliettina.
L'aria viva di fuori fin di rimettere completamente Claudia, e forse quel braccio forte sotto il
suo era un rimedio ancora pi sicuro.
Quello scalone monumentale che, dietro il Palazzo
di Giustizia, si erge in piazza Delfino, ricord a Desiderio
un'altra scalinata pi piccola, discesa con
Claudia pochi mesi prima.
Quel ricordo, in quel momento, gli mise sulle labbra
un sorriso allegro.
Che confronto!
Fermando a met discesa la sua compagna, egli
si curv verso di lei e con un po' di malizia, ma
con molta tenerezza:
- Vi ricordate, cara? - disse con dolcezza, ritrovando
per la circostanza il suo sorrisetto abituale.
- Quel pover uomo di marito che non doveva
far cambiare in niente la vostra vita di ragazza... -
Claudia divent rossa.
- Oh! - ella disse confusa. - Come ero sciocca,
allora!... Ma, non vi conoscevo... -
Desiderio strinse con pi forza contro di s il
braccio stanco che egli sosteneva.
Una Claudia che arrossisce e si confonde non 
punto spiacevole, pens col cuore pieno di felicit.
Ebbe per la delicatezza di non indugiare sull'argomento
e anche di far fnta di non essersi accorto
della confusione della sua compagna.
- Avete la vostra automobile? - egli chiese dopo
un momento.
- No, sono venuta con una vettura di piazza, non
volendo far sapere a nessuno i miei affari intimi.
I domestici sono cos felici di conoscere i nostri guai.
- Per fortuna, ho la mia automobile, - egli disse
con semplicit senza osservare lo stupore che le sue
parole producevano in Claudia. - Dove devo condurvi?
A casa vostra o a casa mia?
- A casa vostra! - ella rispose spontaneamente,
perch temeva di veder ripartire quello strano sposo
che, dopo due mesi e mezzo di assenza e una riconciliazione
cos commovente, si mostrava con lei
calmo e disinvolto come se non l'avesse mai lasciata.
Valencourt aveva fatto un cenno a un autista in
livrea, che pilotava una magnifica guida interna.
- A casa! - egli ordin.
Claudia si sed in silenzio sui morbidi cuscini.
Era un po' maravigliata che suo marito, un povero
avvocato senza cause, avesse a disposizione una simile macchina.
Chi pagava la spesa?
Ma non sentiva il bisogno di approfondire le cose.
Non ancora rimessa dalle ore angosciose che aveva
passate, con qualche lacrima non ancora asciugata
all'angolo degli occhi, ella si contentava di godere
in pace l'ora presente.
Desiderio era l, vicino a lei, e questo le bastava
per il momento.
Valencourt le si era seduto accanto; le aveva passato
un braccio attorno alla vita e la teneva stretta
a s.
Egli sembrava pensieroso.
Certamente non aveva dovuto prevedere di ricondurre
Claudia con s, e pensava che avrebbe dovuto
darle alcune spiegazioni che non aveva pi il diritto
di differire.
Il loro matrimonio si era conchiuso in un modo
cos strano!... Egli aveva coscienza di avere un
po' truffato in quel momento.
Ora che la loro unione stava per diventare seria,
bisognava mettere tutto in chiaro.
Sua moglie non gli serberebbe rancore... Sarebbe
orgogliosa, anzi... Almeno, cos egli credeva.
Per fortuna tra loro, ora, c'era l'amore... La confessione
di Claudia risonava ancora al suo orecchio,
deliziosamente.
Ma Desiderio era un uomo onesto e si faceva una
questione d'onore di non approfittare, neanche un
poco, delle parole pronunziate dalla sua compagna
in un momento di disperazione.
Prima bisogna che tutto sia in regola tra noi...
Poi, vedremo!
Del resto, il caso faceva s che i loro sentimenti
coincidessero negli stessi scrupoli, perch, mentre
suo marito pensava a tutte queste cose, Claudia dal
canto suo rifletteva.
Aveva l'impressione di trovarsi in una condizione
un po' falsa e umiliante.
Spinta dal suo dolore, ella aveva forse detto cose
che a sangue freddo non avrebbe mai pronunziate.
Non c' l'uso in amore che le donne siano le prime
a parlare. Toccava a lui ora a prendere tutte le iniziative.
Proprio in quel momento egli le diceva:
- Claudia, avete indovinato che io vi avevo ingannata?
- S, - ella rispose con un filo di voce.
- Devo dirvi dunque che non sono solo in casa
mia!...
- Ah! -
Fu l'unica sillaba che ella seppe dire a quella
confessione.
Da quando egli l'aveva lasciata, ella aveva considerato
tante eventualit... anche quella che ora le
diceva.
Siccome stava zitto, un po'imbarazzato, ella lo
interrog:
- Una donna?
- S.
- Che voi amate?
- Naturalmente... Non vi stupite delle mie parole,
Claudia, - egli aggiunse con calore. - Cercate
di comprendermi... Voi, amica cara, siete stata
l'avventura con tutte le sue illusioni e tutti i suoi
palpiti! Ma lei, la vecchia e preziosa amica di cui
vi ho gi parlato,  tutta la mia vita... la sola donna
che abbia contato per me fino ad ora... Colei alla
quale devo tutto; quello che sono e la dimora armoniosa
e calma nella quale vivo e della quale ho
bisogno... -
Egli parlava con naturalezza.
Si vedeva che non aveva nessuna intenzione di
far soffrire, che non aveva nemmeno l'idea dell'effetto
doloroso che potevano produrre le sue parole.
Eppure ognuna di esse entrava come una freccia
nel cuore della sua compagna.
- Mio Dio! - ella balbett sgomenta. - Che cosa
vengo a fare a casa vostra, allora? Questa donna
come accoglier la mia venuta?
- Benissimo, credo, poich voi siete la mia moglie
legittima.
- Ma, io? - ella disse sbalordita dalla risposta.
- Oh, per questo, - egli disse franco, senza immaginare
l'interpretazione che sua moglie dava alle
sue confidenze - avr bisogno di tutta la vostra indulgenza,
Claudina. -
La giovane donna non rispose. L'esclamazione di
suo marito racchiudeva una tale fiducia in lei, che
ella non avrebbe saputo che cosa dirgli.
Erano giunti a destinazione e l'automobile rallentava,
sonando ripetutamente la tromba, per avvertire
dell'arrivo.
Era gi buio.
Il conducente aveva fermato la macchina davanti
a una grande casa signorile, e il portiere venne ad
aprire il portone a due battenti. Il veicolo, dopo esser
passato sotto una vlta, entr in un cortile spazioso
e si ferm davanti alla scalinata di un palazzetto
antico che sorgeva in fondo.
Claudia passava di sorpresa in sorpresa.
Scese per prima, e dette un'occhiata alla facciata
a due piani.
Le finestre a colonnette datavano dal Primo Impero
e solo quelle in alto erano illuminate.
- Entrate, Claudia, e siate la benvenuta, - disse
Valencourt ritirandosi per farla passare.
Le parve che il tono di suo marito fosse cambiato;
vi era nella sua voce come un fervore nuovo,
e Claudia ne fu profondamente commossa. Del resto,
era gi tanto turbata di essere l con suo marito,
nella sua dimora.
Attraversarono un vestibolo, poi una grande sala
dove Desiderio accese soltanto una lampada, solo
per vedere dove andavano.
Claudia intravide nella penombra dei mobili che
sembravano eleganti e preziosi.
Desiderio andava avanti con la sicurezza del padrone
che fa gli onori di casa a un invitato.
Dopo quella sala, ne attraversarono un' altra
ugualmente bene ammobiliata, poi il giovanotto apr
un'ultima porta davanti alla giovane moglie.
- Eccoci in casa mia, Claudia. Questo  il mio
studio. -
Aveva girato un commutatore elettrico, e due lampade
velate da grandi paralumi a tinte tenui si accesero,
diffondendo un chiarore dolce e caldo.
Da tutta quella stanza emanava un fascino riposante.
L'impressione d'intimit era accresciuta da
un gran fuoco di legna, che fiammeggiava nel camino;
un fuoco romantico che ormai a Parigi esisteva
soltanto nei racconti dei tempi passati.
Premuroso, Valencourt aiutava Claudia a togliersi
il mantello e il cappello, poi la faceva sedere in
un'immensa poltrona bassa, vicino al fuoco.
- Riposatevi, Claudia, - egli disse. - Non diciamo
niente, se il silenzio vi fa bene. -
Egli era rimasto in piedi, le spalle appoggiate al
caminetto, il viso un po' nascosto nell'ombra del
paralume.
- Preferite restare sola? - egli continu. - Dovete
aver bisogno di riposo.
- No, no... non mi lasciate sola, - ella disse in
fretta, senza riflettere un istante.
Il silenzio ricadde tra loro.
Erano commossi, avevano da dirsi reciprocamente
tante cose, mentre forse avrebbero preferito cadere
l'uno nelle braccia dell'altra, senza nessuna spiegazione.
La giovane donna, intanto, esaminava quella stanza
dove tutto era ricco e di un gusto raffinato, senza
un errore, senza una stonatura... tutto, dal magnifico
tappeto orientale di lana folta dai colori caldi,
alle fini stampe attaccate ai muri, alle rilegature
antiche della libreria.
Sopra un tavolino di onice, alcune rose morivano
in una coppa di cristallo nero.
Desiderio non lasciava sua moglie con gli occhi,
mentre ella si guardava intorno sempre pi sorpresa,
ma senza dir nulla. Alla fine ella non seppe
pi trattenersi e mormor:
-  strano...
- Che cosa?
- Tutto... questa stanza cos bella... cos armoniosa...
- Vi piace?
- Oh, s! - ella rispose con convinzione. - Ma
non immaginavo cos lo studio di un avvocato...
specialmente...
- Di un avvocato senza cause, - egli complet
sorridendo. - Avevate ragione... Ma non c' nessun
motivo che questa stanza abbia l'aria di uno studio
di avvocato.
- Eh? -
Quel discorso non le pareva molto chiaro, ma ella
aveva incoscientemente paura di tutto quello che
non sapeva. Le spiegazioni che suo marito le
avrebbe fornite, probabilmente le avrebbero fatto
del male, come quel poco che egli aveva gi detto...
Si sentiva cos debole, cos accasciata, cos poco
coraggiosa!
Ma come non maravigliarsi del lusso che la circondava,
dell'eleganza raffinata di questa stanza sobria
che si apriva per mezzo di una porta-finestra,
su di un minuscolo giardino incantevole?
Da lontano, attraverso i vetri, lo sguardo di Claudia
si attardava su quel sontuoso nido di verdura
che un abilissimo giardiniere doveva aver disposto
con gran cura.
Tutto era perfetto in quel giardino. I muri sparivano
nascosti da piante rare che sembravano prolungarli
con i loro rami folti, fino all' infinito; i
sentieri erano lastricati con larghe pietre disparate,
tra le quali spuntava qualche ciuffo d'erba; un
piccolo prato si stendeva fino a una vasca, che rispecchiava
il cielo, mentre un getto d'acqua gorgogliante
ricadeva sul bacino di roccia e di piante
acquatiche.
Tutto un paradiso in miniatura, sorgeva in soli
duecento metri quadri, e su di esso si apriva una
sola porta; quella della stanza da studio di Desiderio,
come se quel giardino fosse stato concepito e
disposto per lui solo
- Il luogo e il silenzio incitano al lavoro, - ella
osserv come in sogno. - Deve essere bello raccogliersi
qui... -
S'interruppe, e timidamente:
- ...  la vostra amica che ha disposto tutto
ci?...
- S, - egli rispose sorridendo. - Per trattenermi
un po' pi vicino a lei. Sono tanto vagabondo! Del
resto, soltanto la mano di una donna affezionata
pu comporre, con tanta armonia, il nido dove un
uomo possa davvero trovarsi bene... -
Claudia non rispose; la sua anima era in pieno
dolore!
Pensava ora a ci che aveva offerto a suo marito
lei, Claudia, con tutta la sua ricchezza: il lusso
vistoso e rumoroso degli alberghi dove lo aveva
condotto... i t mondani a dozzine... i ristoranti
notturni e le sale da ballo rumorose che si assomigliano
tutte nella loro monotonia. Ricordava il disprezzo
di Valencourt per quei ritrovi mondani dove
ella si divertiva, la sua antipatia per la folla, la
sua noia ogni mattina durante la loro passeggiata
quotidiana che egli chiamava esibizione.
Ripensava all' impressione di riposo che pareva
procurargli la montagna e la solitudine; il piacere
che egli manifestava davanti ad un semplice ragazzo
di strada o a una lavandaia dai gesti naturali...
davanti a tutto ci che non era artefatto e falso.
Tutto quello che un tempo non aveva capito, ora
le appariva chiaro: non erano gusti popolari i suoi,
ma il bisogno di evadere da quel turbine artificioso
in mezzo al quale ella lo costringeva a vivere.
Ella sentiva a un tratto, con penosa umiliazione,
la disfatta di tutta la sua ricchezza.
Che cosa aveva saputo dare a suo marito con tutti
i suoi milioni, che fosse pareggiabile a quell'atmosfera
di pace e di bellezza, creata per lui da una
donna che aveva disposto tutto con amore... con
quale amore!
La voce di suo marito la tolse dal baratro in cui
le sue riflessioni l'avevano spinta.
- Claudia, prima di darvi delle spiegazioni, bisogna
che vi renda delle carte inutili. Sono molto
ordinato, vedete, poich ho serbato queste che non
mi erano necessarie. -
Le tendeva una busta aperta che ella prese macchinalmente.
- Che cosa sono? - ella chiese.
Con la testa egli le accenn di guardare.
Claudia obbed e tir fuori diversi assegni bancari.
- Che cosa... -
Ma non fin.
Aveva riconosciuto quelli che ella stessa aveva
firmato per lui. I tre assegni che ella gli aveva consegnato
al principio di ogni mese, secondo il contratto
del loro fidanzamento, e tre altri, dati per
rimborso di spese anticipate all'albergo o durante
le loro passeggiate.
Con la busta in una mano e gli assegni nell'altra,
ella guardava suo marito senza capire.
- Perch non li avete riscossi? - ella chiese alla
fine con voce tremante.
- Per due motivi di cui il primo solo  sufficiente:
non ne avevo bisogno.
- Ah!
- S. Il secondo  che questi assegni non erano
indirizzati a me.
- Come? Non a voi?
- No, Claudia. Non sono colui che credete; fin
dal primo giorno vi ho ingannata sulla mia identit.
- Mio Dio! - ella fece, smarrita.
Ma nessun rimprovero usc dalle sue labbra, e nessun
segno di collera apparve nei suoi grandi occhi
ansiosi. Soltanto il suo viso, diventato di nuovo pallidissimo,
esprimeva una grande angoscia, e due
grosse lacrime le scivolarono lentamente gi per le
guance.
Da tanti mesi ella sentiva aleggiare un mistero
intorno a Desiderio!... Era questo dunque il momento
in cui avrebbe saputo...
Saputo che cosa?
Quale catastrofe le riserbava il destino, facendo
sparire la sua felicit ancora cos incerta?
Perch Desiderio parlava soltanto ora, dopo che
ella aveva rifiutato il divorzio che avrebbe diviso i
loro destini?
Tutto crollava... Ella sentiva che un nuovo dolore
stava per colpirla...
Il suo bel sogno di un marito scelto secondo il
suo gusto, stava per mutarsi in un disastro... in
disonore, forse... o in qualcosa di pi grave che
ella non sapeva immaginare?
C'era tanta sicurezza in Desiderio, tanta fiducia
in se stesso!... La sicurezza che proviene dalla ricchezza
accumulata... la forza dell'uomo favorito
dalla sorte... o quella pi bella, pi baldanzosa
dell'uomo che si sa amato con tutte le forze... da
una donna capace di comprenderlo.
- Come vorrei morire!... - ella balbett debolmente.
La morte le pareva una liberazione.
Ma Valencourt aveva sorpreso il mormorio delle
sue labbra. Lui che sembrava si divertisse a far confondere
sua moglie, fu commosso dal suo muto dolore.
Dapprima non pot trovare che queste parole
uscite dal cuore:
- Claudia, mia piccola Claudia, perdonatemi. Non
volevo spaventarvi... -
Con grande dolcezza le aveva preso le mani e le
stringeva tra le sue.
- Mia bambina adorata, che cosa avete creduto?
Ascoltatemi, vi voglio spiegare... -
Egli sorrideva, divertito, nonostante tutto, dell'inquietudine
che ella mostrava, e cos felice, in fondo,
di quello che doveva rivelarle.
Avvicin a lei un grosso cuscino di cuoio che
giaceva sul tappeto, e si sed ai suoi piedi.
- No, non sono Desiderio Valencourt, avvocato,
com' scritto sugli assegni firmati da voi. Sono
suo cugino che porta lo stesso nome e cognome
di lui.
- Suo cugino? - ella ripet senza capire.
- S, Desiderio Valencourt sono io. E anche mio
cugino si chiama Desiderio Valencourt... Fu un capriccio
delle nostre mamme che erano cognate e per
caso avevano lo stesso nome quando erano fanciulle...
e naturalmente lo stesso cognome da sposate.
Esse si volevano molto bene e questa perfetta uguaglianza
di stato civile era stata per loro causa di
avventure divertenti... di scherzi innocenti che avevano
rallegrato la loro giovent... Vollero fare ai
loro figli lo stesso dono, e per dir la verit noi ne
abbiamo spesso usato... e abusato in maniera meno
innocente.
- Allora il nostro matrimonio...  stato il vostro
ultimo scherzo?
- Lasciatemi continuare, ve ne prego, cara; altrimenti
non finiremo pi... Mi giudicherete dopo!...
Bench non sia avvocato, lasciate che difenda da
me la mia causa...
- Ma allora? -
Un raggio di luce era entrato nel cervello della
giovane donna, che senza ascoltare ci che egli le
diceva, interruppe ancora bruscamente:
- Ma allora se siete Desiderio Valencourt e non
siete... l'avvocato... siete l'altro?... Voi siete...
- Lo scrittore, il poeta... - egli fin sorridendo.
- S, Claudia... il vostro poeta! -
Ma ella, irrigidendosi:
- Non capisco... Perch questa sostituzione?
- Perch io non sono soltanto, Claudia, voi lo
sapete, un poeta che canta alle stelle, sono pi che
altro un romanziere, un analista del cuore umano...
un cacciatore di casi di coscienza e di avventure
straordinarie, se preferite... Questa  la mia scusa.
Mi comprendete? -
Ella restava silenziosa, felice e imbarazzata che
suo marito fosse un uomo onorato e celebre.
- No, il nostro matrimonio non era uno scherzo,
ma da principio, lo confesso, fu per me, romanziere
psicologo, un... esperimento... - egli rispose.
- Del quale io sono stata... la cavia?
- Precisamente, - egli riprese con calma. - O
piuttosto di cui noi siamo stati i complici, perch
anch'io non restavo semplicemente spettatore, mi
sembra, e prendevo parte a fondo all'avventura!...
L'ho capito subito fin dalla prima sera in cui v'incontrai
a quel ballo, vi ricordate? Quella sera sentii
che mi sarei lasciato prendere al giuoco... e capii
che era necessario che mi difendessi con una corazza
d'ironia e di scetticismo... Non sapevo due
cose: la prima (scusatemi, Claudia, ma ora posso
dirvelo), la prima che voi col vostro contegno sareste
stata la mia migliore difesa.
- Oh! - ella esclam, maravigliata.
- S, cara!... Mi avevate deluso... ve lo confesso.
L'annunzio dell'Agenzia Edera mi aveva entusiasmato,
e in modo straordinario, anche. Credo che
ci siano i colpi di fulmine anche fuori dell'amore.
Ero proprio entusiasta... soprattutto quando avevo
saputo che si trattava di una ragazza giovane, bella,
ricchissima, che quindi avrebbe potuto facilmente...
troppo facilmente forse, trovare altrove e meglio il
marito de' suoi sogni.
- S... troppo facilmente, - ripet Claudia pensierosa.
- Insamma, l'idea mi aveva sedotto per la sua
originalit, la sua audacia... per ci che rivelava
della personalit poco comune di colei che la lanciava.
- E allora?
- Allora... debbo dirvelo? Fui deluso... oh, non
della vostra persona, della vostra bellezza... del
vostro fascino... Povero me! Lo subivo anche troppo
! Ma sopra tutto ci, vi era un guscio artificiale
di pregiudizi, di pretese di donna troppo ricca, di
capricci di bambina viziata...
- Oh! - ella protest.
- S... lasciatemi finire, ve ne prego. Tutto ci
mi esasperava: intravedevo la vera Claudia... e me
la prendevo con la Claudia apparente che mi nascondeva
l'altra... E pi il tempo passava, pi la
condizione si aggravava. La donna superiore che
avevo intravista, si rivelava scioccamente gelosa,
ridicolmente nervosa, come una qualsiasi donnetta
borghese. E l'avventura tanto bella che avevo sognato
si cambiava in una cosa volgare e comune...-
Ella non rispose... era annientata.
Tutto ci ch'egli diceva era giusto, lo capiva, ma
ogni parola era un colpo dato al suo amor proprio.
Desiderio non era un avventuriero come ella aveva
temuto. Era invece Valencourt, lo scrittore conosciuto...
un uomo celebre e onorato di cui una
donna poteva inorgoglirsi ed esser fiera; ma lei,
Claudia, era la donna che aveva cercato di umiliare
quest'uomo... di comprarlo con del denaro...
Ella era stupidamente questa donna... e basta. Una
donna ricca... e nient'altro.
In quell' istante, invece di rallegrarsi semplicemente
della grande fortuna che le era capitata, Claudia
soffriva nell'orgoglio come da un pezzo non le
era successo.
Tutti i suoi sbagli sembravano accumularsi contro
di lei; la sua ricchezza non contava pi, Desiderio
era rimasto deluso... E poi, pi che altro, ella era
umiliata di fronte a suo marito... lo sposo che ella
credeva di aver comprato la dominava con tutto il
suo valore, la sua notoriet, e anche con la sua generosit.
Tra lei e suo marito, a un tratto, era sorta una
muraglia di ostacoli.
Valencourt, che la osservava, si maravigli di vederla
rabbuiata, mentre si aspettava un'esplosione
di gioia. E siccome ella restava silenziosa, le strinse
le mani per attirare la sua attenzione.
- A che cosa pensate, Claudina mia?
- Al nostro matrimonio, - ella disse con gravit.
- Penso che siete rimasto deluso... molto
deluso! Non sapevate cosa farvene voi del mio denaro
e io non vi ho dato niente in cambio del vostro
nome... -
Ella sospir.
- Penso anche che c' stato uno sbaglio nelle
nostre persone. Voi siete stato derubato, perch non
ho corrisposto alla vostra attesa... E anch'io non
son sicura di aver davvero il marito che desideravo...
Capitemi...  troppo bello il marito che mi
offrite oggi... Egli mi  estraneo... e pi  grande,
pi mi sento piccola al suo confronto. -
Ella allung la mano sulla tavola e riprese il fascio di
assegni che vi aveva deposti.
Con tristezza, li contempl un istante, poi con un
sospiro sfiduciato li gett nel fuoco.
- La commedia  finita, - ella mormor facendo
uno sforzo per non piangere.
Desiderio, stupito, la guardava, e si sentiva invadere
da una sorda ansiet.
Ella si era alzata.
- Bisogna che vi ringrazi, signor Valencourt, -
ella disse gravemente, ma con un certo smarrimento.
- Siete stato molto buono e molto generoso
oggi, accettando di restare mio marito. Ma io allora
non sapevo chi eravate... il famoso scrittore
di cui il mondo ammira l'ingegno e vanta il successo
meritato. Io sono una ragazza qualunque, incapace
d'interessare un uomo come voi. Vi ho deluso
ieri e vi deluderei domani.
- Ma via, Claudia, non dite delle cose assurde,
per carit!
- No, - ella riprese - avevate ragione poco fa,
dicendo che un simile matrimonio non poteva durare...
voi avete visto-giusto!
- Perch mi dite questo, cara Claudia? - egli
esclam. - Noi ci amiamo e diventeremo dei veri
sposi. -
In quell' istante egli aveva deposto ogni fierezza e
il suo sorriso ironico si era spento.
Claudia, pallidissima, si congedava da lui, senza
osservare il suo turbamento.
- Vi dico addio, signor Valencourt, Perdonatemi
di aver turbato la vostra vita con la mia ridicola
storia del matrimonio di agenzia... L'idea era buona,
ma io non ho saputo trarne niente di buono. -
Con gli occhi velati, i gesti incerti, ella prese il
suo mantello e il cappello.
L'orgoglio la sosteneva... Del resto ella era sincera
nel suo desiderio di andarsene, e aveva davvero
l'impressione che tutto ormai la separasse dal
marito troppo glorioso. Ma, ci nonostante, una
grande tristezza era in lei al pensiero di veder finire
cos il suo romanzo... il suo bel romanzo che moriva
in una spiacevole umiliazione.
Desiderio si era slanciato verso di lei.
Con mano energica, e con un gesto che la tensione
nervosa rendeva imperioso, egli le tolse di
mano la pelliccia e la mand a finire all'altro lato
della stanza.
- Ascoltatemi, Claudia, prima di lasciarmi... Non
ho finito di dirvi perch...
- A che scopo? - ella interruppe. - Tutto quello
che potreste dire non potr cambiare ci che ...
Vedete bene che le spiegazioni ci separano invece
di ravvicinarci! -
Egli riconobbe la saggezza di quelle parole e cap
la lezione.
Un marito giovane, quando rivede la moglie dopo
un lungo dissenso, pu fare qualcosa di meglio per
provare il suo amore, che cercare delle spiegazioni
complicate.
Valencourt afferr la giovane donna alle spalle e
l'attir tra le sue braccia.
- Claudia... mia bambina diletta... che son stato
sul punto di perdere... il mio amore che vuol lasciarmi
senza capire che l'adoro e che non potrei
pi vivere senza di lei... -
Ma Claudia, con dolcezza, lo respinse.
- No, signor Valencourt, non parlate del vostro
amore! Sapete benissimo che poco, fa la compassione...
soltanto la compassione vi ha trattenuto vicino
a me! E la vostra compassione... non la voglio...
Sento che non potrei accettarla!... No, voi
non mi amate... Senza il mio accecamento, il nostro
divorzio sarebbe una cosa sicura, ora.
- Claudia, vi sbagliate! Ero cos infelice di quell'orribile
procedura. Giammai ne avrei preso io la
iniziativa, bench fossi persuaso che voi non mi
amaste... Anch'io sono stato ferito dal vostro disprezzo
e dalla vostra freddezza... lo sposo ha sofferto
in me pi di quanto abbiate supposto e ora
mi fa tanto bene pensare che la mia piccola Claudia,
la fiera, l'altera, la ricca Claudia Frmonde
che rifiutava tutti i pretendenti alla sua mano, si 
umanizzata per me, per me solo, senza sapere chi
ero... senza sapere cio di aver sposato un marito
degno di lei e del quale non doveva arrossire.
- E pensando a un amore... possibile da parte
mia, avete fatto la domanda riconvenzionale? -
Nella sua voce si sentiva il dubbio; certo Desiderio
non l'avrebbe convinta con argomenti cos miseri.
Eppure egli sorrideva tranquillo come un uomo
sicuro di s.
- Venite tra le mie braccia, mia adorata incredula...
Via, non indugiate... S, cos, stretta a me,
lasciate che vi dica che ho attraversato mezza Europa
per arrivare in tempo a essere presente a quell'udienza
che era la mia ultima possibilit di vedervi
e forse di riprendervi.
- Dove eravate andato?
- In crociera... sulle coste settentrionali della
Norvegia.
- Come? Eravate andato cos lontano?
- S... per sfuggire la tentazione di ritornare
vicino a voi.
- Ma, perch?
- Per salvaguardare la mia dignit... Il vostro
gesto al Palazzo del Mediterraneo mi aveva sconvolto...
Sentivo che eravate gelosa, ma credevo lo
faceste per dispotismo... non per amore! Dicevo
tra me che se vi avessi lasciato scorgere i miei sentimenti,
voi vi sareste crudelmente divertita e mi
avreste fatto soffrire.
- Oh, Desiderio! Se sapeste quanto ho pianto...
aspettandovi!
- Non potevo supporlo... al contrario! Ero persuaso
che con la vostra civetteria voi cercaste soltanto
di eccitarmi... per dominarmi e rendermi
vile. -
Claudia aveva appoggiato la testa sul petto del
marito, e, con gli occhi chiusi, ascoltava quella musica
divina.
- Mi volevate bene e siete partito! - ella balbett
ebbra di felicit.
- SI, sono partito. E ogni volta che il vostro
ricordo diventava troppo insistente, davo ordine al
capitano del panfilo di dare tutto vapore e di andare
verso il Nord... sempre pi lontano. Non ero
del tutto sicuro di resistere al richiamo dell'amore
se vi avessi sentita un po' pi vicina a me.
- Allora perch siete ritornato?
- Perch a Tromsoe, trovai una lettera del mio
avvocato. Mi avvertiva che voi chiedevate il divorzio...
Allora non ho saputo vincermi... A qualunque
costo bisognava che fossi l... che vi vedessi... che
mi rendessi conto del vostro atteggiamento. -
Si ferm un secondo. Poi, a voce bassissima, mormor
nell'orecchio di sua moglie:
- Mia diletta! Sono stato cos felice poco fa pensando
che la mia Claudia adorata mi amava per
me stesso... amava me come uomo, non come scrittore
ricco e conosciuto.
- Non ho mai immaginato la verit. Non  permesso
imbrogliare la gente in questa maniera.
- Ho una sola scusante, mia diletta; quella specie
di ebbrezza che mi aveva invaso... quell'offerta
di matrimonio cos originale... Senza conoscervi ero
gi completamente entusiasmato! La cosa sarebbe
potuta andare a finir peggio.
- Oh! - ella disse. - Non mi pare neanche che
sia riuscita molto bene.
- Infatti, - egli disse ironico. - Un uomo che
sposa una donna senza amarla e che dopo qualche
mese si accorge di essersene innamorato...  una
vera catastrofe per la sua indipendenza. -
Si era seduto e cercava di attirare Claudia sulle
sue ginocchia, ma la giovane donna si schermiva
un poco.
- Dicevate poco fa... che eravate rimasto deluso...
-  vero, - egli disse. - Ma ci che non sapete
 che la donna orgogliosa e fredda che mi aveva
deluso, mi si rivel anche sotto un altro aspetto...
Fu a Laghet... quando la vidi inginocchiarsi con
tanta semplicit e pregare per una donna malata
che ella non conosceva e di cui avrebbe potuto esser
gelosa... Quel giorno come mi apparve buona
e grande la mia Claudina! E quando mi confess
candidamente, come avrebbe fatto un' ingenua fanciulla,
di aver pregato la Vergine perch le conservasse
la sua umile felicit insieme con me, allora
mi sentii tanto commosso e cominciai a scherzare
e a raccontarle delle sciocchezze perch ella non si
accorgesse del mio turbamento e non supponesse che
anch'io, dentro di me, avevo formulato incoscientemente
la stessa preghiera. -
Claudia a quella dolce evocazione si era messa a
piangere.
La voce di suo marito toccava tutte le fibre pi
intime del suo cuore e risvegliava in lei quell'amore,
represso per tanti mesi, che ella non voleva ammettere.
Ah, che Desiderio fosse avvocato o romanziere,
colui che ella aveva amato a Laghet e per il quale
aveva pregato era sempre lo stesso che le parlava
ora e che l'attirava tra le sue braccia.
Le loro labbra si erano incontrate a lungo in un
primo bacio che li univa finalmente... li univa per
sempre.
Ma, a un tratto, la giovane donna sussult e si
sciolse bruscamente dalle braccia che la tenevano
con tanto amore prigioniera.
- Voi dite di amarmi, - ella protest - e siete
venuto qui a trovare un'altra donna... la vostra
amica fedele! -
Con un salto Desiderio fu in piedi. E felice, all'improvviso,
egli prese di nuovo la sua amata mogliettina
tra le braccia, stringendola con una specie
di ebbrezza.
- Pazzerella!... Pazzerella adorata!... La donna
della quale parlate sar tanto felice di vedervi qui...
Sedetevi l, buona buona... e aspettatemi un momento,
va bene? -
Ella obbed, senza cercare di capire. La voce di
Desiderio aveva un' inflessione cos allegra che ella
non voleva dubitare pi.
Era cos bello, cos confortante, del resto, credere
in lui!
Valencourt era sparito dietro a una porticina ed
ella udiva una soneria di telefono.
Quando ricomparve, egli sorrideva con franchezza,
dicendo:
- Ella vi aspetta... Volete venire, cara mogliettina,
perch vi presenti l'una all'altra? -
Claudia si alz, segu docilmente il marito, immaginando
dalla sua contentezza che egli non poteva
averle preparato una sorpresa spiacevole.
Attraversarono di nuovo il salone, poi il vestibolo,
ora bene illuminato.
Un comodo ascensore li condusse al secondo piano,
dove la fanciulla poco prima aveva visto le finestre
illuminate.
- Entrate, - disse il giovanotto aprendo la porta
di un delizioso salottino parato di seta azzurra.
Seduta vicino a un tavolino, sotto la fioca luce di
una lampada velata di trina d'argento, una donna
dal viso bello e ancora giovane sotto i riccioli bianchi,
li guardava venire, con un sorriso pieno d'indulgente
tenerezza.
Claudia entr col cuore improvvisamente invaso
da una commozione folle, dolcissima, poich la vecchia
signora somigliava in modo straordinario allo
scrittore.
- Figliuola mia, - ella disse - mia cara figliuola...
Vi aspettavo... vi aspettavo da tanto tempo!
Venite presto a darmi un bacio. -
La giovane donna si trov tra le braccia della
graziosa mammina che sorrideva guardandola, con
aria veramente felice.
- Vi conosco gi, - riprendeva la vecchia signora
contemplandola. - Il mio cuore di madre aveva
indovinato la vostra esistenza nelle fantasticherie
malinconiche del mio ragazzone... I suoi lunghi silenzi
mi parlavano di voi con molta pi eloquenza
delle sue parole... e spesso durante la mia malattia
ho sentito la vostra presenza tra noi due, bench
voi foste lontana... Vi aspettavo... e sono contenta
che siate finalmente venuta.
- Oh, Desiderio!... - rimprover con dolcezza
Claudia a suo marito quando si ritrovarono soli.
- Perch non mi avete mai parlato di vostra madre
cos buona e affettuosa?... Dicevate una vecchia
amica.
- Voi volevate un marito senza famiglia, mia
cara, e non sapevo affatto come avreste accolto le
mie confidenze su quel soggetto.
- Certamente con gioia grande, in confronto al
pensiero di quell'amica tanto cara, tanto preziosa,
che voi amavate e della quale io ero scioccamente
gelosa. -
Ella si ferm poich egli sorrideva.
- Come sono stata sciocca! - ella esclam sinceramente.
- Dovevo esser proprio ingenua per credere
che nella vita si potesse vivere un romanzo...
una storia creata di sana pianta dalla fantasia di
uno scrittore in delirio!
- Sarebbe meglio, ora, bruciare quel famoso libro
spagnuolo che vi ha tanto montato la testa, -
sugger Desiderio sorridendo.
- Come fate a saperlo? - ella balbett confusa,
arrossendo.
- Un giorno trovai quel libro dimenticato sulla
vostra tavola... lo presi per leggerlo... e capii tutto...
Anche la mia Claudina aveva cercato un marito
di agenzia!
- Allora, quando partiste cos bruscamente...
senza lasciarmi la possibilit di ritrovarvi?... Anche
voi, - ella disse con tristezza - volevate lasciarmi
per sempre? -
Ma egli le chiuse le labbra con un bacio:
- Zitta, mia adorata... volete smetterla d'immaginare
delle cose spiacevoli?... Mia madre non vi ha
rivelato quanto ero poco allegro lontano da voi?
- Oh,  vero! - ella esclam con dolce esaltazione,
rannicchiandosi fremente contro il petto di
suo marito. - Il libro  bruciato, ma mi resta un
bel marito di prima scelta! Desiderio, vi amo! -
 
Capitolo 33.

Fedele e imparziale narratore di questa originale
vicenda che sembra appartenere a dei tempi preistorici,
tanto  romantica, mi sento in dovere d'informare
sino in fondo i nostri lettori, anche a costo
di deluderli, di quanto avvenne in seguito ai nostri
eroi.
Nonostante un' inchiesta scrupolosa e numerosi
colloqui, ci  stato assolutamente impossibile sapere
se della conclusione di una cos strana vicenda
d'amore, sia stata pi felice la giovane coppia o il
direttore dell'Agenzia Edera.
Il signor Michot  raggiante. Egli afferma che il
matrimonio dello scrittore con l'incantevole Claudia
Frmonde  il coronamento della sua carriera.
Questo gran successo l'ha reso orgoglioso e ancora
pi ambizioso di prima. Alcuni suoi concorrenti assicurano
che ora egli pensi di aggiungere la parola
amore al programma della sua Casa.
In quanto alla giovane coppia, che si affrett a
far benedire il suo matrimonio in chiesa, abbiamo
ben poco da dire: le persone felici non hanno storia.
Dopo qualche anno di vita coniugale, Claudia e
Desiderio sembrano sempre pi innamorati l'una
dell'altro e fermamente decisi a proseguire sullo
stesso tono per tutta la vita
Hanno due bambini che educano con lo spirito
pratico di oggigiorno, cio in modo molto moderno.
Il maschietto, che  intelligentissimo e che gi
capisce le difficolt della lotta per la vita, ha deciso
che quando sar un uomo, cio verso i venti anni,
ander in paesi lontani e sconosciuti, a tentare imprese
grandiose. Tali da assicurargli gloria ed
onore, sia in patria che fuori.
Al contrario di suo fratello, per, la bambina
sembra avere tutt'altro programma.
Ella si balocca ancora con la bambola, non ha
grande attitudine per le scienze, dichiara di aver
paura ad andare in aeroplano, non ama alcuna pratica
sportiva, specialmente il calcio e il pugilato. E
quando qualcuno le parla dell'avvenire, ella si limita
ad affermare con energia che quando sar
grande vorr essere come le donne del tempo passato
una signora con un marito e molti figli...
Il signor Michot, pertanto, tiene d'occhio i due
bambini. Egli non dispera, infatti, se fortuna e salute
l'assistono, di potere, al momento opportuno,
scovare anche per loro una moglie ed un marito.
...
.
...
FINE.